il Ducato » federico mezzina http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » federico mezzina http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Stamina, Lorenzin: “Decisioni giudici indipendenti da scienziati e ministero” http://ifg.uniurb.it/2013/12/12/ducato-notizie-informazione/stamina-lorenzin-decisioni-giudici-indipendenti-da-scienziati-e-ministero/54116/ http://ifg.uniurb.it/2013/12/12/ducato-notizie-informazione/stamina-lorenzin-decisioni-giudici-indipendenti-da-scienziati-e-ministero/54116/#comments Thu, 12 Dec 2013 14:59:06 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=54116 [continua a leggere]]]> URBINO – “Le decisioni di alcuni giudici continuano ad essere indipendenti dagli scienziati e dalle decisioni del ministero”. Lo ha detto al Ducato Notizie Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, commentando il giudizio del Tribunale di Pesaro che consentirà a Federico Mezzina, il bimbo di tre anni di Fano affetto dal morbo di Krabbe, di proseguire le cure col metodo Stamina.

“Prendiamo atto della realtà e presto un nuovo comitato esaminerà le carte di Vannoni”, commentano dal Ministero. “Non possono essere fatte promesse finché non c’è una cura comprovata – spiega lo staff della Lorenzin – il ministro non può mettere il timbro se non c’è il vaglio della scienza”.

Altro punto sottolineato dalla Lorenzin è quello riguardante la differenza tra “scienza e sofferenza umana, due cose non mischiabili come viene solitamente fatto”. “Ci sono due sfere diverse e quella della parte morale è diversa dalla scienza: riguarda il Papa”, non il governo, specificano dal Ministero della Salute.

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Stamina, Federico proseguirà le cure. L’ok del giudice di Pesaro http://ifg.uniurb.it/2013/12/12/ducato-online/stamina-federico-proseguira-le-cure-lok-del-giudice-di-pesaro/54098/ http://ifg.uniurb.it/2013/12/12/ducato-online/stamina-federico-proseguira-le-cure-lok-del-giudice-di-pesaro/54098/#comments Thu, 12 Dec 2013 10:50:01 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=54098 federicoPESARO – Federico, il bambino di 3 anni di Fano, affetto dal morbo di Krabbe, potrà proseguire le cure con il metodo Stamina. Le infusioni erano state bloccate dall’ospedale di Brescia, ma oggi il collegio giudicante di Pesaro ha accolto il reclamo di Vito e Tiziana, genitori del piccolo, e ha dato il via libera per la ripresa del trattamento.

È il padre di Federico, Vito Mezzina, a spiegarci cosa è successo negli ultimi mesi: “Federico ha ricevuto, tra marzo e ottobre, cinque infusioni”, ovvero quello che viene definito un ciclo di trattamento. Dopo la quinta infusione, “l’ospedale di Brescia ha bloccato le cure”. Secondo quanto spiega Vito, infatti, l’ospedale, dopo cinque trattamenti, ha l’obbligo di bloccare le infusioni. Così, Vito Mezzina e Tiziana Massaro si sono rivolti al Tribunale perché sbloccasse il trattamento: “Per le cure compassionevoli non dovrebbe pronunciarsi il tribunale. Noi, invece, siamo stati obbligati a rivolgerci al giudice perché, completato il ciclo di cinque infusioni, l’ospedale non ha permesso il proseguimento delle cure”.

Il collegio giudicante, presieduto da Mario Perfetti,  ha stabilito con decreto di accoglimento totale che le cure possono essere riprese e che l’ospedale non può decidere se vadano sospese o meno. Infatti, secondo il tribunale di Pesaro, solo il medico prescrittore del trattamento può valutare se e quando interromperlo. L’avvocato dei genitori di Federico, Tiziana Cucco, spiega che il decreto legge 24/2013 “garantisce la possibilità di completare i trattamenti che sono già stati avviati”, e proprio su questo si è basata la decisione del collegio.

Grazie al decreto di accoglimento, Federico potrà continuare il trattamento finché non sarà il medico a interromperlo: “Dopo le prossime cinque infusioni – spiega il padre del bambino – non saremo costretti a tornare in Tribunale e l’ospedale non potrà più bloccare le cure”. L’azienda ospedaliera, inoltre, “è stata condannata a pagare i danni, circa cinquemila euro”, spiega il signor Mezzina.

I genitori non sanno ancora quando il bambino potrà ricevere la prossima infusione: “Era prevista per gennaio, ma ora ci sarà bisogno di un nuovo carotaggio prima di sapere la data”.

Il signor Mezzina è “contento per la sentenza, che dà nuova speranza a Federico”. Secondo i genitori del bimbo, infatti, le cure staminali avrebbero avuto un “grosso effetto, dimostrato dai certificati medici”. “Ora Federico sta bene, non è più in pericolo di vita e le sue funzioni vitali si sono rimesse in ordine – racconta il padre – riesce a respirare, deglutire, mangiare e a muoversi un pochino. Anche se sappiamo che ci vorranno anni perché le condizioni migliorino notevolmente”.

I coniugi Mezzina non hanno dubbi sull’efficacia del metodo Stamina: “Se avessero bloccato le cure in Italia, saremmo andati all’estero per continuarle”. In Italia, secondo il padre del piccolo affetto dal morbo di Krabbe, chi ha questi problemi non viene aiutato: “Lo Stato è contro il metodo. Noi non abbiamo avuto di recente rapporti col Ministero, con la Lorenzin c’è stata una totale chiusura, non ne vuole proprio sentir parlare”.

Vito Mezzina critica anche il modo in cui il Ministero ha gestito la proposta parlamentare di istituire una commissione ad hoc: “Il Parlamento ha proposto una legge secondo cui il Ministero doveva promuovere la sperimentazione del metodo – spiega il padre di Federico – la commissione, però, invece di individuare gli ospedali dove sperimentare, ha deciso che il metodo non sarebbe sicuro, con motivazioni poco credibili”. La commissione, infatti, sarebbe decaduta perché “ha preso una decisione che non era stata richiesta dal Parlamento”. Inoltre, secondo Vito, “i suoi membri erano contrari al metodo sin dal principio e avevano interessi in gioco che compromettevano l’imparzialità del giudizio”.

Il signor Mezzina lamenta di essere stato abbandonato anche dal punto di vista economico dallo Stato: “Ogni volta che entro in farmacia spendo circa 250 euro in integratori, nessuno ci rimborsa niente e le spese non sono neanche detraibili”. La nota positiva è che “le cure sono gratis”, come ricordano i genitori di Federico.

Intanto, però, sono state ideate alcune iniziative per il sostegno economico della famiglia: dalla raccolta fondi della Proloco di Canavaccio alla vendita di magliette sulla pagina Facebook “Una speranza per Federico”.

“La sperimentazione deve essere fatta – conclude Vito Mezzina – ormai in Italia è stato provato su 34 persone, quasi sempre con effetti positivi”.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato al Ducato l’accoglimento del reclamo del Tribunale di Pesaro: “Le decisioni di alcuni giudici continuano ad essere indipendenti dagli scienziati e dalle decisioni del ministero – spiega la Lorenzin – prendiamo atto della realtà, presto un nuovo comitato esaminerà le carte di Vannoni“.

Il ministero della Salute, in risposta alle critiche dei genitori di Federico, spiega: ““Non possono essere fatte promesse finché non c’è una cura comprovata, il ministro non può mettere il timbro se non c’è il vaglio della scienza”.

Il ministro Lorenzin ha concluso ribadendo che “scienza e sofferenza umana sono due cose diverse, non mischiabili come solitamente viene fatto, la sfera della parte morale riguarda il Papa e non il ministero”.

 

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Stamina, l’esperto: “Manca rigore scientifico, metodo non ripetibile” http://ifg.uniurb.it/2013/12/10/ducato-online/stamina-lesperto-manca-rigore-scientifico-metodo-non-ripetibile/53868/ http://ifg.uniurb.it/2013/12/10/ducato-online/stamina-lesperto-manca-rigore-scientifico-metodo-non-ripetibile/53868/#comments Tue, 10 Dec 2013 18:28:56 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=53868 [continua a leggere]]]> Ferdinando MannelloURBINO – Il metodo Stamina ha creato non poche polemiche in Italia soprattutto dopo che la commissione scientifica ministeriale lo ha giudicato non provato scientificamente.

Il professor Ferdinando Mannello del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino l’anno scorso ha partecipato all’organizzazione di UniStem Day, evento scientifico nazionale che ha riunito nella città ducale esperti di tutta Italia per discutere di cellule staminali.

Professor Mannello perché il metodo Stamina è così discusso?
Quello che viene additato al sistema è di non avere dei protocolli rigidamente comprovati e pubblicati su riviste scientifiche. Tutto ciò che viene fatto in campo scientifico deve essere affidabile, pubblico e ripetibile. Deve dimostrare di avere la minor variabilità negli esperimenti ripetuti anche in laboratori diversi.Ovvero di ottenere sempre lo stesso risultato.

Cosa che il metodo Stamina ha dimostrato di non avere?
Questo non lo dico io ma Organi e Commissioni competenti. Il resoconto della commissione scientifica del Ministero, infatti, sostiene che il metodo non ha prerogative di affidabilità e  ripetitività e non sono state pubblicate su riviste con rigore scientifico.

I genitori di Federico sostengono che se il bambino non riceve le cure rischia di morire.
Io non ho un’expertise medica che possa analizzare questo versante del problema. Quindi non posso dire se è vero o falso. Alcuni esperti neurologi  sostengono che la cura Stamina in alcuni bambini  sia responsabile di alcuni oggettivi miglioramenti. Sul versante puramente umano anch’io vorrei che quel bambino guarisse ma al contempo è necessario tutelarlo dai rischi che il metodo può provocargli. Si tratta di problemi che potrebbero non vedersi adesso ma manifestarsi tra qualche anno.

Se il giudice di Pesaro rigetta il reclamo, i genitori andranno all’estero. Qual è la situazione oltralpe?
C’è tanta anarchia nella ricerca. C’è tanta disomogeneità professionale nella ricerca sulle staminali. Ci sono paesi che non hanno un codice etico e bioetico fatto di regole precise. Paesi che lavorano su embrioni senza remora e controllo alcuno. Noi, in Italia, ci siamo dati delle regole. Potranno essere più o meno discutibili sotto un profilo etico, ma è fuori discussione che delle regole debbano esserci. In alcune aree del pianeta , soprattutto in Asia, queste norme mancano e si permette di fare di tutto. Questo non è eticamente accettabile.

La decisione del tribunale di Pesaro può creare un precedente?
Non è la prima volta che un giudice si esprime su argomenti di questo tipo. Non è stravolgente che, guidato da compassione, un magistrato si pronunci per un sì. Non sarebbe neppure la prima volta. Stravolgente sarebbe, invece, che il parere di una commissione del Ministero della Sanità non venga tenuta in considerazione. Personalmente non so quanto sia auspicabile che un giudice si esprima  sui trattamenti di pertinenza medico-biologica. Spero che tenga nella giusta considerazione i pareri degli esperti del settore e della commissione Ministeriale. Insomma a ognuno il proprio mestiere: io lascio fare al giudice il proprio lavoro, ma non nego che da ricercatore che lavora sulle cellule staminali ho qualche timore sotto un profilo scientifico sulla efficacia del trattamento e del rigore scientifico del metodo Stamina.

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