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Commenti online, la Cassazione: “Direttori non responsabili”

di    -    Pubblicato il 13/12/2011                 
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La Cassazione ha stabilito che il direttore di una testata on line non è responsabile per i commenti dei lettori. Con la sentenza 44126 depositata il 29 novembre, i giudici supremi hanno annullato la condanna della Corte d’Appello di Bologna all’ex direttrice dell’Espresso, Daniela Hamaui, per la violazione dell’articolo 57 del codice penale, che sanziona “il direttore o il vice-direttore responsabile per l’omesso controllo” sul contenuto del periodico, un’azione necessaria per impedire che siano commessi reati mediante la pubblicazione, su tutti quello della diffamazione a mezzo stampa.

La Cassazione ha considerato “l’impossibilità per il direttore di testata di impedire la pubblicazione di commenti diffamatori”. Un controllo di questo tipo “costringerebbe il direttore a una attività impossibile, ovvero lo punirebbe automaticamente ed oggettivamente, senza dargli la possibilità di tenere una condotta lecita”. E conclude: “Il periodico on line non può essere considerato ‘stampa’ ai sensi dell’art. 57 codice penale” e così “la condotta di non aver impedito la commissione del reato di diffamazione non è prevista dalla legge come reato”.

Restano aperte diverse questioni sulle conseguenze di questa sentenza: ovvero se una maggiore responsabilità individuale di chi ‘posta’ commenti on line ha effein in termini di quantità e qualità dei commenti stessi e se il comportamento di un certo lettore-commentatore, il più polemico, possa cambiare da troll (un utente che posta commenti diffamatori o fuori temi)  a opinionista equilibrato.

Corriere.it e Repubblica.it, le due principali testate on line italiane, prevedono la “registrazione utente” per poter commentare un articolo. Dati personali (nome, cognome, data di nascita, e-mail) e domicilio (Cap o Provincia) sono dati obbligatori per registrarsi e accedere, un filtro che può inibire contenuti diffamanti, e pemettere di identificare e bloccare chi viola i termini e condizioni di utilizzo del giornale on line.

Stampa.it ha fatto una scelta differente: “La registrazione viene fatta con nome utente (anche anonimo o nickname) password e indirizzo e-mail – dice Dario Corradino, caporedattore centrale –  si può commentare su forum, blog e rubriche, non gli articoli del quotidiano on-line, per evitare degenerazioni. Ci sono community sportive come ‘Qui Toro’ e ‘Qui Juve’, ad esempio, che sono state moderate per impedire l’accesso tra iscritti delle due comunità. Spesso, quando si manifesta qualche ‘troll’ viene smascherato dagli stessi utenti. Comunque, c’è sempre il nostro team, 365 giorni all’anno, fino alle 23 o anche a mezzanotte, che legge e nel caso blocca gli autori di questi contenuti”. Alcuni temi però sohno risultati troppo sensibili: “Abbiamo provato ad aprire e riaprire un forum sul Medio Oriente – continua Corradino – che è stato chiuso più volte. Non è stato possibile”.

Il rapporto tra commenti dei lettori e giornalismo on line è tema aperto, indefinito, sperando che non si trasformi in un supplizio di Tantalo. Il Post.it, il blog di informazione diretto da Luca Sofri, ha analizzato il tema del commento dei lettori, anche in chiave simpatica e autoironica nell’articolo “I 10 più stupidi commenti on line”, con una sorta di “bestiario” dove si legge: “In un anno e mezzo, abbiamo accumulato una serie di tipologie di commento che ricompaiono e definiscono quelli che, con linguaggio adeguato, possiamo definire i 10 più stupidi commenti online. Detto con affetto per i soggetti, e riconoscenza per gli altri.”

Un’indicazione di come trattare questo tema delicato, viene dall’edizione on line del New York Times:

Our goal is to provide substantive commentary for a general readership. By screening submissions, we have created a space where readers can exchange intelligent and informed commentary that enhances the quality of our news and information

Insomma, i commenti intelligenti, informati ed efficacemente moderati possono migliorare la qualità delle notizie e dell’informazione.

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