il Ducato » chiesa cattolica http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » chiesa cattolica http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Le proprietà della Curia: immobili, terreni e fabbricati in tutta Urbino http://ifg.uniurb.it/2013/12/01/ducato-online/le-proprieta-della-curia-immobili-terreni-e-fabbricati-in-tutta-urbino/52415/ http://ifg.uniurb.it/2013/12/01/ducato-online/le-proprieta-della-curia-immobili-terreni-e-fabbricati-in-tutta-urbino/52415/#comments Sun, 01 Dec 2013 16:00:24 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=52415 La facoltà è in Via Santa Chiara 27

Scienze Politiche, in Via Santa Chiara 27

URBINO – Fino a qualche anno fa 14 fogli A4 non bastavano a contenere l’elenco di tutte le proprietà della Curia a Urbino. Oggi riuscire a stimare tutta l’eredità patrimoniale ecclesiastica accumulatasi a partire dal XV secolo è un’impresa non facile, ma affermare che la Chiesa possieda mezza città non è forse troppo lontano dalla realtà.

Al Comune risulta che su 18.432 unità immobiliari (appartamenti, abitazioni, fabbricati, magazzini ecc.) circa 313, l’1,70%, sono intestate a Enti religiosi. Pochi, viene da pensare, ma molto buoni se si guardano i profitti.
Dei 313 totali, 68 sono luoghi di culto, gli altri figurano quasi tutti al catasto come appartamenti, case, magazzini.

Secondo l’Agenzia del Territorio il 25% di queste unità, più di 80 fabbricati, sono intestati all’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado, l’ente ecclesiastico che può gestire, sulla carta, tutto quel patrimonio della Chiesa che genera reddito.

Molti degli edifici sono in affitto a privati, banche, studenti, negozianti ma soprattutto all’Università.
Alcuni esempi sono la chiesa sconsacrata di San Paolo, di fronte alla facoltà di Economia, affittata a un restauratore, il palazzo del Cinema Nuova Luce, di proprietà della Curia e gestito da privati e l’edificio in via Veneto, prima sede di una banca. Il grosso si trova di fronte al Palazzo Ducale dove molti dei palazzoni sono della Chiesa e dati in affitto all’Ateneo.

In via Piazza del Rinascimento ci sono laboratori e aule dell’Istituto di Scienze Chimiche, il Palazzo Petrangolini è sede dell’Istituto di Lingue, in Piazza Gherardi un edificio ospita la facoltà di Scienze Politiche e in via Santa Chiara 27 si trovano i laboratori del Dipartimento di Scienze Biomolecolari. Costo degli affitti: oltre un milione di euro, almeno fino al 2010 e oggi la situazione non dovrebbe essere cambiata.

La curia possiede inoltre quasi 200 terreni per un totale di oltre 3500 ettari, la maggior parte data in affitto agli agricoltori di Cia e Coldiretti producendo ulteriore reddito che però è diminuito negli ultimi anni. Nel 2010 Giovanni Palazzi, presidente dell’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero, raccontava al Ducato che la rendita annuale dai soli terreni era di 300.000 euro per affitti di un massimo di 250 euro a ettaro nelle zone più redditizie. Prima della crisi il prezzo era ben superiore, circa 650 euro a ettaro.
Più di questo però non è possibile sapere: il criterio della “trasparenza”, tanto ricercato nelle amministrazioni pubbliche, non è ancora stato evocato negli stanzoni della Diocesi di Urbino: Palazzi tiene la bocca chiusa e non ha voglia di rilasciare dichiarazioni.

Oltre gli sterili numeri, interessante sarebbe anche soffermarsi su chi gestisce concretamente le risorse. È l’Ufficio Tecnico Amministrativo della Diocesi, il quale ha come Responsabile tecnico, nominato nel 2001 dall’ex vescovo Marinelli, l’ingegnere Alessandro Cioppi, ex presidente del Rotary di Urbino. Tra le principali attività svolte dall’ingegnere ci sono vari restauri di chiese e oratori e il progetto per l’allestimento e l’ampliamento degli spazi del Museo Diocesano Albani. I lavori li ha effettuati la Piquadro società di ingegneria s.r.l. della quale Cioppi è Vicepresidente del Consiglio di amministrazione dal febbraio 2012 e socio al 20%.
Un’altra questione che porterebbe a tanti punti interrogativi, senza poi entrare nel merito delle rendite catastali e delle varie tasse sugli immobili che meriterebbero giornate di lavoro a parte.

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Cattolici e ortodossi: domani seminario del professor Roccucci all’Acli http://ifg.uniurb.it/2013/05/23/ducato-notizie-informazione/cattolici-e-ortodossi-domani-seminario-del-professor-roccucci-allacli/48278/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/23/ducato-notizie-informazione/cattolici-e-ortodossi-domani-seminario-del-professor-roccucci-allacli/48278/#comments Thu, 23 May 2013 09:19:49 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=48278 [continua a leggere]]]> URBINO – Gli ortodossi sono la seconda comunità religiosa d’Italia dopo i cattolici. Adriano Roccucci, professore di storia contemporanea dell’università di Roma Tre, terrà un seminario domani 24 maggio alle 17.15 al Circolo Acli (in piazza Rinascimento) per spiegare quali influenze ha avuto il Concilio Vaticano II sui rapporti tra cattolici e Chiese ortodosse dell’est Europa. Il professor Roccucci è uno specialista di cultura e religioni slave, parlerà della storia dell’ortodossia in Italia fino a presentare i punti di dialogo correnti.

L’incontro è il terzo del ciclo “Seminari primaverili” organizzati dall’Istituto superiore di scienze religiose di Urbino. L’8 marzo si era parlato del cristianesimo al tempo della rete con Antonio Spadaro della rivista Civiltà cattolica, e il 27 aprile era stato invitato Angelo Maffeis dell’università Cattolica di Milano per un convegno sul Concilio vaticano II e l’eredità della riforma protestante.

Il prossimo appuntamento è invece il 29 maggio per una giornata di studi su Italo Mancini, un teologo italiano che per 34 anni ha insegnato all’Università Carlo Bo: proprio a lui è dedicato l’Istituto superiore di scienze religiose di Urbino. Tra gli ospiti Bruno Forte, teologo e arcivescovo di Chieti, Carmelo Vigna dell’università Ca’ Foscari di Venezia, Enrico Moroni e Sergio Domenico Scalzo dell’università Carlo Bo.

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Il vescovo di Urbino: “Con papa Francesco la Chiesa avrà una visione più ampia” http://ifg.uniurb.it/2013/03/15/ducato-online/il-vescovo-di-urbino-con-papa-francesco-la-chiesa-avra-una-visione-piu-ampia/38728/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/15/ducato-online/il-vescovo-di-urbino-con-papa-francesco-la-chiesa-avra-una-visione-piu-ampia/38728/#comments Fri, 15 Mar 2013 08:29:29 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38728 LEGGI Le reazioni a Urbino VIDEO Frate Luca: "Nome adatto alla sua anima" TWITTER La diretta del Conclave]]> URBINO - Jorge Mario Bergoglio, nazionalità argentina ma origini piemontesi, è il primo Papa sudamericano, il primo non europeo, il primo gesuita. È già il simbolo di una Chiesa che potrebbe iniziare un cammino di rinnovamento. I primi gesti di papa Francesco, parsi molto semplici e spontanei, hanno sorpreso tutti. All’annuncio di quel nome, fuori da ogni pronostico, piazza San Pietro è stata avvolta da un attimo di silenzio sciolto, poco dopo, dalle grida e dagli applausi della folla.

“Sono molto contento di questa scelta, mi ha colpito soprattutto il fatto che abbia chiesto al popolo di pregare per lui e chi era in piazza mi ha raccontato che il silenzio in quel momento è stato impressionante” ha detto al Ducato monsignor Giovanni Tani, vescovo della diocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado. “La preghiera ha funzionato veramente”. E, come sostiene il vescovo, anche se “le logiche dello Spirito Santo si potranno capire solo con il tempo”, papa Francesco sembra essere “una grande promessa”.

Un uomo “venuto dalla fine mondo”, come ha detto lui stesso la sera della sua elezione salutando le migliaia di fedeli. E non è un male che il nuovo Papa non sia italiano, ne è convinto monsignor Tani: “Potrà portare a una visione più ampia della Chiesa, non più accentrata sull’Italia e sull’Europa”. Bergoglio, già arcivescovo di Buenos Aires, conserva l’insegnamento di una Chiesa, quella latino-americana, che, districatasi dalla passata connivenza con il regime politico, si è lanciata nelle evangelizzazioni, con una forte attenzione ai poveri.


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Habemus Papam: le reazioni sui social network http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/habemus-papam-le-reazioni-sui-social-network/38521/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/habemus-papam-le-reazioni-sui-social-network/38521/#comments Thu, 14 Mar 2013 13:43:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38521 Alle 19.07 il comignolo di piazza San Pietro a Roma fuma: bianco. Il cardinale Jorge Mario Bergoglio è già papa Francesco e la folla esulta mentre le campane suonano a festa. Circa un’ora dopo uscirà dalla finestra della loggia della Basilica per il suo saluto ai fedeli. I social network danno una chiara idea della reazione all’elezione di un papa argentino: gioia ed esultanza per le sue doti di semplicità e umiltà, confermate dalla scelta del nome. Anche se la gaffe della Cei con il documento di auguri al nuovo papa intestato al cardinale Scola, lascia intravedere le fazioni interne al Conclave.


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Jorge Mario Bergoglio è papa Francesco: le reazioni a Urbino http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/jorge-bergoglio-e-papa-francesco-i-le-reazioni-a-urbino/38318/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/jorge-bergoglio-e-papa-francesco-i-le-reazioni-a-urbino/38318/#comments Thu, 14 Mar 2013 06:22:09 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38318 VIDEO Frate Luca: "Nome adatto alla sua anima" TWITTER La diretta del Conclave]]> URBINO – Mercoledì 13 marzo 2013: sono le otto e mezza di sera e Urbino ha da poco conosciuto, come il resto del mondo, il nuovo pontefice Francesco. Nell’aria non si sentono grida di gioia né si percepisce l’elettrica ed entusiasmante atmosfera che anima piazza San Pietro a Roma.

“Ero qui al bancone e non ho seguito molto – ci dice Luna Capalti, barista del Bar Basili in piazza della Repubblica – anche se, ad una prima occhiata credo che questo nuovo Papa possa arrivare dove Ratzinger non è arrivato. Cioè magari a toccare le corde giuste a persone che, come me, non si interessano più molto di chiesa”.

Eppure Roma è meno lontana di quanto possa sembrare: sotto la pioggia, in via Mazzini, Maria Vittoria Di Gregorio, 34 anni e farmacista, ci parla del Papa un attimo prima di entrare in un locale: “Mi ha fatto un’ottima impressione- ci dice- per l’umiltà e l’umanità che ha trasmesso già con poche parole”. Anche Matteo Vona, 26 anni e un background da dj urbinate, è dello stesso parere: “L’ho sentito  vicino al popolo e credo si sia presentato molto bene, in modo diretto e semplice”.

Voi sapete che il Papa è vescovo di Roma, ma sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui, vi ringrazio dell’accoglienza.

“Mi piace molto il fatto che provenga da una famiglia povera e da un paese dove le situazioni di disagio sono molto diffuse”, commenta Valeria, 34 anni.

Jorge Mario Bergolio, 77 anni, è stato cardinale di Buenos Aires ed è stato scelto “in un clima di forte e intensa preghiera”: Don Andreas, parroco della parrocchia del Duomo di Urbino dal 2006, si riferisce all’atmosfera di unione e forte spiritualità che avrebbe caratterizzato il conclave.

“Il primo impatto – continua don Andreas – lascia intravedere la figura di un Papa vicino alla gente che si presenta come Vescovo di Roma attorniato dai suoi fedeli in un rapporto diretto. La scelta del nome è significativo, è segno di grande umiltà. Proviene da una famiglia povera e a Buenos Aires è sempre stato attento ai più bisognosi senza mai scendere a compromessi con i potenti. È una persona coerente nel segno del Vangelo”.

Prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI: preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

“Mi ha colpito molto il fatto che abbia rivolto uno dei suoi primi pensieri a Benedetto XVI- ha detto Daniela Politi, insegnante di Urbino- anche perché credo che la decisione di Ratzinger sia stato il gesto sofferente di una scelta sofferta”.

Incominciamo questo cammino, vescovo e popolo.

“C’è davvero bisogno di fare un passo indietro e tornare alla semplicità evangelica proprio come accadde a San Francesco”, dice Nadia Ricci, 50 anni e collaboratrice scolastica di Carpegna. La preghiera, che il nuovo Papa ha incluso nel suo primo discorso, è fondamentale per un cammino di fede, oggi più che mai”.

“L’evangelizzazione è un elemento  importante” dice Emily di Francesco, 22 anni, studentessa di psicologia, che partecipa alla veglia pasquale in via Mazzini. E i fedeli sono riuniti anche in via Saffi dove, sotto le ali protettive di un nuovo Papa, sono almeno in settanta al convento delle suore agostiniane di Santa Caterina.

“Mi piacerebbe che riuscisse a coinvolgere i giovani - spiega Eleonora Alborghetti, 19 anni, bresciana trapiantata a Urbino per motivi di studio – e che continuasse, anche migliorandola, la linea già tracciata dai suoi predecessori”.

“Anche perché – le fa eco Sofia Bruschi di Forlì, 21 anni, – sembra essere molto energico e vitale, nonostante l’età che all’inizio mi aveva un po’ spiazzata”.

Vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore: vi chiedo che voi preghiate il Signore per me, che chiediate al Signore che benedica il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

Umiltà e contatto diretto: “ Ha compito un gesto molto significativo sottoponendosi alla benedizione del suo popolo – ci spiega frà Luca Gabrielli, da un anno e mezzo parroco della parrocchia universitari di Urbino – ha dimostrato la voglia di vicinanza, di collaborazione con i suoi fedeli, l’umiltà di sentirsi prima di tutto un vescovo legato ai suoi figli. Tutti elementi che, nel precedente conclave, lo avevano reso il secondo cardinale ‘papabile’ dopo Ratzinger”.

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Vesti il papa o scommettici su: così il web ‘gioca’ con il Conclave http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/vesti-il-papa-o-scommettici-su-cosi-il-web-gioca-con-il-conclave/38064/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/vesti-il-papa-o-scommettici-su-cosi-il-web-gioca-con-il-conclave/38064/#comments Tue, 12 Mar 2013 22:32:52 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38064 seconda puntata del viaggio tra i contributi nazionali e internazionali dedicati all'elezione del nuovo pontefice CURIOSITA' Se il giornale ‘fa’ il Papa LE IMMAGINI I papi e l'elezione sui quotidiani LEGGI I papabili ‘social’: cardinali su Twitter LEGGI I papabili secondo i bookmaker]]>

La corsa al papato secondo la testata brasiliana Folha de S.Paolo

Informarsi sul conclave non è mai stato così divertente. Navigando sul web si possono scoprire gli spazi e le procedure delle riunioni dei cardinali, analizzare i papabili uno per uno, votare il proprio papa preferito e addirittura scegliere come vestirlo. Oltre quelle già segnalate, sono sempre di più le testate nazionali e internazionali che negli ultimi giorni si sono cimentate nella creazione di prodotti interattivi per rendere il conclave semplice e interessante.

Il quotidiano brasiliano Folha de S.Paolo è il più irriverente. Ai propri lettori propone il gioco “Vista o papa” (vesti il papa), che insegna ad abbinare gli indumenti di Sua Santità per ogni occasione. Per la classifica dei papabili, c’è il Papometro: Angelo Scola è in testa, e corre verso la meta reggendosi i lembi dell’abito.

Sempre brasiliano è O Globo, che negli ultimi giorni ha presentato una delle spiegazioni più dettagliate riguardante lo svolgimento del conclave: descrive i giorni possibili per le votazioni, il giuramento dei cardinali, la modalità di votazione e sorteggio, le formule utilizzate e i luoghi dove si svolgerà l’elezione.

Animazioni da videogioco sul Corriere della Sera: in un articolo apparso sul sito l’8 marzo, viene pubblicato un video del gruppo taiwanese Next Media Animation che illustra le fasi del conclave in 3D. Sempre il Corriere propone delle totoscommesse, sia tra i propri giornalisti che tra i lettori. Il favorito dai quasi 40.000 votanti è Sean Patrick O’Malley, molto presente anche tra le scelte delle firme del Corriere. C’è anche una timeline con la lista di tutti i pontefici della storia, a partire dall’apostolo Pietro, e una grafica interattiva per esplorare la cappella sistina e conoscere le procedure di elezione del nuovo papa.

Su Repubblica.it c’è “l’identikit del papabile”: l’utente può cliccare su una mappa e scoprire i dettagli dei cardinali provenienti da una certa nazione. Dall’8 marzo è presente anche la lista completa dei 115 cardinali, papabili e non.

Tra le app per tenersi informati in testa alle classifiche c’è Conclave Alert, che si basa sulle discussioni Twitter. Tra quelle con un approccio più giornalistico ci sono ConclaveNews e FC Conclave Live che raccolgono anche notizie e foto dell’evento. Per chi ama scommettere, ci sono Vota il tuo Papa!, Papabili e Papabili 2013.

Il New York Times ha aggiornato i propri contenuti con la classifica dei cardinali papabili e le spiegazioni per immagini delle procedure del conclave. Restando in America, il Los Angeles Times il 9 marzo ha pubblicato “A century of conclaves”, che spiega quanti giorni e quante votazioni sono state impiegate per eleggere i papi degli ultimi 100 anni.

Sintetica ma accattivante anche la grafica della testata inglese The Telegraph, che descrive spazi e tempi del conclave, con brevi statistiche riguardanti origine ed età dei cardinali. Lo spangolo El Pais ha invece pubblicato le foto di tutti i cardinali con un breve curriculum di ognuno, visualizzabili su una mappa in base alla provenienza. Anche il tedesco Faz divide i cardinali per origine: cliccando sui nomi dei continenti si possono avere informazioni generali sulla Chiesa in quelle zone e dettagli riguardanti i cardinali.

Tra i meno innovativi, lo spagnolo El Mundo, che si limita a tradurre le grafiche del Corriere della Sera, alle quali aggiunge l’11 marzo una cronologia di tutti i papi della storia che scorre al passaggio del mouse.

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Il vaticanista, l’esperto di ogni testata sui fatti di Chiesa http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/il-vaticanista-lesperto-di-ogni-testata-sui-fatti-di-chiesa/37446/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/il-vaticanista-lesperto-di-ogni-testata-sui-fatti-di-chiesa/37446/#comments Tue, 12 Mar 2013 16:52:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37446 [continua a leggere]]]>

Giovanna Chirri, vaticanista dell’Ansa

Mai come in questi giorni, in cui il Vaticano è sotto i riflettori in attesa di veder comparire dal balcone di San Pietro il nuovo Papa, la sua competenza è preziosa e la sua penna impegnata a raccontare le cronache e i retroscena del Conclave. Ma chi è il vaticanista?

È un giornalista che si occupa di fatti vaticani e informazione religiosa. La sua specialità è la Chiesa cattolica romana e la Santa Sede. La maggior parte dei professionisti che svolgono questo lavoro ha almeno una laurea, più agevolato chi ha studi classici alle spalle (e magari sa anche molto bene il latino) o è laureato in teologia.  Gran parte sono uomini e l’età media è di circa 50 anni. Provengono da tutto il mondo: Stati uniti, Giappone, Messico, ma a prevalere sono gli europei, italiani in testa (19). Il ruolo del vaticanista è cambiato parecchio dall’inizio del ‘900, quando i giornali potevano solo attendere le poche notizie ‘vistate’ e poi divulgate da una persona interna al Vaticano. Poi, nel 1930, con la morte di Papa Pio XI, le porte della Santa sede si aprirono anche ai giornalisti esterni.

La vera rivoluzione arrivò con il Concilio Vaticano II, esattamente nel 1963 quando Papa Paolo VI istituì il Comitato per la Stampa. Nel frattempo, qualcosa era cambiato. Era il vaticanista stesso che non voleva più essere relegato al ruolo statico di giornalista limitato a raccontare la cronaca, bensì voleva svolgere il suo lavori “fuori”, seguendo gli avvenimenti della Santa Sede, e girando il mondo durante i viaggi di visita del Papa.

Il numero dei vaticanisti dagli anni ‘70 è più che raddoppiato. Oggi in tutto il mondo sono circa 500. Ogni testata giornalistica, sia laica che religiosa, ne ha almeno uno.  Molti di più se si considerano quelli che richiedono un accredito temporaneo in occasione di eventi particolari. Nell’ultimo conclave gli accrediti sono stati 6.000, un numero che dovrebbe essere raggiunto anche quest’anno.

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Antonio Spadaro: “Nella Chiesa e nella Rete la stessa vocazione alla comunione” http://ifg.uniurb.it/2013/03/09/ducato-notizie-informazione/antonio-spadaro-nella-chiesa-e-nella-rete-la-stessa-vocazione-alla-comunione/37854/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/09/ducato-notizie-informazione/antonio-spadaro-nella-chiesa-e-nella-rete-la-stessa-vocazione-alla-comunione/37854/#comments Sat, 09 Mar 2013 16:07:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37854 [continua a leggere]]]> URBINO – Il rapporto tra Rete e fede è stato al centro della conferenza del direttore di La Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro, che si è svolta ieri al collegio Raffaello. La conferenza è stata organizzata dall’Associazione per la ricerca religiosa “San Bernardino” di Urbino, e hanno assistito il pro-rettore Giancarlo Ferrero, il consigliere comunale Francesco Andreani e monsignor Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino-Urbania-S.Angelo in Vado

Secondo Spadaro, animatore del blog CyberTeologia, la Chiesa, che ha il dovere di essere dove stanno gli uomini, deve “abitare” anche il mondo della Rete.

“Il web – ha spiegato Spadaro – non è un mondo fittizio, così come non lo sono le relazioni che vi si creano. La Chiesa ha perciò il compito di diventare sempre più 2.0 perché, come aveva detto Benedetto XVI, ‘la rete deve essere intesa prima di tutto come un nuovo spazio di evangelizzazione’. La Chiesa diventa perciò network church intesa come fitta rete di interconnessioni e spazio pubblico dove le persone possono connettersi e quindi avvicinarsi, in nome della fede”.

Spadaro ha sottolineato come la questione dei linguaggi e della comunicazione sarà una delle sfide del nuovo Papa; lo dimostra il conclave che sta per iniziare. Si moltiplicano infatti le app per gli smartphone o le iniziative  legate al mondo cristiano come adotta un cardinale.

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Becky Anderson (Cnn) racconta il suo Conclave: “Anche in Vaticano servono le 5 W” http://ifg.uniurb.it/2013/03/08/ducato-online/becky-anderson-cnn-racconta-il-suo-conclave-anche-in-vaticano-servono-le-5-w/37754/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/08/ducato-online/becky-anderson-cnn-racconta-il-suo-conclave-anche-in-vaticano-servono-le-5-w/37754/#comments Thu, 07 Mar 2013 23:49:04 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37754 LEGGI L’esercito dei giornalisti a Roma
LEGGI I papabili ‘social’: cardinali su Twitter Infografiche dal web: il Conclave 'interattivo' I papabili secondo i bookmakers]]>

“Le basi del giornalismo non cambiano, anche se il Vaticano ha le sue regole. Per questo, arrivata a Roma, ho dovuto imparare molto in fretta”. Becky Anderson è una giornalista inglese, è nata nel 1967 nel Sussex, ed è anchor-woman e reporter per la Cnn International dal 1999. Oggi è a Roma per coprire le dimissioni di Papa Benedetto XVI e il conclave, come inviata, lasciando la scrivania dietro la quale conduce  il programma di informazione globale “Connect the World”, tutti i giorni alle 10 (ora italiana).

Ma il suo non è solo un lavoro di conduzione: nella sua carriera ha intervistato personaggi come l’ex presidente venezuelano Hugo Chavez e il premier italiano Mario Monti, ha seguito la primavera araba, è stata in Grecia per le rivolte anti-austerity ed è convinta che “ogni giorno ci sono quattro o cinque storie che interessano tutto il mondo, il nostro lavoro è raccontarle nella maniera più interessante e obiettiva possibile”. Becky ci racconta com’è stato l’impatto con la Roma senza Pontefice.

Come si copre un’elezione papale? Qual è l’organizzazione di un grande media come la Cnn per un evento di questo genere?
La Cnn raggiunge circa 280 milioni di case ogni giorno in tutto il mondo, ci guardano da tutti i continenti e quindi, data la vastità del pubblico, è chiaro che questa è una storia estremamente importante per noi. Appena si è saputo delle dimissioni di Benedetto XVI, oltre alla nostra redazione di Roma, la Cnn ha mobilitato anche il mio team da Londra e un altro dagli Stati Uniti per riuscire a fornire più collegamenti al giorno col nostro canale di all-news.

Tu però sei un’inviata, non sei un’iperspecialista del campo. Non sei una vaticanista in senso proprio. Qual è il tuo compito in questo caso, come ci si rapporta con una notizia di questa portata?
Bisogna imparare molto velocemente! Come anchor e corrispondente ho il dovere di tenermi informata sugli eventi di tutto il mondo in qualsiasi momento. Però mi sono affidata al nostro corrispondente a Roma, oltre che ad esperti e ospiti che comprendono e conoscono a fondo la materia. Ci si sente come un curatore di una galleria d’arte, bisogna mettere assieme i pezzi per creare un prodotto il più possibile oggettivo, anche perché noi non ci occupiamo di editoriali ma di informazione pura.

Hai seguito eventi in tutto il mondo e hai una grande esperienza come reporter: ci sono regole generali che segui nel tuo lavoro che diventano inapplicabili quando si parla di Vaticano? La segretezza vaticana è leggenda o realtà?
No, direi di no. Gli strumenti di base del giornalismo, le “5 W”, si applicano sempre a qualunque tipo di storia. L’elezione di un Papa però è un evento particolare  perché il Vaticano è un’istituzione unica. Il pubblico ha sete di informazioni e ci sono migliaia di giornalisti accreditati da tutto il mondo. Però devo dire che sono stata piacevolmente sorpresa dalla disponibilità con cui padre Lombardi ha risposto alle nostre domande.  Sono stati molto chiari nel diffondere i propri messaggi, anche perché la situazione del Papa dimissionario è senza precedenti. In generale diciamo che il Vaticano “ha le sue regole” a livello di comunicazione, e bisogna impararle. Però è chiaro che capiscono che se non parlano coi media, i “rumors” rischiano di finire sugli organi di stampa.

Che cosa cerca il pubblico internazionale? Come si racconta questa storia a un’audience globale?
Noi parliamo al mondo. Io so sempre che, sia che ci guardino dal Ghana che dalla Germania o da Singapore o dalla Spagna, dalla Cnn gli spettatori vogliono l’analisi sulle notizie mondiali più importanti del giorno. La cosa che si impara facendo il mio mestiere è che ogni giorno ci sono quattro o cinque notizie che interessano tutto il mondo per ragioni diverse. Per esempio, in Cina le dimissioni del Papa non hanno nemmeno raggiunto le prime pagine dei giornali, ma c’è una parte di pubblico lì a cui l’argomento interessa molto, potrebbero essere membri della chiesa “sotterranea”, ma comunque c’è un interesse crescente per l’informazione sulla religione. In paesi cattolici come il Brasile, invece, la notizia delle dimissioni del Papa è una cosa che riguarda tutti direttamente per via della storia culturale del paese.

Quindi una stessa notizia data in maniera uguale per tutti può interessare fasce di pubblico culturalmente diverse?
Esattamente: la storia “risuona” diversamente in ciascun luogo del mondo per ragioni differenti. E’ molto interessante per noi fare questo confronto e capirlo fino in fondo per poter fare informazione nella maniera più obiettiva e interessante possibile.

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Il Conclave nel mondo: sono arabi e americani i media più innovativi http://ifg.uniurb.it/2013/03/06/ducato-online/il-conclave-nel-mondo-sono-arabi-e-americani-i-media-piu-innovativi/37514/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/06/ducato-online/il-conclave-nel-mondo-sono-arabi-e-americani-i-media-piu-innovativi/37514/#comments Wed, 06 Mar 2013 11:48:21 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37514 LEGGI L'esercito dei giornalisti a Roma
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L’infografica di Al Jazeera: quanti sono i cardinali a eleggere il nuovo Papa

Al Jazeera, New York Times e Frankfurter Allgemeine Zeitung: cosa hanno in comune queste tre testate? Semplicemente l’uso di grafiche o di prodotti interattivi per spiegare l’elezione del nuovo Papa. E la cosa che stupisce di più è forse il fatto che siano un media arabo e uno americano quelli più attenti alla produzione di contenuti innovativi sul Conclave.

Partiamo dall’emittente araba per eccellenza: Al Jazeera. Sul suo sito la tv del Qatar dedica molta attenzione alle notizie sul Papa. E lo fa in maniera attenta e chiara, utilizzando anche strumenti alternativi al semplice testo scritto, come ad esempio un’infografica che spiega passo per passo cosa succederà in questi giorni e quali sono i candidati papabili per l’elezione al soglio pontificio. Ogni singolo evento che avverrà nei prossimi giorni viene descritto per immagini, tutti i passaggi che porteranno alla fumata bianca sono spiegati con estrema chiarezza e semplicità d’interpretazione.

Anche altri siti arabi si stanno occupando dell’elezione del Pontefice, ma senza dedicare particolare attenzione alla multimedialità: la versione inglese di Al Ahram, ad esempio, parla molto del Conclave focalizzandosi su Medio Oriente ed Egitto ma usa soltanto lo strumento informativo più classico, l’articolo scritto.

Bisogna rimanere ancora molto lontani dal Vaticano – quanto meno a livello geografico – per trovare un approfondito interesse per il Conclave e, soprattutto, per la sua spiegazione in termini di infografiche e fotogallerie. Interesse che hanno, senza dubbio, molte testate americane.

Il New York Times è stato il primo quotidiano a fornire ai suoi lettori dati utili per interpretare la portata dell’evento delle dimissioni del Papa. Lo ha fatto con una mappa, pubblicata l’11 febbraio, sulla presenza dei cattolici nel mondo.

Il secondo passo mosso dal giornale diretto da Jill Abramson è stato quello di pubblicare una lista dei papabili. Niente di particolare, se non fosse che questa lista presenta, sulla base delle quotazioni delle maggiori compagnie di betting, i dati sulle reali possibilità di essere eletti dei candidati.

Il New York Times ha pubblicato un’infografica interattiva che passa in rassegna tutti gli elettori del nuovo pontefice

Il New York Times si è concentrato anche sui cardinali destinati ad eleggere il nuovo Papa con  un’infografica interattiva con tutte le informazioni sulla truppa dei cardinali. Il giornale ha anche creato un identikit del nuovo Papa realizzato sovrapponendo le facce dei cardinali elettori, suddivisi per aree di provenienza geografica.

Altre grandi testate americane hanno lasciato perdere l’interattività e si sono concentrate sulle foto. Il Washington Post ha pubblicato una fotogalleria sull’inizio del Conclave e sull’arrivo in Vaticano degli elettori.
Il Los Angeles Times ha invece realizzato due diverse fotogallery sulle dimissioni del Papa  e su tutti i papabili, corredata da alcune informazioni sui cardinali.

Un diverso tipo di approfondimento viene invece dedicato dalle testate del mondo latino, dalla Spagna al Sud America. La loro particolarità sta nel fatto che sono le uniche ad avere, sui propri siti, delle sezioni apposite. È il caso, ad esempio, del Folha de S.Paulo, che in prima pagina, tra i temi del giorno, mantiene sempre la categoria “Papa” o “Sucessao Papal” . Sezione speciale dedicata anche sul sito spagnolo de El Mundo. In entrambi i casi, comunque, molto scritto e nessuna interattività o utilizzo di supporti grafici e audio.

Meglio fa il giornale brasiliano O Globo , che oltre ad avere creato un’apposita sezione dedicata al Papa ha realizzato anche anche due infografiche: una sulla geografia del Conclave e una sul Vaticano, il paese più piccolo del mondo. Meno sezioni particolari sui siti argentini, come El Clarìn, che punta tutto sull’aggiornamento costante delle hard news.

Riavvicinandoci geograficamente al Vaticano, un trattamento approfondito all’elezione del Papa lo riservano i media britannici. Primo fra tutti il Guardian, che utilizza un’infografica molto dettagliata  presa dal sito – creato dalla Stampa – VaticanInsider.com. Anche il Daily Telegraph dedica molto spazio al Conclave, con un’apposita sezione sull’elezione del nuovo Pontefice.  Più classico il taglio dei giornali in Irlanda, uno dei paesi più cattolici al mondo, che sui loro siti pubblicano solo articoli scritti, come nel caso dell’Irish Times.

La cappella Sistina e la riunione dei cardinali nell’infografica della Faz

Approccio più tradizionale anche per Polonia e Germania, i paesi da cui provengono gli ultimi due papi. Trattamento delle notizie molto approfondito, ma senza  contenuti interattivi. Unica eccezione è l’infografica pubblicata dal quotidiano tedesco Faz che illustra tutte le informazioni chiave per interpretare l’elezione del papa, divise per sezione: il Conclave (di cui spiega il funzionamento), i papabili, il meccanismo di elezione, la mappa delle sedi vaticane e gli ultimi papi.

Passando ai nostri vicini di casa, non molta attenzione suscita l’elezione del nuovo Pontefice sui giornali francesi. Pochi articoli e ancor meno contenuti interattivi, tranne per Le Monde, che ha prodotto una grafica che riassume le informazioni sulla provenienza geografica dei cardinali elettori.

Concludiamo considerando come i media orientali stanno trattando l’elezione del nuovo Pontefice. Nessun contenuto interattivo prodotto da testate cinesi, giapponesi e indiani. Solo qualche articolo tradizionale che fornisce un punto di vista strettamente locale.

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