il Ducato » conclave 2013 http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » conclave 2013 http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Habemus Papam: le reazioni sui social network http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/habemus-papam-le-reazioni-sui-social-network/38521/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/habemus-papam-le-reazioni-sui-social-network/38521/#comments Thu, 14 Mar 2013 13:43:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38521 Alle 19.07 il comignolo di piazza San Pietro a Roma fuma: bianco. Il cardinale Jorge Mario Bergoglio è già papa Francesco e la folla esulta mentre le campane suonano a festa. Circa un’ora dopo uscirà dalla finestra della loggia della Basilica per il suo saluto ai fedeli. I social network danno una chiara idea della reazione all’elezione di un papa argentino: gioia ed esultanza per le sue doti di semplicità e umiltà, confermate dalla scelta del nome. Anche se la gaffe della Cei con il documento di auguri al nuovo papa intestato al cardinale Scola, lascia intravedere le fazioni interne al Conclave.


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Elezione del Papa, frate Luca: “Un nome adatto alla sua anima” http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/elezione-del-papa-frate-luca-ha-scelto-un-nome-adatto-alla-sua-anima/38509/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/elezione-del-papa-frate-luca-ha-scelto-un-nome-adatto-alla-sua-anima/38509/#comments Thu, 14 Mar 2013 13:02:58 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38509 [continua a leggere]]]> URBINO – Fra Luca è uno dei frati minori, vive nel convento di San Bernardino a Urbino. Oggi ha molti motivi per gioire: oltre ad essere un religioso è un francescano, e il nuovo Papa ha scelto proprio il nome del fraticello di Assisi per il proprio pontificato.

 

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Elezione di papa Francesco: la diretta Twitter del Ducato http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/elezione-di-papa-francesco-la-diretta-twitter-del-ducato/38348/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/elezione-di-papa-francesco-la-diretta-twitter-del-ducato/38348/#comments Thu, 14 Mar 2013 09:44:28 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38348

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Jorge Mario Bergoglio è papa Francesco: le reazioni a Urbino http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/jorge-bergoglio-e-papa-francesco-i-le-reazioni-a-urbino/38318/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/14/ducato-online/jorge-bergoglio-e-papa-francesco-i-le-reazioni-a-urbino/38318/#comments Thu, 14 Mar 2013 06:22:09 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38318 VIDEO Frate Luca: "Nome adatto alla sua anima" TWITTER La diretta del Conclave]]> URBINO – Mercoledì 13 marzo 2013: sono le otto e mezza di sera e Urbino ha da poco conosciuto, come il resto del mondo, il nuovo pontefice Francesco. Nell’aria non si sentono grida di gioia né si percepisce l’elettrica ed entusiasmante atmosfera che anima piazza San Pietro a Roma.

“Ero qui al bancone e non ho seguito molto – ci dice Luna Capalti, barista del Bar Basili in piazza della Repubblica – anche se, ad una prima occhiata credo che questo nuovo Papa possa arrivare dove Ratzinger non è arrivato. Cioè magari a toccare le corde giuste a persone che, come me, non si interessano più molto di chiesa”.

Eppure Roma è meno lontana di quanto possa sembrare: sotto la pioggia, in via Mazzini, Maria Vittoria Di Gregorio, 34 anni e farmacista, ci parla del Papa un attimo prima di entrare in un locale: “Mi ha fatto un’ottima impressione- ci dice- per l’umiltà e l’umanità che ha trasmesso già con poche parole”. Anche Matteo Vona, 26 anni e un background da dj urbinate, è dello stesso parere: “L’ho sentito  vicino al popolo e credo si sia presentato molto bene, in modo diretto e semplice”.

Voi sapete che il Papa è vescovo di Roma, ma sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui, vi ringrazio dell’accoglienza.

“Mi piace molto il fatto che provenga da una famiglia povera e da un paese dove le situazioni di disagio sono molto diffuse”, commenta Valeria, 34 anni.

Jorge Mario Bergolio, 77 anni, è stato cardinale di Buenos Aires ed è stato scelto “in un clima di forte e intensa preghiera”: Don Andreas, parroco della parrocchia del Duomo di Urbino dal 2006, si riferisce all’atmosfera di unione e forte spiritualità che avrebbe caratterizzato il conclave.

“Il primo impatto – continua don Andreas – lascia intravedere la figura di un Papa vicino alla gente che si presenta come Vescovo di Roma attorniato dai suoi fedeli in un rapporto diretto. La scelta del nome è significativo, è segno di grande umiltà. Proviene da una famiglia povera e a Buenos Aires è sempre stato attento ai più bisognosi senza mai scendere a compromessi con i potenti. È una persona coerente nel segno del Vangelo”.

Prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI: preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

“Mi ha colpito molto il fatto che abbia rivolto uno dei suoi primi pensieri a Benedetto XVI- ha detto Daniela Politi, insegnante di Urbino- anche perché credo che la decisione di Ratzinger sia stato il gesto sofferente di una scelta sofferta”.

Incominciamo questo cammino, vescovo e popolo.

“C’è davvero bisogno di fare un passo indietro e tornare alla semplicità evangelica proprio come accadde a San Francesco”, dice Nadia Ricci, 50 anni e collaboratrice scolastica di Carpegna. La preghiera, che il nuovo Papa ha incluso nel suo primo discorso, è fondamentale per un cammino di fede, oggi più che mai”.

“L’evangelizzazione è un elemento  importante” dice Emily di Francesco, 22 anni, studentessa di psicologia, che partecipa alla veglia pasquale in via Mazzini. E i fedeli sono riuniti anche in via Saffi dove, sotto le ali protettive di un nuovo Papa, sono almeno in settanta al convento delle suore agostiniane di Santa Caterina.

“Mi piacerebbe che riuscisse a coinvolgere i giovani - spiega Eleonora Alborghetti, 19 anni, bresciana trapiantata a Urbino per motivi di studio – e che continuasse, anche migliorandola, la linea già tracciata dai suoi predecessori”.

“Anche perché – le fa eco Sofia Bruschi di Forlì, 21 anni, – sembra essere molto energico e vitale, nonostante l’età che all’inizio mi aveva un po’ spiazzata”.

Vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore: vi chiedo che voi preghiate il Signore per me, che chiediate al Signore che benedica il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

Umiltà e contatto diretto: “ Ha compito un gesto molto significativo sottoponendosi alla benedizione del suo popolo – ci spiega frà Luca Gabrielli, da un anno e mezzo parroco della parrocchia universitari di Urbino – ha dimostrato la voglia di vicinanza, di collaborazione con i suoi fedeli, l’umiltà di sentirsi prima di tutto un vescovo legato ai suoi figli. Tutti elementi che, nel precedente conclave, lo avevano reso il secondo cardinale ‘papabile’ dopo Ratzinger”.

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Vesti il papa o scommettici su: così il web ‘gioca’ con il Conclave http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/vesti-il-papa-o-scommettici-su-cosi-il-web-gioca-con-il-conclave/38064/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/vesti-il-papa-o-scommettici-su-cosi-il-web-gioca-con-il-conclave/38064/#comments Tue, 12 Mar 2013 22:32:52 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=38064 seconda puntata del viaggio tra i contributi nazionali e internazionali dedicati all'elezione del nuovo pontefice CURIOSITA' Se il giornale ‘fa’ il Papa LE IMMAGINI I papi e l'elezione sui quotidiani LEGGI I papabili ‘social’: cardinali su Twitter LEGGI I papabili secondo i bookmaker]]>

La corsa al papato secondo la testata brasiliana Folha de S.Paolo

Informarsi sul conclave non è mai stato così divertente. Navigando sul web si possono scoprire gli spazi e le procedure delle riunioni dei cardinali, analizzare i papabili uno per uno, votare il proprio papa preferito e addirittura scegliere come vestirlo. Oltre quelle già segnalate, sono sempre di più le testate nazionali e internazionali che negli ultimi giorni si sono cimentate nella creazione di prodotti interattivi per rendere il conclave semplice e interessante.

Il quotidiano brasiliano Folha de S.Paolo è il più irriverente. Ai propri lettori propone il gioco “Vista o papa” (vesti il papa), che insegna ad abbinare gli indumenti di Sua Santità per ogni occasione. Per la classifica dei papabili, c’è il Papometro: Angelo Scola è in testa, e corre verso la meta reggendosi i lembi dell’abito.

Sempre brasiliano è O Globo, che negli ultimi giorni ha presentato una delle spiegazioni più dettagliate riguardante lo svolgimento del conclave: descrive i giorni possibili per le votazioni, il giuramento dei cardinali, la modalità di votazione e sorteggio, le formule utilizzate e i luoghi dove si svolgerà l’elezione.

Animazioni da videogioco sul Corriere della Sera: in un articolo apparso sul sito l’8 marzo, viene pubblicato un video del gruppo taiwanese Next Media Animation che illustra le fasi del conclave in 3D. Sempre il Corriere propone delle totoscommesse, sia tra i propri giornalisti che tra i lettori. Il favorito dai quasi 40.000 votanti è Sean Patrick O’Malley, molto presente anche tra le scelte delle firme del Corriere. C’è anche una timeline con la lista di tutti i pontefici della storia, a partire dall’apostolo Pietro, e una grafica interattiva per esplorare la cappella sistina e conoscere le procedure di elezione del nuovo papa.

Su Repubblica.it c’è “l’identikit del papabile”: l’utente può cliccare su una mappa e scoprire i dettagli dei cardinali provenienti da una certa nazione. Dall’8 marzo è presente anche la lista completa dei 115 cardinali, papabili e non.

Tra le app per tenersi informati in testa alle classifiche c’è Conclave Alert, che si basa sulle discussioni Twitter. Tra quelle con un approccio più giornalistico ci sono ConclaveNews e FC Conclave Live che raccolgono anche notizie e foto dell’evento. Per chi ama scommettere, ci sono Vota il tuo Papa!, Papabili e Papabili 2013.

Il New York Times ha aggiornato i propri contenuti con la classifica dei cardinali papabili e le spiegazioni per immagini delle procedure del conclave. Restando in America, il Los Angeles Times il 9 marzo ha pubblicato “A century of conclaves”, che spiega quanti giorni e quante votazioni sono state impiegate per eleggere i papi degli ultimi 100 anni.

Sintetica ma accattivante anche la grafica della testata inglese The Telegraph, che descrive spazi e tempi del conclave, con brevi statistiche riguardanti origine ed età dei cardinali. Lo spangolo El Pais ha invece pubblicato le foto di tutti i cardinali con un breve curriculum di ognuno, visualizzabili su una mappa in base alla provenienza. Anche il tedesco Faz divide i cardinali per origine: cliccando sui nomi dei continenti si possono avere informazioni generali sulla Chiesa in quelle zone e dettagli riguardanti i cardinali.

Tra i meno innovativi, lo spagnolo El Mundo, che si limita a tradurre le grafiche del Corriere della Sera, alle quali aggiunge l’11 marzo una cronologia di tutti i papi della storia che scorre al passaggio del mouse.

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Il vaticanista, l’esperto di ogni testata sui fatti di Chiesa http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/il-vaticanista-lesperto-di-ogni-testata-sui-fatti-di-chiesa/37446/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/il-vaticanista-lesperto-di-ogni-testata-sui-fatti-di-chiesa/37446/#comments Tue, 12 Mar 2013 16:52:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37446 [continua a leggere]]]>

Giovanna Chirri, vaticanista dell’Ansa

Mai come in questi giorni, in cui il Vaticano è sotto i riflettori in attesa di veder comparire dal balcone di San Pietro il nuovo Papa, la sua competenza è preziosa e la sua penna impegnata a raccontare le cronache e i retroscena del Conclave. Ma chi è il vaticanista?

È un giornalista che si occupa di fatti vaticani e informazione religiosa. La sua specialità è la Chiesa cattolica romana e la Santa Sede. La maggior parte dei professionisti che svolgono questo lavoro ha almeno una laurea, più agevolato chi ha studi classici alle spalle (e magari sa anche molto bene il latino) o è laureato in teologia.  Gran parte sono uomini e l’età media è di circa 50 anni. Provengono da tutto il mondo: Stati uniti, Giappone, Messico, ma a prevalere sono gli europei, italiani in testa (19). Il ruolo del vaticanista è cambiato parecchio dall’inizio del ‘900, quando i giornali potevano solo attendere le poche notizie ‘vistate’ e poi divulgate da una persona interna al Vaticano. Poi, nel 1930, con la morte di Papa Pio XI, le porte della Santa sede si aprirono anche ai giornalisti esterni.

La vera rivoluzione arrivò con il Concilio Vaticano II, esattamente nel 1963 quando Papa Paolo VI istituì il Comitato per la Stampa. Nel frattempo, qualcosa era cambiato. Era il vaticanista stesso che non voleva più essere relegato al ruolo statico di giornalista limitato a raccontare la cronaca, bensì voleva svolgere il suo lavori “fuori”, seguendo gli avvenimenti della Santa Sede, e girando il mondo durante i viaggi di visita del Papa.

Il numero dei vaticanisti dagli anni ‘70 è più che raddoppiato. Oggi in tutto il mondo sono circa 500. Ogni testata giornalistica, sia laica che religiosa, ne ha almeno uno.  Molti di più se si considerano quelli che richiedono un accredito temporaneo in occasione di eventi particolari. Nell’ultimo conclave gli accrediti sono stati 6.000, un numero che dovrebbe essere raggiunto anche quest’anno.

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Storia, cronaca, fede e tecnologia: “Così raccontiamo il Conclave” http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/storia-cronaca-fede-e-tecnologia-cosi-raccontiamo-il-conclave/37486/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/storia-cronaca-fede-e-tecnologia-cosi-raccontiamo-il-conclave/37486/#comments Tue, 12 Mar 2013 14:28:17 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37486 INTERVISTA Anderson (Cnn): "Anche in Vaticano servono le 5 W" SCHEDA Il vaticanista LEGGI L’esercito dei giornalisti a Roma ]]> La piazza di San Pietro gremita in attesa della fumata Bianca e l’entusiasmo che diventa delusione per il nero che esce dal camino sopra san Pietro. Il clima che si respira durante il conclave è sempre la stesso. A raccontarci gli aspetti più nascosti e a dare una chiave di lettura ci sono i giornalisti, che approfondiscono sia gli aspetti religiosi, che quelli più strettamente politici. Ma dall’ultima elezione del 2005, che ha consacrato Papa Benedetto XVI, il panorama dell’informazione è cambiato: social media e citizen journalism hanno moltiplicato le fonti e cambiato il modo di reperire informazioni.

Ma il ruolo del giornalista è cambiato? Secondo gli addetti ai lavori no.  Aldo Maria Valli, vaticanista di Rai 1 che nel 2005 ha seguito con lunghe dirette l’elezioni del Papa racconta: “Per fare questo lavoro bisogna aver studiato tanto i meccanismi della chiesa, ci vuole preparazione storica e teologica. Per seguire il pontefice nei suoi viaggi bisogna aver studiato la cultura dei popoli che visita. Non basta essere preparatissimi sulla cronaca degli eventi”.

Ma anche se lo stesso Valli ammette che il giornalista sta perdendo sempre di più la sua autorità come mediatore privilegiato di notizie: “Il giornalista è ancora centrale per scelta del pubblico, ma le nuove generazioni usano sempre di più fonti alternative. Una volta eravamo solo noi con la nostra telecamera, ora, un cittadino qualunque può diffondere immagini fatte col suo cellulare. Oggi la professionalità del giornalista è più che mai un valore fondamentale per i grandi media”.

Secondo il vaticanista de La Stampa, Giacomo Galeazzi, “i giornalisti sono ancora in prima linea; il ruolo dei mezzi d’informazione è dare ai lettori gli strumenti con cui capire le notizie e approfondire gli aspetti più difficili da decifrare. Questo non sarebbe possibile con Twitter. I giornali cartacei sono ancora il mezzo migliore per capire quello che succede”. Sempre secondo Galeazzi: “I nuovi media non danno più notizie di prima, hanno solo cambiato il modo di trovarle”.

Attraverso i social media i cardinali anticipano i comunicati, ma il lavoro dei giornalisti è tutt’altro che finito: “Ogni target di lettori è interessato ad aspetti diversi dell’elezione del papa – conclude Galeazzi – c’è chi è interessato al futuro della Chiesa e chi agli scandali che hanno colpito la Santa Sede”.

Se per Valli “il sovraccarico di notizie rende più difficile capire ciò che è importante, per questo il ruolo del giornalista rimane centrale”, il vaticanista della Stampa sottolinea come attraverso la rete si trovano spesso notizie che anticipano i comunicati ufficiali. “Il caso più famoso – dice Galeazzi – è quello di Roger Mahony, arcivescovo di Los Angeles coperto dagli scandali”.

Mahony, accusato di aver coperto 129 casi di abusi su minori, dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI, ha usato Twitter per dare la notizia: “Sarò al conclave”. Poche parole che hanno fatto il giro del mondo in un click.

Il modo di raccontare il papa e la sua elezione è però molto diverso nei Paesi di diversa confessione religiosa. Secondo Asaf Ronel, giornalista del quotidiano israeliano Haaretz “nel 2005, subito dopo l’elezione di Benedetto XVI, tutti i media israeliani hanno puntato gli occhi sul passato di Ratzinger nella gioventù nazista. Il ritiro della scomunica al vescovo revisionista Richard Williamson e la beatificazione di Pio XII (il papa che ha taciuto sullo sterminio degli ebrei pur essendone a conoscenza, ndr) hanno suscitato molto scalpore in Israele. Ratzinger ha migliorato la sua posizione nei media dopo la sua visita alla sinagoga di Roma e il viaggio Gerusalemme, che l’ha riabilitato come amico degli ebrei”.

I media, al di fuori dell’Italia “sono molto più interessati agli aspetti politici del conclave, più che alla sua dimensione religiosa” come afferma Valli. La conferma è data anche dal giornalista di Haaretz, secondo cui “i nostri lettori sono molto interessati alle dimissioni di Benedetto XVI: ci si interroga se ci siano state delle ragioni nascoste che non sono state ancora rese pubbliche”.

Come ricorda Galeazzi, in questo senso ha molta importanza la provenienza geografica dei giornalisti: “La stampa di ogni nazione punta su temi diversi. A Mosca, i giornali sono interessati a sapere se il nuovo papa continuerà a dialogare con il mondo ortodosso o riformerà la gerarchia della chiesa. Nel mondo arabo i giornalisti puntano a sapere chi sarà il nuovo pontefice per capire come si porrà nei confronti dell’islam”. Ogni Paese del mondo vuole avere notizie diverse”.

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Antonio Spadaro: “Nella Chiesa e nella Rete la stessa vocazione alla comunione” http://ifg.uniurb.it/2013/03/09/ducato-notizie-informazione/antonio-spadaro-nella-chiesa-e-nella-rete-la-stessa-vocazione-alla-comunione/37854/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/09/ducato-notizie-informazione/antonio-spadaro-nella-chiesa-e-nella-rete-la-stessa-vocazione-alla-comunione/37854/#comments Sat, 09 Mar 2013 16:07:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37854 [continua a leggere]]]> URBINO – Il rapporto tra Rete e fede è stato al centro della conferenza del direttore di La Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro, che si è svolta ieri al collegio Raffaello. La conferenza è stata organizzata dall’Associazione per la ricerca religiosa “San Bernardino” di Urbino, e hanno assistito il pro-rettore Giancarlo Ferrero, il consigliere comunale Francesco Andreani e monsignor Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino-Urbania-S.Angelo in Vado

Secondo Spadaro, animatore del blog CyberTeologia, la Chiesa, che ha il dovere di essere dove stanno gli uomini, deve “abitare” anche il mondo della Rete.

“Il web – ha spiegato Spadaro – non è un mondo fittizio, così come non lo sono le relazioni che vi si creano. La Chiesa ha perciò il compito di diventare sempre più 2.0 perché, come aveva detto Benedetto XVI, ‘la rete deve essere intesa prima di tutto come un nuovo spazio di evangelizzazione’. La Chiesa diventa perciò network church intesa come fitta rete di interconnessioni e spazio pubblico dove le persone possono connettersi e quindi avvicinarsi, in nome della fede”.

Spadaro ha sottolineato come la questione dei linguaggi e della comunicazione sarà una delle sfide del nuovo Papa; lo dimostra il conclave che sta per iniziare. Si moltiplicano infatti le app per gli smartphone o le iniziative  legate al mondo cristiano come adotta un cardinale.

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Becky Anderson (Cnn) racconta il suo Conclave: “Anche in Vaticano servono le 5 W” http://ifg.uniurb.it/2013/03/08/ducato-online/becky-anderson-cnn-racconta-il-suo-conclave-anche-in-vaticano-servono-le-5-w/37754/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/08/ducato-online/becky-anderson-cnn-racconta-il-suo-conclave-anche-in-vaticano-servono-le-5-w/37754/#comments Thu, 07 Mar 2013 23:49:04 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37754 LEGGI L’esercito dei giornalisti a Roma
LEGGI I papabili ‘social’: cardinali su Twitter Infografiche dal web: il Conclave 'interattivo' I papabili secondo i bookmakers]]>

“Le basi del giornalismo non cambiano, anche se il Vaticano ha le sue regole. Per questo, arrivata a Roma, ho dovuto imparare molto in fretta”. Becky Anderson è una giornalista inglese, è nata nel 1967 nel Sussex, ed è anchor-woman e reporter per la Cnn International dal 1999. Oggi è a Roma per coprire le dimissioni di Papa Benedetto XVI e il conclave, come inviata, lasciando la scrivania dietro la quale conduce  il programma di informazione globale “Connect the World”, tutti i giorni alle 10 (ora italiana).

Ma il suo non è solo un lavoro di conduzione: nella sua carriera ha intervistato personaggi come l’ex presidente venezuelano Hugo Chavez e il premier italiano Mario Monti, ha seguito la primavera araba, è stata in Grecia per le rivolte anti-austerity ed è convinta che “ogni giorno ci sono quattro o cinque storie che interessano tutto il mondo, il nostro lavoro è raccontarle nella maniera più interessante e obiettiva possibile”. Becky ci racconta com’è stato l’impatto con la Roma senza Pontefice.

Come si copre un’elezione papale? Qual è l’organizzazione di un grande media come la Cnn per un evento di questo genere?
La Cnn raggiunge circa 280 milioni di case ogni giorno in tutto il mondo, ci guardano da tutti i continenti e quindi, data la vastità del pubblico, è chiaro che questa è una storia estremamente importante per noi. Appena si è saputo delle dimissioni di Benedetto XVI, oltre alla nostra redazione di Roma, la Cnn ha mobilitato anche il mio team da Londra e un altro dagli Stati Uniti per riuscire a fornire più collegamenti al giorno col nostro canale di all-news.

Tu però sei un’inviata, non sei un’iperspecialista del campo. Non sei una vaticanista in senso proprio. Qual è il tuo compito in questo caso, come ci si rapporta con una notizia di questa portata?
Bisogna imparare molto velocemente! Come anchor e corrispondente ho il dovere di tenermi informata sugli eventi di tutto il mondo in qualsiasi momento. Però mi sono affidata al nostro corrispondente a Roma, oltre che ad esperti e ospiti che comprendono e conoscono a fondo la materia. Ci si sente come un curatore di una galleria d’arte, bisogna mettere assieme i pezzi per creare un prodotto il più possibile oggettivo, anche perché noi non ci occupiamo di editoriali ma di informazione pura.

Hai seguito eventi in tutto il mondo e hai una grande esperienza come reporter: ci sono regole generali che segui nel tuo lavoro che diventano inapplicabili quando si parla di Vaticano? La segretezza vaticana è leggenda o realtà?
No, direi di no. Gli strumenti di base del giornalismo, le “5 W”, si applicano sempre a qualunque tipo di storia. L’elezione di un Papa però è un evento particolare  perché il Vaticano è un’istituzione unica. Il pubblico ha sete di informazioni e ci sono migliaia di giornalisti accreditati da tutto il mondo. Però devo dire che sono stata piacevolmente sorpresa dalla disponibilità con cui padre Lombardi ha risposto alle nostre domande.  Sono stati molto chiari nel diffondere i propri messaggi, anche perché la situazione del Papa dimissionario è senza precedenti. In generale diciamo che il Vaticano “ha le sue regole” a livello di comunicazione, e bisogna impararle. Però è chiaro che capiscono che se non parlano coi media, i “rumors” rischiano di finire sugli organi di stampa.

Che cosa cerca il pubblico internazionale? Come si racconta questa storia a un’audience globale?
Noi parliamo al mondo. Io so sempre che, sia che ci guardino dal Ghana che dalla Germania o da Singapore o dalla Spagna, dalla Cnn gli spettatori vogliono l’analisi sulle notizie mondiali più importanti del giorno. La cosa che si impara facendo il mio mestiere è che ogni giorno ci sono quattro o cinque notizie che interessano tutto il mondo per ragioni diverse. Per esempio, in Cina le dimissioni del Papa non hanno nemmeno raggiunto le prime pagine dei giornali, ma c’è una parte di pubblico lì a cui l’argomento interessa molto, potrebbero essere membri della chiesa “sotterranea”, ma comunque c’è un interesse crescente per l’informazione sulla religione. In paesi cattolici come il Brasile, invece, la notizia delle dimissioni del Papa è una cosa che riguarda tutti direttamente per via della storia culturale del paese.

Quindi una stessa notizia data in maniera uguale per tutti può interessare fasce di pubblico culturalmente diverse?
Esattamente: la storia “risuona” diversamente in ciascun luogo del mondo per ragioni differenti. E’ molto interessante per noi fare questo confronto e capirlo fino in fondo per poter fare informazione nella maniera più obiettiva e interessante possibile.

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Toto-Papa: ecco chi potrebbe vincere secondo i bookmaker http://ifg.uniurb.it/2013/03/06/ducato-online/toto-papa-ecco-chi-potrebbe-vincere-secondo-i-bookmakers/37575/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/06/ducato-online/toto-papa-ecco-chi-potrebbe-vincere-secondo-i-bookmakers/37575/#comments Wed, 06 Mar 2013 12:26:57 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37575 Chi sarà il nuovo Papa? Sarà bianco o nero? Quanti anni avrà? Dove farà il suo primo viaggio? Il toto-Papa è iniziato, molto prima della decisione della data del Conclave, con i bookmaker di tutto il mondo che si sono scatenati.

Tra i 115 cardinali che si riuniranno per eleggere il successore di Benedetto XVI, tra i  primi tre favoriti ci sono due italiani. L’arcivescovo di Milano Angelo Scola e l’ex segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, separati (in classifica) dal ganese Peter Turkson al secondo posto.

Nella lista dei “papabili” gli italiani sono in totale sette: al quinto e sesto posto i cardinali Angelo Bagnasco e Gianfranco Ravasi seguiti da Mauro Piacenza (22esimo) Piero Marini (23esimo) e Renato Martino (25esimo). Il brasiliano Odilo P. Scherer, dato per favorito negli scorsi giorni, è soltanto al nono posto nella classifica degli scommettitori. Canada, Argentina, Honduras,Ungheria, Austria, sono le altre nazioni rappresentanti i cardinali in lizza.

Altri spunti per scommettere sono l’età e il nome del prossimo Pontefice: secondo le agenzie il nuovo Papa non dovrebbe avere più di 65 anni e dovrebbe scegliere un nome tra Pietro, Pio e Giovanni Paolo. Scartata, invece, la scelta di Benedetto.

L’ossessione di scommettere sul Papa non è una moda passeggera. Un editto del 1918, vietava ai cattolici di scommettere sull’elezione del Santo Padre e sulla durata del pontificato. Oggi questo divieto non c’è più e in quasi tutto il mondo è possibile ‘azzardare’. Ovunque tranne in Italia, dove i siti di scommesse non hanno avuto l’autorizzazione dai monopoli di Stato.

Ma ancora è troppo presto per fare dei prognostici: nello scorso Conclave, quello del 2005, il nome di Joseph Aloisius Ratzinger è stato dato come vincente soltanto quando gli ‘schieramenti’ tra cardinali furono definiti.

Ecco la mappa dei dieci cardinali più quotati dai bookmakers

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