il Ducato » copisterie http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » copisterie http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Copisterie di Urbino, il mercato di libri fotocopiati non si ferma http://ifg.uniurb.it/2013/05/23/ducato-online/copisterie-di-urbino-il-mercato-illecito-di-libri-fotocopiati-non-si-ferma/48290/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/23/ducato-online/copisterie-di-urbino-il-mercato-illecito-di-libri-fotocopiati-non-si-ferma/48290/#comments Thu, 23 May 2013 09:48:34 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=48290 URBINO – Nella Città Ducale continuano a fotocopiarsi libri illegalmente. Sembra che i controlli della Guardia di Finanza del 2009 – che hanno portato alla condanna di tre persone – e le più recenti ispezioni del 2012 non abbiano dato l’effetto sperato.

La maggior parte degli esercenti fotocopiano i libri senza rispettare i limiti previsti dalla legge sulla protezione del diritto d’autore (n.633 del 1941). Secondo quanto riportato dalla legge, non si può fotocopiare più del 15% delle pagine – calcolato sul numero totale, compresa l’introduzione, la prefazione l’indice e la bibliografia – di un’opera letteraria  senza chiedere l’autorizzazione all’editore o all’autore.

In seguito alla condanna per violazione di diritto d’autore, siamo andati in diversi locali della città dove si possono ottenere fotocopie per verificare se questo mercato illecito stesse continuando o meno.

Inizialmente abbiamo comprato un testo ancora in produzione, L’ho uccisa perché l’amavo (Falso!), pubblicato da Laterza. Dopodiché siamo andati ogni giorno in un negozio diverso per richiedere una copia completa del libro. Il risultato è stato chiaro: nella maggior parte dei tentativi siamo usciti con la fotocopia sotto il braccio.

Abbiamo scelto di acquistare un libro ancora in produzione perché sembra che non tutti i titolari sappiano che è illegale riprodurre un’opera completa anche quando questa è fuori produzione. Secondo la legge infatti, e come confermato dal sito della Siae, “anche per le opere non più in produzione non si può superare il limite del 15%. I testi sono protetti fino al 70° anno dopo la morte dell’autore”. In una delle copisterie dove siamo andati ci è stato detto che non ci potevano fotocopiare il testo perché era ancora in commercio, se fosse stato fuori produzione “avremmo chiuso un occhio”.

Solo in tre tra quelli ‘testati’ ci hanno detto di no: sono i titolari della Blupoint, della Bookservice e di Dataservice, che si sono opposti e non ci hanno fotocopiato il testo.  Gli altri invece non si sono fatti problemi e hanno riprodotto l’intera opera (anche se in un caso si trattava di un testo diverso). Certamente tra questi ci sarà chi lo fa regolarmente e chi invece solo sporadicamente per ‘arrotondare’ lo stipendio.  Anche il loro atteggiamento infatti era diverso. Mentre alcuni facevano il loro compito (illecito) senza battere ciglio (e a volte senza neanche fare lo scontrino fiscale), altri, preoccupati per eventuali controlli, prima verificavano che fuori non passasse nessuno e poi si mettevano a lavoro.

Ma sia per fotocopiare un libro per intero sia per fotocopiarne cento, bisogna sempre richiedere una specifica autorizzazione agli aventi diritto. Per ottenerla si può fare domanda alla Siae. Inoltre se un cliente porta un intero testo a fotocopiare oppure uno già fotocopiato a rilegare, dovrebbe comunque presentare una prova della legittimità della copia (come ad esempio l’autorizzazione dell’editore o dell’autore). Il titolare della copisteria è sempre tenuto secondo la legge a chiedere la documentazione nel caso in cui il cliente non la presenti.

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Copisterie condannate, rettifica su articolo pubblicato il 9 aprile 2013 http://ifg.uniurb.it/2013/05/08/ducato-online/copisterie-condannate-rettifica-su-articolo-pubblicato-il-9-aprile-2013/46227/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/08/ducato-online/copisterie-condannate-rettifica-su-articolo-pubblicato-il-9-aprile-2013/46227/#comments Wed, 08 May 2013 15:43:54 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=46227 URBINO – Pubblichiamo la rettifica all’articolo dal titolo Fotocopie per studenti e docenti di Urbino: condannati per violazione dei diritti d’autore apparso il 9 aprile 2013. Nel pezzo veniva riportata la seguente dichiarazione di uno dei condannati al processo per violazione dei diritti d’autore: “I proprietari di tutti i locali vennero accusati per il possesso abusivo di alcune opere letterarie ma molti patteggiarono”. Dopo una segnalazione da parte di due degli interessati, è emerso che degli 11 locali ispezionati dalla Guardia di Finanza, 7 casi sono stati archiviati perché i proprietari non erano colpevoli del reato. In quattro sono stati rinviati a giudizio e di questi, tre sono andati avanti con il processo e sono stati condannati.

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Fotocopie per studenti e docenti di Urbino: condannati per violazione dei diritti d’autore http://ifg.uniurb.it/2013/04/09/ducato-online/fotocopie-per-studenti-e-docenti-di-urbino-condannati-per-violazione-dei-diritti-dautore/41940/ http://ifg.uniurb.it/2013/04/09/ducato-online/fotocopie-per-studenti-e-docenti-di-urbino-condannati-per-violazione-dei-diritti-dautore/41940/#comments Tue, 09 Apr 2013 15:59:27 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=41940 URBINO – Fotocopiavano interi libri per studenti ma anche per professori dell’Università. Tre proprietari di copisterie di Urbino sono stati condannati a  18, 15 e nove mesi di reclusione e a pagare multe tra i 1.500 e i 3.000 euro. Questa la decisione del giudice monocratico Anna Mercuri. L’accusa è quella di aver violato i diritti d’autore.

Tutto è iniziato nel novembre del 2009 quando la Guardia di finanza fece dei controlli a tappeto in 11 copisterie della città ducale. “I proprietari di tutti i locali vennero accusati per il possesso abusivo di alcune opere letterarie ma molti patteggiarono”, riferisce uno dei condannati. Sette casi sono stati archiviati perché ritenuti estranei alle accuse di violazione del diritto d’autore, in quattro sono stati rinviati a giudizio. Di questi, tre hanno deciso di andare avanti col processo che oggi ha portato alla sentenza di primo grado.

Il giudice ha soddisfatto in parte le richieste del pubblico ministero Catia Letizi che aveva chiesto per due di loro, che sono recidivi, 18 e 21 mesi, mentre per la terza persona, ex proprietaria di due copisterie, nove mesi.

Non hanno convinto quindi le tesi degli avvocati della difesa Enzo Vampa e Nicola Selva Verzica (legali di uno dei condannati) che hanno più volte ribadito che i testi trovati dalle Fiamme gialle erano stati fotocopiati altrove e portati in copisteria per la rilegatura. Questa tesi era già stata presentata dai tanti testimoni nelle precedenti sedute (oltre dieci nei tre anni e mezzo di processo): professori e studenti si erano schierati in favore della proprietaria delle due copisterie. I due avvocati inoltre hanno messo a confronto la nostra legge sui diritti d’autore con quella tedesca: “In Germania è stato tutto regolamentato, tutti i commercianti sanno che nel momento in cui fanno una fotocopia devono pagare una tassa all’editore, dovrebbe essere così anche in Italia”.

Paolo Baccio Fiaccarini, avvocato degli altri due condannati (ognuno proprietario di una copisteria), ha dichiarato che “la Guardia di finanza, entrata nei locali commerciali ha potuto controllare tutto quello presente in copisteria. I testi trovati dalle forze dell’ordine erano stati fotocopiati da studenti che avevano portato le fotocopie nei loro locali per la rilegatura”. “Ricorreremo in appello – ha concluso – vedremo poi cosa stabilirà il giudice”.

Per il momento la pena è sospesa. I tre condannati quindi, avendo ricevuto una condanna inferiore ai due anni, possono godere della condizionale e quindi evitare il carcere.

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