il Ducato » dario gattafoni http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » dario gattafoni http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Gattafoni: “Priorità a formazione continua. Scuole di giornalismo unica strada” http://ifg.uniurb.it/2013/06/03/ducato-online/gattafoni-priorita-a-formazione-continua-scuole-di-giornalismo-unica-strada/49587/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/03/ducato-online/gattafoni-priorita-a-formazione-continua-scuole-di-giornalismo-unica-strada/49587/#comments Mon, 03 Jun 2013 16:59:13 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=49587 URBINO – Si è riunito stamattina alle 10 il consiglio dell’Ordine dei giornalisti delle Marche per eleggere il nuovo presidente: sarà Dario Gattafoni che era già stato nominato nel 2011 dopo la rinuncia del vecchio presidente, Gianni Rossetti.

Tanti i problemi che riguardano la professione giornalistica: dall’organizzazione dei corsi per la formazione continua alla legge sull’equo compenso non ancora applicata concretamente passando per le scuole di giornalismo, l’unica strada percorribile per chi vuol fare questa professione.

Dottor Gattafoni, si aspettava di essere rieletto?

Si, me lo aspettavo e con me sono stati riconfermati 8 membri del vecchio consiglio. Questo perché abbiamo iniziato un percorso insieme e il lavoro fatto finora necessita di essere completato.

Quali sono gli obiettivi per il prossimo triennio?

L’impegno maggiore è organizzare i corsi per la formazione permanente prevista dalla legge 148 del 2011. Sarà un compito non facile perché l’ordine dei giornalisti è nuovo a questo tipo di attività mentre altri ordini professionali sono abituati a gestire cose del genere. Non sappiamo nei dettagli come ci muoveremo, stiamo aspettando la convocazione da Roma per avere direttive precise. Comunque, la formazione prevede il conseguimento di 60 crediti triennali e si è deciso, con l’Ordine nazionale, di far partire i corsi il primo gennaio 2014. Abbiamo sei mesi per organizzarci.

Chi finanzierà la formazione permanente obbligatoria?

In teoria gli ordini regionali ma è difficile trovare fondi. Noi avevamo anche pensato di istituire una fondazione per accedere ai finanziamenti comunitari (l’Ordine non può accedervi direttamente). Comunque sia, bisognerà organizzare capillarmente la formazione anche utilizzando l’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino (Ifg) che è il fiore all’occhiello dell’Ordine delle Marche.

Lei crede che le scuole di giornalismo siano ancora una realtà valida?

Senza dubbio, è l’unica carta spendibile nel mondo del lavoro. Basta guardare le statistiche per capire che è l’unica strada perseguibile se si vuol fare questo mestiere perché fornisce un impianto solido a livello culturale.
C’è una legge ferma da anni in parlamento che prevede l’obbligo di passare attraverso le scuole per diventare professionisti: sarebbe una cosa molto utile ma forse il potere politico ha paura di una formazione troppo elevata della classe giornalistica.

Quali sono le altre priorità?

Un altro obiettivo importante è la digitalizzazione dell’archivio in collaborazione con la Soprintendenza. Abbiamo avuto il riconoscimento dal Ministero per costruire un’archivio della storia del giornalismo marchigiano e una biblioteca tematica. Abbiamo raccolto le tesi, gli articoli e tutto quello che riguarda il giornalismo fatto nella nostra regione.

Che cosa pensa della legge sull’equo compenso?

Credo sia una conquista dell’ordine nazionale, un fatto molto positivo perché rappresenta uno strumento in più per combattere lo sfruttamento dei giornalisti precari. Certo sarà molto difficile da applicare.

Questa mattina durante il consiglio sono state assegnate anche le altre cariche: il vice presidente è Nicola Di Francesco, il segretario Stefano Fabrizi e il tesoriere Luca Romagnoli. Gli altri componenti del Consiglio sono:  Simonetta Marfoglia, Franco De Marco, Giuseppe Poli, Patrizio Patrizi, Gabriele Vincenzi. Il collegio del sindaci revisori è composto da Edoardo Danieli, Paola Maria Cimarelli ed Egidio Montemezzo.

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Tvrs chiude perché teme perdite nel 2013: 21 posti a rischio, i sindacati: “Ingiustificato” http://ifg.uniurb.it/2013/05/22/ducato-online/tvrs-chiude-perche-teme-perdite-nel-2013-21-posti-a-rischio-i-sindacati-ingiustificato/47651/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/22/ducato-online/tvrs-chiude-perche-teme-perdite-nel-2013-21-posti-a-rischio-i-sindacati-ingiustificato/47651/#comments Wed, 22 May 2013 22:25:20 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=47651

Aggiornato il 23 maggio 2013

URBINO – Tra pochi giorni i marchigiani, facendo zapping da un canale all’altro, potrebbero non trovare più in basso a destra sui loro schermi la sigla Tvrs. Dopo quasi 35 anni, TeleVisione Radio Sound, l’emittente televisiva fondata nel 1979 a Recanati su iniziativa di don Dino Issini, rischia di cessare la propria attività. A deciderlo è stato il consiglio d’amministrazione della Beta spa, l’operatore di rete che  gestisce l’emittente televisiva.

Ventuno dipendenti, tra cui molti giornalisti, potrebbero perdere il posto lavoro dopo la chiusura della testata. Ieri i rappresentanti sindacali che si occupano della questione hanno ottenuto un incontro con l’assessore regionale al lavoro, Marco Lucchetti. All’incontro erano presenti Roberto Mencarini, segretario del sindacato dei giornalisti marchigiani, Aldo Benfatto di Cgil e Fabrizio Brecciaroli di Uil Com. L’assessore ha in programma venerdì un incontro con la Beta per cercare di comprendere i motivi che hanno spinto la società a prendere una decisione così drastica.

La Beta non ha infatti mai avuto bilanci in rosso, non ha debiti e ha chiuso il 2012 con il bilancio in pari: “Il passaggio al digitale, con l’assegnazione di frequenze non previste a livello internazionale, il calo della pubblicità e delle televendite – commenta però Gabriele Betti, presidente del CdA della Beta – ci sta condizionando. Nel 2012 abbiamo fatto i salti mortali per avere un bilancio in pari, ma abbiamo la certezza che quest’anno non potremo raggiungere questo obiettivo. Se continuassimo con questo organico a fine anno chiuderemmo “. La Beta ha comunque in programma un incontro con i responsabili sindacali per parlare della chiusura dell’emittente e del possibile licenziamento dei dipendenti.

La società non uscirebbe comunque dal suo giro d’affari. Pur chiudendo la redazione televisiva, la Beta rimarrebbe operatore di rete e metterebbe le frequenze che ha in gestione a disposizione di gruppi di lavoro esterni: “Un modo per lasciare a piedi quei dipendenti più sindacalizzati, con cui l’azienda non vuole più avere niente a che fare”, commenta Roberto Mencarini, secondo il quale la decisione di chiudere non è dovuta alla crisi.

“La Beta – prosegue Mencarini – ha ricevuto in questi anni una grande quantità di contributi pubblici e ha un’ottima posizione nel digitale terreste visto che Tvrs è visibile sul canale 11. Pur prevedendo una perdita di 400.000 euro, nel 2012 il suo bilancio aveva un saldo positivo di 5000 euro. Quest’anno la società ha inoltre rifiutato di fare uso degli ammortizzatori sociali che le consentirebbero di affrontare un’eventuale periodo di crisi”.

Un messaggio di solidarietà per i dipendenti di Tvrs è arrivato anche dall’Ordine dei giornalisti delle Marche che venerdì scorso ha rilasciato un comunicato stampa: “Esprimiamo sorpresa e sconcerto per la decisione della società Beta. L’annuncio assume contorni particolarmente gravi e oscuri”. E in merito alla questione è intervenuto in prima persona anche il presidente dell’ordine delle Marche, Dario Gattafoni: “Per noi è sempre un ‘piccolo lutto’ quando una testata giornalistica chiude. Non dobbiamo dimenticare che ogni tv locale ricopre un ruolo di servizio pubblico, cosa che spesso gli editori dimenticano. E’ difficile spiegare come una televisione che vanta risorse umane e tecnologiche di prim’ordine debba interrompere la propria attività”.

La notizia della chiusura di Tvrs è già arrivata a Roma. L’onorevole Emanuele Lodolini, nato ad Ancona ed eletto alla Camera lo scorso febbraio tra le file del Pd, ha già depositato un’interrogazione urgente al ministro delle comunicazioni e al ministro del lavoro. Oltre a presentare dubbi sulla legittimità che la Beta conservi lo status di operatore di rete, il deputato marchigiano chiede di favorire i lavoratori della Tvrs nell’acquisizione delle frequenze, sostituendosi così alla società che li vorrebbe licenziare e conservando il proprio posto di lavoro. “Siamo ben disposti a favorire chi tra i nostri dipendenti vorrà provare a dare vita ad un canale in proprio e trasmetterlo sulle nostre frequenze” conclude Gabriele Betti.

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Arte e giornalismo: a Pesaro la mostra sulla libertà di stampa http://ifg.uniurb.it/2013/03/03/ducato-online/arte-e-giornalismo-a-pesaro-la-mostra-sulla-liberta-di-stampa/36967/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/03/ducato-online/arte-e-giornalismo-a-pesaro-la-mostra-sulla-liberta-di-stampa/36967/#comments Sun, 03 Mar 2013 15:54:44 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=36967 PESARO – Storie raccontate attraverso il tocco di un pennello, idee che si trasformano in colori. È quello che si vede appena varcata la porta della sala Laurana di palazzo Ducale, sede della prefettura di Pesaro e Urbino, dove fa tappa Omaggio dell’arte alla libertà di espressione, l’esposizione di opere contemporanee curata dell’Ordine dei giornalisti delle Marche. Sessanta tra i più importanti artisti marchigiani e non hanno prestato il loro estro per la realizzazione di questa mostra che ha fatto il giro della regione, arrivando fino alla capitale.

È partita da Caldarola a settembre 2011 proseguendo ad Ascoli Piceno, Jesi, Fermo, Ancona, Fabriano, San Benedetto del Tronto, per poi andare a Roma e ritornare nuovamente in territorio marchigiano, a Pesaro. Il prefetto di Pesaro e Urbino Attilio Visconti ha accolto con interesse la richiesta dell’Ordine di poter esporre la mostra nella sala Laurana di palazzo Ducale: “Sono molto orgoglioso di aver dato la disponibilità di allestire qui quest’esposizione, mi auguro che anche altre città, non solo marchigiane, possano godere di questo spettacolo.”

E così è stato lo scorso mese. L’appuntamento nella Biblioteca Centrale di Roma ha dato alla mostra un contenuto in più sia per  la selezione di articoli di giornali censurati di diverse epoche affiancati alle opere d’arte, sia per l’apprezzamento ricevuto dal ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi tanto da chiederne la proroga della programmazione di due settimane.

Arte e giornalismo, astrazione e realtà. Due mondi che sembrano non avere niente in comune ma che convivono nelle opere degli artisti contemporanei che hanno aderito a questa iniziativa con l’intento di offrire uno spunto di riflessione su un tema per niente scontato come quello della libertà di stampa.

Le sessanta opere, esposte lungo le pareti della sala Laurana, offrono ad uno sguardo rapido una  moltitudine di colori, schizzi e ritratti. Guardando più attentamente si scoprono invece sfaccettature differenti del significato di libertà di stampa.

Gianni Rossetti, ideatore della mostra e direttore della scuola di giornalismo di Urbino, l’ha definita “particolarissima e unica nel suo genere, contiene opere esclusive fatte appositamente per questo tema. Mentre noi giornalisti siamo relegati alla verità sostanziale dei fatti, l’artista non ha vincoli quindi è curioso vedere come concepiscono la libertà di stampa.”

C’è chi, come  Kristina Kanaan, dietro una tela nasconde una storia personale e racconta la prigionia del padre giornalista, chi invece come Alessandro Marcucci Pinoli, proprio su quella tela ci scrive una poesia a penna, lasciandocela li attacca, in equilibrio. Oppure c’è chi è figlio d’arte: Josè Van Roy Dalì re-interpreta la sua libertà di stampa come un barca a vela fatta di bottiglie e giornali. Tra i lavori esposti c’è anche il bozzetto definitivo di Allegoria sul mondo dei giornali di Luigi Eugenio Vigevano. L’opera originale, grande oltre 5 metri (140×520 cm), è esposta nella sede del consiglio nazionale Ordine dei giornalisti di Roma.

All’inaugurazione è intervenuto il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Dario Gattafoni: “Il tema scelto è un argomento molto sensibile. In questo momento, in Italia, il diritto all’informazione, malgrado ci siano leggi che lo garantiscono, viene spesso messo in discussione. Ultimamente si parla di abolizione dell’Ordine senza pensare che questo ultimo qualifica e consacra una categoria di professionisti che hanno diritti e doveri da rispettare. Abolirlo – continua Gattafoni-  significherebbe distruggere la libertà d’informazione. In questa mostra è condensato l’urlo  degli artisti marchigiani per l’affermazione della libertà di espressione. Loro hanno uno strumento in più per indurre a riflettere su questo tema.”

La mostra, presentata sabato 2 marzo, rimarrà nel palazzo Ducale di Pesaro (Piazza del popolo) fino al 16 e sarà visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 20 (ingresso libero).

 

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