Alla Data il dj che mischia musica elettronica e suoni del terzo mondo

La locandina dell'evento alla Data di giovedì 25 gennaio
di MATTEO DE RINALDIS

URBINO – Andrea Mangia, in arte Populous, dj e produttore salentino, suonerà giovedì alla Data per una serata organizzata da BP Angels, l’associazione alla quale il Comune ha affidato la gestione degli eventi nelle sale delle vecchie stalle del Duca.

Populous, oltre 18.000 mi piace sulla sua pagina Facebook, ha iniziato la carriera nel mondo della musica nei primi anni 2000. Nel 2002, l’esordio con l’album Quipo firmato con l’etichetta discografica tedesca Morr Music, una collaborazione che durerà per oltre un decennio. Nel 2014 grazie all’album Night Safari ottiene notorietà a livello nazionale e soprattutto internazionale. Un successo che si concretizzerà con l’invito al South by Southwest festival, ad Austin, in Texas nel 2015. Tre anni dopo esce l’ultimo album, Azulejos, un tentativo riuscito di fondere le sonorità elettroniche europee con i suoni tipici del Sudamerica, attingendo dal baile funk brasiliano alla cumbia colombiana, fino allo stile kuduro incontrato a Lisbona. Una musica che Populous porterà nei locali storici della Data e che contribuirà a “far rinascere” le vecchie stalle del Duca, come spiega l’evento pubblicato su Facebook.

Andrea, partiamo dalla tua partecipazione al South by Southwest festival.
È stato un grande onore partecipare a una delle manifestazioni musicali più importanti al mondo. È un festival completamente pazzo. Tutta la città diventa scenario dell’evento, c’è musica in tutti i locali e in ogni angolo della strada. È stata un’esperienza veramente fantastica.

Dal Texas a Urbino. Hai mai visitato la città?
Non ci sono mai stato in vita mia, mi sono esibito alcune volte nelle Marche ma sulla costa, per esempio a Pesaro, Ancona e Porto Sant’Elpidio. Di Urbino ho sentito parlare da alcuni miei amici che hanno studiato all’Accademia di belle arti e mi hanno detto che il giovedì sera c’è un bel casino con tanti studenti in giro a fare festa.

Una volta molto di più, dopo l’ordinanza anti-alcol voluta dall’amministrazione Gambini le cose sono un po’ cambiate.
Non conosco la situazione ma posso immaginare che se si è arrivati a questa decisione un motivo ci sarà. Quando ci sono tanti universitari e si nega il divertimento a tanti ragazzi non va bene.

L’amministrazione ha però fornito nuovi spazi agli studenti come la Data dove ti esibirai domani. Che tipo di musica suonerai?
Quando faccio il dj sono più incentrato ai suoni da dancefloor: tanta musica con la cassa dritta piena di sonorità e suggestioni che pescano dai vari continenti.

Una sperimentazione che hai portato avanti anche nel tuo ultimo album, “Azulejos” (il nome della tipica piastrella azzurra portoghese, ndr).
L’obiettivo era rendere la musica elettronica terzomondista. Per preparare il disco ho vissuto due mesi a Lisbona per farmi influenzare dal mood della città. Ho trovato una città molto solare e rilassata, e tutto questo ha influenzato la mia musica.

Per quest’ultimo album hai lasciato l’etichetta che ti ha lanciato: come mai?
Sono molto legato alla Morr Music, ma nel corso di una carriera artistica ci sono cambiamenti di sound e ho considerato chiusa la mia esperienza con l’etichetta tedesca. Ho preferito passare a etichette che si sposano meglio con le mie sonorità attuali: mi sono legato a Wonderwheel, che ha sede a New York per la distribuzione in America e a La tempesta dischi per l’Italia, un’etichetta indipendente fondata dal bassista dei Tre allegri ragazzi morti.

Nella tua carriera vanti anche un legame con i Subsonica.
Conosco bene Max e Ninja (bassista e leader del gruppo). Ho aperto qualche loro concerto, a volte abbiamo suonato assieme e con loro ho prodotto anche una traccia. Sono degli amici e ho partecipato molto volentieri a Demonology HiFi, il progetto da solisti intrapreso dai due.

Su internet si racconta di una volta che ti sei esibito e hai cominciato a offrire tequila a tutti…
Diciamo che è una cosa che mi riesce molto bene (ride).

Conti di farlo anche domani?
Beh, se mi procurano una bottiglia non vedo perché no.