il Ducato » Anpi http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » Anpi http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Due mesi di iniziative per festeggiare la Liberazione http://ifg.uniurb.it/2014/03/18/senza-categoria/due-mesi-di-iniziative-per-festeggiare-la-liberazione/59647/ http://ifg.uniurb.it/2014/03/18/senza-categoria/due-mesi-di-iniziative-per-festeggiare-la-liberazione/59647/#comments Tue, 18 Mar 2014 12:19:47 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=59647 [continua a leggere]]]> URBINO – La festa della Liberazione quest’anno non si celebrerà solo il 25 aprile. La sezione locale dell’Anpi, in collaborazione con la manifestazione provinciale  “Una mattina mi son svegliato”, organizza una serie di iniziative che si svolgeranno nell’arco di due mesi, da marzo fino a maggio.

Si comincia domani (mercoledì 19) al cinema Nuova Luce con la proiezione alle 21,15 del film “Combact Girl”, che avvia la rassegna gratuita dal titolo “Visioni periferiche – lo sguardo contemporaneo di un cinema altro”. Sette le pellicole in programma che saranno proiettate ogni mercoledì alle 21,15 al Nuova Luce. In lingua originale e sottotitolati in italiano, film e documentari si propongono come un viaggio nel cuore dell’Europa. A chiudere la rassegna sarà il 3 maggio il documentario “A unfinished”, girato dai nazisti nel Ghetto di Varsavia nel maggio del 1942.

Oltre al cineforum, l’Anpi promuove una serie di incontri ogni sabato pomeriggio su “Eurpa, Fascismi e militanza”. Si parte sabato 29 marzo alle 17.00 con convegno su “Nuove resistenze e fascismi digitali” con Giovanni Torrisi, Mario Orefice e Fabio Giglietto.

Dal cinema ai dibattiti passando per il cibo. Ogni domenica mattina, infatti, l’appuntamento sarà al Punto Macrobiotico di Urbino che insieme all’Anpi organizza un ciclo di incontri sui temi della resistenza, la sovranità alimentare e la tipografia clandestina.
Il primo sarà domenica 30 marzo alle 10,30 con Ionni Fabrizio e Ridolfi Antonio che parleranno di “sovranità alimentare : condizione imprescindibile per una autonomia culturale e politica”.

Infine dal 21 al 28 Aprile nel locale Fuori Tema sarà visitabile la mostra  “Materiale della Resistenza”.

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Le vostre storie: 1944-2014, il Ducato racconta la Liberazione delle Marche http://ifg.uniurb.it/2014/01/28/ducato-online/ducato-liberazione-marche/55584/ http://ifg.uniurb.it/2014/01/28/ducato-online/ducato-liberazione-marche/55584/#comments Tue, 28 Jan 2014 11:58:29 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=55584 Inviateci le foto d'epoca e i materiali appartenuti ai vostri cari. Segnalateci tutto ciò che possa aiutarci a descrivere la vita di quei giorni e contribuisca a una ricostruzione storica il più possibile accurata]]> URBINO – 1944-2014. I segni del passaggio del secondo conflitto mondiale nelle Marche sono ancora ben visibili e, a 70 anni dall’arrivo degli alleati nella regione, il Ducato realizzerà un numero speciale dedicato alla seconda guerra mondiale e a chi ne ha preso parte. In questa “operazione memoria” ripercorreremo i principali avvenimenti che hanno colpito la regione attraverso le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona la liberazione delle Marche.

Nell’estate del ’43 cominciarono i bombardamenti sulla regione e, dopo l’armistizio dell’8 settembre, iniziò anche l’occupazione delle truppe tedesche. Le pendici dell’Appennino furono teatro di battaglie e resistenza contro gli invasori. Nella primavera del ’44 le Marche furono attraversate dalla linea gotica, la linea difensiva lunga oltre 300 chilometri che il maresciallo tedesco Albert Kesselring fece costruire nel tentativo di rallentare la risalita dell’esercito alleato verso il nord Italia. In particolare, grazie alle vostre testimonianze, cercheremo di ricostruire quanto accadde nel 1944 quando le Marche furono finalmente liberate dagli alleati che attaccarono l’esercito tedesco dal fiume Foglia riuscendo a sfondare in più punti.

L’ultimo numero del Ducato, che uscirà a fine marzo, sarà, quindi, l’occasione per per tenere vivo il ricordo di chi prese parte a quelle battaglie, di chi fece la Resistenza, di chi morì o di chi è sopravvissuto alle stragi. Ma vorremmo parlare anche dell’altra guerra, quella del quotidiano, combattuta dalle donne, le persone anziane e dai bambini, rimasti a casa a tentare di sopravvivere mentre il paese era dilaniato dalla guerra civile. Raccontateci le vostre storie o quelle dei vostri famigliari che vissero quegli anni. Inviateci le foto d’epoca e i materiali appartenuti a ai vostri cari.  Segnalateci, in conclusione, tutto ciò che possa aiutarci a descrivere la vita di quei giorni e contribuisca a una ricostruzione storica il più possibile accurata.

Scriveteci all’indirizzo di posta elettronica redazione ifgurbino@gmail.com o telefonate allo 0722 350581

 

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Giornata della Memoria: le iniziative e gli eventi a Urbino e Fermignano http://ifg.uniurb.it/2014/01/22/ducato-online/giornata-della-memoria-le-iniziative-e-gli-eventi-a-urbino-e-fermignano/55089/ http://ifg.uniurb.it/2014/01/22/ducato-online/giornata-della-memoria-le-iniziative-e-gli-eventi-a-urbino-e-fermignano/55089/#comments Wed, 22 Jan 2014 17:03:13 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=55089 giorno della memoria1URBINO – In occasione del Giorno della Memoria diverse iniziative sono state organizzate nella città ducale per ricordare le vittime dell’Olocausto. Il Comune ha in programma tre eventi. Lunedì 27 gennaio alle 17.30 alla sala del Maniscalco è prevista la lettura di alcuni brani di La banalità del male della filosofa ebrea-tedesca Hannah Arendt. La presentazione è di Marco Cangiotti, preside della facoltà di Scienze Politiche e le letture sono di Giacomo Tarsi. L’ingresso è libero.

Il 28 gennaio alle 21 al Teatro Sanzio Antonio Latella e Federico Bellini portano in scena lo spettacolo A.H. Due lettere per indicare Adolf Hitler, personaggio-emblema del più grande male che ha colpito l’Europa nel Novecento.  Un unico attore sul palcoscenico, Francesco Manetti. L’attoreprima della rappresentazione, incontrerà alle ore 18 incontrerà il pubblico alla sala del Maniscalco per un approfondimento dal titolo Oltre la scena che prevede momenti di riflessione sugli spettacoli.

L’Anpi di Urbino e Cinema Nuova Luce organizzano lunedi 27 gennaio alle ore 21.15 la proiezione di “Hannah Arendt“, il nuovo film di Margarethe Von Trotta. Il film racconta la vicenda della filosofa ebreo-tedesca fuggita dagli orrori della Germania nazista e che nel 1940 trovò rifugio negli Stati Uniti. Qui comincia a lavorare e come inviata del New Yorker e  si ritrova in Israele a seguire da vicino il processo contro il criminale nazista Adolf Eichmann, da cui prende spunto per scrivere il suo libro più famoso La banalità del male. Il costo del biglietto è 6 euro.

L’associazione di volontariato di Fermiganano Il Vascello con il patrocinio dell’amministrazione comunale organizza lunedì 27 gennaio alle ore 21 alla Sala Monteverdi la proiezione del film documentario “76847 Giuliana Tedeschi” di Daniele Segre. Il film è la testimonianza di Giuliana, deportata nel lager nazista di Auschwitz/Birkenau e sopravvissuta. Prima della proiezione ci sarà un’introduzione del presidente dell’associazione, Piero Benedetti. Dopo il film seguirà un commento storico dell’ex professoressa di storia Savina Vetri e un dibattito sul film.

 

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Ultimo saluto a Giovanni Bischi, Cancellieri: “Sindaco della trasformazione” http://ifg.uniurb.it/2013/02/20/ducato-online/ultimo-saluto-a-giovanni-bischi-cancellieri-e-stato-il-sindaco-della-trasformazione/35408/ http://ifg.uniurb.it/2013/02/20/ducato-online/ultimo-saluto-a-giovanni-bischi-cancellieri-e-stato-il-sindaco-della-trasformazione/35408/#comments Wed, 20 Feb 2013 17:00:53 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=35408 LEGGI La Resistenza raccontata da Giovanni Bischi ]]>

Il funerale di Giovanni Bischi, ex sindaco di Fermignano

FERMIGNANO – Questo pomeriggio Fermignano ha salutato il suo sindaco combattente, Giovanni Bischi, partigiano durante la Resistenza e primo cittadino  dal 1970 al 1990, scomparso ieri all’età di 91 anni.

Davanti a oltre 200 persone, il parroco Don Alessandro Mastropasqua ha officiato l’ultimo saluto a Bischi. “Un figlio della chiesa – così lo ha descritto don Alessandro – che ha trovato come sua vocazione in questo mondo quello di essere un educatore, un maestro ed un politico. Un uomo che ha speso tutta la sua vita e le sue energie per il bene della nostra Fermignano”.

Ad assistere alle esequie dello storico sindaco di Fermignano c’erano uomini e donne di tutte le età. Oltre a quelle generazioni che sono vissute durante i 20 anni in cui Bischi è stato sindaco della città, erano presenti molti ragazzi che lo hanno sempre visto non solo come un sindaco ma come un protagonista della lotta al nazifascismo.

Nell’aprile del 2012, Giovanni Bischi aveva raccontato al Ducato le sue esperienze da partigiano. Aveva poco più di 20 anni allora e, pur non partecipando ai combattimenti, dava il suo contributo con azioni di sabotaggio e adempiendo compiti di collegamento tra i vari nuclei. Una partecipazione alla Resistenza che è stata premiata con la nomina a presidente dell’Anpi, l’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia, per la sezione di Pesaro.

“Voi che lo avete conosciuto e amato – ha concluso il parroco al termine della sua omelia– potete scorgere nella vostra memoria il segno vero di tutto quello che Giovanni ha lasciato”.“E’ stato il sindaco della trasformazione” con queste parole Giorgio Cancellieri, attuale sindaco di Fermignano ha ricordato il suo predecessore prima di assistere alla cerimonia funebre. “Ha dato molto alla nostra città, ha raggiunto molti obiettivi. Con lui Fermignano ha iniziato il processo che ci ha consentito di diventare il terzo polo industriale della provincia di Pesaro”. Anche dal punto di vista personale Cancellieri ha un ottimo ricordo di Bischi: “Mi viene in mente quando nei miei primi anni di amministrazione, Giovanni veniva a darmi molti consigli dei quali oggi lo ringrazio molto”.

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Addio al partigiano Giovanni Bischi, la sua guerra raccontata al Ducato http://ifg.uniurb.it/2013/02/19/ducato-online/addio-al-partigiano-giovanni-bischi-la-sua-guerra-raccontata-al-ducato/35166/ http://ifg.uniurb.it/2013/02/19/ducato-online/addio-al-partigiano-giovanni-bischi-la-sua-guerra-raccontata-al-ducato/35166/#comments Tue, 19 Feb 2013 18:08:05 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=35166 E’ morto oggi Giovanni Bischi, sindaco di Fermignano dal 1970 al 1990 ed ex presidente dell’ANPI di Pesaro-Urbino. Aveva 91 anni.

Riproponiamo il suo ricordo del 25 aprile 1945 pubblicato sul “Ducato” numero 8 dell’aprile 2012

di Maria Sara Farci

“Ci fu come un risveglio di un popolo oppresso. E così si trovarono gomito a gomito preti e militari; intellettuali e operai; contadini e contadine di ogni tendenza politica: tutti si sono trovati d’accordo per combattere contro i tedeschi e i fascisti. Era un popolo oppresso che si risvegliava e questo risveglio è stato bello”, lo ricorda così Giovanni Bischi, 90 anni, uno dei pochi partigiani ancora in vita, il 25 aprile 1945, con le parole del suo amico Paolo Volponi.

Il giorno della liberazione Giovanni era già a casa.“Ero alla scuola ufficiali a Padova quando ci hanno catturato i tedeschi, in un momento di distrazione della sentinella che era sul carro armato, ho saltato il muro alto tre metri e sono scappato nelle campagne. Poi sono arrivato sino a Fermignano e subito mi sono schierato con i partigiani. Mio padre non si era mai iscritto al fascio, aveva sempre rifiutato l’idea di diventare fascista e quindi era difficile per me rimanere a casa a far nulla. Ho organizzato il fronte della gioventù, ma non mi fidavo di tutti”.

E aveva ragione. Erano gli ultimi mesi del 1944 quando il Triestino, un vero e proprio traditore, fa il nome di Giovanni ai tedeschi: “Mi hanno cercato e non mi hanno trovato, allora hanno preso mio padre. Doveva essere fucilato a Forlì, poi miracolosamente lo abbiamo salvato. Sono andato a parlare con il Federale e siccome sapevo che si conoscevano da quando erano bambini, gli ho detto: ‘Si ricorda di Italo? È un repubblicano, ma non ha mai dato fastidio a nessuno’. Lui mi ha risposto: ‘Tu non fare l’eroe, rifugiati nelle campagne e non farti più vedere. A tuo padre ci penso io’. E così è stato liberato insieme ad altri nove di Fermignano. Io mi sono ritirato come avevo promesso, sono stato in campagna per un po’ di tempo, a Ca’Marino a sei chilometri da Fermignano”.

In realtà, il Triestino non si limitò fare il nome di Bischi e dei suoi compagni, ma fece anche fucilare Don Giuseppe Rinaldini, che per miracolo rimase in vita: “Fu uno scampato nel vero senso della parola: gli hanno tolto trentasette pallottole e il colpo di grazia non l’ha ucciso. C’è stata l’omertà – continua Giovanni – nessuno ha parlato fino all’arrivo degli alleati. Poi ha dovuto subire un processo per riavere il suo nome, perché all’anagrafe di Urbania risultava deceduto”.

In quegli anni il timore di essere traditi era sempre dietro l’angolo. Basta ricordare l’episodio della fucilazione di Maria Keller, la ballerina ucraina, accusata dai partigiani del Montefeltro di essere una spia.

“Era una persona pericolosa e la paura era a fior di pelle. Se questa avesse riferito ai tedeschi dove eravamo sarebbe stata la nostra fine. Noi eravamo a Colle Antico, fra Pianello di Cagli e Umbertide. Era una spia condannata dal fascismo a 25 anni di carcere. Un giorno incontra il Prefetto di Perugia Rocchi, vede che è una bella ragazza e le dice: ‘vuoi uscire da questa prigione? Ti devi intromettere tra i partigiani e ci riferisci dove sono, perché abbiamo bisogno di fare un rastrellamento’. E così è entrata nel gruppo dei resistenti, non ha mai fatto la spia, ma alla fine è stata fucilata da tre partigiani di Cantiano”.

Giovanni, che all’epoca aveva 22 anni, non ha mai preso parte ai combattimenti, il suo compito era quello di fare da collegamento fra i vari nuclei: “Ci si ritrovava in campagna, nelle case dei contadini, e si organizzavano operazioni di sabotaggio alla ferrovia, una volta abbiamo fatto saltare un treno carico di munizioni. In realtà, io capii subito che se volevamo vincere, non dovevamo combattere con le armi, ma trovare un metodo più diplomatico. Ci siamo dati da fare per decidere noi il segretario comunale del fascio e avendolo cercato noi sapevamo che non ci avrebbe disturbato. Lo stesso accadde con il maresciallo dei carabinieri Antonio Boeri che poi divenne un ottimo partigiano. All’inizio ebbe un po’ di paura, perché pensò: ‘e se poi questi mi tradiscono?’ però con molta diplomazia, non ha mai fatto arrestare nessuno, ci ha fatto occupare la caserma senza colpo ferire e poi è diventato uno di noi”.

Giovanni ci racconta tutto questo nella sua poltrona con il braccio fasciato. In vita sua non ha mai visto un ospedale, ma la gioia di raccontare la sua esperienza al fronte gli fa dimenticare che non è più un ragazzino e così gli scalini bagnati sulla soglia di casa lo tradiscono. Si rompe il braccio proprio davanti ai nostri occhi, ma lui non cede: ha sentito questa intervista come un dovere, il dovere di mantenere viva, anno dopo anno, quella memoria.

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