il Ducato » giorno della memoria http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » giorno della memoria http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it La Memoria palestinese, mostra fotografica all’aula C3 http://ifg.uniurb.it/2015/01/27/ducato-online/la-memoria-palestinese-mostra-fotografica-allaula-c3/63914/ http://ifg.uniurb.it/2015/01/27/ducato-online/la-memoria-palestinese-mostra-fotografica-allaula-c3/63914/#comments Tue, 27 Jan 2015 17:40:04 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=63914 URBINO – Non solo memoria ebraica, ma anche quella palestinese. Così nel giorno in cui il mondo ricorda l’uccisione di 6 milioni di ebrei per la Shoah, i ragazzi della Libera Biblioteca De Carlo hanno organizzato una mostra fotografica per ricordare un altro conflitto che si consuma ogni giorno.

L’esposizione (che rimarrà aperta anche per i prossimi giorni) è allestita nell’aula C3 del polo Volponi, occupata da quasi due anni, assieme alla proiezione del documentario This is my land Hebron, storia di una città di frontiera rivendicata sia dai palestinesi che israeliani per le tombe dei profeti.

Per loro oggi è importante rinnegare il nazifascismo senza chiudere gli occhi di fronte al conflitto palestinese. Un “lavoro diverso” così l’hanno definito “per ricordare il genocidio palestinese senza faziosità. Non siamo antisemiti, ma antisionisti contro l’occupazione israeliana”

Quaranta scatti ad opera di due ragazzi italiani. Venti narrano la cacciata dei beduini del deserto, 90mila nel 1948 quando venne riconosciuto lo stato d’Israele. Gli altri dalla valle del Giordano, a Betlemme, fino a Nablus, un campo palestinese in una delle più estese città della Cisgiordania, fermano su pellicola la quotidianità dei profughi. Infine una serie di pannelli ripercorre la cronistoria di questi territori: dalla seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri.

Oggi i palestinesi sono ancora un popolo senza terra nonostante sia ormai riconosciuto dalla maggioranza della comunità internazionale. Le tensioni a Gaza e nei territori occupati e i rapporti con Israele e gli Stati Uniti però rendono questo un nodo ancora delicato da risolvere.

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L’ultima lettera di Maria Rosenzweig al figlio http://ifg.uniurb.it/2015/01/27/ducato-online/lultima-lettera-di-maria-rosenzweig-al-figlio/63961/ http://ifg.uniurb.it/2015/01/27/ducato-online/lultima-lettera-di-maria-rosenzweig-al-figlio/63961/#comments Tue, 27 Jan 2015 17:28:44 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=63961 [continua a leggere]]]> Pubblichiamo la lettera di Maria Rosenzweig al figlio Giorgio, scritta il giorno della sua morte nell’eccidio all’aeroporto di Forlì.

COPIA TRADOTTA
Invio traduzione della lettera scritta in italiano da Pacht, nome da nubile Rosenzweig Maria, al figlio Pacht Giorgio ( a cui si fa riferimento nella dichiarazione della madre superiora Pierina Silvstri, suora delle carceri civili di Forlì).

Carcere Civile
Forlì, 13 settembre, 1944

Carissimo Giorgio, mio solo tesoro,

oggi è un mese che sono arrivata qui. La disgrazia avvenne l’otto agosto nel pomeriggio. Eravamo a Comeriziolo, in un podere a circa sei km da Sant’Angelo, in cui eravamo rimasti come sfollati per sei settimane, quando sette soldati tedeschi armati della polizia, ci hanno fatto prigionieri. Ci hanno perquisito i bauli, togliendoci tutti i documenti, le lettere, ecc. Poi ci hanno portato ad Urbania, vicino a Sant’Angelo, dove siamo stati detenuti dalla polizia fino al 12 agosto.

Siamo arrivati qui la mattina del 13 agosto, dopo una notte intera di viaggio su un autocarro. Il tuo povero padre fu portato via il cinque, di sera, con altri otto ebrei a lavorare in Germania.

Giorgio carissimo, fino a quando tuo padre era qui potevo almeno vederlo tra le sbarre guardando dalla finestra. La vera tragedia comincia quando sono rimasta qui sola, con il cuore straziato dalla pena e dalla tortura, al pensiero della fine che potrebbe aver fatto il tuo povero padre e di ciò che accadrà a me. Ci sono sette di noi qui, tutte ebree, che aspettano di essere portate via in ogni momento.

Ti sto dando tutte queste informazioni, caro Giorgio, cosicché quando la guerra sarà finita conoscerai tutti i dettagli necessari per rintracciarci o per sapere cosa ne è stato di noi.

La polizia ci ha consegnato al QG delle SS tedesche, noi ora dipendiamo da loro.

Tutte le proprietà di valore che avevamo addosso ci sono state confiscate, a tuo padre hanno preso 1370 lire e 1000 lire a me. Ci hanno tolto anche gli anelli nuziali, che noi tenevamo come sacri e come i simboli della nostra unione matrimoniale. Hanno portato via anche la sveglia che ci avevi regalato. Mi hanno lasciato una lira cosicché ho potuto comprare della frutta.

Ho aiutato tuo padre con la frutta per quanto ho potuto, ma ora, caro figlio, tuo padre è senza un soldo. Non ha né mezzi né vestiti invernali. Preghiamo solo Dio giorno e notte che ci aiuti e ci faccia ritrovare tutti insieme. Che Dio ci aiuti presto e ci salvi. Le cose sono molto tristi per noi; il mio solo desiderio ora è quello di salvare la mia vita e di trovare tuo padre sano e salvo e te carissimo figlio.

Se sarà desiderio di Dio quello di non salvarci, mio carissimo Giorgio, sarò felice se un giorno potrai venire a Sant’Angelo in Vado a trovare la nostra cara padrona di casa, insegnante, Signorina Wilma Clementi, via Zuccari n. 18. Questo spirito nobile e sua sorella Edda, sono state molto gentili con noi; ci hanno sempre aiutato e ci sono state vicine nei momenti di sconforto.

In quest’ora così grave il mio spirito è con loro e con i loro figli, e pure con il marito di Edda, Carlo. Il mio cuore è pieno di gratitudine e salute. Con Wilma sono rimaste tre scatole piene di nostre proprietà, magari è riuscita a salvare qualcosa. Forse è riuscita a tenersi le mie due pellicce, una macchina da scrivere Olivetti, un po’ di argenteria e della biancheria. Tutte le altre cose ci sono state tolte dai tedeschi, e dopo l’arresto ci è stato preso tutto quello che avevamo addosso.

A Camerigiolo, l’ultimo posto dove abbiamo alloggiato, i padroni di casa, Annibale e Augusta Bigini, erano nostri amici. Magari riuscirai a trovare anche loro a Sant’Angelo in Vado, a casa loro in piazza Garibaldi. Erano presenti quando ci hanno portato via. Ho consegnato alla Signora Augusta una scatola che ci era stata spedita da G. B. il cugino di tuo padre. Forse questa scatola è stata tenuta per te. Il Signor Annibale teneva i nostri due bauli nel suo armadio. Uno era pieno di vestiti, mentre nell’altro c’era della biancheria.

Vedrai se questi oggetti sono ancora là. Non troverai il secondo baule con i vestiti e gli oggetti di valore e neppure la borsa grande con la biancheria da letto poiché erano nel rifugio dove vivevamo. Ma troverai sicuramente tutto quello che Wilma è riuscita a tenere per te, a casa sua.

Mentre ero qui, in prigione ho consegnato due fotografie alla sorella Valeriana che con me è stata come una madre. Le fotografie sono tue, di quando eri bambino; le ho consegnato anche un diario su di te del 1925, scritto da me. Le ho dato anche una penna stilografica, un regalo che mi fece tuo padre nel 1938, una comune collana di corallo, e altre tre spille. Tieni queste cose caro Giorgio, come le ultime cose di tua madre e come ultimo saluto.

Se Dio vuole, tutto potrebbe ancora finire bene, e noi potremo ancora ritrovarci tutti insieme ed essere felici. Chiedo a Dio con tutto il mio cuore e il mio spirito questa grazia. Sono molto modesta adesso, Giorgio. Non penso a cose terrene, il mio solo pensiero è quello di ritrovare tuo padre e di poter stare ancora con te. Se Dio mi farà questa grazia sarò felice con quel poco che possiedo.

Non chiedo nient’altro, carissimo Giorgio, e spero che tu sia in buona salute e in buone condizioni. L’ultima volta che abbiamo ricevuto tue notizie è stato con il telegramma del 19 agosto ’43; il giorno del mio compleanno. Tutte le altre lettere dal luglio ’44 al dicembre ’43, ci sono state rispedite nel ’44 con un francobollo che diceva “servizio sospeso”. Abbiamo spedito alcuni messaggi attraverso la Croce Rossa. Non sappiamo cosa tu stia facendo né dove tu sia al momento, carissimo figlio.

Spero che tu sia in grande di studiare come hai sempre desiderato, carissimo Giorgio. Quando eri piccolo sei sempre stato la mia gioia e il solo scopo della mia vita. È stato il volere di Dio che ci separassimo quando eri ancora un bambino, a soli 14 anni. Sono passati più di sei anni da quando ci siamo separati. In questi anni sarai cresciuto molto, figlio mio; avrai anche sofferto, caro. Quanto sto aspettando ed ho aspettato il giorno in cui ti potrò riabbracciare.

Adesso, mentre scrivo questa lettera, e credo che il buon Dio ci farà la grazia, mi faccio coraggio e paziento. Giorgio, caro, immagino che tu sia un uomo buono e bello; come vorrei poterti vedere, forte, coraggioso e capace di crearti una vita indipendente. Vorrei vederti sposato ad una brava ragazza che sia in grado di darti la felicità che desideri. Vorrei poter vedere i tuoi figli; mi piacerebbe avere un nipotino mio.

Dio, fammi la grazia di riuscire a vivere per te e per tuo padre. Sii buono mio caro figlio e moderato in tutto. Non chiedere troppo dalla vita. Se sarai abbastanza fortunato di vivere nell’abbondanza, pensa sempre a coloro che sono poveri e sfortunati. La fortuna va e viene, così […]

Stamane ci portano via. Non so dove, forse a lavorare da qualche parte. Spero di rivederti presto, mio caro Giorgio. Ti abbraccio forte.

Tua mamma

Una copia della lettera si trova presso l’archivio ISCOP di Pesaro.

LEGGI: Giorno della memoria, il ricordo dei 17 ebrei urbinati uccisi a Forlì

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Giorno della Memoria: le iniziative a Urbino e nel Montefeltro http://ifg.uniurb.it/2015/01/26/ducato-online/giorno-della-memoria-le-iniziative-a-urbino-e-nel-montefeltro/63512/ http://ifg.uniurb.it/2015/01/26/ducato-online/giorno-della-memoria-le-iniziative-a-urbino-e-nel-montefeltro/63512/#comments Mon, 26 Jan 2015 14:07:50 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=63512 efeb3deb06

Anne Frank

Per ricordare le vittime della Shoah e delle leggi razziali, nella provincia di Pesaro e Urbino sono state organizzate diverse iniziative. Martedì 27 gennaio 2015 si celebrano i 70 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

Il comune di Urbino ha organizzato un breve concerto del Klezmer duo, composto da Roberto Gazzani (clarinetto e fisarmonica) e Paolo Sorci (chitarra). L’iniziativa si terrà alle 11.00 al Collegio Raffaello, in piazza della Repubblica. La parte musicale sarà accompagnata da alcune riflessioni sul significato del Giorno della Memoria: il ricordo dello sterminio del popolo ebraico, della persecuzione italiana dei cittadini ebrei, di chi ha subito deportazione, prigionia e morte e di chi si è opposto al nazifascismo. La musica, che risuonerà nel salone Raffaello, è stata scelta come linguaggio universale capace di rivolgersi a tutti suscitando forti emozioni e profonde riflessioni. Sarà presente il sindaco Maurizio Gambini.

Il dipartimento di studi internazionali dell’università di Urbino ha affidato a Donatella Marchi di ‘Teatro Cust 2000′ e Matteo Giunta de ‘La Resistenza della poesia’ la lettura di alcuni brani tratti dalle opere politiche e dai libri di Primo Levi. Le letture inizieranno alle 13 nella sala di lettura di Palazzo Petrangolini. Alle 11 invece ogni dipartimento della ‘Carlo Bo’ osserverà un minuto di silenzio mentre sulla home page di Uniurb.it sarà pubblicato il discorso del rettore Vilberto Stocchi.

Il Collettivo per l’autogestione ha deciso di celebrare il Giorno della Memoria ricordando, assieme agli orrori del passato, quelli odierni in Palestina. Alle 16 all’interno dell’aula ‘Libera biblioteca De Carlo’ (l’ex aula C3 del Magistero) verranno presentate le mostre fotografiche ‘La tragedia di essere vittime delle vittime’ e ‘Le crepe oltre il muro: la resistenza dei beduini del Negev’. Al termine inizierà il documentario ‘This is my land Hebron’, filmato che racconta la guerra israelo-palestinese.

All’istituto comprensivo statale “Anna Frank” di Montecalvo in Foglia, lunedì 26 gennaio alle 21.00 è prevista una conferenza pubblica multimediale di Paride Dobloni, docente di storia e filosofia del liceo scientifico “Torelli” di Fano. Il racconto del professore partirà dalle leggi razziali in Italia per poi approfondire alcune storie di persecuzione nel territorio della provincia. Dobloni parlerà anche dei campi di internamento civile, dove il regime fascista recluse diversi oppositori politici.

A Fermignano la mattinata del 27 si aprirà alle 10.30 con un concerto per le scuole primarie e secondarie nel salone comunale. L’iniziativa, organizzata dall’Istituto comprensivo Donato Bramante, vede protagonista il gruppo musicale giovanile Cantores Ascensionis di Sant’Angelo in Vado. La giornata si concluderà alle 21.00 presso la sala Monteverdi, dove l’associazione Il Vascello ha organizzato una serie di letture di testi e testimonianze.

A Urbania il Giorno della Memoria sarà celebrato con uno spettacolo teatrale. Martedì 27 alle 21.15 al teatro Bramante andrà in scena “L’amico ritrovato”, adattamento teatrale del racconto di Fred Uhlman. Una storia ambientata nella Germania nazista che parla dell’amicizia tra due ragazzi di sedici anni: Hans, figlio di un medico ebreo e Konradin, appartenente ad una famiglia aristocratica tedesca antisemita.

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“L’amico ritrovato” in scena al teatro Bramante di Urbania http://ifg.uniurb.it/2015/01/26/ducato-online/lamico-ritrovato-in-scena-al-teatro-bramante-di-urbania/63405/ http://ifg.uniurb.it/2015/01/26/ducato-online/lamico-ritrovato-in-scena-al-teatro-bramante-di-urbania/63405/#comments Mon, 26 Jan 2015 10:57:22 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=63405 Spettacolo teatrale L'amico ritrovato

Una scena dello spettacolo

La storia di un’amicizia ai tempi del nazismo, nella quale la tragedia della Shoah s’interseca con le vite di due adolescenti. La compagnia del Teatro del Torrino di Roma mette in scena in modo vincente un libro difficile da raccontare e conquista i giovani, attraverso una resa coinvolgente e movimentata.

L’appuntamento è per martedì 27 alle 21.15 al teatro Bramante di Urbania, dove andrà in scena l’adattamento teatrale del racconto di Fred Uhlman “L’amico ritrovato”, con la regia di Luca Pizzurro. Una storia ambientata nella Germania nazista che racconta l’amicizia tra due ragazzi di sedici anni, Hans, – figlio di un medico ebreo – e Konradin, appartenente ad una ricca famiglia aristocratica tedesca.

Una rappresentazione nella quale la vita quotidiana, gli incontri tra i due protagonisti e i rapporti con i rispettivi genitori vengono raccontati attraverso il linguaggio del corpo e la musica che diventa la partitura sulla quale le azioni vanno ad inserirsi. Il regista ha scelto di adattare così un testo in cui i dialoghi sono pochi e il racconto della vicenda è contenuto nei vivi ricordi di un Hans ormai adulto. Nello spettacolo la narrazione è affidata alla voce registrata di Arnoldo Foà: l’ultima traccia da attore lasciata dal grande interprete, anche lui vittima a suo tempo delle leggi razziali.

La vicenda è ambientata nella Stoccarda del 1932. Hans e Konradin s’incontrano a scuola e fra loro nasce uno splendido rapporto. La loro amicizia, che comincia a vacillare perché i genitori di Konradin non vogliono che il figlio frequenti degli ebrei, s’interrompe bruscamente con l’avvento dell’ideologia nazista nella vita scolastica. È il dicembre del 1932, un mese più tardi Adolf Hitler sarebbe diventato cancelliere della Germania nazista.

Lo spettacolo, andato in scena la prima volta nel 2010, avrà una durata di un’ora e dieci minuti. Il costo del biglietto sarà di 15/10 per gli interi e 12/8 per i ridotti.

Giorno della Memoria: tutti gli eventi a Urbino e nel Montefeltro

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Giornata della Memoria: le iniziative e gli eventi a Urbino e Fermignano http://ifg.uniurb.it/2014/01/22/ducato-online/giornata-della-memoria-le-iniziative-e-gli-eventi-a-urbino-e-fermignano/55089/ http://ifg.uniurb.it/2014/01/22/ducato-online/giornata-della-memoria-le-iniziative-e-gli-eventi-a-urbino-e-fermignano/55089/#comments Wed, 22 Jan 2014 17:03:13 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=55089 giorno della memoria1URBINO – In occasione del Giorno della Memoria diverse iniziative sono state organizzate nella città ducale per ricordare le vittime dell’Olocausto. Il Comune ha in programma tre eventi. Lunedì 27 gennaio alle 17.30 alla sala del Maniscalco è prevista la lettura di alcuni brani di La banalità del male della filosofa ebrea-tedesca Hannah Arendt. La presentazione è di Marco Cangiotti, preside della facoltà di Scienze Politiche e le letture sono di Giacomo Tarsi. L’ingresso è libero.

Il 28 gennaio alle 21 al Teatro Sanzio Antonio Latella e Federico Bellini portano in scena lo spettacolo A.H. Due lettere per indicare Adolf Hitler, personaggio-emblema del più grande male che ha colpito l’Europa nel Novecento.  Un unico attore sul palcoscenico, Francesco Manetti. L’attoreprima della rappresentazione, incontrerà alle ore 18 incontrerà il pubblico alla sala del Maniscalco per un approfondimento dal titolo Oltre la scena che prevede momenti di riflessione sugli spettacoli.

L’Anpi di Urbino e Cinema Nuova Luce organizzano lunedi 27 gennaio alle ore 21.15 la proiezione di “Hannah Arendt“, il nuovo film di Margarethe Von Trotta. Il film racconta la vicenda della filosofa ebreo-tedesca fuggita dagli orrori della Germania nazista e che nel 1940 trovò rifugio negli Stati Uniti. Qui comincia a lavorare e come inviata del New Yorker e  si ritrova in Israele a seguire da vicino il processo contro il criminale nazista Adolf Eichmann, da cui prende spunto per scrivere il suo libro più famoso La banalità del male. Il costo del biglietto è 6 euro.

L’associazione di volontariato di Fermiganano Il Vascello con il patrocinio dell’amministrazione comunale organizza lunedì 27 gennaio alle ore 21 alla Sala Monteverdi la proiezione del film documentario “76847 Giuliana Tedeschi” di Daniele Segre. Il film è la testimonianza di Giuliana, deportata nel lager nazista di Auschwitz/Birkenau e sopravvissuta. Prima della proiezione ci sarà un’introduzione del presidente dell’associazione, Piero Benedetti. Dopo il film seguirà un commento storico dell’ex professoressa di storia Savina Vetri e un dibattito sul film.

 

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Giorno della Memoria, letture da “La banalità del male” alla sala del Maniscalco http://ifg.uniurb.it/2014/01/20/ducato-notizie-informazione/giorno-della-memoria-si-legge-la-banalita-del-male/54877/ http://ifg.uniurb.it/2014/01/20/ducato-notizie-informazione/giorno-della-memoria-si-legge-la-banalita-del-male/54877/#comments Mon, 20 Jan 2014 11:46:52 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=54877 [continua a leggere]]]> URBINO – In occasione del Giorno della Memoria lunedì 27 gennaio alle 17.30 alla sala del Maniscalco è prevista la lettura di brani dal saggio “La banalità del male” della filosofa ebrea-tedesca Hannah Arendt. Il libro racconta del processo avvenuto a Gerusalemme contro Adolf Eichmann, il criminale nazista considerato uno dei maggiori responsabili dello sterminio degli ebrei. La presentazione è di Marco Cangiotti, preside della facoltà di Scienze Politiche e le letture sono di Giacomo Tarsi. L’ingresso è libero.

 

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Hitler nudo nel giorno della memoria al Sanzio di Urbino – AUDIO http://ifg.uniurb.it/2014/01/15/ducato-online/hitler-a-nudo-nel-giorno-della-memoria-al-sanzio-di-urbino-audio/54462/ http://ifg.uniurb.it/2014/01/15/ducato-online/hitler-a-nudo-nel-giorno-della-memoria-al-sanzio-di-urbino-audio/54462/#comments Wed, 15 Jan 2014 12:15:32 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=54462 ah1URBINO – Il male messo a nudo, per capirne la natura, per imparare a conoscerlo, per insegnare a sconfiggerlo. Il 28 gennaio (ore 21, fuori abbonamento), nel giorno della memoria contro i crimini nazisti, l’attore e regista Antonio Latella e Federico Bellini porteranno in scena “A.H.”, che attraverso la provocazione della nudità ripercorre le origini del male attraverso la natura umana dell’uomo simbolo dell’orrore nel ‘900: Adolf Hitler.

Il male del nazismo per Latella e Bellini è associato al cancro, del quale tutti abbiamo paura per la sua spietatezza e per come colpisca senza distinzioni sociali. Come infettata da un tumore, presa nel suo intimo, l’Europa si è ammalata e dopo anni di guerra ha sconfitto il male che la opprimeva. Hitler e il nazismo sono stati sconfitti, ma non uccisi. Perché con la morte si è battuta la morte stessa, ma senza capire l’origine del male che l’ha scatenata. “Com’è stato possibile – si interrogano gli aut0ri – che il cancro sia entrato nel cuore di milioni di persone?”.

Sulla scena un solo uomo, l’attore Francesco Manetti, che con il suo corpo non imiterà Hitler, ma ne rappresenterà nella sua forma più intensa il male che ne rappresenta. Fino alla nudità. È lui a descrivere in quest’intervista i dettagli della rappresentazione.

L’interrogativo da cui nasce “A.H.” non è “come si sconfigge il male?”, ma “perché nasce?”. Per farlo, il modo più efficace è spogliare il soggetto da ogni elemento che possa distrarre, fino ai baffi di Hitler: “Maschera dell’orrore di tutto il ‘900 – raccontano gli autori nella scheda dello spettacolo – per arrivare a qualcosa di interiore, di terribilmente intimo, umano”.

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Il Ducato 2 – 27 gennaio 2012 http://ifg.uniurb.it/2012/01/30/ducato/ducato-2-27-gennaio-2012/17259/ http://ifg.uniurb.it/2012/01/30/ducato/ducato-2-27-gennaio-2012/17259/#comments Mon, 30 Jan 2012 03:49:52 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=17259 [continua a leggere]]]> Sfoglia il quindicinale della scuola di giornalismo di Urbino

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Giorno della memoria, Urbino ricorda le vittime dell’Olocausto http://ifg.uniurb.it/2012/01/27/ducato-online/giorno-della-memoria-urbino-ricorda-le-vittime-dellolocausto/17297/ http://ifg.uniurb.it/2012/01/27/ducato-online/giorno-della-memoria-urbino-ricorda-le-vittime-dellolocausto/17297/#comments Fri, 27 Jan 2012 17:29:14 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=17297 “La razza ebraica è un problema scottante per ogni nazione che la ospiti. Io non ho mai odiato un ebreo in particolare; ti ho sempre considerato un amico, ma tu sai che parlo in tutta onestà quando ti dico che ti ho voluto bene non perché eri ebreo, ma nonostante tu lo fossi”.

E’ l’estate del 1933, Hitler è al potere da sei mesi. Le folle lo adorano, vedono in lui il salvatore della patria. Martin Schulse, firmatario di queste parole, è tornato in Germania e, dopo un primo momento di incertezza, è diventato fervente seguace del Führer e funzionario del Partito Nazionalsocialista.

Il suo fraterno amico e socio d’affari nel commercio di opere d’arte Max Eisenstein, ebreo americano, è rimasto negli Stati Uniti. “Destinatario sconosciuto” di Katherine Kressmann Taylor narra, attraverso la corrispondenza tra i due uomini, la trasformazione di una profonda amicizia in cui si insinuano gli eventi della storia e la follia del nazismo.

Il racconto, pubblicato nel 1938 dalla rivista americana “Story”, colpisce per l’anticipo e l’incisività con cui la scrittrice ha denunciato gli orrori del nazismo. Nonostante lo straordinario successo ottenuto negli Stati Uniti, il romanzo è stato diffuso in Europa solo alla fine degli anni novanta e dal 2000 anche in Italia. A Urbino l’opera è in scena venerdì 27 gennaio alle ore 21 al Teatro Sanzio con una lettura-concerto di Luca Violini, accompagnato al pianoforte da Paolo Zannini.

Un’altra storia, lo stesso tragico ricordo, nello spettacolo organizzato dall’Associazione Agorà al Teatro del Collegio La Vela, in scena venerdì alle 21.30. Non solo gli ebrei e gli zingari, ma anche gli omosessuali vennero perseguitati dal regime nazista. In migliaia subirono la sterilizzazione e vennero internati nei campi di concentramento, contrassegnati con il simbolo del triangolo rosa, dove subirono trattamenti particolarmente crudeli.

Le fate della notte” racconta la vicenda di Dirk, studente belga confinato nel campo di concentramento di Sachsenhausen, in Germania. Solo grazie a Émile, sempre al suo fianco tra gli stenti e le violenze sofferte, Dirk riesce a mantenere viva la propria luce, come le lucciole, fate della notte.

L’evento, in collaborazione con GAP (Gay and Proud), ANPI Urbino, Amnesty International e Arcigay Pesaro e Urbino, è a cura della compagnia teatrale Micro Teatro Terra Marique di Perugia.

Maria Luisa Moscati, rappresentante della Comunità ebraica di Pesaro e Urbino, ripensa al significato del Giorno della memoria, che rischia di perdere la sua forza nella ripetitività.“Il pericolo è che si crei una frattura trapassato e presente e che si identifichi erroneamente la commemorazione della Shoah con una ricerca di vendetta e giustizia. Non è così”, afferma la signora Moscati.

“La realtà presente sarebbe incomprensibile se non si conoscesse il passato. Per questo le celebrazioni dell’Olocausto devono rappresentare l’occasione per diffondere notizie corrette sulla storia degli ebrei, evitando il pietismo”.

“Nelle Marche non c’è stata alcuna delazione documentata -ricorda la Moscati- nonostante si guadagnassero tremila lire per la denuncia di ogni bambino ebreo e cinquemila lire per ogni adulto. Una cifra consistente per l’epoca, perciò onore ai marchigiani. La gente di Urbino è stata fantastica. Tutti sapevano dove si trovavano le famiglie ebraiche, ma nessuno ha parlato”.

Nessun appartenente alla Comunità ebraica locale venne deportato, anche se tutti subirono le privazioni previste dalle leggi razziali. Furono invece diversi gli ebrei stranieri di passaggio catturati dalle SS a Urbino e fucilati a Forlì.

Ci sono poi le storie di altri cittadini, come Nando Ugoccioni, ex dipendente comunale catturato nel 1942 dalle milizie naziste a Bologna, dove era militare nel Genio Ferrovieri, e deportato nel campo di Stettino. Sopravvissuto alle atrocità dell’internamento, era tornato nel 1945.

Si è spento l’anno scorso, proprio mentre raccontava agli studenti la sua tremenda esperienza durante un incontro nel Giorno della memoria, per non dimenticare.

 

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