Lo addormenta, gli ruba il portafogli e poi lo denuncia per violenza

di ELEONORA SERAFINO

URBINO – Lo avrebbe drogato con del sonnifero rischiando di mandarlo in coma per poi rubargli il portafogli e accusarlo di violenza sessuale tre mesi dopo. Alessandra Dini, accusata di rapina nei confronti dell’amico Raniero Mascini, avrebbe compiuto il fatto il 20 dicembre 2013. Nell’udienza di oggi, al tribunale di Urbino, sono stati ascoltati anche diversi testimoni.

La donna, poco meno di 45 anni, con il vizio del gioco secondo i racconti della presunta vittima, sarebbe entrata nel bar ristorante di Raniero Mascini a Sassocorvaro e, con la scusa di festeggiare il successo di un suo amico regista, lo avrebbe invitato a bere. Mentre lei avrebbe bevuto una birra presa dal frigo, a lui avrebbe offerto della crema di whisky Baileys portato da lei.

E’ in questo momento che, come sostiene l’accusa, avrebbe versato nel bicchiere una boccetta intera di delorazepan – un ansiolitico – per stordirlo e derubarlo.

“Ho riscontrato un’altissima concentrazione di delorazepan nella provetta che i carabinieri mi hanno chiesto di analizzare – spiega il perito ascoltato in tribunale – 22,8 milligrammi per circa 100 millilitri di liquore”. “Un quantitativo – conclude il tecnico – che determina stordimento e può provocare perfino il coma. Normalmente se ne somministrano massimo sei milligrammi al giorno contro i disturbi dell’ansia”.

A ritrovare Raniero Mascini è stato un tecnico adibito alla manutenzione delle slot machine, che quella mattina era andato nel suo locale per sostituire una macchinetta. Pallido, l’uomo avrebbe cercato di mettersi in piedi e di camminare, ma sarebbe caduto dopo pochi passi e avrebbe balbettato: “Mi hanno rubato il portafogli”.

“Ricordo che mi sentivo molto intontito e sentivo le mani di Alessandra che mi toccavano alla ricerca di qualcosa”, ha spiegato l’uomo cercando di ricordare l’accaduto.

Alessandra Dini oltre che amica del ristoratore era un’assidua frequentatrice del suo locale, dove andava spesso per giocare con le slot machine. Potrebbero essere stati, quindi, il vizio del gioco ed eventuali debiti contratti le ragioni alla base del gesto di cui è stata accusata. Nell’udienza del 6 dicembre, oltre al perito che ha analizzato il contenuto del bicchiere incriminato, sono stati ascoltati la dottoressa che si occupò del ricovero di Mascini al Pronto soccorso di Urbino, il tecnico adibito alla riparazione delle macchinette per il gioco, nonché il primo a trovare l’uomo e un perito che ha controllato il telefonino dell’imputata.

Alessandra Dini, tre mesi dopo la denuncia di Mascini ha a sua volta denunciato l’uomo per aver tentato di violentarla. Il processo è stato archiviato dalla Procura di Macerata.

Durante la prossima udienza prevista il 16 maggio 2018, sarà ascoltata per la prima volta la Dini e saranno chiamati a testimoniare altri testi, alcuni scelti dalla difesa, altri dall’accusa.