il Ducato » oriano giovanelli http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » oriano giovanelli http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Candidati trasparenti: Marche al quarto posto per Libera contro la corruzione http://ifg.uniurb.it/2013/02/21/ducato-online/candidati-trasparenti-marche-al-quarto-posto-per-libera-contro-la-corruzione/35571/ http://ifg.uniurb.it/2013/02/21/ducato-online/candidati-trasparenti-marche-al-quarto-posto-per-libera-contro-la-corruzione/35571/#comments Thu, 21 Feb 2013 17:00:54 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=35571

Oriano Giovanelli, di Urbino. Candidato Pd alla Camera

“C’e’ molta utopia…ma a me piace sognare….aderisco…!”, scrive Angelo Falconi, candidato alla Camera con il Pd nelle Marche, su www.riparteilfuturo.it, il sito della campagna promossa da Libera e Gruppo Abele contro la corruzione. Hanno giocato d’anticipo, questa volta. Chiedendo ai politici candidati alle elezioni del 24 e 25 febbraio di metterci la faccia, nel vero senso della parola.

Nome, cognome, foto, partito e sottoscrizione di cinque impegni, ben precisi: inserire la riforma della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) tra i punti urgenti della propria campagna elettorale e realizzarla entro i primi cento giorni di legislatura; rendere pubblici il proprio curriculum vitae professionale, il reddito, la storia giudiziaria personale e dichiarare i potenziali conflitti d’interesse.

Oltre 140.000 firme da tutt’Italia e, soprattutto, oltre 800 candidati trasparenti, per l’esattezza: 825. La campagna tutta on line è partita il 16 gennaio scorso e si chiude oggi. I risultati hanno superato tutte le aspettative e questo fa ben sperare per il futuro nel segno della legalità dell’Italia. Un risultato positivo arriva dalle Marche, al 4° posto tra le regioni più ‘trasparenti’ d’Italia, preceduta solo da Valle D’Aosta, Liguria e Friuli Venezia Giulia. L’8,7% di candidati sul totale di quelli presentati nelle circoscrizioni della Regione (33 candidati trasparenti su 380) ci hanno messo la faccia.

Il partito in pole position è il PD, che nella Regione è al 48,5% dei candidati; seguono Rivoluzione Civile con il 15,2%, Sel, M5Stelle e Fratelli D’Italia con il 9,1% e Scelta Civica, Udc e Centro Democratico con il 3%.

Anche Urbino ha il suo “candidato trasparente”. È Oriano Giovanelli, candidato alla Camera con il PD. Pluridecennale esperienza in politica, dichiara: “E’ un impegno solenne quello che prendiamo, come Pd, con il popolo italiano quando diciamo che il governo Bersani ripartirà proprio da quei nodi irrisolti nella battaglia per la moralità e la legalità”.

“La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta (ci seguono solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali”(si legge sul sito). È questa consapevolezza il motore propulsore della campagna anti-corruzione, di cui oggi si chiude solo la prima fase, quella del primo ‘reclutamento’ dei candidati alle elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio 2013. Mentre la raccolta di firme online dei cittadini contro la corruzione prosegue su  www.riparteilfuturo.it 

Dall’insediamento del nuovo Parlamento partirà la fase dei 100 giorni, durante la quale sarà monitorato e verificato l’impegno dei parlamentari nel rafforzamento del 416 ter del Codice Penale. “Sarà un sistema di controllo costante, inflessibile e partecipato, del tutto innovativo per il nostro Paese”, spiega Francesca Biffi, dell’ufficio stampa di Riparte il Futuro.

Grazie alla forza del web e dei social network, ogni cittadino potrà tenere d’occhio il lavoro dei parlamentari e sarà compito dei promotori di Riparte il futuro cancellare dalle liste dei “trasparenti” quei politici che non manterranno gli impegni presi sul fronte della lotta alla corruzione.

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Oriano Giovanelli (Pd): “Urbino meno autarchica grazie all’associazione tra comuni” http://ifg.uniurb.it/2013/02/11/ducato-online/oriano-giovanelli-pd-urbino-meno-autarchica-grazie-allassociazione-tra-comuni/34335/ http://ifg.uniurb.it/2013/02/11/ducato-online/oriano-giovanelli-pd-urbino-meno-autarchica-grazie-allassociazione-tra-comuni/34335/#comments Mon, 11 Feb 2013 17:42:58 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=34335 LEGGI - Cristiana Nasoni - Movimento 5 Stelle ]]>

Oriano Giovanelli, candidato Pd alla Camera

URBINO – Ai più Oriano Giovanelli sarà noto per essere stato sindaco di Pesaro fino al 2004.  Solo una delle voci del denso curriculum del dodicesimo candidato del Partito democratico alla Camera dei Deputati per le prossime politiche del 24-25 febbraio.

Consigliere comunale a Urbino negli anni ’80, parlamentare nei banchi dell’Ulivo nel 2006 spiega quella che lui stesso definisce una “candidatura di servizio”, volta ad archiviare l’esperienza del berlusconismo e ad aprire a una fase più orientata a sinistra in cui i temi del lavoro e della moralità siano al centro dell’azione di governo e dove ci sia un forte recupero di credibilità a livello internazionale ed europeo.

“Mi sono candidato per continuare a dare una mano affinché questa regione abbia la giusta attenzione” afferma Giovanelli, che dipinge il quadro di una regione sottovalutata nonostante il suo enorme potenziale e che fatica a far emergere le problematiche interne al pari delle altre regioni. “Cito due esempi chiave di questa scarsa attenzione: il nevone dello scorso febbraio che non ha attirato nessun riconoscimento di danni per calamità naturale nonostante l’emergenza fosse paragonabile a quella di un terremoto e il caso dell’università, il cui processo di statalizzazione è cominciato nel 2006 e si è concluso lo scorso dicembre, rallentato da diverse resistenze alla concessione del necessario certificato di buona condotta”.

Attenzione all’università e al mondo della cultura, che, insieme con il welfare e l’innovazione, rappresenta uno dei punti cardine della candidatura di Giovanelli, che è anche presidente della Fondazione Rossini. Divisa tra un patrimonio artistico-culturale unico e problemi di bilancio è la città che il candidato del Pd descrive: “Negli ultimi anni sono prevalse logiche ragionieristiche e Urbino ne ha sofferto. L’altissima concentrazione di beni artistici in questa città fa sì che essa stessa non sia in grado di portarne il peso da sola – spiega Giovanelli – Come intervenire? La strada da seguire è quella dell’alleanza, innanzitutto con le altre città che costituiscono il patrimonio dell’Unesco, poi con il mondo dell’intellettualità internazionale e infine con Pesaro e il resto della provincia. Urbino deve venir fuori da questo atteggiamento di autosufficienza e autarchia”.

Quello della chiusura, intesa come salvaguardia delle specificità locali, è un problema che a detta del candidato deve essere superato quanto prima. “A livello imprenditoriale, ad esempio, si deve operare in modo da dare ossigeno finanziario alle aziende attraverso le banche e le strutture creditizie. Come riuscirci? Acquistando credibilità all’estero, supportando le nostre imprese verso l’internazionalizzazione dei prodotti e rappresentando un valore aggiunto tecnologico e culturale attraverso questi”.

E dei grandi problemi che attanagliano la realtà urbinate? Intervistato in merito ai tagli dettati dalla spending review da operare nel settore sanitario, Giovanelli è cauto: “La spending review è uno strumento necessario ma non si deve applicare ai servizi in modo lineare. Non si può applicarla a realtà dell’entroterra, come Urbino, che già scontano alcune difficoltà infrastrutturali, che soffrono per il costo dei trasporti. Non penso che la sanità dell’entroterra possa essere sacrificata, anzi per Urbino potrebbe porsi la questione di essere capofila della sanità, elemento trainante dei servizi”.

Servizi resi più efficaci se frutto di aggregazioni tra diversi Comuni, molti dei quali destinati a scomparire entro la fine dell’anno. “E’ scritto anche nella Costituzione che la Repubblica riconosce le autonomie locali. E il termine riconosce va indagato, perché vuol dire che le considera preesistenti alla Repubblica stessa. Io quindi – spiega Giovanelli che è presidente nazionale della Lega delle Autonomie Locali – non sono per la negazione delle identità che fanno parte della nostra storia. Ma se voglio dare buoni servizi devo per forza associarmi. Nella regione esistono 13 aggregazioni per una realtà di 350 mila abitanti. Forse un po’ troppe”.

Associazionismo che riguarda anche l’ambito dei trasporti. La carenza dell’infrastruttura ferroviaria, tallone d’Achille della città di Urbino, andrebbe ripensata, secondo il candidato, più ad ampio raggio: “C’è un dibattito sul tratto ferroviario Pesaro-Urbino. – racconta Giovanelli – Ma per me il problema è fare arrivare l’alta velocità a Pesaro e lì farla fermare. Dopodiché il modo per portare su quelli che vengono a Pesaro si trova. Rischiamo di essere tagliati fuori dallo sviluppo dei prossimi 50 anni. C’è una visione di sistema che non è soltanto circoscrivibile a Urbino”.

La ripartizione di competenze e la complementarietà investe anche il tribunale, per il quale un decreto del governo ha previsto la chiusura entro settembre: “Il governo ha abusato di una delega ed è stato già presentato un ricorso al Tar, che potrebbe avere esiti positivi, dal momento che vanno salvaguardati i tribunali delle città capoluogo. Questa – afferma – è l’occasione giusta per il ripensamento della distribuzione del carico di lavoro. Il tribunale di Pesaro ha già assorbito con difficoltà Fano. Quello di Urbino potrebbe essere il polo di riferimento per tutta l’area del fanese, dando respiro a entrambe le realtà”.

Infrastrutture, cultura e lavoro sono alcuni tra i temi che saranno discussi oggi pomeriggio alle 18.30 al Collegio Raffaello dal vice segretario del Pd, Enrico Letta, capolista alla Camera nelle Marche, insieme al sindaco Franco Corbucci e al presidente della Provincia Matteo Ricci.

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Emergenza neve, il Comune alla ricerca dei fondi perduti http://ifg.uniurb.it/2012/02/24/ducato-online/emergenza-neve-il-comune-alla-ricerca-dei-fondi-perduti/26444/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/24/ducato-online/emergenza-neve-il-comune-alla-ricerca-dei-fondi-perduti/26444/#comments Fri, 24 Feb 2012 18:09:45 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=26444 LEGGI: IL "VOUCHER DELLA DISCORDIA" / IN EDICOLA Il Ducato 4: sfoglialo online]]>

Le squadre di soccorso ripuliscono Piazza della Repubblica dalla neve

URBINO – “Digli che la neve di Roma noi l’avremmo spalata in canotta e ciabatte“: questo messaggio inviato da un cittadino al presidente della provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci durante la diretta su “Matrix” è il simbolo di una comunità che, nonostante i tre metri di neve che hanno colpito tutto il Montefeltro, si è rimboccata le maniche per fronteggiare la vera emergenza.

Rispetto agli scorsi anni la buona volontà non è però bastata. Così tra ruspe, trattori e l’ospitalità per i diversi reparti di soccorso le spese si sono moltipilicate. Per il comune di Urbino, il più colpito della provincia, i primi conti sono già salati: “Abbiamo già preventivato spese per circa mezzo milione di euro, ma le cifre non sono ancora definitive”, ha spiegato il sindaco Franco Corbucci. E i soldi sono stati ripartiti nei settori più svariati, come fanno sapere dall’Ufficio tecnico del Comune, che chiarisce: “Le stime sono al ribasso e mancano ancora diversi capitoli di spesa”. E quelli già presenti sono in costante aggiornamento.

Spese in euro
Mezzi 364.000
Personale 33.000
Carburanti 16.000
Sale 9.000
Attrezzature 3.500
Pasti e alloggi 19.000
Totale 452.000

DALLA BENZINA AI BUONI PASTO – Al 19 febbraio la cassa del Comune batte 452 mila euro. E sullo scontrino la voce “Mezzi” è quella più onerosa, pesando per poco più di 364 mila euro. Poi ci sono le spese per il personale, ovvero gli straordinari pagati per i dipendenti comunali. Costretti a un lavoro extra, alcuni di loro hanno dormito anche fuori casa: il servizio supera i 33 mila euro.

Nei conti per fronteggiare l’emergenza neve ci sono ovviamente i costi per il sale (9 mila euro circa), per i carburanti (oltre 16 mila euro) e per gli attrezzi, come pale, badili, caschi e carriole (tra i 3.500 e i 4 mila euro). Infine ci sono le spese per pasti e alloggio dei vari reparti di soccorso: qui per il momento sullo scontrino siamo già a 19 mila euro.

L’unico dato certo sono i pasti erogati dall’Ersu: 448 consumazioni a prezzo ridotto, “circa sei euro e 50 centesimi per pasto”, spiega l’assessore al Bilancio Maria Clara Muci. Ma se il totale mette già i brividi, in realtà di totale non si tratta. Mancano altri dati (come quelli dell’hotel Tortorina che ha ospitato militari, soccorso alpino e protezione civile), oltre alle spese per il crollo del magazzino comunale e della segnaletica stradale. Senza dimenticare il necessario intervento di manutenzione sulle strade.

UNA LEGGE SPECIALE – A pagare in anticipo saranno i Comuni (quando arriveranno tutte le fatture), già strozzati dai vincoli del patto di stabilità e da anni di tagli. Soldi che nelle casse degli enti locali però non ci sono. E così la speranza è affidata al governo Monti che, dopo la conferenza Stato-Regioni, ha promesso: “Tutte le spese per l’emergenza saranno a nostro carico”. L’appello dei sessanta amministratori locali della provincia è quindi unanime: non resta che vigilare, vigilare e ancora vigilare. Perché se c’è una cosa che tutti auspicano è che il governo passi in fretta dalle parole ai fatti. Anche perché a queste spese si aggiungerà il conto dei danni subiti.

Summit degli enti locali del Montefeltro sui costi dell'emergenza neve

Per queste cifre però bisogna ancora attendere. Così come per il riconoscimento dello stato di emergenza, chiesto dalla regione Marche dopo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta “tassa della disgrazia.

LEGGI: LE CRITICHE DEI COMUNI ALLA REGIONE SUL “VOUCHER DELLA DISCORDIA”

La regione Marche aveva inizialmente evitato di chiedere lo stato d’emergenza per non far ricadere il costo degli interventi sui cittadini, come previsto dal decreto Milleproroghe. Ma il deputato del Pd Massimo Vannucci avverte: “Bisogna presentare degli emendamenti ad hoc in Parlamento, altrimenti con le attuali norme sarebbe ancora inevitabile un nuovo aumento delle accise”.

Proprio attraverso una proposta di legge potrebbero arrivare risorse inattese. C’è infatti chi come Oriano Giovanelli, deputato del Pd, pensa a nuove strade: “Ci sono i presupposti per chiedere una legge speciale, soprattutto per tutelare il patrimonio artistico, traino del territorio”.

Una soluzione condivisa anche dal sindaco Corbucci. Aspettando però i fondi statali, per il comune di Urbino è già arrivato il tempo di inevitabili scelte. Anche se il governo Monti dovesse mantenere le promesse, il Comune – date le spese che si aggiungeranno per i danni – dovrà rimettere mano al bilancio.

DOVE INTERVENIRE? – “Sarà inevitabile ritoccare il bilancio. Siamo già al lavoro anche se è ancora presto per definire i dettagli”. Per l’assessore Muci l’emergenza neve costringerà il Comune a rivedere alcune decisioni. Tra le ipotesi possibili un ritocco (dal 4 per mille al 4,5) dell’aliquota Imu per gli affitti a canone concordato. “Per fortuna lo scorso anno avevamo aggiunto 100 mila euro per la manutenzione”, conclude. Ma non basta. Così il Comune sta verificando dove poter tagliare spese superflue, oltre a trovare nuove risorse dai residui attivi del bilancio.

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La Provincia conta i danni assieme a sindaci e aziende: “Pronti per il Marche Day” http://ifg.uniurb.it/2012/02/20/ducato-online/la-provincia-conta-i-danni-assieme-a-sindaci-e-aziende-pronti-per-il-marche-day/26007/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/20/ducato-online/la-provincia-conta-i-danni-assieme-a-sindaci-e-aziende-pronti-per-il-marche-day/26007/#comments Mon, 20 Feb 2012 22:39:22 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=26007 di Gabriele Miceli e Alberto Sofia

L

PESARO – Il governo Monti è avvisato: se non arriveranno aiuti concreti per affrontare le spese dell’emergenza neve, gli amministratori locali sono pronti anche a scendere in piazza a Roma per il Marche-Day. Una lettera è già stata inviata al presidente del Consiglio, al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e al viceministro dell’economia Vittorio Grilli per chiedere un incontro urgente. Ma le risposte latitano: così a rilanciare le richieste, durante un incontro tra i sindaci, i parlamentari marchigiani e le associazioni di categoria, è stato il presidente della provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci: “Serve una grande mobilitazione per ricordare i problemi del territorio regionale, martoriato in un solo anno prima dall’alluvione, poi dalle grandi nevicate dei giorni scorsi”. Presente all’incontro anche l’assessore alla Sanità Almerino Mezzolani, in rappresentanza della regione Marche, e il prefetto Attilio Visconti, che hanno discusso sui danni causati dal “nevone” e sulle misure da intraprendere per rilanciare l’economia del territorio.

Per Urbino il conto è salato, dato che la città ducale resta la più colpita della Regione. Non solo ruspe e trattori per la pulizia delle strade, pesano anche i costi per l’ospitalità dei diversi reparti di soccorso, come gli alpini. Le spese che il Comune dovrà sostenere per l’emergenza neve supereranno così mezzo milione di euro. Queste le stime (ferme al 18 febbraio) presentate dallo stesso sindaco Franco Corbucci.

TUTTI UNITI PER L’EMERGENZA – Quattro sono gli obiettivi da perseguire secondo Matteo Ricci: “Innanzitutto devono essere riconosciute le spese già sostenute dai comuni per l’emergenza, così come promesso dal governo Monti dopo la conferenza Stato-Regioni”, ha affermato Ricci, che chiede anche una deroga ai vincoli del patto di stabilità. Ma non solo. Le priorità sono il riconoscimento dello stato di calamità naturale e quello d’emergenza. Per il primo, relativo alle condizioni dell’agricoltura e della zootecnia, la strada è già stata definita dal governo, ma occorre vedere l’entità delle risorse erogate. In attesa, la Regione destinerà una parte dei fondi del Psr (programma di sviluppo rurale) per la ricostruzione di stalle e aziende agricole, con il meccanismo dell’80 per cento a fondo perduto.
Fondamentale sarà però il riconoscimento dello stato d’emergenza. Inizialmente la Regione aveva preferito non chiederlo per non cadere nei vincoli del decreto Milleproroghe, che avrebbe comportato un parallelo aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini. Ma tutto è cambiato grazie all’intervento della Consulta, che con una sentenza ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta ‘tassa sulla disgrazia‘. L’auspicio del presidente è anche quello che in Parlamento si crei un gruppo bipartisan di deputati marchigiani, in modo da far pressione a livello nazionale. “C’è bisogno di maggiore confronto con il governo. Per ora l’unico con cui abbiamo avuto un contatto diretto è stato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli“.

LA PRESSIONE DEI PARLAMENTARI SUL GOVERNO – Grazie al lavoro dei deputati marchigiani l’emergenza neve è approdata nelle aule del Parlamento. Secondo l’onorevole Massimo Vannucci del Pd occorre aprire tavoli “con il ministero dell’Interno per i danni agli immobili pubblici, ma anche con quelli dello Sviluppo economico, Agricoltura e Beni culturali in modo da far fronte alle diverse criticità”. Anche per Vannucci sarà essenziale rivedere i vincoli del Patto di stabilità, che – insieme ai tagli – hanno strozzato in questi anni gli investimenti degli enti locali. Un procedimento non semplice, “perché – spiega – servono leggi ad hoc”. Intanto, un primo passo sarebbe però quello di escludere “gli indennizzi per i danni dagli obblighi del patto”, in modo tale che i comuni possano spendere le risorse a disposizione. In linea con la posizione della provincia anche il consigliere regionale del Pdl Mirco Carloni che però frena sulle mobilitazioni: “Meglio un tavolo di concertazione”, ha dichiarato. Ma c’è anche chi come Oriano Giovanelli, deputato del Pd, pensa che ci si possa spingere oltre: “Ci sono i presupposti er chiedere una legge speciale, soprattutto per tutelare il patrimonio artistico del territorio”.

L’APPELLO DELLE AZIENDE – Oltre alle amministrazioni locali, a fare i conti con la crisi ci sono anche le aziende. E i dati presentati dalla Cna di Pesaro sono tutt’altro che confortanti: “Stiamo ancora raccogliendo le rivelazioni degli imprenditori – ha dichiarato il segretario provinciale Camilla Fabbri – e ci sono già 157 aziende che hanno subito danni strutturali”. Le perdite che i singoli privati stanno affrontando in questa fase sono ingenti, anche perché le due ondate di neve sono state precedute da una settimana di sciopero degli autotrasportatori: “Solo nei primi giorni il mancato guadagno è stato di 56 milioni di euro”. In attesa dei dati definitivi, i costi “raddoppieranno se si considerano i tre giorni di blizzard”. L’appello rivolto alle istituzioni è stato chiaro: “Aiutateci ad aiutare le aziende in crisi”. Per questo, ha concluso la Fabbri: “Noi sosteniamo l’idea di una grande manifestazione a Roma”. Per favorire la ripresa economica del territorio, il vice presidente della Camera di commercio Amerigo Varotti ha chiesto al Ministero anche la sospensione degli adempimenti fiscali senza però ricevere alcuna risposta. Per ora gli aiuti per le aziende sono stati stanziati dalla stessa Camera di Commercio – che ha messo a disposizione un fondo di 100mila euro – e dalla giunta regionale, che ha esteso il fondo straordinario per l’accesso del credito delle Pmi anche ai danni dell’emergenza neve.

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