il Ducato » massimo russo http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » massimo russo http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Quando lo scienziato fa il giornalista. Divulgazione e disintermediazione http://ifg.uniurb.it/2015/04/18/ducato-online/quando-lo-scienziato-fa-il-giornalista-divulgazione-e-disintermediazione/70886/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/18/ducato-online/quando-lo-scienziato-fa-il-giornalista-divulgazione-e-disintermediazione/70886/#comments Sat, 18 Apr 2015 06:33:57 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=70886 Massimo Russo, direttore di Wired Italia

Massimo Russo, direttore di Wired Italia

PERUGIA –  Acqua su Marte, l’ultimo pianeta extrasolare che potrebbe ospitare qualche forma di vita oppure il primo atterraggio di un robot su una cometa a milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Breaking news da “prima pagina”, anticipate dai titoli sui siti della Nasa o dell’Esa e dai tweet degli stessi ‘protagonisti’ sui social network, come il robottino Philae, la sonda Rosetta o il rover Curiosity. Oggi la scrittura di chi fa scienza si è appropriata di un taglio giornalistico. Sono gli scienziati in prima persona a scrivere su siti internet articoli divulgativi spesso molto chiari e di grande efficacia comunicativa. Inoltre questi siti spesso sono delle vere e proprie testate registrate. Ma la figura del giornalista così rischia davvero di diventare sempre meno incisiva su questi temi?

“Anche le grandi aziende ormai sono in grado di cortocircuitare i meccanismi tradizionali delle testate attraverso i contenuti dei loro siti internet” ha detto Massimo Russo, direttore della rivista Wired Italia, che ieri al teatro Morlacchi ha partecipato a uno dei panel più attesi del festival del giornalismo internazionale , Le vie dell’innovazione tra scienza cultura e impresa. Insieme al giornalista: Alessandro Baricco, romanziere e fondatore della scuola di scrittura Holden, Diego Piacentini di Amazon, e Andrea Accomazzo, responsabile delle operazioni della missione Rosetta dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea.

“Penso che sia indispensabile che questi due canali divulgativi lavorino in parallelo – ha detto Accomazzo – l’uno non esclude l’altro”. Secondo lo scienziato non è indispensabile che a scrivere temi scientifici siano giornalisti specializzati. “Mi è capitato di rilasciare un’intervista con un giornalista che non era molto ferrato nel campo scientifico, eppure ha pubblicato un articolo bellissimo che aveva in sé sia aspetti tecnici che aspetti emozionali”. Il coinvolgimento emotivo è uno dei punti fondamentali di questo nuovo modo di divulgare informazioni scientifiche e per questo sono indispensabili i social network. Questi nuovi mezzi di comunicazione creano un contatto diretto con il lettore; proprio per questo sono stati creati account Facebook per la sonda spaziale Rosetta e per Philae che comunicano anche tra di loro, creando situazioni spesso ironiche che coinvolgono i lettori.

Secondo Russo “gli organismi scientifici come l’ INAF e l’ ESA hanno siti fatti molto bene. Inoltre hanno anche una forte presenza sui social network”. Anche Russo ha tenuto a sottolineare l’importanza dell’effetto che si crea attraverso questi mezzi. Grazie a questi canali si crea “un’informazione emozionante che crea una storia vera e propria, cosa che non si riesce a fare con l’informazione fredda e secca con cui si trattano i temi scientifici”. Aggiunge: “Secondo me tutto questo è molto positivo, soprattutto in Italia”. Sostiene infatti che nel nostro Paese ci sono difficoltà a raccontare fatti scientifici soprattutto da parte dei media tradizionali. “La scienza arriva ai media tradizionali solo in momenti particolari e soprattutto in casi drammatici, come quello di Stamina. Ci sono però dei giacimenti di sapere scientifico che hanno poca eco; basti pensare a Samantha Cristoforetti che ormai è diventata quasi una ‘pop-star’, eppure noi di tutte le ricerche che fa l’Esa non sappiamo molto”.

Inoltre, secondo Russo, bisogna considerare che quando questi contenuti gravitano nei media tradizionali vengono a volte realizzati servizi caricaturali, come nel caso del Tg4 in occasione dell’accometaggio di Rosetta. “Questo – sottolinea – spesso è un lavoro di vera e propria disinformazione, basti pensare a trasmissioni come le Iene che rispetto a temi come Stamina fanno la glorificazione di personaggi come Vannoni senza andare a vedere se effettivamente ci siano riscontri da parte della comunità scientifica sulla efficacia del metodo. Questo non fa altro che allontanare dalla scienza da una parte, e dall’altra parte non dà modo alle notizie vere di emergere”.

Quindi se gli istituti scientifici cominciano a comunicare e lo fanno in maniera efficace e diretta va bene così. “È bene mantenere entrambe le strade perché è finita l’epoca del racconto giornalistico in senso stretto; ci sono nuovi metodi e tutto ciò fa bene. Quel tempo è finito, la realtà contemporanea è totalmente diversa, è tempo di muoversi. Il giornalismo deve essere contemporaneo”.


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Massimo Russo e Luca Tremolada a Urbino: “Il futuro del giornalismo è già arrivato” http://ifg.uniurb.it/2014/04/05/ducato-online/massimo-russo-e-luca-tremolada-a-urbino-il-futuro-del-giornalismo-e-gia-arrivato/60807/ http://ifg.uniurb.it/2014/04/05/ducato-online/massimo-russo-e-luca-tremolada-a-urbino-il-futuro-del-giornalismo-e-gia-arrivato/60807/#comments Sat, 05 Apr 2014 14:45:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=60807 a sinistra Luca Tremolada (Il Sole 24 Ore), accanto Massimo Russo (direttore Wired)

a sinistra Luca Tremolada (Il Sole 24 Ore), al suo fianco Massimo Russo (direttore di Wired)

URBINO – Ci sono un matematico, un programmatore e un giornalista. Non è l’inizio di una barzelletta ma l’assetto di lavoro al quale le redazioni dovranno fare l’abitudine se non vogliono rimanere fuori dalla nuova era del data journalism.

È il messaggio del direttore di Wired Massimo Russo e Luca Tremolada, giornalista del Sole 24 Ore, che questa mattina hanno aperto la giornata di appuntamenti dedicata all’Ifg di Urbino e ai suoi ex allievi.

Un argomento che avrebbe interessato Luca Dello Iacovo, allievo del biennio 2004-2006, scomparso nel dicembre 2013 e ricordato oggi dai suoi colleghi di corso. Luca, che collaborava con l’inserto Nòva del Sole 24 Ore, era un grande appassionato di innovazione anche nel giornalismo.

Nel video: la giornalista Laura Troja legge i ricordi scritti dai compagni di corso di Luca Dello Iacovo.

“La novità che viviamo oggi – ha spiegato Luca Tremolada – sta nella grande disponibilità di dati e nella facilità d’uso di un gran numero di strumenti che permettono di rielaborare le informazioni per renderle fruibili a tutti”. I numeri nel giornalismo ci sono sempre stati, soprattutto nei quotidiani economici: “Al Sole una volta ci chiedevano di mettere una cifra ogni tre righe – ricorda Tremolada – oggi non possiamo farne a meno visto che solo le stesse amministrazioni pubbliche che cominciano a rendere pubblici i propri dati”.

Le redazioni dei grandi gruppi editoriali italiani si stanno gradualmente aprendo al lavoro sui dati: “Il grande fermento – aggiunge Tremolada – arriva anche da una serie di collettivi autonomi, gruppi di bravi giornalisti e programmatori che grazie ai dati sperimentano strade nuove”. Un esempio è il newsgame, videogiochi utilizzati come strumenti per interpretare le notizie, come l’americano DebTetris di David McCandless, che attraverso un videogame spiega il meccanismo dei mutui subprime.

LIVETWEETING – La cronaca della giornata

Emblematici sono stati poi i casi di Wikileaks di Julian Assange e le rivelazioni emerse dai documenti decapitati dall’ex analista della Nsa Edward Snowden. Sono i big data, imponenti quantità di dati e informazioni che nel primo caso in particolare: “Hanno costretto le cinque grandi redazioni che li hanno ricevuti – spiega Tremolada – a elaborare enormi quantità di file pubblicati in una serie di articoli in contemporanea: Assange ha saputo hackerare il sistema giornalistico mondiale sfruttando anche il timore di ogni redazione di ‘prendere un buco’ dagli altri che possedevano i dati”.

“Ci sono state più innovazioni negli ultimi cinque anni che da cinquant’anni a questa parte – ha detto Massimo Russo – siamo e saremo costretti a modificare il nostro modo di produrre le notizie e anche di fruirle, viviamo in un momento storico paragonabile solo al 1775 quando fu inventata la macchina a vapore”.

Una rivoluzione che come è sempre successo nella storia non arriva da dove ce l’aspettiamo: “Non sono gli establishment a portare i cambiamenti, questi arrivano dalla periferia, dagli attori secondari, da chi ha un’idea e fa l’uso migliore della tecnologia”.

Anche il giornalismo dovrà cambiare secondo Massimo Russo, prendendo ad esempio l’evoluzione dell’iOs, il sistema operativo della Apple su iPad e iPhone: “Le interfacce grafiche stanno abbandonando lo scheumorfismo, cioè il richiamo ad oggetti di uso comune associato alle funzioni dell’apparecchio che utilizziamo, come ad esempio la bussola che simula graficamente proprio le vere e proprie bussole. Allo stesso modo, oggi i siti internet dei quotidiani vengono ancora impostati come una “copia digitale” del giornale cartaceo. Sul web, però, il paradigma è diverso”. Nelle redazioni online, insomma, serve più coraggio. “Fare o non fare. Non esiste ‘provare'”. Ha concluso Russo citando il maestro Yoda di Guerre Stellari.

Tutto questo, senza dimenticare i cardini che hanno sempre sostenuto il mestiere del giornalismo: “Silvano Rizza sarebbe stato d’accordo con Giuseppe D’Avanzo, secondo il quale il giornalista scova, ricerca e racconta le notizie. Questo non può cambiare, ma dobbiamo considerare che ci rivolgiamo a un ecosistema dell’abbondanza: non possiamo essere totalmente esaustivi, dobbiamo portare valore nelle cose di cui ci occupiamo. Dimentichiamoci dell’organizzazione gerarchica verticale delle notizie: oggi è roba da giornali cattedratici”.

Un concetto non condiviso da Paolo Gambescia, l’ex direttore dell’Unità, del Mattino e del Messaggero che è intervenuto subito dopo Massimo Russo. “Non possiamo confondere la quantità con la qualità e le gerarchie vanno mantenute. I giornali – ha sostenuto Gambescia –  dovrebbero avere meno pagine, i telegiornali meno servizi, ma il tutto dovrebbe essere più denso e filtrato da professionalità”.

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Giornalismo, domani lectio magistralis di Paolo Gambescia http://ifg.uniurb.it/2014/04/04/senza-categoria/giornalismo-domani-lectio-magistralis-di-paolo-gambescia/60759/ http://ifg.uniurb.it/2014/04/04/senza-categoria/giornalismo-domani-lectio-magistralis-di-paolo-gambescia/60759/#comments Fri, 04 Apr 2014 12:11:56 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=60759 [continua a leggere]]]> URBINO – Paolo Gambescia, ex direttore del Messaggero, del Mattino e dell’Unità, sarà a Urbino domani, sabato 5 aprile, per tenere una lectio magistralis dal titolo ‘Giornalismo di ieri e di oggi’ all’interno di una giornata che l’Istituto per la formazione al Giornalismo di Urbino dedica in ricordo del suo fondatore, Silvano Rizza, e di Luca Dello Iacovo, ex allievo della scuola, scomparso nel dicembre scorso.

La giornata avrà inizio alle 9.30 presso l’Aula sospesa dell’Università in Via Saffi 1 5 con i contributi del direttore di Wired, Massimo Russo, e del giornalista del Sole24Ore, Luca Tremolada, sul tema “Data journalism, cultura digitale e innovazione”. Alle 11.30 è previsto l’intervento di Gambescia e in seguito quello del giornalista del Gruppo Espresso e presidente italiano dell’Online News Association, Mario Tedeschini Lalli.

Non potrà invece essere presente, come annunciato in un primo momento, Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera.

 

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Ifg, sabato 5 aprile: una giornata in ricordo di Silvano Rizza e Luca Dello Iacovo http://ifg.uniurb.it/2014/04/03/scuola/ifg-sabato-5-aprile-una-giornata-in-ricordo-di-silvano-rizza-e-luca-dello-iacovo/60748/ http://ifg.uniurb.it/2014/04/03/scuola/ifg-sabato-5-aprile-una-giornata-in-ricordo-di-silvano-rizza-e-luca-dello-iacovo/60748/#comments Thu, 03 Apr 2014 12:51:48 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=60748 URBINO – L’Istituto per la formazione al Giornalismo di Urbino dedica una giornata in ricordo del suo fondatore, Silvano Rizza, e di Luca Dello Iacovo, giovane giornalista ex allievo della scuola scomparso nel dicembre scorso.

Sabato 5 aprile alle 9.30 nell’Aula sospesa del’Università, in via Saffi 5, si terrà un dibattito/confronto sul tema “Data journalism, cultura digitale e innovazione”. Interverranno Massimo Russo, direttore di Wired Italia, Luca Tremolada giornalista del Sole24Ore e gli allievi del biennio 2004-2006 della Scuola. Introdurrà il direttore dell’Ifg Lella Mazzoli.

Alle 11.30, sempre nell’Aula sospesa, parleranno Paolo Gambescia, ex direttore del Messaggero, dell’Unità e del Mattino, che terrà una lectio magistralis intitolata “Il giornalismo di ieri e di oggi” e Mario Tedeschini Lalli, direttore di Ona (Online news association). A introdurli sarà il rettore dell’Università di Urbino e presidente dell’Associazione per la formazione al giornalismo, Stefano Pivato.

Alle 15.30, nella sede dell’Istituto in via della Stazione 62, si terrà una piccola cerimonia durante la quale sarà intitolata a Silvano Rizza l’aula magna e sarà  presentata una borsa di studio a suo nome. Interverranno Claudio Rizza, Lella Mazzoli e Gianni Rossetti, direttore dei corsi e delle testate.

Alle 17 gli ex allievi della Scuola di giornalismo presenteranno l’Associazione Giornalisti Silvano Rizza e contestualmente si apriranno le iscrizioni per l’adesione.

La giornata si chiuderà con una cena sociale che raggrupperà tutti gli ex allievi di 24 anni di attività dell’Ifg.

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Dalla terza pagina alla cultura “pop”: com’è cambiata l’informazione culturale http://ifg.uniurb.it/2013/05/05/ducato-online/dalla-terza-pagina-alla-cultura-pop-come-cambiata-linformazione-culturale/45400/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/05/ducato-online/dalla-terza-pagina-alla-cultura-pop-come-cambiata-linformazione-culturale/45400/#comments Sun, 05 May 2013 13:11:41 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=45400 [continua a leggere]]]> URBINO – Come si è evoluto il giornalismo culturale italiano e quale sarà il suo futuro nel mondo del web? Al Ducato Giuseppe Roma del Censis, Massimiliano Panarari de La Stampa, Massimo Russo del gruppo l’Espresso fanno un quadro chiaro della situazione: se la cultura è un paradosso in Italia perché presente ma poco valorizzata, la nuova informazione culturale digitale può tentare di risollevarne le sorti rendendola più ‘pop‘.


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Fotografare l’informazione culturale: web, tv e carta stampata a confronto http://ifg.uniurb.it/2013/05/04/ducato-online/fotografare-linformazione-culturale-web-tv-e-carta-stampata-a-confronto/45278/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/04/ducato-online/fotografare-linformazione-culturale-web-tv-e-carta-stampata-a-confronto/45278/#comments Sat, 04 May 2013 12:31:35 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=45278 VIDEO]]> URBINO – “Un fotografia dell’informazione culturale italiana”: è il titolo della conferenza mediata da Massimiliano Panarari de La Stampa tenuta al collegio Raffaello subito dopo la lectio di Piero DorflesCinque relatori per affrontare in maniera diversificata il problema dell’informazione e della cultura: Isabella Donfrancesco (Rai Educational), Nicola Lagioia (scrittore), Giuseppe Laterza (Laterza editore), Giuseppe Roma (Direttore del Censis) e Massimo Russo (Ifg Urbino).

GUARDA IL VIDEO: DALLA TERZA PAGINA ALLA CULTURA POP

Il giornalismo culturale deve avere anche una funzione sociale? Si può, attraverso la cultura, stimolare la coscienza critica delle persone? Il giornalismo culturale può produrre dibattito? Cinque ‘osservatori’ diversi: dal mondo del web arriva l’incitamento a rendere la cultura ancora più pop; la televsione vuole continuare ad essere un mediatore tra la cultura e i cittadini attraverso l’approfondimento i canali tematici; chi scrive e fa cultura ha bisogno del supporto dell’informazione e di più promozione anche attraverso il dibattito critico; dal punto dei vista dei dati l’analisi si concentra sui cambiamenti epocali che stanno interessando il paese: più del 50% della popolazione si informa oramai su internet ed è quindi in quel luogo virtuale che bisogna promuovere la cultura.

Giuseppe Laterza

“Io do un giudizio positivo del giornalismo culturale italiano: io faccio libri e la loro sorte dipende anche da come i giornali affrontano la cultura. Nei giornali ci sono molte recensioni fatte anche molto bene”. Giuseppe Laterza apre il suo intervento con un pensiero positivo per poi spostare l’attenzione su ciò che manca: “Ciò che manca è la recensione critica, cioè quel momento di confronto in cui chi scrive prende sul serio il libro che ha letto. Spesso nei giornali italiani c’è la stroncatura oppure il silenzio: questo è un problema perché io credo che solo dal confronto, anche acceso, si possa crescere. Nessuno di noi ha la verità in mano: l’avvicinamento alla verità avviene solo attraverso la dialettica. Ecco il punto: il giornalismo culturale deve essere confronto senza demolizione”. In chiusura il pensiero di Laterza sulla “cultura di tutti”: “E’ sbagliata l’idea secondo cui la cultura sia un mezzo di esclusione: la cultura deve essere accessibile a tutti senza perdere capacità critica”.

Giuseppe Roma

“L’Italia è un paese pieno di cultura ma gli italiani non se ne interessano: dovremmo iniziare a chiederci perché”. Giuseppe Roma concentra il suo intervento sul problema dell’assenza di cultura nella “marmellata mediale” in cui viviamo oggi. “Il soggetto è il contenuto stesso che viene trasmesso, basti vedere i social network. Le stesse pagine culturali spesso riportano articoli di interpreti-protagonisti: questo genera molta confusione”. Secondo Roma il problema non è di spazio per la cultura, perché oggi ci sono più inserti di quando esisteva solo la “terza pagina”, né di giornalismo culturale ma di come far diventare la cultura interesse prevalente di tutti: “Per aiutare anche l’economia la cultura deve diventare interesse di tutti. E’ necessario darle appeal facendola scendere dal piedistallo”.

Isabella Donfrancesco

Concentrato sul ruolo della televisione nel processo di interazione cultura-informazione l’intervento di Isabella Donfrancesco: “Noi (Rai Educational) abbiamo creato una serie di canali tematici che sono un luogo di scambio e approfondimento; attraverso la tv si può mediare la cultura e in questo senso il mezzo deve avere solo un approccio di servizio”. Lo scambio di cui parla la Donfrancesco è soprattutto di tipo culturale rispetto alle diversità: “Abbiamo un portale dedicato alla lingua italiana per gli stranieri. Chi vuole fare cultura attraverso i servizi deve necessariamente parlare a chi è diverso: c’è bisogno di interattività”. Vantaggio della televisione specializzata il fatto di poter mostrare cose che normalmente non sarebbero di interesse comune: “Si possono vedere in faccia gli scrittori, cosa che prima non era possibile. Ci possono scrutare i loro volti con i loro tic e i loro vizi. In questo senso la tv si deve porre come mediatore ma in un garbato secondo piano”.

Massimo Russo

“Spiazzerò la platea iniziando il mio intervento con una provocazione: la rete è stupida”. Massimo Russo, che sta per diventare direttore di Wired ed è un esperto giornalista informatico, parla di rete, informazione e cultura. “La cultura è diventata ormai di massa e secondo me dovrebbe essere ancora più pop. Attraverso il passaggio al digitale il processo di apertura si è completato. Ciò che è cambiato è il verso della reazione: se prima la cultura era un sistema che dall’alto si spostava verso il basso ora con il web la cultura si sposta da nodi periferici verso altri nodi. Non c’è nessuno che regolamenta”. E sul recente ‘intervento di Laura Boldrini, presidente della Camera sulla regolamentazione dell’ “anarchia del web”, Russo fa questa riflessione: “Se restiamo legati alla vecchia idea di cultura che dall’alto viene regolata e pensiamo di trasferirla alla rete ci trasformiamo in un regime autoritario. Solo in paesi come la Cina, la Corea del Nord questo può avvenire. La ricchezza della rete sta proprio nel fatto che non sindaca sui contenuti”. E conclude: “Nella rete devono valere le stesse regole che ci sono nella vita reale, non ne servono altre. La verità è che tutto ciò che di brutto si vede sul web non è più confinato e può uscire alla luce del sole. Ma per rispondere ai problemi profondi è necessario che ci sia un cambiamento umanosenza mortificare la realtà”.

Nicola Lagioia

Il punto di vista di Nicola Lagioia chiude il dibattito: “Nelle redazioni dei quotidiani vigono delle regole stupide: è incredibile pensare ancora che per scrivere di cultura bisogna ‘stare sul pezzo’”. Per interesse dei quotidiani prima dell’uscita di un romanzo l’autore viene intervistato o recensito ma questo comporta una perdita di riflessione a discapito della qualità. “Altra cosa che non capisco- continua Lagioia- è la gara a chi arriva prima sulla recensione: l’agenda dei capiredattori è più importante dei contenuti”. Nell’ultima riflessione cita Pasolini: “Molti si lamentano del fatto che oggi manca una figura come quella di Pasolini. La realtà è che non manca Pasolini ma manca lo spazio su cui scrivere ciò che scriveva Pasolini. Nessun quotidiano oggi permette di esprimere opinioni diverse dalla linea del quotidiano stesso”.

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