il Ducato » residenza Montefeltro http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » residenza Montefeltro http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Anziani, la vita nelle case riposo marchigiane: due pannoloni, un’ora e 40 di assistenza http://ifg.uniurb.it/2013/06/12/ducato-online/anziani-la-vita-nelle-case-riposo-marchigiane-due-pannoloni-unora-e-40-di-assistenza/50463/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/12/ducato-online/anziani-la-vita-nelle-case-riposo-marchigiane-due-pannoloni-unora-e-40-di-assistenza/50463/#comments Wed, 12 Jun 2013 17:25:48 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=50463 URBINO – Due pannoloni al giorno devono bastare, anche se non sono sufficienti, chi ha un parente anziano con problemi di incontinenza lo sa. La tabella regionale che misura e cronometra la cura degli ospiti delle case di riposo taglia una fetta di tempo per ognuno: 100 minuti, un’ora e 40 minuti di assistenza giornaliera per mangiare, lavarsi, camminare, andare al bagno. Secondo la Regione Marche bastano per vivere dignitosamente. Negli altri 1340 minuti della giornata, gli anziani non autosufficienti che alloggiano nelle case riposo sopravvivono dentro a un letto. Come Giovanna (nome di fantasia) che ha 89 anni e lo sguardo triste. Ogni mattina si sveglia alle 7.  L’infermiera, piano piano, la alza e le passa sul viso, sulle braccia, sulle gambe stanche che non ce la fanno a reggere il piccolo peso del suo corpo delle salviette detergenti: questa è la sua doccia quotidiana. Il bagno, quello vero, quello con l’acqua, lo fa una volta ogni 7 giorni, a volte ogni 10 giorni. L’infermiera poi le cambia il pannolone, la sistema sulla sedia a rotelle e la porta nel refettorio per la colazione. Dopo mangiato, di nuovo a letto o in poltrona fino all’ora di pranzo. Nel pomeriggio, se non c’è l’animazione, si ritorna in stanza ad aspettare la cena. Cambio del pannolone prima della notte e poi a dormire in attesa di una nuova giornata. “Avevo tre figli, uno è morto. E’ da sei anni che vivo così, tutto quello che vorrei è morire”, dice Giovanna che non parla volentieri e subito si chiude nel suo silenzio. Da agosto abita nella nuova casa riposo Montefeltro di Urbino. Gli anziani che hanno bisogno di maggiori cure alloggiano nella residenza assistita, gli altri nella residenza protetta. In tutto sono una sessantina.

Secondo la delibera regionale del 2010, gli anziani hanno diritto a 100 minuti di assistenza al giorno: 20 con gli infermieri e 80 con gli operatori socio sanitari. Un tempo sufficiente per chi non necessita di una assistenza continua. Briciole per chi è costretto a passare tutta la giornata in un letto e non può muoversi, andare in bagno, vivere senza l’aiuto di qualcuno. Così, spesso, il personale delle case riposo non riesce a dedicare agli anziani quelle piccole attenzioni che renderebbero la vita più sopportabile. Non c’è tempo per farli passeggiare, portarli in giardino, dialogare con loro. C’è troppo lavoro da fare.

Nella residenza assistita di Urbino ci sono 2 infermiere e 3 operatori socio sanitari per 24 anziani non autosufficienti, mentre nella residenza protetta ci sono un infermiere e 4 oss per 50 anziani. “I cento minuti imposti dalla legge in certi momenti bastano, in altri no. Questo inverno c’è stata una epidemia influenzale e il personale ha fatto fatica a seguire tutti. Spesso le leggi vengono fatte da chi non lavora nella case riposo e non conosce quali sono le reali necessità delle persone. D’altronde per offrire di più bisognerebbe aumentare la retta ma siamo in una situazione economica in cui una cosa del genere non è pensabile”, dice il direttore della residenza Montefeltro, Massimo Manenti.

Gli scarsi minuti d’assistenza imposti dalla Regione non sono l’unico disagio per chi vive nelle  case riposo. Da gennaio l’Asur ha tagliato il numero di pannoloni forniti gratuitamente: da 120 a 60 pannoloni al mese per persona, solo due al giorno. “Un anziano incontinente necessita di 6 pannoloni durante la giornata”, continua il direttore. Secondo i parenti degli anziani, i pannoloni forniti dall’Asur sono scadenti e vanno cambiati in continuazione.  Così, sono le famiglie a comprare i pannoloni in più: in farmacia il pacco più economico da 30 pezzi costa 24 euro. A fine mese la spesa complessiva è di 50 euro. Un costo che si va ad aggiungere a quello per i medicinali e per la retta mensile della casa riposo.

Nella residenza Montefeltro una singola costa 45 euro, la doppia 43. La  retta è tra le più economiche della Provincia di Pesaro Urbino: le altre case riposo della zona oscillano da un minimo di 40 euro a un massimo di 71 euro. “Mantenendo dei costi così bassi, noi riusciamo a garantire solo i servizi base. L’animazione, la fisioterapia, il parrucchiere e la messa sono prestazioni in più che offriamo ma non siamo tenuti a fornire”, dice il direttore. “Alzare una persona dal letto non è una prestazione obbligatoria. Naturalmente lo facciamo ma questa non è la caritas. Dobbiamo rientrare nei costi”. Nella struttura non c’è una sala hobby e gli anziani passeggiano in un piccolo prato vicino al parcheggio.

Anche Iolanda, 89 anni, abita nella residenza Montefletro. Sua nuora passa con lei tre ore al giorno: la aiuta a mangiare, a passeggiare, le fa fare la cyclitte che ha comprato e sistemato in camera.  “Iolanda è ancora lucida, soffre a fare la pipì nel pannolone quando avrebbe bisogno solo di qualcuno che l’accompagnasse in bagno. Così, vengo a trovarla più volte durante la giornata, la porto in bagno e la lavo”, dice sua nuora, mentre Iolanda resta in silenzio a guardarla con i suoi occhi celesti. “Il personale della struttura lavora tantissimo. La colpa è degli standard regionali. Gli anziani hanno solo il minimo indispensabile. Semplicemente sopravvivono, non vivono”.

Sullo stesso argomento:

]]>
http://ifg.uniurb.it/2013/06/12/ducato-online/anziani-la-vita-nelle-case-riposo-marchigiane-due-pannoloni-unora-e-40-di-assistenza/50463/feed/ 11
Inaugurazione della residenza Montefeltro. Ma gli anziani alla festa non c’erano http://ifg.uniurb.it/2013/04/07/ducato-online/inaugurazione-della-residenza-montefeltro-ma-gli-anziani-alla-festa-non-cerano/41494/ http://ifg.uniurb.it/2013/04/07/ducato-online/inaugurazione-della-residenza-montefeltro-ma-gli-anziani-alla-festa-non-cerano/41494/#comments Sun, 07 Apr 2013 16:06:59 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=41494 URBINO – C’erano proprio tutti ieri all’inaugurazione della residenza per anziani Montefeltro: il sindaco Franco Corbucci, l’assessore alle politiche sociali Maria Clara Muci, il direttore dell’Asur Maria Capalbo, l’assessore regionale alla Salute Almerino Mezzolani, l’arcivescovo di Urbino Giovanni Tani. E poi tanta, tanta gente.  “Questa è una scommessa che abbiamo vinto. La residenza protegge le persone più fragili, gli tende una mano. Quando vedi che si realizzano strutture come questa, pensi che a qualcosa sei servito”, dice Franco Corbucci. Gli ospiti però, che da agosto vivono nella nuova struttura, al taglio del nastro non c’erano.

Mentre al piano terra il buffet era imbandito, tavoli di pizzette, panini, dolci, bibite e frutta, loro aspettavano pazientemente al piano superiore il loro pranzo. Menù del giorno: riso, carne di tacchino e verdura. La signora Iolanda Romani, 89 anni, vive su una sedia a rotelle e ha partecipato alla cerimonia perché la nuora, Miriam Borroni, ha insistito per portarla giù: voleva farle trascorrere una mattinata diversa. Gli altri, la maggior parte non autosufficiente, sono rimasti nel piccolo refettorio. “L’inaugurazione con loro è stata fatta ad agosto, questa è stata pensata per presentare la residenza alla città. Chi voleva poteva scendere”, dice il direttore Massimo Manenti.

La struttura per ora ospita una settantina di persone. Gli anziani che hanno bisogno di maggiori cure alloggiano nella residenza assistita, gli altri nella residenza protetta.  In totale sono 90 posti, 50 per la quella protetta e 40 per quella assistita. Ci sono poi altri 6 posti nella casa albergo, per chi deve trascorrere nella struttura solo pochi giorni.

La sala del refettorio

Nella residenza non manca davvero (quasi) nulla: c’è una chiesa, un parrucchiere, un podologo e una palestra. Manca però una sala hobby e tutte le attività si svolgono nel refettorio. Aprirà a breve un centro diurno: le persone potranno passare lì l’intera giornata e tornare a casa per la notte. Ogni giorno è presente un infermiere per 40 persone e due operatori socio sanitari. Non c’è un dottore: in caso di bisogno si chiama il proprio medico di base.

Il costo giornaliero è di 41 euro. Il prezzo aumenta per la singola. La retta non è proporzionale al reddito: chi non ce la fa a pagare può chiedere al Comune un aiuto.

Per realizzare la struttura sono stati spesi 8,6 milioni di euro. Un milione è stato dato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e per il resto della somma il Comune ha chiesto il mutuo. A gestire la residenza è la cooperativa privata Coss Marche.

Sullo stesso argomento:

]]>
http://ifg.uniurb.it/2013/04/07/ducato-online/inaugurazione-della-residenza-montefeltro-ma-gli-anziani-alla-festa-non-cerano/41494/feed/ 0