il Ducato » Economia http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » Economia http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it/categorie/ducato-online/economia/ Niente padiglione Expo per il Montefeltro, sfuma il ‘sogno’ di Sgarbi http://ifg.uniurb.it/2015/05/04/ducato-online/lecuador-scippa-il-padiglione-expo-al-montefeltro/73225/ http://ifg.uniurb.it/2015/05/04/ducato-online/lecuador-scippa-il-padiglione-expo-al-montefeltro/73225/#comments Mon, 04 May 2015 14:41:43 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=73225 Vittorio_SgarbiURBINO – All’Expo il Montefeltro non avrà un padiglione dedicato, ma uno spazio all’interno del Padiglione Italia o del Padiglione Zero. Lo ha dichiarato Vittorio Sgarbi a Il Ducato spiegando che:”L’ Ecuador si è ripreso il suo spazio un mese prima dell’inaugurazione”. Svanisce così, ‘scippato’ dal dietrofront di Quito, il sogno dell’assessore alla rivoluzione di Urbino. Doveva essere l’occasione che avrebbe fatto conoscere la Cittaà Ducale e il territorio circostante a tutto il mondo. Incerto, ora, anche lo spazio dedicato all’interno del Padiglione Italia. A quattro giorni dall’inizio dell’Esposizione Universale, del Montefeltro non c’è ancora traccia.

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Solo dieci giorni fa Maurizio Gambini, Sindaco di Urbino, si esprimeva fiducioso sulla fattibilità del progetto: “Ci stiamo lavorando, spero che possa essere una grande occasione di incontro e promozione per tutto il territorio. Negli ultimi giorni sono stato negli Usa (per la consegna dell’Urbino press Award ndr) e spero che Sgarbi e gli altri assessori abbiano continuato a lavorarci”. Più scettico, invece, si è mostrato, due giorni più tardi, l’assessore regionale al bilancio e alla cultura Pietro Marcolini: “L’intenzione ci è stata dichiarata dagli amministratori. Mi pare una buona idea, ma non so se tardiva. Non so se ci saranno i tempi materiali per organizzarla”.

Che fosse una corsa contro il tempo lo si sapeva dall’inizio. Lo stesso Gambini, anticipando la proposta di Sgarbi a Il Ducato, lo aveva definito un ‘progetto last minute’, mentre poche ore più tardi l’assessore, perentorio, dichiarava: “Stiamo trattando, bisogna farlo rapidamente”.

La proposta. L’ idea era quella di occupare gli spazi rimasti disponibili dopo la rinuncia di alcuni Stati esteri. Si trattava di un’area di circa 1200 metri quadrati da riempire, in parte, con un capannone semplice e funzionale per accogliere testimonianze di varia natura, dall’arte alla produzione locale. L’intento principale: presentare il Montefeltro compatto, come se fosse uno “Stato”. Se c’erano dubbi sulla possibilità che uno spazio pensato per uno stato straniero potesse essere occupato da un ente dai confini giuridicamente sfumati, alla fine uno stato, questo sì compatto e reale, l’ha occupato. Insieme all’Ecuador, l’area è stata assegnata anche alla Nigeria e alla Lettonia.

Arrendersi, mai. Per far conoscere Urbino e il territorio, il critico d’arte continuerà a puntare sul turismo culturale. Con l’estate alle porte, l’obiettivo è mantenere gli standard già molto positivi registrati con le diverse mostre ospitate dalla città. Prossimo fiore all’occhiello sarà ‘Rinascimento Segreto’: “È la mostra più importante tra tutte quelle programma, l’ho concepita il 15 agosto dell’anno scorso. Ho pensato sarebbe stato utile, oltre a mangiare porchetta, far vedere opere d’arte sul tema della Festa del Duca. Un’altra esposizione sarà dedicata all’astrattismo. Corrente molto lontana dal Rinascimento, ma il cui spirito è comunque vicino al razionalismo e alla visione logica e matematica, tipica di Piero della Francesca”

 

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Fano-Grosseto incompiuta e la ferrovia abbandonata. Le vie ‘impossibili’ che non portano a Urbino – INTERATTIVO http://ifg.uniurb.it/2015/05/03/ducato-online/fano-grosseto-incompiuta-e-la-ferrovia-abbandonata-le-vie-impossibili-che-non-portano-a-urbino-interattivo/70608/ http://ifg.uniurb.it/2015/05/03/ducato-online/fano-grosseto-incompiuta-e-la-ferrovia-abbandonata-le-vie-impossibili-che-non-portano-a-urbino-interattivo/70608/#comments Sun, 03 May 2015 05:46:27 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=70608 INTERATTIVO Lungo il tracciato della Fano-Grosseto e della Fano Urbino, le due grandi opere che dovevano far uscire l'entroterra dall'isolamento e che sono, per motivi diversi, bloccate]]> URBINO – La superstrada Fano – Grosseto e la ferrovia Fano – Urbino, le due grandi opere che dovevano far uscire l’entroterra dall’isolamento sono, per motivi diversi, bloccate. La prima è ormai stata dichiarata non prioritaria dal ministero delle Infrastrutture. La seconda, inattiva da quasi 30 anni, sarebbe completamente da rifare. Con costi enormi. Lo speciale interattivo del Ducato percorre, idealmente, il tracciato di queste due opere ormai diventate utopie della speranza di uscire dall’isolamento.

Lo speciale interattivo – Urbino isolata tra due utopie

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Bilancio provinciale, avanzo di 1,5 milioni. “Quasi nove milioni da destinare per scuole e strade” http://ifg.uniurb.it/2015/04/29/ducato-online/bilancio-provinciale-avanzo-di-15-milioni-quasi-nove-milioni-da-destinare-per-scuole-e-strade/72964/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/29/ducato-online/bilancio-provinciale-avanzo-di-15-milioni-quasi-nove-milioni-da-destinare-per-scuole-e-strade/72964/#comments Wed, 29 Apr 2015 15:03:51 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=72964 URBINO – Il bilancio 2014 della Provincia di Pesaro e Urbino chiude in positivo: il Consiglio provinciale ha approvato il 29 aprile il rendiconto 2014 che si chiude con un avanzo di più di un milione e mezzo di euro. Rispettato pienamente il patto di stabilità, il presidente della Provincia Daniele Tagliolini e la sua giunta ora dovranno decidere come investire quasi nove milioni di euro nel 2015. “Ora, 8 milioni e 833mila euro potranno essere investiti per far fronte alle problematiche legate alle scuole, alle strade e al dissesto idrogeologico” si legge nel comunicato diffuso dall’ente.

Lo stesso Tagliolini ha espresso soddisfazione dato che “fino al 31 marzo si parlava di emergenza, da oggi in poi si riprogramma in maniera straordinaria un’azione trasversale su più settori”

“Questa provincia è stata fatta passare come la peggiore d’Italia ed invece si è dimostrata una delle migliori” ha aggiunto Matteo Ricci, sindaco di Pesaro.

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Expo Montefeltro, Pietro Marcolini: “Tempi molto risicati per il padiglione” http://ifg.uniurb.it/2015/04/26/ducato-online/expo-montefeltro-pietro-marcolini-tempi-molto-risicati-per-il-padiglione/72489/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/26/ducato-online/expo-montefeltro-pietro-marcolini-tempi-molto-risicati-per-il-padiglione/72489/#comments Sun, 26 Apr 2015 10:52:39 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=72489 LEGGI Padiglione Expo, Gambini: "Stiamo lavorando"]]> Pietro Marcolini

Pietro Marcolini

URBINO – Il valzer del padiglione Montefeltro: tra idee tardive e tempi molto risicati. Maurizio Gambini venerdì scorso ha confermato che la sua squadra sta lavorando per portare ad Expo uno spazio dedicato al Montefeltro, idea lanciata dall’assessore alla rivoluzione Vittorio Sgarbi. L’assessore regionale al bilancio e alla cultura, Pietro Marcolini, sembra però scettico sulla fattibilità del progetto: “L’intenzione ci è stata dichiarata dagli amministratori. Quello che concretamente si può fare per ora è piuttosto limitato”, ha commentato Marcolini sentito dal Ducato durante l’ultimo giorno di Festival del giornalismo culturale a Fano.

“Mi pare una buona idea, non so se tardiva – continua – non so se ci saranno i tempi materiali per organizzarla. La regione Marche dal 28 maggio sarà a Milano quindi i tempi sono molto risicati”. Insomma l’idea c’è ma potrebbero rimanere soltanto negli annunci della politica. Gambini, di ritorno dagli Stati Uniti, aveva auspicato che la propria squadra avesse continuato a lavorare per creare una “grande possibilità di promozione e di incontro per il territorio”. Solo dopo l’inaugurazione dell’esposizione mondiale, fissata per il 1 maggio, si capirà se il Montefeltro entrerà ad Expo dalla porta principale, con un padiglione dedicato, oppure da quella ‘di servizio’, all’interno delle spazio della regione Marche.

Le dimissioni annunciate. Domani invece sarà il giorno della consegna delle dimissioni dei cinque assessori regionali ‘democrat’: Antonio Canzian, Sara Giannini, Marco Luchetti, Almerino Mezzolani e lo stesso Pietro Marcolini. L’intenzione è di approvare domani (lunedì 27 aprile) l’ultimo atto di amministrazione attiva “poi ci dimettiamo”. È l’assessore regionale al bilancio e alla cultura a entrare nel merito dell’ultimo atto che porteranno avanti i cinque ‘dem’ dimissionari: “Siamo riusciti ad ottenere 30 milioni di euro che distribuiremo a comuni (22,5 milioni) e provincie (7,5 milioni). Noi abbiamo chiesto che venisse convocata la giunta per domani proprio per questo ultimo atto: una delibera che riguarda il patto di stabilità. Quindi noi domani mattina ci presenteremo anche se non mi pare che a tutt’oggi sia arrivata la convocazione urgente che noi abbiamo chiesto due giorni fa. Solo domani – continua Marcolini – vedremo materialmente se la giunta verrà convocata o no”.

Poi attacca il presidente Gian Mario Spacca: “Se non verrà convocata la giunta è del tutto evidente la strumentalità del rinvio. Il presidente gioca al rinvio. Lui si dice impegnato al ministero dell’economia, ma questo è un impegno che già era conosciuto e bisognava delegare o organizzarsi diversamente. Comunque noi con senso di responsabilità estremo abbiamo lavorato per assicurare a famiglie e imprese nuovi 30 milioni. Depositiamo l’atto che è perfetto e che quindi può essere approvato e poi ci dimettiamo”.

Le dimissioni comunque non daranno uno scossone al governo regionale. A poco più di un mese dalle elezioni infatti il presidente potrebbe portare avanti solo atti di ordinaria amministrazione che non richiedono la maggioranza in giunta. Con il consiglio già sciolto e convocabile solamente per atti indifferibili e urgenti, quello delle dimissioni “è un gesto politico. È un atto di distinzione politica e di interruzione dell’attività amministrativa – afferma l’assessore regionale – ovviamente per legge la giunta e il consiglio sono in attività ordinaria e quindi l’amministrazione riguarderà solamente gli atti indifferibili e urgenti. Con le nostre dimissioni vogliamo segnare una distinzione di responsabilità politica: c’era bisogno di stigmatizzare un presidente che dopo essere stato eletto con una maggioranza di centrosinistra, di cui per altro il Pd è in larghissima parte, fa una scelta di accordo con gli avversari politici”.

Effetto boomerang. La nuova legge elettorale per la regione, quella che permette a Spacca di poter partecipare alla corsa per il suo terzo mandato, è stata votata anche dai consiglieri del Partito democratico. Una legge che, allo stato attuale delle alleanze, sembra ritorcersi contro allo stesso Pd. “Il nostro giudizio sul terzo mandato è politico prima ancora che istituzionale – termina Marcolini – la legge elettorale non conosce una strumentalità. È stata votata a larghissima maggioranza. Il presidente nega di aver ordito un’alleanza con Forza Italia fino a pochi giorni fa. Dalla presentazione, nel mese di luglio, di Marche 2020 ha sempre negato l’idea di volersi alleare con il centrodestra. È una novità degli ultimi giorni. Lui si è riparato dietro ad atti formali che fino a pochi giorni fa non ci sono stati. L’appoggio alla legge elettorale prescinde da questa questione ”.

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Imprese del mobile e crisi: premiate due tesi sul tema all’Università di Urbino http://ifg.uniurb.it/2015/04/13/ducato-online/imprese-del-mobile-e-crisi-premiate-due-tesi-sul-tema-alluniversita-di-urbino/70506/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/13/ducato-online/imprese-del-mobile-e-crisi-premiate-due-tesi-sul-tema-alluniversita-di-urbino/70506/#comments Mon, 13 Apr 2015 16:35:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=70506 Università Carlo Bo di Urbino

URBINO – Un premio di 750 euro ciascuno per due studenti dell’Università di Urbino che hanno approfondito nelle loro tesi di laurea gli effetti della crisi sul settore del mobile nelle Marche. Samanta Parri e Carlo Pisano sono i vincitori del premio creato dall’associazione Ex Consiglieri della Regione Marche e quest’anno dedicato alla memoria di Mario Fabbri, ex consigliere e presidente Cosmob, centro specializzato nella lavorazione del legno e nella produzioni di arredi, scomparso nel 2013.

A loro è stato riconosciuto il merito di aver approfondito, nelle rispettive tesi di laurea, come le aziende marchigiane impegnate nella produzione di mobili  hanno fronteggiato la crisi economica. “I lavori analizzano due aspetti diversi dello stesso tema – commenta Ilario Favaretto, direttore del Dipartimento di Economia, società e politica – esplorando  sia la situazione a livello regionale sia uno specifico caso aziendale”.

Il lavoro di Samanta Parri, laureata in Economia aziendale, si concentra infatti su una ricerca quantitativa delle imprese che hanno ‘resistito’ al crollo economico degli ultimi anni. Grazie all’analisi dei dati Istat sull’andamento economico del settore del mobile, nella sua tesi “Distretti industriali: l’evoluzione territoriale del manifatturiero. Il caso della regione Marche”, ha analizzato in primo luogo la storia delle imprese del mobile in tutta Italia, per poi focalizzare l’attenzione sul distretto del mobile nella provincia di Pesaro-Urbino. “Quello che traspare dai dati è che le aziende del territorio si sono unite per fronteggiare le difficoltà – spiega la neo dottoressa – e grazie alla collaborazione, molte imprese hanno evitato il collasso”.

La tesi magistrale di Carlo Pisano, laureato in Economia, marketing e comunicazione per le aziende, invece, è un lavoro di ricerca sul management di un’azienda medio-piccola del pesarese, Pedini, e del suo rapporto con un marchio famoso della moda come Calvin Klein. “La crisi ha colpito molto il settore del mobile – racconta Pisano – ma la produzione delle cucine nella nostra provincia dimostra di avere ancora un alto standard qualitativo confermandosi una delle eccellenze del Made in Italy e attirando l’attenzione di un brand mondiale”.

Il premio è ormai un’istituzione presso le università marchigiane: da 12 anni, l’associazione degli ex consiglieri regionali premia infatti gli studenti meritevoli degli atenei. “Cerchiamo di creare un legame tra la nostra associazione e le scuole, dalle medie all’università – dichiara al Ducato Luigi Micci presidente dell’associazione – istituendo premi che valorizzino il rapporto tra istruzione e realtà, non solo produttive, del territorio”.
Dei tre premi disponibili quest’anno, l’ultimo andrà a un laureato dell’Università di Camerino che approfondirà il  tema del sovraffollamento delle carceri.

La cerimonia di premiazione avrà luogo mercoledì 15 aprile alle 14, nell’Aula Magna di Palazzo Battiferri, alla presenza della moglie di Mario Fabbri.

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Il Comune di Urbino investe 15mila euro per gli anziani http://ifg.uniurb.it/2015/04/08/ducato-online/il-comune-di-urbino-investe-15mila-euro-per-gli-anziani/70008/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/08/ducato-online/il-comune-di-urbino-investe-15mila-euro-per-gli-anziani/70008/#comments Wed, 08 Apr 2015 08:19:32 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=70008 terme2_b-300x207

Le terme di Petriano

URBINO – Quindicimila euro per gli anziani di Urbino. Anche quest’anno il Comune ducale ha stanziato fondi per le attività degli urbinati della terza e quarta età.

Giornate alle terme e soggiorni al mare scontati, pasti offerti e un aiuto per il personale che accompagnagli anziani: l’investimento permetterà agli utenti di risparmiare fino al 70% della spesa totale.

“Abbiamo deciso di rinnovare quest’offerta – spiega Piero Fraternale, responsabile dell’ufficio Servizi educativi del Comune – anche visto il successo e la soddisfazione delle persone che hanno partecipato gli scorsi anni”.

Un impegno che coinvolge decine di persone ogni estate (si oscilla dalle venti alle ottanta presenze a seconda dell’attività) e che cresce di anno in anno soprattutto da un punto di vista economico: “Rispetto al 2014 alcuni costi sono aumentati – spiega Fraternale – ma non abbiamo cambiato la percentuale di spesa per gli anziani. L’affitto per la struttura delle Cesane ad esempio è aumentato da 600 a 1000 euro ma il prezzo per gli utenti è rimasto di 6 euro al giorno”.

Ed è proprio sul soggiorno in campagna che lo sconto è maggiore. Con sei euro infatti, normalmente si coprirebbe solo il costo dei pasti alla pensione.

Discorso simile per quanto riguarda la piscina comunale Fratelli Cervi, aperta da novembre. “L’ingresso sarà gratuito – conclude Fraternale – mentre gli utenti dovranno pagare l’istruttore se ne vorranno uno”.

IL PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ

Trasporto “Terme di Petriano” – Dal 18 al 30 Maggio 2015, dal Lunedì al Sabato, per un costo di Euro 15,00 a persona;

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDE: 30 APRILE 2015

Trasporto “Bagni Lallo” di Pesaro – Dal 15 al 26 Giugno 2015, dal Lunedì al Venerdì dalle ore 7,15 alle ore 12,15- il costo giornaliero per il trasporto e il servizio spiaggia è di Euro 7,00 per un totale di Euro 70,00 a persona;

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDE: 30 APRILE 2015

Soggiorno Diurno Albergo Belvedere- Cesane di Urbino – Dal 06 al 25 Luglio 2015 dal Lunedì al Sabato dalle ore 8,00 alle ore 17,00- il costo è di Euro 6,00 giornalieri a persona;

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDE: 30 MAGGIO 2015

Soggiorno presso Hotel Giulietta di Riccione – Dal 27 Agosto al 09 Settembre 2015-

il costo giornaliero del soggiorno è di Euro 51,50 in camera doppia in pensione completa;

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDE: 30 MAGGIO 2015

Trasporto Terme di Petriano – Dal 28 Settembre al 10 Ottobre 2015, dal Lunedì al Sabato, per un costo di Euro 15,00 a persona;

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDE: 31 AGOSTO 2015

Accessi in Piscina F.lli Cervi con istruttore di nuoto qualificato- Dal 9 al 29 Novembre 2015, il martedì e il giovedì dalle ore 9 alle 9,45. Il costo totale è di Euro 27,00 a persona;

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDE: 30 SETTEMBRE 2015

Gli interessati potranno presentare domanda, nei termini indicati, all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Urbino, nelle giornate di Martedì-Giovedì dalle ore 8,30 alle 13,45 e dalle ore 15 alle ore 17,00, Venerdì dalle 8,30 alle 13,45.

Per informazioni rivolgersi nelle giornate sopraindicate all’Assistente Sociale Tiziana Riservati 0722/309224.

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Caro acqua, bollette più pesanti per ‘colpa’ di investimenti e potabilizzatori http://ifg.uniurb.it/2015/04/03/ducato-online/caro-acqua-bollette-piu-pesanti-per-colpa-di-investimenti-e-potabilizzatori/69265/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/03/ducato-online/caro-acqua-bollette-piu-pesanti-per-colpa-di-investimenti-e-potabilizzatori/69265/#comments Fri, 03 Apr 2015 09:03:54 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=69265 LEGGI Servizio idrico, procedure Ue contro Urbino | Acquedotti: il 32% di acqua va persa
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Il depuratore di Gadana

Il depuratore di Gadana

URBINO – Se nella provincia di Pesaro e Urbino l’acqua è tra le più care d’Italia è perché arriva direttamente dai fiumi e non dalle falde sotterranee. I dati sono chiarissmi. Solo il 30 per cento dell’acqua arriva direttamente da sottoterra, dalle falde acquifere. Il resto, più del 70 per cento, proviene invece dai fiumi, soprattutto dal Metauro, ed è quindi acqua non pura che, per diventare potabile, deve essere ripulita. Deve cioè passare per una struttura, chiamata potabilizzatore, che elimina tutte le impurità presenti. E’ quindi questo passaggio obbligato, assieme all’aggiunta del cloro, la principale causa dell’aumento delle bollette nella provincia di Pesaro e Urbino.

Secondo l’indagine pubblicata pochi giorni fa dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva  la nostra provincia è nona a livello nazionale per il costo del servizio idrico. Martedì 25 marzo il Fatto Quotidiano, basandosi su dati di Federconsumatori, ha stilato la classifica delle 10 città in cui l’acqua è diventata un bene costoso. E anche stavolta Urbino e Pesaro rientrano fra le prime 10 città per costo annuo della bolletta.

FOCUS Acquedotti colabrodo: il 32% dell’acqua va persa

La potabilizzazione. Attualmente nella provincia di Pesaro e Urbino ci sono dieci potabilizzatori dei quali otto sono in quella che viene definita dall’Asur, Zona territoriale 2 di Urbino. L’acqua che esce dal rubinetto arriva per buona parte dai fiumi (come il Metauro e il Foglia) e per questa ragione i costi per la produzione di acqua potabile salgono.

“Il processo che rende potabile l’acqua che si preleva dai fiumi è una delle cause che incidono maggiormente sulla tariffa”, sottolinea il responsabile dell’area dell’Autorità di ambito territoriale 1 (Aato 1), Michele Ranocchi. “La maggior parte dell’acqua della provincia è di tipo superficiale che necessita di trattamenti a volte anche molto pesanti e solo un 30 per cento viene prelevata da falde. A livello nazionale le percentuali si invertono. È dimostrabile che in Italia, per comuni con stesso gestore, chi ha le tariffe più alte normalmente preleva più acqua dai fiumi”.

La soluzione per Stefano Gattoni, direttore dell’Aato 1, potrebbe essere quella di riequilibrare l’utilizzo delle risorse idriche “utilizzando maggiormente acqua di falda, il cui costo di potabilizzazione è minore. Così facendo si limiterebbero anche le crisi idriche che colpiscono il territorio quando si hanno periodi con scarse piogge”.

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Gli investimenti. A incidere sul costo della bolletta sono anche gli investimenti che le aziende (Marche Multiservizi e Aset sono le aziende che operano all’interno dell’Aato) effettuano per la manutenzione e l’ammodernamento dei sistemi. Il piano dell’Aato 1 prevede, per quanto riguarda Marche Multiservizi (che serve 55 comuni del territorio compresa Urbino), 30 milioni di investimenti dal 2014 al 2017 che vengono finanziati attraverso le bollette.

Di questi 30 milioni, 7 sono destinati alla bonifica dell’acquedotto ovvero alla riparazione delle falle e all’ammodernamento di strutture ormai vetuste. “Tempo fa una statistica – spiega Gattoni – parlava che in questa provincia sono presenti più di 400 acquedotti”. La lunghezza complessiva delle tubature, utilizzate da Marche Mutliservizi, arriva poco sotto ai 5000 chilometri  che si snodano dalla catena appenninica alla costa (la lunghezza complessiva è di 5600 chilometri considerando anche i 686 gestiti da Aset).

Per fare un confronto possiamo prendere in esame l’acquedotto più lungo d’Europa: l’acquedotto pugliese. La sua rete idrica si allunga per 22.500 chilometri (trenta volte l’estensione del Po) e serve l’intero bacino d’utenza pugliese: quattro milioni di abitanti. I cittadini dei 55 comuni serviti da Marche Multiservizi circa 280mila. Il calcolo è presto fatto: i pugliesi hanno cinque metri di acquedotto a testa. Gli abitanti della provincia di Pesaro e Urbino serviti da Mms, 17.

“Annualmente – racconta Ranocchi – circa la metà degli investimenti sono finalizzati al recupero e potenziamento di vecchi impianti. L’ammontare medio degli investimenti in questi ultimi anni si aggira sui 12 milioni di euro per tutti i comuni della provincia”. Anche se, come ammette il direttore Gattoni “servirebbero più di 100 milioni per sistemare al meglio l’intera rete”.

Dal 2014 e fino al 2017 solo nel comune di Urbino verranno investiti più di 1,6 milioni di euro tra bonifica della rete, depuratori (come quello costruito in località Braccone) e collegamenti fognari. Un esborso che non ha comunque frenato l’aumento di dispersione di acqua della rete arrivato al 32%.

“C’è da considerare che nelle perdite sono compresi anche volumi d’acqua che servono nei trattamenti di potabilizzazione (per esempio la pulizia dei filtri del potabilizzatore). Incide anche la presenza sul territorio ancora di tanti vecchi contatori che normalmente contabilizzano consumi inferiori e la presenza di alcune strutture pubbliche che ne sono ancora sprovviste”.

Quindi all’interno dell’indice di dispersione rientra tutta l’acqua che non viene fatturata. Ma non si tratta solo di tubi rotti o bulloni allentati. Ci sono edifici che hanno ancora contatori vecchi che ‘contano’ male o addirittura non ne hanno. In questi casi  per Marche Multiservizi è impossibile sapere chi ha utilizzato quell’acqua e, di conseguenza, farsela pagare.

Chi fa la tariffa? Secondo l’ingegner Ranocchi dell’Aato i rincari sono da attribuire al nuovo metodo di calcolo introdotto a livello nazionale dall’Autorità per l’energia elettrica, gas e servizi idrici (Aeegsi). L’autorità, contattata telefonicamente da il Ducato, ha risposto che i compiti di Aeegsi si limitano a valutare e verificare la necessità di adeguamento delle tariffe che è lo stesso Aato a proporre in ragione delle esigenze di bilancio, nell’ambito di un tetto massimo ai rincari prefissato.

È quindi l’Aato che in base ai costi che deve sostenere per erogare i servizi – gestione degli impianti, manutenzione, potabilizzazione e depurazione delle acque, previsioni di investimenti – propone un aumento delle tariffe dell’acqua, che viene approvata dall’Ageesi dopo aver verificato che i costi siano effettivamente necessari per la fornitura del servizio idrico.

In tutto questo processo Marche Multiservizi, monitorando la situazione delle strutture in collaborazione con i comuni, stila l’elenco degli interventi che vanno al vaglio dell’Aato per poi essere finanziati in base al criterio di urgenza.

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Acquedotti colabrodo: e la bolletta sale. A Urbino il 32 per cento di acqua va persa http://ifg.uniurb.it/2015/04/03/ducato-online/acquedotti-colabrodo-e-la-bolletta-sale-a-urbino-il-32-per-cento-di-acqua-va-persa/69586/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/03/ducato-online/acquedotti-colabrodo-e-la-bolletta-sale-a-urbino-il-32-per-cento-di-acqua-va-persa/69586/#comments Fri, 03 Apr 2015 08:57:27 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=69586 [continua a leggere]]]> URBINO – La dispersione di acqua per le perdite degli acquedotti va a incidere, e tanto, sul costo finale che tutti noi paghiamo con le bollette. A Urbino il livello di perdite è circa del 32 per cento, di poco inferiore, ma sostanzialmente in linea con la media nazionale che è tra il 35 e il 40 per cento. La causa è principalmente in un sistema di acquedotti colabrodo.

Federutility, federazione delle aziende dei servizi pubblici locali del settore idrico ed energetico, ha stimato che per rendere efficiente il sistema degli acquedotti in Italia servirebbe un investimento di 64 miliardi di euro, 2,7 miliardi l’anno, a fronte dei 38,7 complessivamente programmati dalle varie Aato, le Autorità d’ambito territoriale ottimale, per i prossimi trent’anni. Solo 3,25 sono però coperti da fondi pubblici, il resto saranno trovati attraverso l’adeguamento delle tariffe dai vari enti di gestione.

Gli investimenti servono a migliorare una rete idrica ormai obsoleta in gran parte del paese, con tubature e sistemi connessi che hanno bisogno di costante manutenzione.

Marche Multiservizi e Aset, le aziende che operano all’interno dell’Aato della provincia di Pesaro e Urbino, investiranno, nei prossimi tre anni, 30 milioni di euro.

I DATI Bollette più pesanti per ‘colpa’ di investimenti e potabilizzatori

Il Meridione. Le situazioni più critiche si registrano nel sud, dove, stima Federutility, servirebbero fondi per 15 miliardi in tre anni. Tra le regioni peggiori Sicilia, Campania e Lazio dove gli interventi per limitare il fenomeno non hanno dato risultati apprezzabili. L’ Acquedotto lucano, che in Basilicata gestisce 7000 chilometri di tubazione che servono 266.720 utenti, nel 2011 registrava perdite fino al 53 per cento. Oltre la metà dell’acqua che viene immessa va perduta.

LEGGI Procedure Ue contro Urbino e altri 8 comuni

Contatori a ultrasuoni. In una zona a cavallo fra il mantovano e la provincia di modena l’Aimag, società che gestisce la distribuzione idrica in 21 Comuni, per un totale di oltre 2000 chilometri di condotte, ha adottato un sistema per rendere più efficiente la distribuzione idrica, riducendo al minimo le perdite riuscendo ad individuarle tempestivamente. Da alcuni anni ha diviso in 88 settori la rete delle condotte e ha installato valvole di chiusura e 117 contatori elettronici e a ultrasuoni che misurano l’erogazione in ciascuna zona. In questo modo risulta facile identificare il luogo preciso di una fuga d’acqua rilevando i valori durante la notte, quando i consumi medi sono minimi. Pertanto, un valore anomalo di uno dei contatori indica una perdita su cui si interviene immediatamente, avendo una localizzazione piuttosto precisa, grazie alla divisione in settori. Aimag è riuscita così a contenere le perdite entro 2,6 metri cubi all’anno per metro di tubazione.

Il Veneto. L’ente Acque Veronesi, che già vanta dispersioni inferiori alla media nazionale, sta puntando sull’efficienza e il miglioramento degli impianti. La società di gestione ha infatti previsto per il quadriennio 2014-2017 un piano di interventi pari a 48.026.863 euro, di cui 18.660.893 coperti da fondi regionali.  Acque Veronesi serve 75 Comuni della provincia di Verona per un totale di 718.965 utenti, con un acquedotto di 4500 chilometri; numeri paragonabili a quelli di Marche Multiservizi.

Esistono quindi tecniche e strumenti che consentono, se non di eliminare le perdite, di contenerle al minimo, localizzandole e intervenendo in modo rapido. Certo queste innovazioni comportano la necessità di investimenti importanti che inevitabilmente ricadono sui cittadini attraverso l’aumento delle bollette, visti i fondi esigui stanziati dalla pubblica amministrazione. Si deve pero considerare che anche le perdite sono un costo economico per la collettività.

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Servizio idrico, procedure Ue contro Urbino e altri otto Comuni http://ifg.uniurb.it/2015/04/03/ducato-online/servizio-idrico-procedure-ue-contro-urbino-e-altri-otto-comuni/69592/ http://ifg.uniurb.it/2015/04/03/ducato-online/servizio-idrico-procedure-ue-contro-urbino-e-altri-otto-comuni/69592/#comments Fri, 03 Apr 2015 08:38:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=69592 [continua a leggere]]]> Depuratore in Via della Stazione, Località Le Conce

Depuratore in Via della Stazione, Località Le Conce

URBINO – Non bastano le perdite di una rete idrica inefficiente. Ci si mette anche l’Unione europea. La Ue ha aperto ben otto procedure di infrazione comunitarie nei confronti di altrettanti Comuni della provincia di Pesaro e Urbino: Mondolfo, Montelabbate, Orciano di Pesaro, San Costanzo, Santa Maria Nuova, Sassoferrato, Pesaro e anche Urbino.

Le pratiche attivate obbligano i Comuni e i gestori del servizio idrico a effettuare investimenti per allinearsi alle direttive europee. Spese che vengono finanziate grazie alle bollette pagate dagli utenti.

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La procedura che riguarda Urbino è stata aperta nel 2009 (violazione articolo 5 della Direttiva 1991/271/CE) e aggiornata, con nuove infrazioni nel 2014 (articoli 4 e 10). Questo perché non tutte le acque reflue della città, in particolare della zona nord di Urbino, venivano correttamente depurate prima di essere scaricate nel fosso Braccone e da lì nel torrente Apsa e infine nel Foglia (l’infrazione riguarda depuratori che servono più di diecimila abitanti).

FOCUS Acquedotti colabrodo: il 32% dell’acqua va persa

Nel 2006 il Comune aveva iniziato la costruzione di un nuovo depuratore proprio nel fosso del Braccone (a cui si arriva procedendo verso Gadana, svoltando per Pieve di Cagna e prendendo per Ca’ Franzone). Un lavoro che sarebbe dovuto terminare nel 2010, ma che solo adesso sta per essere ultimato (anche per via di una frana che ne ha rallentato la costruzione). Nel frattempo la costruzione del depuratore è passata in mano a Megas, e infine a Marche Multiservizi. La zona nuova di Gadana è stata separata dal resto della città e un piccolo depuratore è stato costruito per servirla.

Già nelle bollette del 2014 l’investimento fatto da Marche Multiservizi incideva sul costo dell’acqua. Per completare i lavori il gestore ha infatti dovuto spendere 1.800.000 euro, addebitati sulle tariffe, come previsto dalla regolamentazione dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) per il finanziamento dell’opera.

Dal piano di investimenti stilato dall’Autorità di ambito territoriale ottimale (Aato) per Marche Multiservizi si conoscono le ultime spese riguardanti il depuratore del Braccone. Nel 2014 è arrivata l’ultima parte di soldi (100.000 euro) per terminare gli interventi di costruzione prima della sua messa in funzione. Altri 190.000 sono stati invece stanziati (sempre nel 2014) per la manutenzione straordinaria delle fognature collegate al depuratore del Braccone. Quest’anno è stato finanziato per oltre 142.000 euro il collegamento di Fontesecca (tratto Varea), mentre nei prossimi due anni (2016 – 2017)  arriveranno altri 350.000 euro per finanziare il collegamento fognario di Gadana.

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Spending review delle partecipate, A Urbino passeranno da 5 a 4 http://ifg.uniurb.it/2015/03/31/senza-categoria/altro-che-spending-review-urbino-e-fermignano-si-tengono-le-loro-societa/69576/ http://ifg.uniurb.it/2015/03/31/senza-categoria/altro-che-spending-review-urbino-e-fermignano-si-tengono-le-loro-societa/69576/#comments Tue, 31 Mar 2015 16:23:21 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=69576 urbino-soleURBINO – Le partecipate del Comune di Urbino passano da cinque a quattro, e il sindaco Maurizio Gambini incaricherà un membro della giunta di analizzare i conti e le spese di queste società. Fermignano invece si tiene le proprie azioni, anche perché il margine di manovra appariva assai limitato. Sono queste le decisioni prese delle due amministrazioni per  adeguarsi alle direttive del Piano Cottarelli, che prevede un pacchetto di interventi per gli enti locali, chiamati a ridurre il numero e soprattutto i costi delle società a partecipazione pubblica.

Entrambe le amministrazioni hanno però deciso di limitare al minimo la spending review, concedendosi la possibilità di valutare con più attenzione il da farsi. “Dobbiamo capire bene cosa succede dentro queste società determinanti per il bilancio – ha detto il sindaco di Urbino – Incaricherò un membro della giunta di occuparsi della questione”.

La razionalizzazione è una prima applicazione del cosidetto Piano Cottarelli, ideato nel 2014 dall’ex commissario alla spending review, il cui obiettivo è quello di tagliare in maniera decisa la spesa pubblica. Circa 300 miliardi di risparmio dovrebbero arrivare dai tagli imposti ai vari enti locali.

Più facile a dirsi che a farsi.  Il decreto che imponeva la revisone dei conti, infatti, risale al 25 gennaio e, fa notare Gambini, “in soli due mesi è estremamente difficile fare una analisi puntuale sui bilanci e sugli sprechi di queste aziende”. Il Comune, quindi, pur rispettando la scadenza del 31 marzo, ha mandato alla Corte dei Conti solo le linee guida delle razionalizzazioni. Agli enti proprietari che rispetteranno questo termine sarà però data la possibilità di sfruttare le agevolazioni fiscali (esenzioni Ires e Irap) messe in campo dalla manovra 2014 per le alienazioni di quote. Purché ci siano.

Il comune di Fermignano, ad esempio, possiede quote in due sole società, Marche Multiservizi e Megas.Net. Nella prima partecipa con lo 0,88% del capitale e vendendo tali quote la giunta si ritroverebbe un tesoretto di circa 800mila euro. Il sindaco Cancellieri, che avrebbe voluto usare quei soldi per ristrutturare piazza Garibaldi e “restituirla finalmente ai cittadini” (sostituendo l’asfalto con il pavè e vietando l’accesso alle auto, ndr), ha però dovuto scartare l’ipotesi in quanto, per statuto, almeno il 49% di Marche Multiservizi deve rimanere pubblica. Dopo le cessioni degli anni scorsi di parte delle quote possedute dalla Provincia e dai comuni di Pesaro e Urbino, tale soglia è già stata praticamente raggiunta. Anche il 5,64% di Megas.Net in mano al Comune è destinato a rimanere tale: l’amministrazione non ha nemmeno stimato il valore delle azioni, non vuole vendere e aspetterà la relazione della Corte dei conti per decidere se cambiare idea.

Diverso è il caso di Urbino. “Sono cinque le società in cui partecipiamo, alcune controllate, altre no”, sostiene Gambini. “Ne vogliamo mantenere quattro – aggiunge – anche se dobbiamo razionalizzare i conti interni”. A essere sacrificata sarà la Convention Bureau Terre Ducali, consorzio nato per promuovere il turismo congressuale e d’affari, tramite la cessione dell’1,14% di capitale posseduto dall’ente comunale. Si punterà invece alla razionalizzazione dei costi e non alla vendita delle quote per tutte le altre, cioè Ami (di proprietà del Comune al 42,19%), Megas.Net (18,39%), Marche Multiservizi (1,52%) e Urbino servizi (100%). “Si tratta infatti di imprese che forniscono servizi essenziali per il cittadino – fa notare il segretario del Pd di Urbino Federico Scaramucci – e cedere quote significherebbe perdere potere contrattuale con i vertici delle stesse, come accaduto l’anno scorso con Marche Multiservizi”.

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