il Ducato » crollo tetti http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » crollo tetti http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Amianto, quando una parola fa paura http://ifg.uniurb.it/2012/04/17/ducato-online/amianto-quando-una-parola-fa-paura/30982/ http://ifg.uniurb.it/2012/04/17/ducato-online/amianto-quando-una-parola-fa-paura/30982/#comments Tue, 17 Apr 2012 07:55:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=30982 SCHEDA Carlotti (Asur): "Inutili allarmismi" / L'imprenditore: "Il mio magazzino devastato" ]]> URBINO – Uomini in tuta bianca, con mascherine guanti e copri scarpe raccolgono polveri leggere come cipria, ma pesanti come piombo se inalate. Quasi impalpabili, queste fibre rendono l’aria pesante e si attaccano alla pelle, agli abiti, agli oggetti. Aggrediscono e se respirate o liberate nell’aria provocano un disastro, per l’ambiente e per la salute.

E’ l’asbesto, più comunemente noto come amianto, un minerale molto diffuso in natura, resistente al calore e ormai identificato con l’eternit, il materiale praticamente ‘eterno’ composto da cemento e, appunto, amianto.

Dai primi anni del ‘900 lo si è utilizzato per costruire di tutto: tubi, acquedotti, coibentazione di navi, tegole, pavimenti, vernici, fioriere, le tute ignifughe dei vigili del fuoco. Ma, soprattutto, di onduline in eternit inconfondibilmente grigie sono stati inondati i tetti delle case, dei capannoni industriali e di quelli agricoli. Le stesse coperture che sono crollate a causa della grande nevicata di febbraio.

Centosessanta sono i crolli ufficiali di tetti in amianto registrati dal Dipartimento di Prevenzione e sicurezza sul lavoro, contando tutti i ventinove comuni compresi nella ex zona 2 dell’Asur di Urbino. Dieci le coperture crollate a Urbino, tra cui un tetto di seicento metri quadrati dell’Ekofarma, una ditta che si occupa di mobili e arredi di farmacie, uno di circa mille metri quadrati del deposito di mobili Rio Rusciadelli e la copertura della palestra di Scienze motorie. Gli altri sette casi sono capannoni agricoli. Nella zona industriale di Fermignano, i casi di tetti in eternit crollati sono cinquantacinque.

Un bel da fare per i vigili del fuoco, per i tecnici del Comune e per il Dipartimento di prevenzione e sicurezza sul lavoro che proprio a Fermignano ha la sua sede principale.“L’Asur è stata, ed è tutt’ora, completamente ingolfata – spiega il dottor Eugenio Carlotti, direttore responsabile del dipartimento – sovraccarichi di lavoro noi e l’Arpam di Pesaro, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale che ha il compito di analizzare i campioni di eternit per capire se c’è effettivamente amianto. Per tutti i centosessanta casi abbiamo effettuato un primo sopralluogo – continua Carlotti – poi abbiamo campionato i manufatti e li abbiamo inviati all’Arpam per le analisi”.

Una volta accertato che si trattava di amianto l’Asur ha chiesto ai sindaci dei comuni di riferimento un’ordinanza d’urgenza per motivi di sanità pubblica, obbligando così i proprietari degli immobili a rimuovere i materiali nocivi, affidandosi poi a una ditta abilitata e specializzata nella rimozione dell’amianto. “In condizioni particolari – dice il responsabile del Dipartimento di sicurezza – c’è bisogno anche di due mesi di tempo, ma in una situazione così d’emergenza abbiamo cercato di accelerare i tempi, chiedendo un massimo di venticinque giorni. Le ditte poi – dice il dottor Carlotti – ci hanno sottoposto i piani di lavoro che abbiamo analizzato e approvato in due giorni”. Tutto questo continuando a fare sopralluoghi, seguendo i lavori di smaltimento e bonifica fino alla fine.

A più di un mese e mezzo dalla neve di febbraio, però, non tutti gli edifici interessati da crolli hanno finito i lavori, proprio perché le procedure sono particolari e ben definite.

Chi si trova davanti all’amianto, deve affrontare un iter speciale per la rimozione, complesso e abbastanza dispendioso. L’amianto è altamente nocivo per la salute, può portare a malattie gravi come l’asbestosi e il mesotelioma maligno. Solo nelle Marche dal 1996 al 2008 sono stati trecentotre i casi di tumori da amianto. Perciò è un materiale che va smaltito come rifiuto speciale, e poi tutta l’area venuta in contatto con la sostanza va bonificata, utilizzando isolanti e aspiratori.

L’uso dell’amianto è disciplinato dalla legge 257 del 1992 che vieta il suo utilizzo e stabilisce regole e procedure per lo smaltimento e la bonifica. Oggi, anche se sono ormai passati vent’anni dall’emanazione della legge, non è necessario eliminare l’eternit se ben conservato, scatta invece l’obbligo nel caso di amianto friabile, il tipo più nocivo, che si sfalda sotto qualsiasi pressione, e nel caso in cui l’eternit è degradato, anche se compatto, con fibre inglobate in matrici di cemento e quindi meno pericoloso.

LEGGI/LA SCHEDA – LA LEGGE, I COSTI E I RISCHI DELL’AMIANTO

I tetti in eternit, come quelli crollati sotto il peso del nevone, sono fatti di amianto compatto e probabilmente senza quei tre metri e mezzo di neve sarebbero rimasti lì sopra ancora a lungo. Invece sono stati dilaniati, squarciati. La neve, che ha seppellito tutti i materiali crollati e l’eternit, ha bloccato però le fibre di amianto, che non hanno potuto disperdersi subito in atmosfera. La polvere ha dovuto aspettare solo un pò di tempo, quando, sciolta la neve, è arrivato il vento.“Nessun rischio per la salute – avverte il dottor Eugenio Carlotti – le fibre erano poche e non c’è un grosso rischio per la salute”.

Aziende come l’Ekofarma e la Rio Rusciadelli, oltre a subire danni alla produzione e ai macchinari per migliaia di euro hanno dovuto sobbarcarsi anche un onere in più: “Stiamo spendendo trenta euro a metro quadro, per smaltire circa seicento metri quadri di tetto in eternit – dicono all’Ekofarma – intanto bonifichiamo, poi vedremo”. Per poter continuare a produrre, nell’azienda di mobili per farmicie, hanno dovuto costruire un tramezzo, una parete divisoria, “altrimenti – dice la segretraria – non avremmo potuto lavorare”.  Sì perché la zona è stata sigillata con il nastro e interdetta a tutti. Solo gli operai della ditta abilitata possono entrare, protetti da tute in Tyvek, mascherine per le vie respiratorie e ogni altro tipo di accessorio anti amianto. In teoria, finché non si eliminano totalmente i pezzi di eternit e non si procede alla bonifica della zona, il lavoro di produzione deve essere interrotto. L’Ekofarma è riuscita a raggirare questo danno ulteriore dividendo la zona interessata dal crollo e continuando a lavorare nel capannone accanto.
Nella regione Marche nel 2007 è stato effettuato un censimento per valutare la presenza di amianto. Nella zona di Urbino sono state inviate dodicimila lettere, di queste solo il ventidue per cento è tornato indietro. Sulla base dei questionari ricevuti, sono stati censiti 841 edifici con eternit, per un totale di diecimila tonnellate di amianto compatto. Tutti questi edifici sono stati classificati, attribuendo una categoria di pericolosità decrescenti da uno a quattro, a seconda del tipo di amianto, dell’uso pubblico o privato dell’edificio e di quanto sia esposto. Nella zona di Urbino i siti in classe uno, la più rischiosa, sono dieci, sessantadue sono in classe due, mentre i restanti 769 sono in classe tre e quattro. Ora che nella zona di Urbino sono crollati tutti questi tetti in eternit, bisognerà rivalutare al ribasso le stime del censimento.

 

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L’Asur: “Inutili allarmismi sui crolli dei tetti” http://ifg.uniurb.it/2012/04/17/ducato-online/lasur-inutili-allarmismi-sui-crolli-dei-tetti/31034/ http://ifg.uniurb.it/2012/04/17/ducato-online/lasur-inutili-allarmismi-sui-crolli-dei-tetti/31034/#comments Tue, 17 Apr 2012 07:41:32 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=31034 [continua a leggere]]]> URBINO – Sono stati giorni pesanti quelli della neve di febbraio, giorni in cui le segnalazioni di tetti in eternit si accavallavano l’una dopo l’altra. Prima erano una ventina, poi sono diventate trenta, poi quaranta. Fino ad arrivare all’ultima cifra: centosessanta tetti crollati. Chiamate dal Comune, dai Vigili del fuoco, dai proprietari delle coperture sotto accusa, da privati cittadini intimoriti dal pericolo che l’eternit poteva significare.

Il Dipartimento di prevenzione e sicurezza sul lavoro, guidato dal dottor Eugenio Carlotti, ha lavorato contro il tempo per ridurre i rischi: “Noi facciamo prevenzione – dice il responsabile del Dipartimento -eliminiamo il rischio prima che l’amianto possa agire. Per questo abbiamo accelerato i tempi delle procedure”.

Dottor Carlotti, come fate a essere certi che qualche copertura in eternit non sia sfuggita?
“Non siamo sicuri, la realtà è che non abbiamo la certezza che il dato sia completo, potrebbe mancare tutta una parte sommersa, soprattutto per quel che riguarda i capannoni agricoli e i privati cittadini. Le industrie devono passare necessariamente da noi, perché se anche si rivolgono solo alle ditte specializzate, poi queste devono presentare un piano di lavoro che noi studiamo e approviamo. Se pensiamo che al censimento del 2007 sulla presenza dell’amianto nelle marche, nella provincia di Pesaro-Urbino solo il 22% ha risposto al questionario che abbiamo inviato, mi sembra chiaro che i dati che abbiamo siano un pò parziali”.

Avete chiesto di segnalarvi tutte le coperture in eternit messe in posa prima del 1992, anno della legge che vieta l’utilizzo dell’amianto?
“Siamo a conoscenza di un tetto posato nel ‘97, che anche se datato post ’92 è comunque in eternit. Dall’introduzione del divieto qualche furbetto che ha utilizzato lastre in amianto c’è stato, lo sappiamo. Perciò quando abbiamo chiesto ai sindaci di inviarci le segnalazioni, abbiamo indicato tutti i manufatti fino al 2000”.

C’è un pò di allarmismo intorno all’eternit e all’amianto.
“Il problema grande a cui è legato un rischio immenso è l’inalazione delle fibre d’amianto, direttamente e in maniera costante e ravvicinata oppure perché la sostanza, in qualche modo, si è liberata nell’atmosfera. Anche la normativa vigente, infatti, prevede l’eliminazione del cemento-amianto solo in caso di degradazione, perché se è ben conservato non c’è motivo di rimuoverlo, anzi, togliendo quello che abbiamo nelle nostre case, come i serbatoi dell’acqua o le grondaie, si fanno più danni cercando di smaltirli che non lasciandoli lì dove sono. Nell’immaginario comune tutti i tetti in eternit sono pericolosi, ma non è così, bisogna sfatare questo mito”.

Una grande paura è giustificata dai grandi rischi.
“Il pericolo molto elevato e con imponenti esposizioni all’amianto si possono contrarre malattie non reversibili, prive di terapie efficaci. Malattie come il mesotelioma pleurico, il tumore dell’amianto, che non da scampo. Ci sono solo terapie contro il dolore. Dal momento in cui si manifesta la patologia non si hanno più di dieci o undici mesi di vita. Ma stiamo parlando di esposizioni lavorative. Ricordo il caso di un operaio che lavorava negli anni’60, in un industria produttrice di caschi per parrucchiere alla coibentazione. L’intercapedine del casco era in cartone d’amianto. Quando tagliavano quei cartoni, senza alcuna protezione si respiravano tutte le fibre. E poi, si è doppiamente esposti al rischio di ammalarsi se si è predisposti geneticamente a contrarre la patologia. In caso contrario si potrebbe teoricamente inalare tanto amianto e stare sempre bene”.

Quindi i tetti crollati non hanno esposto ad alcun rischio?
“ Assolutamente no. Erano coperti dalla neve, non si è creata la condizione per far liberare le fibre d’amianto in aria. Una signora era venuta da noi terrorizzata, dicendo che vicino casa sua un capannone era caduto. Ma se non sei esposto a perdita continua di fibre non ci sono problemi e in normali condizioni ambientali un tipo di rischio così elevato non esiste. Poche fibre non fanno nulla, non sono esposizioni significative. Non vanno neppure prese in considerazione. Qui nella zona di Urbino come quantità di amianto siamo nella media. Molto di più ce n’è ad Ancona, per via dei cantieri navali e a Fano quando c’era lo zuccherificio, con tonnellate e tonnellate di amianto friabile. Qui stiamo abbastanza bene e l’allarmismo non serve a nulla”.

 

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Tetti in amianto, 39 crolli a causa della neve. E’ corsa allo smaltimento http://ifg.uniurb.it/2012/02/28/ducato-online/tetti-in-amianto-39-crolli-a-causa-della-neve-ora-e-corsa-allo-smaltimento/26835/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/28/ducato-online/tetti-in-amianto-39-crolli-a-causa-della-neve-ora-e-corsa-allo-smaltimento/26835/#comments Tue, 28 Feb 2012 18:00:18 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=26835 LEGGI L'acqua fa paura ai tetti]]> URBINO – Tettoie e coperture infrante, lamiere, tegole, pezzi di cemento. Materie informi sotto cumuli di neve, macerie che ora rappresentano un pericolo e un’apprensione in più. Molti tetti crollati durante l’emergenza di febbraio infatti erano in amianto, significa che oltre a dover ricostruire, bisogna prima smaltire. Si aggiungono perciò alcune complicazioni: più spese, un iter lungo e macchinoso e danni per la salute.

Ne sanno qualcosa, non solo i proprietari dei capannoni industriali e agricoli che sono crollati, come quello dell’Ekofarma (una ditta che si occupa di mobili e arredi di farmacie) o del deposito Rio Rusciadelli (entrambi in zona Sasso), ma anche i vigili del fuoco e l’équipe di ingegneri del Centro Operativo Misto creato durante i giorni della grande nevicata, che hanno continuamente monitorato le strutture e che sono intervenuti in tutti i casi di crollo. “Molti crolli dovuti al peso della neve hanno coinvolto tetti in eternit – dice l’ingegnere Domenio Fucili - e quindi è nato un problema in più, innanzitutto la sicurezza e la salute. Poi c’è lo smaltimento, che ha tutta una sua procedura”. Secondo la legge 257 del 1992, il tetto in eternit va rimosso solo se spaccato o danneggiato, perché in questo caso può liberare fibre d’amianto nocive per la salute.

39 CASI REGISTRATI – Il Dipartimento di Prevenzione e sicurezza sul lavoro dell’Asur di Urbino, che comprende i 29 comuni della ex zona 2, per ora è a conoscenza di 39 casi di crolli di tetti in eternit. A questo dipartimento arrivano le segnalazioni di pericolo: “Le comunicazioni ufficiali sono venticinque – fa sapere il dottor Eugenio Carlotti, direttore responsabile del dipartimento con sede a Fermignano – abbiamo molte segnalazioni dai Vigili del fuoco e dagli ingegneri del Comune che hanno fatto i sopralluoghi dei tetti crollati”. Ma c’è sicuramente dell’altro. Ci sono i casi non segnalati. “Non abbiamo dati completi – dice Carlotti – perché, come sempre, manca tutta una parte sommersa”. Ma l’Asur riesce a conoscerne una parte tramite i cosiddetti ‘piani di lavoro’: “Alcuni privati hanno fatto tutto da soli, senza la nostra mediazione – continua il dott. Carlotti – hanno inviato campioni dei tetti crollati direttamente all’Arpam di Pesaro, poi, una volta certificato che ci fossero fibre d’amianto hanno commissionato lo smaltimento dell’eternit a ditte specializzate e abilitate che, per procedere, devono inviarci un progetto che il nostro dipartimento deve valutare”.

L’ITER PER LA RIMOZIONE – L’Asur ha in genere trenta giorni per esprimere un parere, positivo o negativo che sia, sul piano di lavoro delle ditte, ma “durante e dopo i giorni dell’emergenza neve” – sottolinea il responsabile del dipartimento di prevenzione e sicurezza – abbiamo ridotto i tempi e in due giorni al massimo diamo una risposta. Acceleriamo così i le operazioni di messa in sicurezza degli edifici, soprattutto per tutelare la salute pubblica”.

Per sapere se si tratta effettivamente di amianto, una volta arrivata la segnalazione, l’Asur effettua un sopralluogo, preleva dei campioni e li manda all’Arpam di Pesaro, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle marche. Se è l’eternit è effettivamente composto da fibre d’amianto allora l’iter prevede una richiesta al sindaco del comune di riferimento per emanare un’ordinanza per problemi di sanità pubblica. Scatta poi l’obbligo il proprietario dell’immobile di rimuovere i materiali nocivi affidandosi a un’impresa abilitata a questo tipo di interventi. Se è solo cemento e di amianto non c’è traccia, significa che non c’è alcun rischio per la salute e qualsiasi ditta si può occupare dei lavori.

L’AMIANTO IN PROVINCIA – Ma la presenza di amianto è stata confermata in tutti i casi segnalati all’Asur di Urbino. “Si tratta di coperture realizzate prima del 1992, l’anno in cui è entrata in vigore la normativa sullo smaltimento dell’amianto”. Nel 2007 è stata censita la presenza di amianto nella regione Marche. Per il territorio di Urbino sono stati registrati un milione e 600mila chili di amianto compatto ( che va rimosso solo se rovinato), per una superfice di circa 625.000 metri quadrati e poco più di mille chili di amianto friabile, il più nocivo.

Finché c’era la neve a ricoprire i materiali crollati, i rischi erano minori. Se le fibre sono bloccate dall’acqua o dai residui di neve si riduce la possibilità che le fibre d’amianto si possano disperdere nell’ambiente. Ma ormai la neve si sta sciogliendo e spesso folate di vento raggiungono l’eternit spaccato. “Per questo motivo – dice il dottor Carlotti dell’Asur – stiamo stringendo i tempi”.

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Il Ducato 4 – 24 febbraio 2012 http://ifg.uniurb.it/2012/02/24/ducato/il-ducato-12-24-febbraio-2012/26533/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/24/ducato/il-ducato-12-24-febbraio-2012/26533/#comments Fri, 24 Feb 2012 21:34:21 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=26533 [continua a leggere]]]> Sfoglia il quindicinale della Scuola di Giornalismo di Urbino

Ducato 12-2012_xinternet

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Fermignano, cede pezzo di tetto del bocciodromo. “Danni per 50-60 mila euro” http://ifg.uniurb.it/2012/02/22/ducato-online/fermignano-cede-pezzo-di-tetto-del-bocciodromo-danni-per-50-60-mila-euro/26255/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/22/ducato-online/fermignano-cede-pezzo-di-tetto-del-bocciodromo-danni-per-50-60-mila-euro/26255/#comments Wed, 22 Feb 2012 14:13:59 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=26255 FERMIGNANO – E’ crollata, ieri pomeriggio, una parte della copertura del bocciodromo comunale di Fermignano. A intervenire sono stati i Vigili del Fuoco di Urbino che hanno dichiarato inagibile tutta la struttura, comprese le gradinate. “A far cadere il tetto – spiega Claudio Ovarelli dei Vigili del fuoco di Urbino –  non è stato il peso della neve, che era già stata spalata, ma le numerose infiltrazioni d’acqua. Nella struttura, che esiste da circa 30 anni, svolge la propria attività a livello provinciale e regionale l’associazione bocciofila fermignanese. Il ristorante attiguo, costruito con materiali diversi, non ha subito danni e resta quindi regolarmente aperto.  “Non c’è limite al peggio – ha dichiarato il sindaco Giorgio Cancellieri – ci stavamo ancora leccando le ferite dell’emergenza neve. Anche questo intervento rientrerà nei numerosi lavori che il nostro Comune dovrà sopportare”.

A scopo precauzionale, prima del crollo, l’amministrazione comunale aveva  chiuso il bocciodromo con un’ordinanza. Così come il Palasport, considerato un’altra struttura a rischio, dove  i riscaldamenti sono però rimasti sempre accesi per favorire lo scioglimento della neve.

“E’ difficile fare una stima dei danni – dice il segretario comunale di Fermignano Pietro Pistelli – Forse siamo intorno ai 50-60 mila euro, cifra alla quale bisognerà aggiungere i costi per rimettere a posto tutte le aiuole, le panchine e gli altri luoghi pubblici danneggiati dalle nevicate”. “Abbiamo richiesto un sostegno economico alla Regione e allo Stato – aggiunge Pistelli – speriamo di avere una risposta positiva”.

Per il segretario comunale non ci sono più situazioni critiche nelle strutture pubbliche. L’impegno è di restituire presto agli appassionati fermignanesi un importante luogo di divertimento e socializzazione come il bocciodromo.

 

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Emergenza neve, prima notte tranquilla per Vdf http://ifg.uniurb.it/2012/02/21/ducato-notizie-informazione/emergenza-neve-prima-notte-tranquilla-per-vdf/26097/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/21/ducato-notizie-informazione/emergenza-neve-prima-notte-tranquilla-per-vdf/26097/#comments Tue, 21 Feb 2012 12:47:08 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=26097 [continua a leggere]]]> URBINO – E’ stata la prima notte tranquilla per i Vigili del fuoco dall’inizio di febbraio, cioè dall’inizio dell’emergenza neve che li ha tenuti impegnati per tre settimane. Nessuna chiamata d’emergenza per crolli o caduta alberi. Il rischio di cedimento per i tetti resta ancora alto ma per il momento la situazione è tranquilla. Anche al Com iniziano ad arrivare solo chiamate di ordinaria amministrazione, l’allerta neve forse è finita.

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Neve, evacuato il centro operativo misto (Com) del Sasso (2) http://ifg.uniurb.it/2012/02/19/ducato-notizie-informazione/neve-evacuato-il-centro-operativo-misto-com-del-sasso-2/25833/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/19/ducato-notizie-informazione/neve-evacuato-il-centro-operativo-misto-com-del-sasso-2/25833/#comments Sun, 19 Feb 2012 21:26:31 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=25833 [continua a leggere]]]> URBINO – Il centro operativo misto (Com) trasloca a Pian Severo. Dopo l’evacuazione della struttura di via Sasso, il quartier generale si è spostato nella sede della Polizia Municipale di Urbino.

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Neve, pericolo tetti: Vigili del fuoco al lavoro per puntellamenti http://ifg.uniurb.it/2012/02/18/ducato-notizie-informazione/neve-pericolo-tetti-vigili-del-fuoco-al-lavoro-per-puntellamenti/25767/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/18/ducato-notizie-informazione/neve-pericolo-tetti-vigili-del-fuoco-al-lavoro-per-puntellamenti/25767/#comments Sat, 18 Feb 2012 11:33:35 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=25767 [continua a leggere]]]> URBINO – Venti Vigili del fuoco sono al lavoro sui tetti di tutta la città cercando di puntellare quelli più soggetti al rischio crollo a causa del peso della neve. Finora non viene segnalata nessuna situazione di criticità.

Ieri sera, invece, il distaccamento dei pompieri coordinato da Claudio Ovarelli, è intervenuto a Fermignano per domare l’incendio di una canna fumaria, “ma il rischio neve non c’entra”, spiega il capo dei Vigili del fuoco.

Dalle 7,40 di stamattina, inoltre, sette operatori sono impegnati a rimuovere una canna fumaria dal tetto spiovente della palazzina di via Pellipario 49. “La neve, che stanotte non ha gelato e sta cominciando a sciogliersi, ha inclinato anche la canna fumaria; c’era il concreto pericolo che i blocchi in cemento del basamento, pesanti ciascuno circa trenta chili, finissero schiantati al suolo”, spiega Ovarelli.

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Il Ducato 3 – Speciale Emergenza Neve http://ifg.uniurb.it/2012/02/17/ducato/il-ducato-3-speciale-emergenza-neve/25685/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/17/ducato/il-ducato-3-speciale-emergenza-neve/25685/#comments Fri, 17 Feb 2012 00:17:49 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=25685 [continua a leggere]]]> Sfoglia il quindicinale della Scuola di giornalismo di Urbino

 

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Nuovo crollo, cede tetto in via Bramante: nessun ferito (2) http://ifg.uniurb.it/2012/02/16/ducato-notizie-informazione/nuovo-crollo-cede-tetto-in-via-bramante-nessun-ferito-2/25608/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/16/ducato-notizie-informazione/nuovo-crollo-cede-tetto-in-via-bramante-nessun-ferito-2/25608/#comments Thu, 16 Feb 2012 18:18:48 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=25608 [continua a leggere]]]> URBINO – A cedere è stata la trave del sottotetto di un’abitazione privata situata in via Bramante, vicino al palazzo delle Poste. Due le abitazioni coinvolte. Sono ancora in corso le operazioni di messa in sicurezza delle famiglie da parte dei vigili del fuoco. “Domani decideremo l’eventuale evacuazione delle due famiglie”, ha dichiarato l’ingegnere Alessandro Cioppi, responsabile dell’area tecnica dell’Arcidiocesi di Urbino-Urbania e Sant’Angelo in Vado.

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