il Ducato » inquinamento http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » inquinamento http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Gasolio nei pozzi: nuovi controlli per mappare l’inquinamento / VIDEO http://ifg.uniurb.it/2014/02/16/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-nuovi-controlli-per-mappare-linquinamento-video/57254/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/16/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-nuovi-controlli-per-mappare-linquinamento-video/57254/#comments Sun, 16 Feb 2014 19:38:00 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=57254 VIDEO / I tecnici della Petroltecnica sono al lavoro per accertarsi che non ci siano tracce di gasolio nei pozzi della città. Le nostre telecamere hanno visitato uno dei pozzi inquinati e seguito il lavoro dei tecnici]]> URBINO – In questi giorni i tecnici della Petroltecnica sono al lavoro per accertarsi che non ci siano tracce di gasolio nei pozzi della città. Dopo lo sversamento di carburante partito dalla  cisterna della Curia nel gennaio 2013 sono stati trovati 3 pozzi contaminati:  due si trovano a palazzo Corboli e uno nel negozio di scarpe davanti al palazzo dell’Ersu.

I lavori di bonifica sono quasi ultimati, ma ora l’Ente regionale per il  diritto allo studio chiede alla curia 30.000 euro per coprire le spese. Per tracciare con sicurezza le  ‘vie del gasolio’ è stato immesso all’interno della cisterna della Curia  un colorante, la Fluorescina. Insieme ai nuovi controlli disposti dall’Arpam,  il sindaco Franco Corbucci ha prorogato l’ordinanza che proibisce di consumare l’acqua dei pozzi privati  per “per uso umano, animale e irriguo” in vista dei risultati del nuovo  monitoraggio.  Le nostre telecamere hanno visitato uno dei pozzi inquinati e seguito il lavoro dei tecnici.


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Gasolio nei pozzi. Petroltecnica: “Nessuna segnalazione dai cittadini” http://ifg.uniurb.it/2014/02/05/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-petroltecnica-nessuna-segnalazione-dai-cittadini/56530/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/05/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-petroltecnica-nessuna-segnalazione-dai-cittadini/56530/#comments Wed, 05 Feb 2014 11:40:45 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56530 [continua a leggere]]]> URBINO – Non c’è ancora traccia di acqua colorata nei pozzi di Urbino dopo l’immissione di fluorescina, un tracciante atossico, nella cisterna della Curia da dove, un anno fa, era partita la perdita di gasolio da 1200 litri. L’ingegnere Domenico Bucci, project manager di Petroltecnica, ha assicurato che non sono giunte segnalazioni da parte dei proprietari dei 24 pozzi artesiani presenti dentro le mura del centro.
“Stiamo facendo dei controlli – ha aggiunto Bucci – ma finora non abbiamo trovato acqua con tracciante verde nei pozzi o in altre aree”.

Martedì erano stati immessi nel serbatoio della Curia tremila litri d’acqua contenenti fluorescina: lo scopo dell’esperimento è capire dove si infiltra l’acqua e con quali tempi, in modo da circoscrivere la zona di diffusione del gasolio. Oggi, il livello della cisterna è calato, come ci si aspettava, a causa della falla nel serbatoio.

I controlli andranno avanti ancora per due mesi. Nei prossimi giorni, si riunirà un tavolo tecnico che stabilirà le attività future del progetto di bonifica. Il Comune di Urbino ha prorogato il 31 gennaio il divieto, in vigore ormai da un anno, di utilizzo dell’acqua dei pozzi artesiani per uso umano, animale e irriguo.

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Pozzi contaminati, colorata l’acqua con fluorescina per tracciare il gasolio http://ifg.uniurb.it/2014/02/04/ducato-online/pozzi-contaminati-colorata-lacqua-con-fluorescina-per-tracciare-il-gasolio/56440/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/04/ducato-online/pozzi-contaminati-colorata-lacqua-con-fluorescina-per-tracciare-il-gasolio/56440/#comments Tue, 04 Feb 2014 16:53:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56440 LEGGI Gasolio nei pozzi, 1200 litri ancora da recuperare]]> L'acqua contenente fluorescina nella cisterna della Curia

L’acqua contenente fluorescina nella cisterna della Curia

URBINO – I proprietari di pozzi nel centro storico tengano d’occhio la propria acqua, se ha un colore strano significa che potrebbe essere contaminata. È iniziata nella mattinata di martedì l’operazione “fluorescina”, il tracciante che aiuterà a capire fin dove può essersi infiltrato il gasolio uscito ormai un anno fa da una cisterna di proprietà della Curia. E quindi di individuare i pozzi eventualmente contaminati. Il colorante, una polvere rossa atossica, è stato sciolto in tre metri cubi d’acqua (3000 litri) immessi nel serbatoio incriminato dal personale di Petroltecnica, la ditta incaricata della bonifica.

L’esperimento scientifico, che durerà 72 ore, serve a monitorare i flussi di falda, ovvero a capire come scorre l’acqua nelle viscere del centro storico di Urbino e circoscrivere l’area di diffusione del gasolio. I proprietari dei 24 pozzi privati dentro le mura cittadine sono stati avvisati di segnalare l’eventuale presenza di acqua colorata: la fluorescina, rossa al momento dell’immissione, diventa verde a contatto con l’acqua. Per le segnalazioni, è stato attivato il numero verde della Petroltecnica 800.017.292.

L’operazione, coordinata da Petroltecnica, Curia, Arpam e Ufficio Tecnico del Comune di Urbino, proseguirà nei prossimi due mesi con controlli settimanali dell’acqua dei pozzi, sempre per verificare la presenza del tracciante. Contemporaneamente, il Comune ha affidato a Marche Multiservizi di monitorare l’impianto di depurazione Benelli, il Tvs, e i pozzetti della fognatura principale a Borgo Mercatale.

L’Arpam ha precisato che nel corso dell’ultimo anno sono stati fatti controlli periodici per verificare il livello di inquinamento da gasolio. Al momento, non ci sono tracce di contaminazione al di fuori dell’area già individuata a maggio, compresa tra il Duomo e Piazza della Repubblica, e solo tre pozzi presentano tracce del carburante. Uno di questi si trova all’interno di Palazzo Corboli, la sede dell’Ersu in via Veneto: proprio qui, un anno fa, era stata scoperta la perdita, costata una denuncia al rappresentante legale della Curia e al presidente dell’Ersu per omessa notifica alle autorità e mancata messa in sicurezza della cisterna.


Visualizza Perdita di gasolio a Urbino: l’area contaminata e la bonifica in una mappa di dimensioni maggiori

E da quasi un anno, ormai, a Urbino è vietato usare l’acqua dei pozzi artesiani. Il sindaco Franco Corbucci, il 31 gennaio, ha prorogato l’ordinanza che proibisce di consumare l’acqua delle cisterne “per uso umano, animale e irriguo” proprio in vista del monitoraggio.

Una volta rintracciato il percorso del gasolio, sarà possibile escludere i pozzi e le aree non contaminate, e concentrare le ultime operazioni di bonifica solo nella zona contaminata. Un tavolo tecnico si riunirà nei prossimi giorni per stabilire le attività future, compreso, se ce ne fosse bisogno, un nuovo esperimento con il tracciante. Un processo che la Curia segue da vicino, dal momento che deve farsi carico delle spese di bonifica: 30 mila euro solo per eliminare il gasolio dal pozzo di Palazzo Corboli, sede dell’Ersu, come risulta da una deliberazione del Cda dell’Ente per il diritto allo studio del 17 aprile 2013.


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Gasolio nei pozzi, colorante per scovare contaminazioni. Prorogato divieto per i privati http://ifg.uniurb.it/2014/02/03/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-colorante-per-scovare-contaminazioni-prorogato-divieto-per-i-privati/56169/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/03/ducato-notizie-informazione/gasolio-nei-pozzi-colorante-per-scovare-contaminazioni-prorogato-divieto-per-i-privati/56169/#comments Mon, 03 Feb 2014 11:33:32 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=56169 [continua a leggere]]]> URBINO – I tecnici della ditta Petroltecnica questa mattina hanno versato una sostanza colorante nella cisterna dell’arcidiocesi per tracciare i percorsi sotterranei del gasolio, che nel marzo scorso aveva inquinato alcuni pozzi del centro storico. È stata usata la fluorescina, un agente atossico capace di attivarsi anche ad elevate diluizioni. La cisterna appartenente all’arcidiocesi era quella da cui aveva avuto origine la perdita di combustibile: il monitoraggio proseguirà per 72 ore e permetterà di capire quali canali sotterranei ha imboccato il gasolio e quindi quali pozzi sono stati contaminati. Il sindaco ha anche deciso di prorogare l’ordinanza con cui si vietava l’uso dell’ acqua dei pozzi privati del centro storico.  Il divieto si riferisce all’uso umano, animale e irriguo.

Insieme a questa operazione, il Comune richiederà a Marche  Multiservizi di monitorare l’impianto di depurazione Benelli, il Tvs, e i pozzetti della fognatura principale presenti a Borgo Mercatale.  Se uno dei proprietari dei  24 pozzi di Urbino dovesse trovare il colorante nell’acqua deve chiamare la ditta “Petroltecnica”, utilizzando il numero verde 800.017.292.

La ditta è contattabile dal lunedì al giovedì, dalle ore 15.00 alle 18.00.

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Legge sulla Via: perché la Consulta ha bocciato le Marche http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/legge-sulla-via-perche-la-consulta-ha-bocciato-le-marche/50084/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/legge-sulla-via-perche-la-consulta-ha-bocciato-le-marche/50084/#comments Wed, 05 Jun 2013 19:32:10 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=50084 [continua a leggere]]]> URBINO – Con la sentenza 93/2013 del 20 maggio scorso, la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge regionale numero 3 del 26 marzo 2012, che disciplina la Valutazione d’impatto ambientale per la Regione Marche.

In particolare sono state riconosciuti incostituzionali i criteri per decidere l’assoggettabilità o meno dei progetti alla procedura di Via. I progetti coinvolti dalla legge sono i più svariati: infrastrutture, palazzi, discariche, edifici pubblici e privati.

La prima motivazione di incostituzionalità, secondo la consulta, non deriva dal contrasto con una norma statale, bensì con una direttiva europea (2011/92/EU). La direttiva specifica come sia necessario sottoporre ogni progetto a uno screening ambientale che tenga conto, non solo delle dimensioni dei progetti (come previsto dalla legge regionale), ma anche di altri elementi:

  • cumulo con altri progetti;
  • utilizzazione delle risorse ambientali;
  •  produzione di rifiuti;
  • inquinamento causato;
  • altri disturbi ambientali

Con la legge 30 del 19 ottobre 2012 la Regione aveva già cercato di aggiustare il tiro. Secondo la Consulta, però, non ci sono prove che il nuovo testo sia mai stato effettivamente applicato.

Dopo la sentenza della corte, la Giunta regionale ha diffuso un comunicato in cui, assieme ai punti cardine della nuova proposta di legge, dichiara di voler inviare una lettera al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e ai ministri per sottolineare come la carenza normativa non sia solo regionale, bensì un problema di legislazione nazionale.

“La stessa legislazione nazionale – recita il comunicato – non risulta a questo punto conforme alla normativa europea, creando un evidente pregiudizio legislativo, di non facile gestione, nel corretto e trasparente svolgimento dei processi amministrativi di autorizzazione.

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Gasolio nei pozzi, al via il piano per la rimozione della cisterna della cattedrale http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-al-via-il-piano-per-la-rimozione-della-cisterna-della-cattedrale/49951/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/gasolio-nei-pozzi-al-via-il-piano-per-la-rimozione-della-cisterna-della-cattedrale/49951/#comments Wed, 05 Jun 2013 10:41:39 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=49951 URBINO – I prossimi passi per la rimozione del gasolio nei pozzi del centro di Urbino sono stati delineati. Nella riunione del 30 maggio tra il Comune, l’Ersu, la Petroltecnica (ditta specializzata incaricata dalla Cattedrale) e l’Arpam sono state individuate due strade d’azione per il recupero dei circa 1200 litri ancora in circolo.

La prima: rimuovere la cisterna della cattedrale; la seconda: l’iniezione di un tracciante colorante, la floresceina, nelle condutture dell’acqua per capire fino a che punto è arrivata la contaminazione.

A redigere il piano sarà la Petroltecnica che dovrà  discuterne, in un prossimo tavolo tecnico, con la Soprintendenza ai beni archeologici e che andrà così a integrare il piano di caratterizzazione già in atto.

La rimozione della cisterna è necessaria perché, nonostante sia stata ripulita e depurata, una quantità imprecisata di gasolio è bloccato sotto la cisterna e rischia di contaminare le falde acquifere.

Dal confronto dei dati raccolti da Petrolchimica e Arpam è anche emerso che il gasolio non è sceso fino a valle ma è rimasto concentrato nella zona tra la cattedrale, l’Ersu e i cinque pozzi privati coinvolti, risparmiando così gli impianti di depurazione della Benelli e della Pvs.

La contaminazione, fanno sapere dal Comune, non ha a che fare con l’acquedotto della città, ma solo con i pozzi dei cinque privati coinvolti. Tuttavia, fino a ordine contrario, resta in vigore l’ordinanza cautelativa emanata dal sindaco sul divieto di utilizzo dell’acqua di tutti i pozzi e le cisterne private.

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Da due anni senza acqua potabile: una storia di ordinaria indifferenza http://ifg.uniurb.it/2013/05/10/ducato-online/da-due-anni-senza-acqua-potabile-una-storia-di-ordinaria-indifferenza/46388/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/10/ducato-online/da-due-anni-senza-acqua-potabile-una-storia-di-ordinaria-indifferenza/46388/#comments Fri, 10 May 2013 17:00:04 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=46388 [continua a leggere]]]>

Filtro per la depurazione in casa dei signori Mazzini

URBINO – C’è una villetta al numero 1 di via dell’Orologio di Sopra, la stradina che porta alla Torre dell’Orologio, senza lancette, dove pare che il tempo si sia davvero fermato. Qui abitano i signori Mazzini, dal ‘62. E dal 2011 sono senza acqua potabile.
Un giorno, mentre Ines stava lavando i panni nella vasca, si macchiarono tutti di giallo. Non solo i panni. Anche il bidet. Anche il water. Acqua sporca, all’improvviso.

Subito una segnalazione all’Asur, subito una segnalazione a Marche Multiservizi. Ines, l’anziana signora Mazzini, con tutto il suo carico di anni e di fatica (ha due protesi all’anca e cammina a stento) portò lei stessa un campione d’acqua al dipartimento di prevenzione. Da verbale, firmato dal tecnico Amatori Pasquale, l’acqua risultava molto torbida. Dopodiché, silenzio. Silenzio dall’Asur, silenzio dalla Marche Multiservizi, se non fosse per quel piccolo e sporco filtro posto sul retro della casa, controllato l’ultima volta a settembre. E che non ha ovviato al problema.

Il signor Mazzini con le bottiglie che deve riempire periodicamente

“E’ da tre anni che l’acqua arriva cattiva, carica di ferro, giallognola, puzzolente di fogna”, dice la signora Mazzini. “Ambrogiani, il capo dell’ufficio del Sasso, ci allarmò: ‘Mi sa che si dovrà fare un lavoro grosso’”. Ma questo lavoro, insieme alle origini di un’acqua che continua ad arrivare sporca, a detta di Ines, non è mai stato fatto. Intanto, Fernando, il signor Mazzini, qualche tempo fa ha avuto un ictus e ancora non si è ripreso del tutto. Lo stesso Fernando va quasi ogni giorno a riempire le bottiglie d’acqua dalla figlia oppure le compra al supermercato. Soldi, tempo, fatica.

Nei paraggi di questa villetta, sotto l’orologio senza lancette, si parlava di un depuratore che non c’è. E per caso è saltata fuori questa storia. Alla Asur rispondono che si tratta di atti e procedimenti relativi a privati e che dunque i giornalisti non possono ‘ficcarci il naso’. Forse il buon senso e il rispetto della legge avranno la meglio.

Ines Mazzini

Ines aspetta, tra le sue piante grasse e il suo dolore di una vita, nascosto accuratamente dietro un sorriso infinitamente dolce. Fernando lavoricchia lì fuori, con le attrezzature della campagna. Forse, forse, un giorno qualcuno – comune, Asur, Marche Multiservizi? Chissà – si accorgerà di loro. Così, per caso. E porterà un po’ di acqua potabile anche qui, in via dell’Orologio n.1.

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Ozono e Polveri sottili sotto controllo, gli urbinati respirano aria pulita http://ifg.uniurb.it/2013/04/09/ducato-online/ozono-e-polveri-sottili-sotto-controllo-gli-urbinati-respirano-aria-pulita/41891/ http://ifg.uniurb.it/2013/04/09/ducato-online/ozono-e-polveri-sottili-sotto-controllo-gli-urbinati-respirano-aria-pulita/41891/#comments Tue, 09 Apr 2013 14:24:36 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=41891

URBINO – A Urbino si respira aria buona, almeno secondo i dati dell’Arpam (l’Agenzia regionale per l’Ambiente). Dall’inizio del 2013 nella centralina di Urbino o valori di Pm10, più comunemente conosciuti col nome di “polveri sottili”, hanno sforato il limite consentito per legge di 50 microgrammi per metro cubo in due soli giorni: il 4 e il 5 marzo 2013.

Niente a che vedere con i livelli di inquinamento dell’aria nella città di Fano che, secondo i dati da traffico raccolti dalla centralina di via Montegrappa, in ben 23 giorni dall’inizio dell’anno hanno superato i limiti consentiti. Insomma, a Fano un giorno su tre l’aria è troppo inquinata.

I superamenti stabiliti dalla normativa europea in un anno possono essere al massimo di 35 giorni totali. Un limite vicino per Fano e lontanissimo per Urbino. La centralina della città ducale, però, non calcola solamente i valori di Pm10, ma è anche l’unica stazione a misurare l’ozono su scala regionale. “Questo perché – spiega Salvatore Circolone, responsabile prevenzione dall’inquinamento atmosferico ed acustico della Provincia di Persaro e Urbino – risponde a tratti significati e di uniformità che sono unici nel territorio”.

Sul sito della provincia rete aria, che fino a poco tempo fa gestiva la manutenzione delle centraline prima che passasse definitivamente nelle mani della Regione, recependo una normativa europea, si può vedere come i livelli di ozono più alti si riscontrino fra il 16 e il 20 giugno, con picchi che toccano i 133 microgrammi per metro cubo nella giornata del 19 giugno. Questo genere di smog fotochimico si riscontra soprattutto nei mesi estivi e capita che i valori limite dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico vengano superati.

“A far parte della rete regionale non ci sono solo le centraline di Urbino e Fano – dice Circolone – ma anche la stazione di Pesaro in via Scalpellini che misura il fondo urbano a livello regionale”.

Dal 14 febbraio, però, quest’ultima centralina è fuori uso a causa di un guasto tecnico. “Le informazioni ci sono – dice Circolone – ma non sono state certificate dall’Arpam che è l’ente preposto a validare i dati. La settimana prossima verranno certificati a ritroso e non andranno persi. Sono solo in stand by”.

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Controlli nei pozzi del centro: acqua vietata fino al 28 aprile / VIDEO http://ifg.uniurb.it/2013/04/07/ducato-online/controlli-nei-pozzi-del-centro-acqua-vietata-fino-al-28-aprile/41157/ http://ifg.uniurb.it/2013/04/07/ducato-online/controlli-nei-pozzi-del-centro-acqua-vietata-fino-al-28-aprile/41157/#comments Sun, 07 Apr 2013 03:04:21 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=41157

URBINO – Dopo l’allarme del 26 marzo, quando è stata scoperta una perdita di gasolio da una cisterna della cattedrale di Urbino, sono cominciati i controlli nei pozzi del centro storico. I tecnici dell’Arpam stanno verificando la presenza di gasolio e intanto confermano il divieto di utilizzare l’acqua delle cisterne almeno fino alla fine del mese. In attesa dei risultati, il professore Maurizio Sisti, del dipartimento di Biologia molecolare dell’università di Urbino, spiega quali potrebbero essere i rischi di una possibile contaminazione.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

 

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Prime analisi sui pozzi del centro, ‘a naso’ il gasolio si è fermato a monte http://ifg.uniurb.it/2013/04/04/ducato-online/pozzi-centro-storico-prime-analisi-inquinamento-fermo-a-mont/40820/ http://ifg.uniurb.it/2013/04/04/ducato-online/pozzi-centro-storico-prime-analisi-inquinamento-fermo-a-mont/40820/#comments Thu, 04 Apr 2013 11:19:06 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=40820 LEGGI Gasolio nei pozzi del centro storico]]> URBINO – “A naso” non c’è gasolio negli altri pozzi del centro storico. Sembra essersi fermato nella cisterna della Cattedrale, dove è partito l’inquinamento, e in quella dell’Ersu, poco più a valle, nella sede di Via Veneto, per la cui vicenda ci sono procedimenti giudiziari in corso e degli indagati per omessa notifica alle autorità del sospetto danno ambientale.

Gli operatori dell’Arpa per il centro storico di Urbino

Per ora i cittadini di Urbino possono stare tranquilli, perché al di là dell’ordinanza cautelativa del 28 marzo scorso che prevede “il divieto di utilizzare l’acqua dei pozzi e cisterne” del centro storico  per 30 giorni, la prima impressione è che il gasolio si sia fermato a monte.

Ma questa sensazione “a naso” dovrà essere confermata dall’esito delle analisi. Proprio ieri pomeriggio sono cominciati i controlli di Petroltecnica (chiamata dalla Curia per le ispezioni sulle acque delle cisterne) e dell’Arpa di Pesaro, al servizio della magistratura e del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) di Ancona da cui sono partite le indagini in seguito alle lamentele e alle denunce dei cittadini. “Siamo nella fase della caratterizzazione” ha spiegato il comandante del Noe Vincenzo Marzo, “si cerca di capire qual è la fonte di inquinamento, elemento per altro già accertato, e si verificano l’estensione e la quantità della contaminazione”.

La signora Felici e Massimo Mariani dell’Arpa

Pozzo per pozzo, cartina alla mano e strumenti per il lavoro in spalla,  Massimo Mariani dell’Arpa, un’ altra operatrice, Paolo Marchesani, vigile urbano e il consulente tecnico d’ufficio (Ctu) del giudice a cui fanno capo le indagini, ripercorrono la strada che dovrebbe aver fatto il gasolio da un pozzo all’altro. “Cerchiamo pozzi che siano in discesa rispetto a quello da cui è partito l’inquinamento” ci spiega Mariani dell’Arpa. E sì, perché quasi tutte le cisterne urbinati si trovano dentro le case della gente, in proprietà private. Cisterne che un tempo erano l’unica fonte di approvvigionamento delle famiglie della città ducale.

Via Piola San Bartolo 51. Primo pozzo. Stessa via, numero civico 67, secondo pozzo. I signori Felici guidano dentro gli operatori che si mettono a lavoro, fanno i prelievi necessari, il Ctu prende appunti. Pare non ci sia nessun motivo di sospettare che il gasolio sia arrivato fin lì.

Via Budassi e via Valerio sulla carta sono disseminate di pozzi, ma quasi nessuno è accessibile, perché cementato come quello all’entrata del Museo della Città. Ce n’è, ad esempio, uno al Bosom, proprio dentro il pub. Pare sia davvero molto grande e sopra, in linea d’aria, c’è quello inquinato dell’Ersu. Ma alle cinque del pomeriggio è ancora chiuso. Un altro cementato è in via Foro Posterula. Un altro ancora accanto al Centro linguistico dell’Ateneo.

Cisterna del Cinema Ducale

Anche al Cinema Ducale, da cartina, è stata individuata una cisterna. La proprietaria fa strada fino al giardino che dà sul retro dello stabile. Lo spettacolo, pozzi a parte, non è dei migliori. Erbacce, sterpaglie ammonticchiate. Bottiglie, tegole, mattoni e, come nota Massimo Mariani dell’Arpa, anche qualche pezzo di fabbricato in amianto. In fondo c’è la cisterna. Ma è impossibile aprirla perché ben serrata e arrugginita.

Altra strada altro pozzo. Via Pozzo Nuovo, piazzetta sotto la mensa universitaria. Mentre vengono effettuati i prelievi, un anziano mostra dov’è il suo pozzo, poco distante in Via del Fiancale. Entriamo nella sua taverna, che sa di casa e di vino e gli addetti ai lavori si mettono all’opera. Probabilmente, sempre “a naso”, anche il pozzo di Isidoro è salvo dal gasolio.

Così finisce il giro. Almeno per ora. Nei giorni a venire sarà la volta di via Garibaldi e di tutte le zone individuate dagli esperti. I passaggi successivi: “Presentare il piano di caratterizzazione, che prevede ulteriori indagini, a Comune, Provincia e Regione che dovranno approvarlo”, spiega il dottor Mariani. Questo il procedimento amministrativo, mentre le indagini giudiziarie continueranno autonomamente pur servendosi dei rilievi effettuati dall’Arpa.

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