giornalismo

La cultura viaggia ancora sui vecchi canali: la televisione piace più delle nuove app

Volantini, telegiornali e programmi tv sono le principali fonti d’informazione per gli appassionati al patrimonio culturale e, mentre le piattaforme digitali faticano ad affermarsi, un mezzo ‘antico’ come la radio riacquista popolarità. Ci si fida di più degli amici che degli esperti e il primo interesse è per cibo e turismo. Questi aspetti sono messi in luce dallo studio del Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata di Urbino.



Il premio Pulitzer Bob Marshall a Urbino: “Il giornalismo non morirà, ci saranno sempre lettori affamati”

Esperto in riscaldamento globale e cambiamenti climatici, il giornalista statunitense è stato a Urbino per un mese con gli allievi americani del corso che tiene dal 2009. Racconta l’inchiesta sull’uragano Katrina che ha portato il giornale dove lavorava, il Times-Picayune a vincere il prestigioso riconoscimento. Riguardo al “global warming” invece è tutt’altro che ottimista: “Porterà caos, instabilità politiche e guerre per le risorse idriche”









La sfida delle fake news al Parlamento europeo

Bruxelles ha ospitato una conferenza sul rischio che sul web si diffondano notizie false e su come il giornalismo debba evolvere ai tempi della post-verità. L’evento è stato organizzato da Curzio Maltese, Stelios Kouloglou e Miguel Urban (MEP). Sono intervenuti Andreas Veglis, Paul Horner, Christophe Michel, Lidia Ucher e Clara Jiménez.


“Coltivate il vizio della memoria”: il consiglio di Marco Laudonio ai giornalisti di domani

Il social media strategist del ministero dell’Economia, nonché giudice di hackathon 2017, raccomanda ai reporter, attuali o del futuro, di verificare sempre in maniera accurata le informazioni che circolano sul web per evitare la propagazione delle fake news e non creare allarmismi. E suggerisce dei sistemi di condivisione ampia tra chi segue una notizia e chi può confermarla