il Ducato » flavio falzetti http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » flavio falzetti http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Primo memorial Flavio Falzetti, Norcia ricorda il mediano che lottò contro la “bestia” http://ifg.uniurb.it/2014/03/04/ducato-online/primo-memorial-flavio-falzetti-norcia-ricorda-il-mediano-che-lotto-contro-la-bestia/58578/ http://ifg.uniurb.it/2014/03/04/ducato-online/primo-memorial-flavio-falzetti-norcia-ricorda-il-mediano-che-lotto-contro-la-bestia/58578/#comments Tue, 04 Mar 2014 12:00:27 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=58578 FlavioFalzettiURBINO – Lunedì 10 marzo Norcia ricorda il calciatore Flavio Falzetti, ex giocatore dell’Urbino calcio a metà degli anni ’90,  morto l’11 marzo 2013 dopo aver lottato per quindici anni contro un linfoma. Alla celebrazione parteciperanno gli amici e i compagni sul campo ma anche calciatori e allenatori che hanno militato in serie A.

Il primo memorial dedicato al mediano del Camerino, Urbino e Civitanovese comincerà la mattina alle 10 con un incontro sui benefici dello sport tra gli studenti dell’Istituto superiore Battaglia e il dottor Nando Scarpelli, ex medico dello sportivo e responsabile del reparto di Oncoematologia dell’ospedale di Spoleto. Saranno presenti anche Francesco Massi, consigliere regionale delle Marche e relatore della legge regionale sulla prevenzione; Gianluca Longo, amico di Falzetti e calciatore che ha sconfitto il linfoma di Hodgkin; Danilo Lanciotti, rappresentante dell’Associazione donatori midollo osseo e Avis, Marco Baroni, allenatore del Lanciano, e Francesco Caremani, curatore di “Oltre il 90°”, il libro che ha raccontato la storia di Flavio e la sua battaglia contro la malattia. Anche l’ex calciatore Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori, interverrà per un breve saluto ai ragazzi.

Dalle 14.30, poi, tutti allo stadio comunale, per un triangolare di calcio che vedrà in campo l’Asd Norcia 408, gli Amici di Flavio (calciatori professionisti legati a Falzetti da forte amicizia) e Life Ritorno alla Vita Fc, la squadra voluta da Falzetti e formata da atleti malati e guariti dal cancro e altri amici, della quale vestirà la maglia anche Damiano Tommasi.

Calciatore generoso, Falzetti  scoprì nel ’98 di essere affetto da una leucemia osseo – epatica al quarto stadio, che aveva poi cominciato a chiamare “la bestia”. La sua lotta, di esempio per molti, si era quindi svolta ovunque, con iniziative sociali, negli ospedali, dove distribuiva opuscoli con chi condivideva il suo male. La legge regionale che introducesse il passaporto ematochimico oggi è ricordata come “legge Falzetti”, per un monitoraggio preventivo dei valori ematici degli atleti e per obbligare i giovani sportivi a sottoporsi a screening.

“Un combattente non un malato – così lo ricorda Francesco Caremani – che ha curato se stesso contro il suo male, ma anche gli altri dando loro sempre una mano senza essere remissivo. Ha dribblato il destino tante volte, prima di morire. Era un atleta e si è battuto affinché ‘la bestia’ potesse venir sconfitta prima: con questa legge ha lasciato un’eredità enorme. È giusto ricordarlo, merita memoria e onore”.

Alla partita parteciperanno anche Walter Sabatini (ds Roma), Simone Perrotta (campione del mondo 2006 ed ex Roma e Juve), Cristian Bucchi (allenatore ed ex, tra le altre, del Perugia), Roberto Bordin (vice allenatore del Verona), Salvatore Sullo (vice allenatore del Verona), Fabrizio Castori (allenatore, tra gli altri, di Ascoli, Varese e Reggina), Emilio Piepaoli (co fondatore della Life Ritorno alla Vita FC), Stefano Massi (figlio di Franceso Massi, relatore della legge regionale sulla Prevenzione), Alessandro Bracalente (dell’azienda Nero Giardini), Giuseppe Materazzi (padre del campione del mondo Marco) e Aldo Mancini (figlio di Roberto, in qualità di allenatore onorario della Life Ritorno alla Vita FC).

A dirigere sarà l’arbitro Clarissa Claretti, che nel curriculum vanta anche un titolo da finalista olimpica nel lancio del martello.

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È morto Flavio Falzetti, il mediano che ha lottato contro il cancro http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/e-morto-flavio-falzetti-il-mediano-che-ha-lottato-contro-il-cancro/37985/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/12/ducato-online/e-morto-flavio-falzetti-il-mediano-che-ha-lottato-contro-il-cancro/37985/#comments Tue, 12 Mar 2013 14:41:54 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=37985

Flavio Falzetti in una amichevole

URBINO – C’è un ricordo sfocato di Flavio Falzetti nella sua breve parentesi a Urbino. Era la metà degli anni ’90, l’Urbino Calcio incontrava la Sambenedettese e il calciatore originario di Norcia recuperava palloni al centro del campo. Gianfranco Lamonaca, allora dirigente dell’Urbino, ricorda così il calciatore: “un generoso”. Nella città ducale rimase meno di un anno ma lasciò un bel ricordo, come quasi tutti i ragazzi che hanno calcato il terreno di Via dell’Annunziata, ricorda Lamonaca. Flavio Falzetti è deceduto stanotte nella sua Norcia dopo 14 anni di malattia.

Il suo calvario iniziò a Monte Urano, una volta terminata la parentesi urbinate. A Riccione, nel ’98, Falzetti svenne in campo. Dopo accurate analisi gli fu diagnosticata una leucemia osseo-epatica al IV stadio. La “bestia”, come, da combattente era solito chiamarla, era dentro di lui.

Flavio Falzetti ha combattuto soprattutto per gli altri. Tante le iniziative, tra le quali “la nazionale della vita”, una squadra chiamata “Life” formata da calciatori colpiti da tumore, sulla quale fu trasmesso anche un servizio a Dribbling, il programma di approfondimento sportivo di Rai Due, nel 2010.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

La sua lotta si è svolta ovunque. Negli ospedali, dove il calciatore, fin dai primi anni della sua malattia, distribuiva opuscoli a chi condivideva il suo stesso male, fino alla Regione Marche dove ottenne la sua vittoria più bella. La legge regionale numero 5/2012 viene ricordata come legge “Falzetti”. Con un’audizione commovente alla Commissione sanità, convinse la Regione Marche a introdurre, per la prima volta in Italia, il passaporto ematochimico, con l’obbligo per i giovani sportivi dai 14 ai 18 anni, di sottoporsi a screening preventivi obbligatori. Falzetti sperava in un effetto “cascata” per il quale anche nelle altre regioni sarebbe nata una legge simile. L’idea del mediano fu sottoposta anche all’ultimo governo Berlusconi. Si era quasi raggiunto un accordo, ma il governo cadde e tutti i passaggi vennero azzerati. Dal Coni tanti “scambi epistolari” ma di concreto non si è mai fatto nulla.

“Il calcio era la sua stella polare”, le parole del suo amico Francesco Caremani, giornalista freelance, che lo aiutò a scrivere il libro “Oltre il 90°”, testimonianza della sua storia di calciatore e malato di tumore. La vita di un calciatore non si può racchiudere nei 90 minuti di gioco. Quella di Flavio Falzetti si svolgeva soprattutto fuori, negli ambulatori italiani, in oltre 14 anni di chemioterapia, aiutato da tanti medici tra i quali Nando Scarpelli che lo ha accompagnato negli ultimi anni della sua malattia.

Non si è mai arreso. Bicicletta, nuoto, tanto esercizio per smaltire le tossine provocate dalle invadenti cure chemioterapiche. Dopo 35 sedute, la grande illusione: Falzetti può tornare a giocare, dissero i medici. “Gioia” è la parola che Caremani usa per descrivere il momento in cui Falzetti indossò di nuovo la maglia bianco-azzurra della Monturanese per tornare a lottare in mezzo al campo. “Francesco era un combattente. Si dice sempre così, in questi casi, parole stanche, ma che per Flavio valgono veramente” racconta Caremani riferendosi più alla vita fuori dal campo.

Il calciatore ebbe un’attenzione particolare per i giovani, perché, spiega Caremani, “quella dei giovani è una curiosità sana, non come quella degli adulti. Per loro – continua il giornalista – da quando è stato abolito il servizio di leva obbligatoria, le visite medico-sportive costituiscono l’unico screening popolare rimasto”.

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