il Ducato » Odg http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » Odg http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Equo compenso per i giornalisti, primo passo in commissione http://ifg.uniurb.it/2014/01/29/ducato-online/equo-compenso-per-i-giornalisti-primo-passo-in-commissione/55965/ http://ifg.uniurb.it/2014/01/29/ducato-online/equo-compenso-per-i-giornalisti-primo-passo-in-commissione/55965/#comments Wed, 29 Jan 2014 15:48:35 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=55965 LEGGI Figli di un'editoria minore]]> precari_stanca-e1386155609929

Equo compenso per tutti. O meglio, equo compenso per tutti – Atto primo. Stamattina la Commissione all’interno del dipartimento dell’Editoria ha approvato, con sei voti su sette, la delibera quadro che stabilisce che le modalità di attuazione dei compensi minimi per i giornalisti non subordinati.

È un primo passo concreto per l’applicazione della legge 233/2012 che stabilisce la remunerazione proporzionata alla quantità e al lavoro svolto da tutti i freelance e gli autonomi che svolgono lavoro non dipendente nelle testate giornalistiche nazionali, a più di un anno dall’entrata in vigore della norma.

A favore della delibera sei componenti della Commissione: il sottosegretario all’Editoria, Giovanni Legnini, il presidente dell’Inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti Italiani) Andrea Camporese, il segretario generale aggiunto della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) Giovanni Rossi, Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti, oltre che Paola Urso, rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Eva Spina, rappresentante del Ministero dello sviluppo economico. Unica astenuta durante la votazione la Fieg, Federazione italiana editori giornali

“Si tratta di una decisione molto importante – ha commentato il Sottosegretario Legnini – che andrà completata con la definizione dei parametri numerici dell’applicazione dell’equo compenso. Mi auguro che l’astensione costruttiva delle parti datoriali possa preludere ad una definizione positiva anche della seconda ed ultima decisione che dovrà essere assunta”. Tradotto: sarà possibile terminare i lavori solo se gli editori, come in questo caso, non ostacoleranno i prossimi passaggi.

Rimangono, infatti, da approvare le tabelle contenenti i compensi minimi (fermi al momento al 2007), che dovranno essere prodotte entro il 28 febbraio. Sui parametri economici relativi alle retribuzioni minime dei giornalisti non dipendenti la parola definitiva arriverà il prossimo 10 marzo.

iacopino

Il “tutti” in maiuscolo nel post scritto da Iacopino sul suo profilo Facebook, una volta conclusa la riunione della Commissione non è casuale. Nei giorni scorsi, infatti, era nata una polemica tra il presidente dell’Ordine  e la Fnsi. Il sindacato dei giornalisti voleva escludere dalle tabelle riguardanti i pagamenti minimi, i lavoratori autonomi. “Cioè quasi tutti – ha spiegato al Ducato lo stesso Iacopino – perché quelli che attualmente non sono autonomi, che hanno cioè un contratto parasubordinato, se passa questa interpretazione, non lo vedranno rinnovato”. Gli editori infatti potrebbero aggirare l’obbligo dell’equo compenso, chiedendo ai lavoratori parasubordinati di aprire una partita Iva.

Ma è la legge stessa che definisce la platea di giornalisti cui è rivolta

“In attuazione dell’articolo 36, primo comma, della Costituzione, la presente legge e’ finalizzata a promuovere l’equità retributiva dei giornalisti iscritti all’albo di cui all’articolo 27 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e successive modificazioni, titolari di un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani e periodici, anche telematici, nelle agenzie di stampa e nelle emittenti radiotelevisive”.

Mentre assegna alla Commissione due compiti diversi

  • Definire il compenso minimo per i giornalisti
  • Compilare un elenco di tutte le pubblicazioni (quotidiani, periodici, anche telematici, agenzie stampa, emittenti radiotelevisive) che garantiscono l’equo compenso

LEGGI ANCHE - Figli di un’editoria minore: il compenso per i giornalisti non dipendenti è meno equo

Inoltre la legge 233/2012 prevedeva sia che la Commissione venisse istituita entro trenta giorni dall’entrata in vigore (era il 31 dicembre 2012), sia che questa valutasse i parametri numerici dell’equo compenso entro due mesi dall’insediamento. Da allora di tempo ne è passato.

Un primo passo, anche se tardivo, comunque importante: “L’abolizione della schiavitù – ha scritto oggi sul suo profilo Facebook Enzo Iacopino  – non fa sparire d’incanto i negrieri. Ma per loro sarà molto più dura negare i diritti a chi lavora. Sarà dura anche per quegli editori che non accedono alle varie forme di finanziamento pubblico. I magistrati hanno, adesso, dei riferimenti molto precisi”.

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Figli di un’editoria minore: il compenso per i giornalisti non dipendenti è meno equo http://ifg.uniurb.it/2014/01/15/ducato-online/equo-compenso-giornalisti-iacopino/54445/ http://ifg.uniurb.it/2014/01/15/ducato-online/equo-compenso-giornalisti-iacopino/54445/#comments Wed, 15 Jan 2014 14:55:45 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=54445 combo_internaURBINO –  Che differenza c’è tra un giornalista autonomo di una testata cartacea e quello di una testata online? La differenza è che il primo con i suoi articoli potrebbe arrivare a guadagnare più del doppio rispetto al suo collega 2.0. È uno dei punti controversi del dibattito sull’equo compenso per giornalisti freelance e collaboratori autonomi, che si trascina ormai da tempo. Più di un anno fa era stata adottata la legge 233/2012 che ancora oggi non ha trovato piena applicazione. Era stata anche istituita una Commissione all’interno del dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio che avrebbe dovuto aggiornare i parametri economici relativi alle retribuzioni minime dei giornalisti non dipendenti, fermi al 2007. Così è stato: i tariffari sono stati stilati, ma l’accordo tra giornalisti ed editori non è stato ancora raggiunto.

Guardando alla nuova tabella dei compensi minimi, pubblicata dall’Ordine dei giornalisti, si nota una significativa differenza, in termini economici, tra le varie tipologie di produzione giornalistica: take di agenzia, fotonotizie, servizi radiofonici, ecc. Tale diversità emerge, ad esempio, tra ciò che verrebbe corrisposto per un articolo destinato al cartaceo (100 euro) e uno realizzato per una testata online (40 euro).

Chi scrive per il web è figlio di un’editoria minore? Come si giustifica questa disparità di trattamento? “Perché si dovrebbe giustificare?”, risponde il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino. Dopo aver sottolineato che esiste una differenza sostanziale che riguarda la disponibilità economica delle diverse testate, dei diversi media, e “una valutazione dei costi dell’avviamento” del tipo di produzione editoriale, ha aggiunto: “È naturale che un articolo scritto per un quotidiano delle dimensioni del Corriere della Sera abbia un compenso diverso rispetto a uno scritto per l’online. Anche perché se aggiorni cinque volte lo stesso pezzo, in teoria, non ti verrebbero corrisposti 40 euro ma 200, dato che l’aggiornamento implica un intervento di lavoro che va compensato. Magari non a prezzo pieno, ma va compensato”.

Come si è detto, per il momento l’accordo sui pagamenti minimi è slittato, se ne riparlerà il prossimo 27 gennaio. Motivo del disaccordo non è la tabella in sé, ma chi ne beneficerebbe. Questo documento, spiega Iacopino, “era stato preparato da due gruppi dell’Ordine: quello dei precari freelance e quello della Carta di Firenze. Il 3 gennaio c’è stato un incontro con il segretario e il presidente della Fsni (Federazione nazionale stampa italiana, ndr), che è anche presidente della Commissione lavoro autonomo. Avevamo convenuto che questa fosse la base comune per un confronto con la Federazione italiana editori giornali (Fieg), in sede di Commissione equo compenso”.

Una posizione condivisa che però sembra esser venuta meno, parzialmente, durante la riunione di due giorni fa, quando c’è stato un repentino cambio di rotta da parte della Fnsi. “Il cambiamento – chiarisce il presidente dell’Ordine – riguarda chi è inserito in quella tabella. Il testo che la Fnsi voleva inserire in delibera durante la riunione escludeva i lavoratori autonomi, cioè quasi tutti. Perché quelli che attualmente non sono autonomi, che hanno cioè un contratto parasubordinato, alla scadenza dello stesso, se passa questa interpretazione, non lo vedranno rinnovato. È evidente, perché se li togli fuori dai minimi…”. In altre parole, Iacopino spiega che tirar fuori dai minimi tariffari gli autonomi equivale a dire agli editori di non rinnovare alla scadenza tutti i contratti in essere, invitando i colleghi ad aprire una partita Iva, “un modo perfetto per aggirare l’equo compenso”.

Il documento di cui si parla, “scritto dalla direzione generale della Fieg, e poi accettato dalla Fsni”, recita: “Per i rapporti di lavoro, i quali, in ragione della completa autonomia di svolgimento della prestazione, sono qualificabili a pieno titolo come autonomi il compenso professionale non si presta ad essere assoggettato ai minimi tariffari, ma resta affidato alla libera contrattazione delle parti, anche nell’ambito di linee guida opportunamente dall’ordinamento professionale”.

Per il presidente dell’Ordine dei giornalisti un accordo così concepito non s’ha da fare perché “vanifica di fatto la legge sull’equo compenso”. E aggiunge: “Sono sconcertato del fatto che la Fsni non abbia colto il significato di quella proposta della Fieg”. Già lunedì Enzo Iacopino aveva espresso su Facebook il suo disappunto: “Hanno tentato di convincermi in ogni modo che la proposta era conveniente. Per chi? Per gli editori, senza dubbio”. E ancora: “La libera contrattazione si può fare tra parti eguali, non tra giornalisti sfruttati e editori”. È questione di un comma, uno solo, ma cruciale e per trovare una soluzione si terrà una nuova riunione il 27 gennaio. E se il giorno seguente la Commissione non dovesse trovare un accordo, una proposta di retribuzioni condivise, il governo entro il 10 marzo ne presenterà una sua alla stessa commissione per l’approvazione, eventualmente a maggioranza.

Precariato e paghe vergognose sono molto comuni tra i giornalisti. Da qui l’urgenza di mettere nero su bianco un sistema che argini lo sfruttamento della categoria. I numeri parlano chiaro: su 106 mila giornalisti iscritti all’Ordine, solo il 19,1% ha un contratto di lavoro dipendente, 1 su 5, mentre la restante parte, migliaia di colleghi, viene pagata una miseria. “Anche 50 centesimi ad articolo”, sottolinea Enzo Iacopino. Certo, c’è anche chi riesce ad ottenere compensi significativamente più alti, anche a tre cifre. Ma sono in 14.000 ad avere redditi inferiori a 5.000 euro annui lordi. Un lavoratore autonomo o parasubordinato su cinque dichiara compensi compresi tra lo zero e i mille euro all’anno, per una retribuzione media di 433 euro per 2.096 Co.co.co e 477 euro per 3.231 “liberi professionisti” (rapporto Lsdi). Qual è invece il compenso per un “articolo 1”, un assunto? I dati li fornisce l’Fnsi: un redattore con più di 30 mesi ha una retribuzione lorda di 2.177,84 euro mensili (circa 83 euro al giorno); uno con meno di 30 mesi 1.551,61.

I lavoratori hanno diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del loro lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa, lo dice la Costituzione. E 50 centesimi ad articolo non evocano il concetto di dignità, piuttosto ricordano fame e precarietà. E gli editori possono non essere a conoscenza di questa situazione? Iacopino su Facebook scrive: “Bisogna impedire che si comportino come negrieri. Hanno bisogno degli schiavi perché senza di loro i giornali non andrebbero in edicola”.

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Ducato tv n.1 – 23 maggio 2013 http://ifg.uniurb.it/2013/05/25/ducatotv/ducato-tv-n-1-23-maggio-2013/48518/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/25/ducatotv/ducato-tv-n-1-23-maggio-2013/48518/#comments Sat, 25 May 2013 14:41:14 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=48518

Conduttore: Stefano Rizzuti

Caporedattore: Virginia Della Sala

CASA DOLCE CASA

Imu: la situazione a Urbino e i progetti dei cittadini dopo la sospensione della rata di giugno. Abbiamo fatto due conti e scoperto molte cose.

(servizio di Marta Cioncoloni e Francesco Morrone)

MIGRANTI

Ius soli, il diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia. Le voci e le storie di migranti che ancora non sono cittadini italiani ma che sperano di diventarlo.

(servizio di Federico Capezza, Lucia Lamantea, Chiara Nardinocchi e Silvia Pasqualotto)

PEDALARE

I cicloturisti si organizzano, il Montefeltro è una meta ambita ma le strutture per chi va in bici sono ancora inadeguate.

(servizio di Mario Marcis, lorenzo Nicoletti, Stefano Rizzuti)

MINIREPORTER

A Gadana i bambini della scuola elementare “Pascoli” sono stati premiati per il loro giornalino “L’eco della quinta”. Hanno festeggiato davanti alle nostre telecamere.

(servizio di Giuseppina Avola, Antonella Ferrara, Laura Morelli)

QUASI RAMBO

Sui monti Sibillini a lezione di sopravvivenza con una guida molto speciale.

(servizio di Francesco Creazzo)

ACQUA E FUOCO

I vigili del fuoco sono i più amati dagli italiani. A Urbino, per un giorno, hanno lasciato gli idranti e iniziato a sparare

(servizio di Marta Manzo, Federica Salvati, Teodora Stefanelli)

 

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L’Ifg vince il Premio Carta di Treviso con “Eccesso di cronaca” /VIDEO http://ifg.uniurb.it/2012/04/29/scuola/lifg-vince-il-premio-carta-di-treviso-con-eccesso-di-cronaca-video/31695/ http://ifg.uniurb.it/2012/04/29/scuola/lifg-vince-il-premio-carta-di-treviso-con-eccesso-di-cronaca-video/31695/#comments Sun, 29 Apr 2012 14:33:50 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=31695 L'INSERTO NEL DUCATO ]]> URBINO – Il servizio “Eccesso di cronaca” di Nadia Ferrigo e Martina Manfredi vince la seconda edizione del Premio Carta di Treviso, promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. “Sarah Scazzi: cronaca o spettacolarizzazione?”; questo il tema del concorso rivolto ai praticanti del secondo anno delle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

LEGGI L’INSERTO NEL DUCATO ECCESSO DI CRONACA

Il servizio è stato valutato a giudizio unanime come la migliore realizzazione “per la piena attinenza al tema, per l’originalità dei contenuti, per la chiarezza espositiva e per la completezza e perfezione tecnica; in particolare per la sensibilità dimostrata nell’utilizzo delle immagini della vittima”.

Il video vincitore mette a confronto la vicenda di Sarah Scazzi a quella di Marta del Castillo, ragazza di Siviglia uccisa a 17 anni dal suo fidanzato. Entrambe le storie hanno come vittime due minorenni e sono state sfruttate dalla morbosa attenzione delle tv: non a caso, Italia e Spagna sono i due paesi europei che più si occupano di cronaca nera nei telegiornali. Due storie simili ma con risvolti mediatici diversi: mentre alle tv italiane non sono stati posti freni, quelle spagnole hanno dovuto fare i conti con una piccola rivolta del pubblico nata sul web.

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Vent’anni di Ifg, a lezione di giornalismo con Aldo Cazzullo http://ifg.uniurb.it/2011/04/12/ducato-notizie-informazione/ventanni-di-ifg-a-lezione-di-giornalismo-con-aldo-cazzullo/7852/ http://ifg.uniurb.it/2011/04/12/ducato-notizie-informazione/ventanni-di-ifg-a-lezione-di-giornalismo-con-aldo-cazzullo/7852/#comments Tue, 12 Apr 2011 16:01:29 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=7852 URBINO  – Il giornalista Aldo Cazzullo domani sarà ad Urbino per la giornata inaugurale del biennio 2010-2012 della Scuola di Giornalismo. Alle 16 il giornalista del Corriere della Sera terrà una lezione nell’aula della scuola riservata ai 32 allievi praticanti, dal titolo “La tecnica dell’ intervista”.

In occasione dei festeggiamenti del ventennale della scuola, che ricorre quest’anno, interverranno alle 18 il rettore dell’Università di Urbino, Stefano Pivato, il prefetto Attilio Visconti, il presidente della Provincia Matteo Ricci, il sindaco Franco Corbucci, i  presidenti  dell’ Ordine dei giornalisti nazionale, Enzo Iacopino, e di quello delle Marche, Gianni Rossetti. A coordinare i lavori sarà la direttrice dell’ Istituto per la formazione al giornalismo, la professoressa Lella Mazzoli.

Sebastiano Guerrera, direttore dell’ Accademia di Belle Arti, inaugurerà nelle aule di Via della Stazione una mostra di opere realizzate da ex allievi.

In serata, dalle 21 al Teatro Sanzio, Aldo Cazzullo leggerà alcuni brani dal suo libro “Viva l’ Italia”. Risorgimento e Resistenza: perchè dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione. Ad accompagnare la presentazione multimediale, a cura del teatro Stabile di Verona, ci sarà la pianista Sabrina Reale, le letture di Marianna dal Collo, Michele Ghionna e Paolo Valerio, e le immagini di repertorio a cura di Roberto Guglielmi.

Ingresso gratuito

(a.r.)

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