il Ducato » gasolio http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » gasolio http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Gasolio nei pozzi: nuovi controlli per mappare l’inquinamento / VIDEO http://ifg.uniurb.it/2014/02/16/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-nuovi-controlli-per-mappare-linquinamento-video/57254/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/16/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-nuovi-controlli-per-mappare-linquinamento-video/57254/#comments Sun, 16 Feb 2014 19:38:00 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=57254 VIDEO / I tecnici della Petroltecnica sono al lavoro per accertarsi che non ci siano tracce di gasolio nei pozzi della città. Le nostre telecamere hanno visitato uno dei pozzi inquinati e seguito il lavoro dei tecnici]]> URBINO – In questi giorni i tecnici della Petroltecnica sono al lavoro per accertarsi che non ci siano tracce di gasolio nei pozzi della città. Dopo lo sversamento di carburante partito dalla  cisterna della Curia nel gennaio 2013 sono stati trovati 3 pozzi contaminati:  due si trovano a palazzo Corboli e uno nel negozio di scarpe davanti al palazzo dell’Ersu.

I lavori di bonifica sono quasi ultimati, ma ora l’Ente regionale per il  diritto allo studio chiede alla curia 30.000 euro per coprire le spese. Per tracciare con sicurezza le  ‘vie del gasolio’ è stato immesso all’interno della cisterna della Curia  un colorante, la Fluorescina. Insieme ai nuovi controlli disposti dall’Arpam,  il sindaco Franco Corbucci ha prorogato l’ordinanza che proibisce di consumare l’acqua dei pozzi privati  per “per uso umano, animale e irriguo” in vista dei risultati del nuovo  monitoraggio.  Le nostre telecamere hanno visitato uno dei pozzi inquinati e seguito il lavoro dei tecnici.


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Gasolio nei pozzi. Petroltecnica: “Nessuna segnalazione dai cittadini” http://ifg.uniurb.it/2014/02/05/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-petroltecnica-nessuna-segnalazione-dai-cittadini/56530/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/05/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-petroltecnica-nessuna-segnalazione-dai-cittadini/56530/#comments Wed, 05 Feb 2014 11:40:45 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56530 [continua a leggere]]]> URBINO – Non c’è ancora traccia di acqua colorata nei pozzi di Urbino dopo l’immissione di fluorescina, un tracciante atossico, nella cisterna della Curia da dove, un anno fa, era partita la perdita di gasolio da 1200 litri. L’ingegnere Domenico Bucci, project manager di Petroltecnica, ha assicurato che non sono giunte segnalazioni da parte dei proprietari dei 24 pozzi artesiani presenti dentro le mura del centro.
“Stiamo facendo dei controlli – ha aggiunto Bucci – ma finora non abbiamo trovato acqua con tracciante verde nei pozzi o in altre aree”.

Martedì erano stati immessi nel serbatoio della Curia tremila litri d’acqua contenenti fluorescina: lo scopo dell’esperimento è capire dove si infiltra l’acqua e con quali tempi, in modo da circoscrivere la zona di diffusione del gasolio. Oggi, il livello della cisterna è calato, come ci si aspettava, a causa della falla nel serbatoio.

I controlli andranno avanti ancora per due mesi. Nei prossimi giorni, si riunirà un tavolo tecnico che stabilirà le attività future del progetto di bonifica. Il Comune di Urbino ha prorogato il 31 gennaio il divieto, in vigore ormai da un anno, di utilizzo dell’acqua dei pozzi artesiani per uso umano, animale e irriguo.

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Pozzi contaminati, colorata l’acqua con fluorescina per tracciare il gasolio http://ifg.uniurb.it/2014/02/04/ducato-online/pozzi-contaminati-colorata-lacqua-con-fluorescina-per-tracciare-il-gasolio/56440/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/04/ducato-online/pozzi-contaminati-colorata-lacqua-con-fluorescina-per-tracciare-il-gasolio/56440/#comments Tue, 04 Feb 2014 16:53:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56440 LEGGI Gasolio nei pozzi, 1200 litri ancora da recuperare]]> L'acqua contenente fluorescina nella cisterna della Curia

L’acqua contenente fluorescina nella cisterna della Curia

URBINO – I proprietari di pozzi nel centro storico tengano d’occhio la propria acqua, se ha un colore strano significa che potrebbe essere contaminata. È iniziata nella mattinata di martedì l’operazione “fluorescina”, il tracciante che aiuterà a capire fin dove può essersi infiltrato il gasolio uscito ormai un anno fa da una cisterna di proprietà della Curia. E quindi di individuare i pozzi eventualmente contaminati. Il colorante, una polvere rossa atossica, è stato sciolto in tre metri cubi d’acqua (3000 litri) immessi nel serbatoio incriminato dal personale di Petroltecnica, la ditta incaricata della bonifica.

L’esperimento scientifico, che durerà 72 ore, serve a monitorare i flussi di falda, ovvero a capire come scorre l’acqua nelle viscere del centro storico di Urbino e circoscrivere l’area di diffusione del gasolio. I proprietari dei 24 pozzi privati dentro le mura cittadine sono stati avvisati di segnalare l’eventuale presenza di acqua colorata: la fluorescina, rossa al momento dell’immissione, diventa verde a contatto con l’acqua. Per le segnalazioni, è stato attivato il numero verde della Petroltecnica 800.017.292.

L’operazione, coordinata da Petroltecnica, Curia, Arpam e Ufficio Tecnico del Comune di Urbino, proseguirà nei prossimi due mesi con controlli settimanali dell’acqua dei pozzi, sempre per verificare la presenza del tracciante. Contemporaneamente, il Comune ha affidato a Marche Multiservizi di monitorare l’impianto di depurazione Benelli, il Tvs, e i pozzetti della fognatura principale a Borgo Mercatale.

L’Arpam ha precisato che nel corso dell’ultimo anno sono stati fatti controlli periodici per verificare il livello di inquinamento da gasolio. Al momento, non ci sono tracce di contaminazione al di fuori dell’area già individuata a maggio, compresa tra il Duomo e Piazza della Repubblica, e solo tre pozzi presentano tracce del carburante. Uno di questi si trova all’interno di Palazzo Corboli, la sede dell’Ersu in via Veneto: proprio qui, un anno fa, era stata scoperta la perdita, costata una denuncia al rappresentante legale della Curia e al presidente dell’Ersu per omessa notifica alle autorità e mancata messa in sicurezza della cisterna.


Visualizza Perdita di gasolio a Urbino: l’area contaminata e la bonifica in una mappa di dimensioni maggiori

E da quasi un anno, ormai, a Urbino è vietato usare l’acqua dei pozzi artesiani. Il sindaco Franco Corbucci, il 31 gennaio, ha prorogato l’ordinanza che proibisce di consumare l’acqua delle cisterne “per uso umano, animale e irriguo” proprio in vista del monitoraggio.

Una volta rintracciato il percorso del gasolio, sarà possibile escludere i pozzi e le aree non contaminate, e concentrare le ultime operazioni di bonifica solo nella zona contaminata. Un tavolo tecnico si riunirà nei prossimi giorni per stabilire le attività future, compreso, se ce ne fosse bisogno, un nuovo esperimento con il tracciante. Un processo che la Curia segue da vicino, dal momento che deve farsi carico delle spese di bonifica: 30 mila euro solo per eliminare il gasolio dal pozzo di Palazzo Corboli, sede dell’Ersu, come risulta da una deliberazione del Cda dell’Ente per il diritto allo studio del 17 aprile 2013.


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Pozzi contaminati, Arpam: “Il gasolio non ha raggiunto edifici privati” http://ifg.uniurb.it/2014/02/04/ducato-notizie-informazione/pozzi-contaminati-arpam-il-gasolio-non-ha-contaminato-edifici-privati/56371/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/04/ducato-notizie-informazione/pozzi-contaminati-arpam-il-gasolio-non-ha-contaminato-edifici-privati/56371/#comments Tue, 04 Feb 2014 10:54:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56371 [continua a leggere]]]> foto (2)URBINO – Da circa un’ora i tecnici della Petroltecnica stanno versando la fluorescina all’interno della cisterna della Curia di Urbino per stabilire il livello di contaminazione dei pozzi del centro storico. Alle operazioni assistono anche alcuni esponenti della Curia e dell’Arpam, l’agenzia regionale per la protezione ambientale.

La sostanza colorante, atossica e approvata dall’Asur, non consente di rintracciare il gasolio presente nella cisterna ma di individuare le dinamiche dello scorrimento dell’acqua. In questo modo i tecnici potranno capire se l’acqua proveniente dai pozzi della Curia – contaminata da una fuoriuscita di gasolio – si è riversata anche nei pozzi più a valle. Secondo i tecnici dell’Arpam, stando ai monitoraggi effettuati nel corso dell’anno, non ci sono evidenze che la contaminazione si sia estesa anche a edifici privati.

(aggiornato il 4 febbraio alle 13.37)

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Pozzi contaminati nel centro di Urbino: il colorante verrà versato domani http://ifg.uniurb.it/2014/02/03/ducato-notizie-informazione/pozzi-contaminati-nel-centro-di-urbino-il-colorante-verra-versato-domani/56330/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/03/ducato-notizie-informazione/pozzi-contaminati-nel-centro-di-urbino-il-colorante-verra-versato-domani/56330/#comments Mon, 03 Feb 2014 17:55:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56330 [continua a leggere]]]> URBINO – Dopo le operazioni preparatorie di oggi, domani martedì 4 febbraio la ditta Petroltecnica verserà la fluorescina nella cisterna della curia per stabilire il livello di contaminazione dei pozzi del centro storico, dove dall’anno scorso sono presenti tracce di gasolio.

Nell’ordinanza del Comune emessa questa mattina e nel lancio precedente del Ducato era stato scritto che le operazioni sarebbero iniziate già oggi. Nel corso del tavolo tecnico che si è riunito nei giorni scorsi è stato deciso che a sostenere le spese per l’operazione di verifica sarà l’Arcidiocesi, proprietaria della cisterna da dove è partita la contaminazione.

Il Comune, che si dichiara parte danneggiata, ha dovuto prolungare il divieto di utilizzare l’acqua delle cisterne per uso umano, animale e irriguo. Entro la fine del mese è previsto un tavolo tecnico che stabilirà quando sarà possibile tornare a utilizzare le acque dei pozzi artesiani. Dall’ufficio tecnico di Urbino comunicano che nelle prossime ore  si procederà a 2 o 3 immissioni di fluorescina al giorno, distribuite fra mattina e sera.

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Gasolio nei pozzi, colorante per scovare contaminazioni. Prorogato divieto per i privati http://ifg.uniurb.it/2014/02/03/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-colorante-per-scovare-contaminazioni-prorogato-divieto-per-i-privati/56169/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/03/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-colorante-per-scovare-contaminazioni-prorogato-divieto-per-i-privati/56169/#comments Mon, 03 Feb 2014 11:33:32 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56169 [continua a leggere]]]> URBINO – I tecnici della ditta Petroltecnica questa mattina hanno versato una sostanza colorante nella cisterna dell’arcidiocesi per tracciare i percorsi sotterranei del gasolio, che nel marzo scorso aveva inquinato alcuni pozzi del centro storico. È stata usata la fluorescina, un agente atossico capace di attivarsi anche ad elevate diluizioni. La cisterna appartenente all’arcidiocesi era quella da cui aveva avuto origine la perdita di combustibile: il monitoraggio proseguirà per 72 ore e permetterà di capire quali canali sotterranei ha imboccato il gasolio e quindi quali pozzi sono stati contaminati. Il sindaco ha anche deciso di prorogare l’ordinanza con cui si vietava l’uso dell’ acqua dei pozzi privati del centro storico.  Il divieto si riferisce all’uso umano, animale e irriguo.

Insieme a questa operazione, il Comune richiederà a Marche  Multiservizi di monitorare l’impianto di depurazione Benelli, il Tvs, e i pozzetti della fognatura principale presenti a Borgo Mercatale.  Se uno dei proprietari dei  24 pozzi di Urbino dovesse trovare il colorante nell’acqua deve chiamare la ditta “Petroltecnica”, utilizzando il numero verde 800.017.292.

La ditta è contattabile dal lunedì al giovedì, dalle ore 15.00 alle 18.00.

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Gasolio nei pozzi, al via il piano per la rimozione della cisterna della cattedrale http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-al-via-il-piano-per-la-rimozione-della-cisterna-della-cattedrale/49951/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-al-via-il-piano-per-la-rimozione-della-cisterna-della-cattedrale/49951/#comments Wed, 05 Jun 2013 10:41:39 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=49951 URBINO – I prossimi passi per la rimozione del gasolio nei pozzi del centro di Urbino sono stati delineati. Nella riunione del 30 maggio tra il Comune, l’Ersu, la Petroltecnica (ditta specializzata incaricata dalla Cattedrale) e l’Arpam sono state individuate due strade d’azione per il recupero dei circa 1200 litri ancora in circolo.

La prima: rimuovere la cisterna della cattedrale; la seconda: l’iniezione di un tracciante colorante, la floresceina, nelle condutture dell’acqua per capire fino a che punto è arrivata la contaminazione.

A redigere il piano sarà la Petroltecnica che dovrà  discuterne, in un prossimo tavolo tecnico, con la Soprintendenza ai beni archeologici e che andrà così a integrare il piano di caratterizzazione già in atto.

La rimozione della cisterna è necessaria perché, nonostante sia stata ripulita e depurata, una quantità imprecisata di gasolio è bloccato sotto la cisterna e rischia di contaminare le falde acquifere.

Dal confronto dei dati raccolti da Petrolchimica e Arpam è anche emerso che il gasolio non è sceso fino a valle ma è rimasto concentrato nella zona tra la cattedrale, l’Ersu e i cinque pozzi privati coinvolti, risparmiando così gli impianti di depurazione della Benelli e della Pvs.

La contaminazione, fanno sapere dal Comune, non ha a che fare con l’acquedotto della città, ma solo con i pozzi dei cinque privati coinvolti. Tuttavia, fino a ordine contrario, resta in vigore l’ordinanza cautelativa emanata dal sindaco sul divieto di utilizzo dell’acqua di tutti i pozzi e le cisterne private.

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Gasolio nei pozzi del centro, 1200 litri ancora da recuperare /MAPPA http://ifg.uniurb.it/2013/05/23/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-del-centro-1200-litri-ancora-da-recuperare/47976/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/23/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-del-centro-1200-litri-ancora-da-recuperare/47976/#comments Thu, 23 May 2013 15:27:03 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=47976 MAPPA LEGGI I primi rilevamenti | GUARDA L'intervista a Maurizio Sisti, dipartimento di Biologia molecolare]]> ARTICOLO AGGIORNATO L’11 GIUGNO 2013

URBINO – Ci sono ancora 1200 litri di gasolio in circolo nell’acqua dei pozzi del centro storico. Sarebbero confinati in un’aera ben precisa che dalla Cattedrale si estende verso l’Ersu abbracciando i palazzi circostanti: palazzo Giusti, un negozio di abbigliamento e un edificio di proprietà del comune alle spalle dell’Ersu. E anche la falda acquifera sotto il duomo sarebbe a rischio inquinamento.

La mappa dell’area con i pozzi contaminati

È quanto emerge dalle indagini dei militari del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Ancona che stanno seguendo il caso dal 26 marzo scorso quando, in seguito a diverse segnalazioni anonime dei cittadini, fu scoperta una perdita di circa 1500 litri di gasolio da riscaldamento proveniente dalla cisterna della Cattedrale. 

Una falla che, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, nel giro di un mese ha portato all’inquinamento del pozzo artesiano dell’Ente per il diritto allo studio e di quelli delle abitazioni circostanti. Da allora sono stati recuperati circa 200-300 litri di gasolio ma il resto del carburante è ancora in circolo, con concentrazioni più elevate nei pozzi delle abitazioni in via Vittorio Veneto.

Meno probabile, invece, l’ipotesi che il gasolio abbia raggiunto i pozzi più a valle e questo grazie ad alcuni lavori di ristrutturazione avvenuti negli anni passati. Come spiegano gli inquirenti, infatti, il flusso di gasolio sarebbe stato interrotto dai depositi di detriti ritrovati nei pozzi delle case ristrutturate. Ma il rischio di una contaminazione non è escluso e per questo motivo il sindaco, Franco Corbucci, ha emanato nei giorni scorsi una nuova ordinanzache richiama la precedente del 28 marzo scorso, per vietare l’utilizzo dell’acqua dei pozzi privati.

Rischio inquinamento anche per la falda acquifera. Una quantità ancora imprecisata di gasolio sarebbe bloccata sotto la cisterna della Cattedrale, già completamente svuotata e ripulita, e, se così fosse, l’unica alternativa per impedire un’ulteriore penetrazione nel terreno sarebbe rimuovere completamente la cisterna. Oppure “inettizzarla”, inserendovi della schiuma che solidificandosi la renderebbe inutilizzabile. Decisione che verrà presa nella prossima convocazione comunale del 30 maggio insieme alla Soprintendenza ai Beni Archeologici.

Sempre nella stessa sede i militari del Noe esamineranno i risultati delle analisi sui campioni dell’acqua dei pozzi del centro storico, svolte finora da Arpam e Petroltecnica, ditta specializzata incaricata dalla Cattedrale. L’obiettivo è decidere come proseguire con il piano di caratterizzazione e di bonifica ambientale.

Attualmente, infatti, è in corso la fase iniziale dello screening in cui vengono analizzati i livelli di contaminazione dell’acqua e confrontati con i valori stabiliti dalla normativa nazionale. “Finora abbiamo appurato – spiega Lia Didero, geologa dell’Arpam – che il sito è potenzialmente contaminato perché i livelli di gasolio hanno superato le Csc (concentrazioni soglia di contaminazione). Andrà valutato poi con un’analisi di rischio sitospecifica, che contempla l’aspetto sanitario e quello ambientale, se le concentrazioni superano il valore oltre il quale scatta la soglia di rischio e diventa necessario proseguire con la bonifica”.

Un’eventualità che, invece, Giovanni Cappucini, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asur area vasta 1, sembra escludere: “Non c’è pericolo sanitario per la popolazione, perché sono decenni che i cittadini usano l’acquedotto comunale al posto dei pozzi privati. Noi l’acquedotto lo controlliamo regolarmente e non c’è pericolo di contaminazione”.

Stando a quello che dice l’Asur, dunque, anche se i livelli di concentrazione del gasolio superassero la soglia di rischio il problema non riguarderebbe l’acqua che scorre dai rubinetti delle case del centro, che è potabile proprio perché proveniente dall’acquedotto comunale, ma solo l’acqua dei pozzi che non potrebbe essere utilizzata nemmeno per irrigare piante e fiori.

Dell’intera vicenda risultano responsabili il presidente dell’Ersu, Giancarlo Sacchi, iscritto nel registro degli indagati per omessa denuncia e mancata messa in sicurezza dell’area, e il rappresentante legale della Cattedrale, don Sandro De Angeli accusato, invece, di gestione illecita di rifiuti e inquinamento dell’acqua.

 

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Controlli nei pozzi del centro: acqua vietata fino al 28 aprile / VIDEO http://ifg.uniurb.it/2013/04/07/ducato-online/controlli-nei-pozzi-del-centro-acqua-vietata-fino-al-28-aprile/41157/ http://ifg.uniurb.it/2013/04/07/ducato-online/controlli-nei-pozzi-del-centro-acqua-vietata-fino-al-28-aprile/41157/#comments Sun, 07 Apr 2013 03:04:21 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=41157

URBINO – Dopo l’allarme del 26 marzo, quando è stata scoperta una perdita di gasolio da una cisterna della cattedrale di Urbino, sono cominciati i controlli nei pozzi del centro storico. I tecnici dell’Arpam stanno verificando la presenza di gasolio e intanto confermano il divieto di utilizzare l’acqua delle cisterne almeno fino alla fine del mese. In attesa dei risultati, il professore Maurizio Sisti, del dipartimento di Biologia molecolare dell’università di Urbino, spiega quali potrebbero essere i rischi di una possibile contaminazione.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

 

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Gasolio nei pozzi del centro storico, l’Ersu: “Ma l’acqua delle case è pulita” http://ifg.uniurb.it/2013/03/26/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-del-centro-storico-lersu-ma-lacqua-delle-case-e-pulita/40320/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/26/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-del-centro-storico-lersu-ma-lacqua-delle-case-e-pulita/40320/#comments Tue, 26 Mar 2013 17:32:55 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=40320 URBINO – Diverse centinaia di litri di gasolio da riscaldamento sono stati ritrovati nel pozzo artesiano dell’Ersu e in altri pozzi del centro storico di Urbino. Le indagini dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Ancona, che hanno portato alla denuncia del rappresentante legale della Cattedrale, don Sandro De Angeli, e del presidente dell’Ersu, Giancarlo Sacchi, per omessa notifica alle autorità, sono cominciate ieri sera dopo numerose segnalazioni anonime ai carabinieri da parte degli abitanti.

Secondo le prime ricostruzioni, l’inquinamento della falda acquifera è partito a gennaio scorso da una cisterna interrata della Cattedrale, che può contenere dai 500 ai 2.000 litri di gasolio, e nel giro di un mese si è esteso anche ai pozzi dell’Ersu.

Mentre dalla Cattedrale non c’è stata nessuna segnalazione del problema, l’Ersu ha avvisato subito il Comune, ma non ha attivato la regolare procedura di notifica che, di norma, deve essere inviata entro 24 ore dalla scoperta a Carabinieri, Arpam, Prefettura, Procura, Regione e Provincia. Così come non ha provveduto alla messa in sicurezza dell’area. Una procedura che viene effettuata da ditte specializzate e consiste, come spiega il Noe, “nell’anemizzare le fonti di inquinamento attraverso l’utilizzo di palline assorbenti che vengono gettate nei pozzi e assorbono solo il gasolio”.

La Cattedrale e l’Ersu si sono giustificate, afferma il Noe, parlando di una scarsa conoscenza delle leggi del settore ambientale e si sono resi disponibili a collaborare agli accertamenti. L’Ersu, prosegue il Noe,“si è già rivolta ad una ditta specializzata per predisporre un piano di ricognizione dell’andamento dei rifiuti”. Piano che verrà esaminato giovedì dal Noe insieme ai tecnici del Comune.

L’ingegner Lazzaro Spadoni, dell’ufficio tecnico del Comune, spiega che i pozzi artesiani, naturali fuoriuscite di acqua dal terreno, sono presenti in molti degli edifici situati nel centro storico, all’interno dei quali sono state costruite delle cisterne per la raccolta e l’utilizzo delle acque. Spadoni precisa che, in alcuni casi, l’inquinamento dei pozzi avviene quando sistemi di riscaldamento obsoleti, a causa di perdite anche scarse, riversano accidentalmente i loro liquidi nei pozzi, che si trovano sotto gli edifici.

Il primo pozzo contaminato dal gasolio si trova in via Veneto, nei pressi della Banca delle Marche, proprio fra la cattedrale e l’Ersu. Al Comune non si pronunciano sulla contaminazione di altre parti della città. Ma l’ingegnere precisa che il sistema dei pozzi è antico, precedente alla costruzione dell’acquedotto da cui viene l’acqua corrente che arriva nelle case, mentre “oggi le acque dei pozzi sono utilizzate per gli scarichi”.

L’Arcidiocesi si limita a commentare: “Ci stiamo domandando anche noi che cosa sia successo”. Dall’Ersu Lorenzo Ciaffoncini pone la questione in termini diversi: “È il metano e non il gasolio che alimenta i nostri riscaldamenti. Noi siamo parte lesa, non abbiamo inquinato alcun pozzo e chiederemo il rimborso dei danni subiti”. Inoltre, ha aggiunto, “è necessario rassicurare i cittadini: l’acqua che arriva nelle loro case è pulita”.

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