il Ducato » elisa montironi http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » elisa montironi http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Storie di donne, a Urbino il 27 febbraio quarto appuntamento di “Letture ad alta voce” http://ifg.uniurb.it/2014/02/24/ducato-notizie-informazione/storie-di-donne-a-urbino-il-27-febbraio-quarto-appuntamento-di-letture-ad-alta-voce/57586/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/24/ducato-notizie-informazione/storie-di-donne-a-urbino-il-27-febbraio-quarto-appuntamento-di-letture-ad-alta-voce/57586/#comments Mon, 24 Feb 2014 15:57:36 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=57586 [continua a leggere]]]> URBINO – Vite di donne incredibili e meravigliose. Donne che non hanno avuto paura di esprimere le loro emozioni e che hanno fatto sognare altre donne moderne. Le storie di otto scrittrici internazionali saranno presentate  nella serie di appuntamenti “Letture ad alta voce”, iniziata a novembre 2013 e che proseguiranno fino al 27 marzo 2014.

Il quarto appuntamento sarà giovedì 27 febbraio 2014, alle ore 17.30, nel Salone al primo piano di Palazzo Passionei, in via Valerio n.9, e si aprirà con un’introduzione di Maria Elisa Montironi al libro di Virginia Woolf  La signora Dalloway in Bond Street (1922-1925). Seguirà poi La presentazione (The Introduction, 1922-1925, entrambi in italiano in Tutti i racconti, Newton Compton, Roma 20122, Traduzione di Lucio Angelini).

I prossimi incontri:

– Giovedì 6 marzo 2014, ore 17.30, Introduzione Maria Elisa Montironi, Karen Blixen, Il pranzo di Babette (da Isak Dinesen, Anecdotes of Destiny, 1958, in italiano in Capricci del destino, Feltrinelli, Milano1962, Traduzione di Paola Ojetti).

– Giovedì 13 marzo 2014, ore 17.30, Introduzione Maria Elisa Montironi, Rebecca West, Parthenope (Parthenope, in “The New Yorker, 1959, in italiano Mattioli 1885, Fidenza 2006, Traduzione di Francesca Frigerio).

– Giovedì 20 marzo 2014, ore 17.30, Introduzione Maria Elisa Montironi, Alice Munroe, Ortiche, 2001 (da Hateship, Friendship, Courtship, Loveship, Marriage, 2001, in italiano Nemico, amico, amante, Einaudi, Torino 2003, Traduzione di Susanna Basso ).

– Giovedì 27 marzo 2014, ore 17.30, Introduzione Maria Elisa Montironi, Margaret Atwood, La mia ultima duchessa (da Moral Disorder, 2006, in italiano Disordine morale, Ponte alle Grazie, Milano 2007, Traduzione di Raffaella Belletti).

L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Carlo e Marise Bo in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura e Pari Opportunità del Comune di Urbino.

Info: Segreteria Fondazione Bo tel. 0722-305.343

Assessorati alla Cultura e Pari Opportunità / Comune di Urbino
Tel. 0722-309.602 / urbino.cultura@comune.urbino.ps.it

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Ricercatrici precarie in cattedra alla “Corte di Battista” http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/ricercatrici-precarie-in-cattedra-alla-corte-di-battista/49764/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/ricercatrici-precarie-in-cattedra-alla-corte-di-battista/49764/#comments Wed, 05 Jun 2013 08:53:58 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=49764

Elisa Montironi, ricercatrice ‘precaria’

URBINO – Hanno intorno ai 30 anni, sono ricercatrici con contratti che durano, se va bene, per un anno e parlare di futuro per loro è quasi un’utopia. Sono per la maggior parte del tempo nei loro laboratori ma da giovedì 6 giugno, alla Sala del Maniscalco a Urbino, saliranno in cattedra e saranno le ‘duchesse’ protagoniste “alla corte di Battista“.

Quattro tavole rotonde durante i quali sei ricercatrici ‘precarie’ dell’Università di Urbino presenteranno al pubblico le loro attività e i loro lavori riguardo a temi di attualità. “Il nostro obiettivo è quello di dare visibilità alle ragazze – spiega la professoressa Laura Chiarantini, delegato per il Rettore alle Pari Opportunità e organizzatrice dell’evento – cercando anche di abbinare tematiche diverse apparentemente distanti ma che mirano a sviluppare il dibattito, anche con i non addetti ai lavori”.

La situazione attuale, spiega Sara Biagiotti, una delle protagoniste degli incontri, è “una giungla, ma nostante i pochi mezzi, le risorse quasi a zero e le poche prospettive future di vita o di carriera, a spingerci resta sempre la passione, la voglia di realizzare i nostri sogni, la testa ma soprattutto il cuore”.  Sara ha 31 anni e da sette è una ricercatrice ‘precaria’ nel Dipartimento di Scienze biomolecolari con una borsa di studio a progetto ottenuta dopo il dottorato. Avrebbe dovuto ricevere, come da consuetudine,  un assegno di ricerca più dignitoso in termini economici ma, a causa della scarsità di fondi, ne sono concessi solo 10 all’anno. Lei , come la maggior parte degli altri 131 ricercatori all’università, dei quali 47% sono donne, ha un futuro precario e spesso neanche tutti i contributi pagati.

Il primo incontro inizierà alle 21 e avrà come tema la ‘Migrazione di donne e uomini e dei loro saperi’ e a intervenire saranno docenti e le ricercatrici Athanasia Andriopoulou ed Elisa Montironi.

Athanasia ha 35 anni, è venuta in Italia dalla Grecia 15 anni fa per studiare e dopo un master a Roma e un dottorato a Genova ora è una ‘contrattista‘, ovvero ha un contratto di ricerca a tempo determinato, rinnovato ogni tre, sei mesi o un anno. “Le difficoltà sono le stesse per tutti i precari, ma essere donna rende tutto più complicato: la natura stessa della nostra femminilità viene messa in secondo piano per la carriera e con essa tutte le esigenze naturali, biologiche, come avere dei figli – spiega la dottoressa Andriopoulou –  pensare di avere un figlio per me sarebbe un suicidio perché non sarei in grado di mantenerci con continuità”.

“Il morbo della precarietà è quello di precludere i giovani ad avere un futuro – sostiene Elisa Montironi, 30 anni, ricercatrice contrattista per un anno alla Scuola di lingue e mamma di un bambino di quasi tre anni – ma lo sbaglio è anche quello di pensare alla famiglia come un peso, in realtà il lato umano è molto importante  per la realizzazione della persona sia a livello sociale che professionale”.

Elisa dice di essere fortunata perché riesce ad andare avanti grazie al lavoro del marito e al sostegno della famiglia: “Capisco che per due ricercatori sarebbe impossibile avere una famiglia, ma mio figlio, quando lo guardo, mi ricorda ogni giorno che devo essere responsabile per il nostro futuro e quello della collettività, lui mi spinge a fare di più, a fare bene il mio lavoro e a cercare di essere il più possibile utile alla società”.

Nei giovedi successivi, il 13, il 20 e il 27 giugno, ci saranno gli altri incontri/dibattiti sui temi quali farmacologia e bioetica (interverrano Sara Biagiotti e Monia Andreani) , i ruoli delle donne come imprenditrici e accademiche (tenuti da Annalisa Sentuti e Angela Genova) e per concludere una relazione sulla natura, amica o matrigna, con una fisica terrestre, Gabriella Ruggieri, del Dipartimento di Scienze di base e fondamenti, e la psicologa Grazia Maria de Rugeriis.

“La situazione è critica, e non solo in Italia – continua la dottoressa Montironi –  non ci sono i fondi e quindi non c’è la possibilità di ragionare al futuro perché sarebbe demotivante ma gioiamo delle piccole mete quotidiane: sentire di essere utili ci aiuta ad andare avanti”.

 

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