il Ducato » roberto cioppi http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » roberto cioppi http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Presidio Expo, la Data apre il 20 maggio. Ma senza marciapiede http://ifg.uniurb.it/2015/05/06/ducato-online/presidio-expo-la-data-apre-il-20-maggio-ma-senza-marciapiede/73798/ http://ifg.uniurb.it/2015/05/06/ducato-online/presidio-expo-la-data-apre-il-20-maggio-ma-senza-marciapiede/73798/#comments Wed, 06 May 2015 16:51:30 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=73798 I lavori per la rampa termineranno il 9 maggio.  Per il marciapiede se ne riparlerà dopo l'Expo

I lavori per la rampa termineranno il 9 maggio. Per il marciapiede se ne riparlerà dopo l’Expo

URBINO – Il presidio Expo a Urbino, in allestimento all’interno della Data, sarà aperto il 20 maggio. In ritardo rispetto alla tabella di marcia – doveva essere inaugurato il 1 maggio – ma in tempo per l’arrivo delle delegazioni straniere, previsto per i primi di giugno. Non ci sarà però il marciapiede che doveva essere realizzato davanti all’edificio: anche lì ci sono stati degli slittamenti, perciò se ne riparlerà una volta finito il presidio. “Non vogliamo che ci sia un cantiere davanti al presidio Expo” ha spiegato il sindaco di Urbino Maurizio Gambini.

“Non abbiamo ancora aperto il presidio perché ci sono stati ritardi a livello di amministrazione regionale – sostiene l’assessore all’urbanistica di Urbino Roberto Cioppi - L’allestimento dell’interno infatti era di loro competenza, noi dovevamo solo rifare la pavimentazione”. A rallentare le operazioni, il fatto di aver lanciato un solo bando per tutti i cinque presidi da allestire nelle Marche. “Non ci hanno ancora fornito monitor, sistemi audiovisivi e altri supporti tecnologici – continua Cioppi – ma questo non creerà disagi. In fondo è comprensibile, anche a Milano ci sono stati dei ritardi. Per quando arriveranno le delegazioni sarà tutto pronto”.

Per quel che riguarda il marciapiede, il discorso è più complesso. Doveva collegare l’infopoint degli uffici del turismo alla scala a chiocciola all’interno del bastione,  ma non era tutto a carico del Comune. “Per la costruzione della rampa finale – precisa Cioppi – abbiamo ricevuto dei finanziamenti dall’Unesco. Per questo abbiamo dato la priorità a quella parte del progetto. Il resto invece è a nostro carico. Non saprei dire quando sarà realizzato, ancora dobbiamo fare il bando”.

“La costruzione della rampa è durata qualche settimana in più del previsto – spiega Gambini – e visto che la situazione è decorosa e non crea disagi – dove dovrebbe sorgere il marciapiede c’è un prato – riteniamo sia opportuno aspettare la fine dell’Expo”.

Anche perché Soprintendenza e Comune dissentono su alcuni punti. “Noi preferiremmo farlo in mattone, lasciando un po’ di erba ai lati – continua Gambini – mentre loro vorrebbero spianare tutto il prato e utilizzare il cocciopesto. È solo una questione di opportunità architettonica, è il biglietto da visita della città e deve essere conforme all’architettura del luogo, dobbiamo trovare la soluzione più adatta. Valuteremo nei prossimi giorni”.

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Urbino, 100mila euro per il teatro romano. Tornerà in vita entro la fine dell’anno http://ifg.uniurb.it/2015/05/02/ducato-online/urbino-100mila-euro-per-il-teatro-romano-tornera-in-vita-entro-la-fine-dellanno/72872/ http://ifg.uniurb.it/2015/05/02/ducato-online/urbino-100mila-euro-per-il-teatro-romano-tornera-in-vita-entro-la-fine-dellanno/72872/#comments Sat, 02 May 2015 08:10:18 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=72872 MAPPA - ALLA SCOPERTA DELLA URBINO ROMANA I resti dell'edificio sono nascosti da 40 anni sotto una tettoia arrugginita coperta di graffiti e circondata dai rifiuti. Così uno dei tesori della città antica resta sconosciuto a molti degli stessi urbinati. Ora il Comune ha deciso di stanziare fondi per la riqualificazione
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La tettoia di metallo che copre il luogo dei ritrovamenti

La tettoia di metallo che copre il luogo dei ritrovamenti

URBINO – Concerti, rappresentazioni teatrali e un innovativo percorso multimediale. Sarà questo il futuro del teatro romano di Urbino, scoperto più di mezzo secolo fa a pochi passi da via Saffi. I resti della struttura oggi sono abbandonati al degrado, coperti dalle erbacce e da una tettoia di metallo arrugginito. Un peccato mortale per una città che fa della bellezza e dell’arte una delle sue armi migliori per attrarre turisti da tutto il mondo e che si fregia di essere patrimonio dell’Unesco. Dopo anni di discussioni, però, questa zona potrebbe trovare nuova vita.

Il Comune ha infatti inserito nel bilancio previsionale del prossimo biennio oltre centomila euro per riabilitare l’area: ottantaseimila euro provengono da fondi europei (finanziamento Gal, Gruppo di azione locale) mentre i restanti 21mila saranno concessi direttamente dal Comune. “Vogliamo creare un percorso multimediale – spiega l’assessore all’urbanistica Roberto Cioppi – che unisca il teatro ad altri siti archeologici presenti nel Montefeltro, in particolare a Fossombrone e Sant’Angelo in Vado. Inoltre vorremmo spostare alcuni reperti a Palazzo ducale o esporli nell’area stessa degli scavi con delle spiegazioni fotografiche e dei codici Qr (i codici bidimensionali che vengono letti con gli smartphone ndr)”.

Quello che nasconde la tettoia. Sporcizia, fogliame e terra coprono i resti del teatro

Quello che nasconde la tettoia. Sporcizia, fogliame e terra coprono i resti del teatro

Il teatro, questo sconosciuto. La valorizzazione che il Comune ha messo in cantiere potrebbe servire anche a far conoscere il teatro non solo ai turisti ma agli urbinati stessi, che oggi sembrano aver dimenticato uno dei loro tesori, nascosto sotto quelle lamiere rosse, ora coperte di graffiti, ormai da 40 anni. Marta e Francesco, due studenti di chimica, abitano a pochi passi dalla zona del ritrovamento ma scoprono solo oggi la sua esistenza: “Ci siamo sempre chiesti cosa proteggesse, ma non ci saremmo mai aspettati di trovare dei reperti romani qui a Urbino”. Chiedendo ai ragazzi che camminano per il centro dove sia il teatro si ricevono indicazioni confuse e spesso sbagliate.

Qualcuno che ha la memoria un po’ più lunga ricorda  quando, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, in quella zona si giocava a pallone. “Se ti avvicini al muro del palazzo di fronte – spiega Valerio De Angeli, dipendente dell’Università – puoi ancora vedere i segni delle porte che facevamo con il gesso”. Anche Luca, dipendente del bar “Quattrocento”, sapeva del teatro e sarebbe felice di una riqualificazione dell’area: “Mi piacerebbe se, ultimati i lavori, mettessero una lastra trasparente sopra gli scavi permettendo a tutti di camminare sulle rovine”.

La reazione sui social. Le opinioni degli urbinati non si fermano solo a chi abita o lavora nei dintorni del teatro. Sulla pagina Fb del Ducato abbiamo chiesto ai nostri lettori cosa si nascondesse sotto la tettoia e le risposte non si sono fatte attendere. “Un cariolo di topi”, “missili nucleari pronti a partire” o addirittura “le porte dell’inferno” sono i commenti più originali che abbiamo ricevuto. C’è poi chi, ha risposto correttamente facendo trasparire una certa amarezza: “Un sito archeologico da valorizzare” e chi invece ironizza su presunti ‘costumi locali': “Urbinati nascosti per la paura di dover pagare da bere” o si lascia andare alla nostalgia: “Ci vivono i sette nani, o almeno così credevo da piccola”. Tra i commenti c’è anche chi crede che si tratti dei resti un anfiteatro, ma viene prontamente corretto. Ma qual è la storia dei ritrovamenti?

La pianta del teatro romano all'interno della città odierna. Ricostruzione di Massimo Luni (1977)

La pianta del teatro romano all’interno della città odierna. Ricostruzione di Mario Luni (1977)

La storia del teatro. I primi scavi risalgono al 1943 quando, durante alcuni lavori casuali, furono scoperti, a cinque metri di profondità, i resti di un antico teatro romano databile intorno al primo secolo dopo Cristo. Tra i reperti presenti nell’area c’erano parti di una colonna e i frammenti dei marmi che coprivano la zona dell’orchestra. “A causa della seconda guerra mondiale però – spiega Chiara Delpino della soprintendenza ai beni archeologici – gli scavi furono interrotti, e per oltre trent’anni l’erba è ricresciuta nella zona coprendo i ritrovamenti”.

Nel 1975 poi l’archeologo Mario Luni, professore all’Università Carlo Bo scomparso lo scorso anno, ha ripreso gli scavi scoprendo uno dei due parodoi (gli ingressi), parte del proscenio, i primi tre gradini della cavea e alcuni marmi colorati che evidenziano la ricchezza della struttura. In base alle sue scoperte, si è ipotizzato il teatro si estendesse per 75 metri di ampiezza. Anche in questo caso però i lavori furono interrotti per la mancanza di fondi e l’area degli scavi fu coperta dalla tettoia che si può vedere oggi. Una triste fine per una delle poche testimonianze recuperabili di architettura romana in città, a cui finalmente, dalle prossime settimane, verrà resa giustizia.

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pavimento

La pavimentazione di Piazza della Repubblica

Strade. Una delle voci più rilevanti riguarda la manutenzione delle strade extraurbane. Sono previsti 300 mila euro di lavori per il solo anno in corso. La stessa cifra è stata stanziata anche per il 2016 e il 2017.  Si interverrà sull’asfalto della strada comunale 58 di Monte Olivo e della strada comunale 59 di Maciolla. Tra le priorità anche la comunale 71 in località Miniera dove recentemente il torrente Apsa ha esondato. Anche il centro di Urbino subirà un corposo restyling: sono stati stanziati 200 mila euro per la nuova pavimentazione di una parte di piazza della Repubblica e di via Veneto.

Parcheggi. Tra i lavori per aumentare il numero di posti auto è stato previsto un intervento in via Giro dei Debitori, di fronte ai negozi. Centomila euro erviranno per creare un posteggio perpendicolare alla strada in quella che attualmente è un’area verde su una scarpata. Il progetto è già pronto e si prevede di portarlo a termine entro il 2015 o al massimo nei primi mesi del 2016. Almeno secondo i piani dell’assessore all’Urbanistica Roberto Cioppi. Secondo il Comune il nuovo parcheggio in via Giro dei debitori dovrebbe eliminare il problema delle auto lasciate abusivamente ai lati della strada, in zone senza strisce. La finalità è la stessa del lavoro previsto nei pressi della rotonda di fronte all’ospedale. Nella zona, infatti, è comune lasciare la macchina a cavallo tra il marciapiede e la carreggiata. Con un nuovo progetto invece si punta a restringere lo spartitraffico per poter realizzare a lato della strada nuovi posti auto per chi deve andare nei negozi e nella banca di fronte. Nella zona oltre ospedale si sta studiando anche un cambiamento della viabilità. Le opposizioni però sono dubbiose, soprattutto sull’intervento in via Giro dei debitori. “Dopo aver costruito Santa Lucia ci sono 500 posti vuoti per le macchine – ha detto Emilia Forti, consigliera del M5S – è incredibile dover aggiungere altri parcheggi in quella zona”. “Noi del Pd non sappiamo se sia un investimento utile: un intervento da 100 mila euro per ottenere al massimo 20 posti auto non è conveniente”, rincara la dose Sestili.

cesane

La strada delle Cesane in cui verrà realizzata la pista ciclabile

Una ciclabile alle Cesane. Un altro progetto su cui viene investito molto è la pista ciclabile nel parco delle Cesane. Un percorso di circa 3 chilometri dalla rotatoria di fronte al Consorzio fino al parco dell’Aquilone. Nei 250 mila euro preventivati per realizzarlo rientrano anche l’installazione di impianti per ricaricare le biciclette elettriche. Questi saranno messi nelle aree di sosta sul tracciato. Ad ora sono previste tre differenti zone attrezzate (di cui una vicino al mausoleo dei duchi ed un’altra nei pressi del camping Ca’ Mignone) in cui saranno presenti giochi per i bambini, un chiosco e anche un piccola scuola di golf.

Ex. Tra gli interventi messi in bilancio c’è anche quello sul capannone in località Sasso. L’edificio è stato danneggiato dal “nevone” del febbraio 2012. La giunta urbinate ha previsto di riqualificare la struttura con 117 mila euro, ma il suo futuro è ancora legato all’ex-Megas recentemente acquistato dal comune. Molto probabilmente il capannone verrà riutilizzato per allestire all’interno degli uffici comunali. Nella relazione previsionale e programmatica che accompagna il bilancio c’è anche la riqualificazione dell’ex fornace Volponi, rudere abbandonato da tempo. L’intervento, però, non è stata ancora messo a bilancio perchè non esiste ancora un progetto preciso.

Aree verdi e Borgo Mercatale. Interventi anche per i parchi o le zone verdi di Urbino. Circa 30 mila euro saranno investiti per mettere a posto l’area dietro il tribunale, che al momento è lasciata a se stessa. Nel 2015 continuerà poi la manutenzione del parco della Resistenza in attesa di un vero e proprio progetto per rimettere a posto la zona vicina alla fortezza Albornoz.

Resta da decidere anche come intervenire sul parco delle Vigne, la collina che sovrasta Borgo Mercatale. L’idea sarebbe quella di trasformare l’area in un giardino rinascimentale grazie a uno studio di botanica che aiuti a ricreare una flora simile a quella del 1500. Per ora si stanno definendo le linee guida per lanciare un concorso raccogliendo idee, anche internazionali. L’intervento rientra nel progetto di riqualificazione dell’intera area, che prevede anche la trasformazione di Borgo Mercatale in una piazza pedonale e i lavori sulla Data in occasione dell’Expo, per i quali in bilancio sono stati previsti 30 mila euro per il 2015. Per il Pd, però, il progetto su Mercatale sarebbe dovuto già partire, soprattuto dopo la costruzione di Santa Lucia che, a detta dei dem, ha “invertito la polarità della città”.

Un museo a Schieti. Soldi anche per interventi nelle località di Trasanni, Cavallino e Schieti. In particolare in quest’ultima frazione un progetto finanziato con i fondi del Gal punterà a trasformare un edificio di proprietà comunale in via vicolo cieco n.2 in un museo della civiltà contadina. Dal 2016 saranno invece realizzati dei marciapiedi a Mazzaferro, Gadana e Pallino. Per questi lavori sono messi a bilancio 250 mila euro sia per il prossimo anno che per il 2017. Il M5S urbinate ha definito certamente utile un lavoro del genere, ma forse non tra le priorità. Emilia Forti ha proposto piuttosto di investire quei soldi in marciapiedi che portino ad esempio a Santa Lucia partendo da La Piantata.

Teatro romano. Con 106 mila euro, di cui più di 80 mila finanziati dal Gal, potrà essere riportato alla luce il teatro romano oggi coperto da una tettoia di alluminio.

Il M5S urbinate, pur attaccando il bilancio previsionale per una mancanza di interventi sul turismo e sull’educazione,  nel complesso considera positivo il piano delle opere previsto. Ma la Forti ha voluto sottolineare come manchino fondi per incentivare la gente a vivere ad Urbino. Il rischio, per l’esponente M5s, infatti, è quello di scendere sotto i 15 mila abitanti, soglia sotto cui calano anche i fondi che lo Stato trasferisce ad un Comune.

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Ponte Armellina, Cioppi: “Cantieri al via entro l’estate per fognature e illuminazione” http://ifg.uniurb.it/2015/03/26/ducato-online/ponte-armellina-cioppi-cantieri-al-via-entro-lestate-per-fognature-e-illuminazione/69156/ http://ifg.uniurb.it/2015/03/26/ducato-online/ponte-armellina-cioppi-cantieri-al-via-entro-lestate-per-fognature-e-illuminazione/69156/#comments Thu, 26 Mar 2015 15:30:53 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=69156 L'INTERVISTALaquidara: "Non esiste una Urbino 2, ma solo una città con identità diverse"]]> URBINO – Tutto è pronto, o quasi. I cantieri a Ponte Armellina apriranno prima dell’estate, almeno quelli per gli interventi a fognature, illuminazione e marciapiede. Entro sei mesi invece, secondo l’assessore all’Urbanistica Roberto Cioppi, al il Comune prevede di perfezionare l’acquisto degli immobili. Mercoledì 25 marzo si è tenuto a Pesaro l’incontro tra Erap, l’Ente regionale per l’abitazione pubblica, e il Comune di Urbino, per definire alcuni dettagli tecnici del piano di riqualificazione, dopo il via libera da parte del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti.

Mappa catastale di Ponte Armellina

Ponte Armellina le due palazzine esterne interessate dalla ristrutturazione

Le ristrutturazioni. Finalmente si è fatta chiarezza sulle abitazioni interessate alla riqualificazione. Saranno, a macchia di leopardo, e interesseranno due delle quattro ‘stecche’ parallele. Il progetto di ristrutturazione riguarderà gli immobili, messi all’asta o di proprietà di privati, delle due palazzine esterne (particelle 119 e 222). Precedentemente si era parlato di ristrutturare soltanto il blocco centrale ma adesso è chiaro che la riqualificazione, come già anticipato dal Ducato, seguirà il criterio per corpi scala, ovvero a blocchi di appartamenti uniti dallo stesso ingresso. “Le cose potrebbero cambiare – spiega Cioppi – se dovessero esserci altri proprietari disposti a vendere le loro abitazioni”.

I tempi previsti per i lavori. La tabella di marcia verrà decisa dal Ministero dei Lavori pubblici e della Regione Marche. “Siamo a buon punto con la proceduta burocratica – spiega Sauro Vitaletti, il presidente regionale dell’Erap – non prevediamo tempi lunghi. Se non si generano ritardi, dovremmo concludere le operazioni di compravendita degli immobili entro sei mesi”

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VIDEOINTERVISTA – Andrea Laquidara, regista del documentario Fuori dalle mura

Dopo il via libera delle Regione, l’amministrazione comunale si è impegnata ad agire velocemente sui problemi di urbanistica urgente: illuminazione, fogne e marciapiedi. Cioppi spiega che “questi lavori sono di competenza comunale. Partiremo subito, sicuramente prima dell’estate”.

Sia il comune che l’Erap ora aspettano un incontro con la regione Marche dove verrà presentato il progetto definitivo, riformulato con gli ultimi dettagli e con la lista delle compravendite, e per il via libera delle partnership tra gli enti coinvolti.

Il prezzo di acquisto scende. Il costo complessivo per la riqualificazione di Ponte Armellina è di 4.505.145,56 euro. Nell’incontro tra il Comune e l’Erap è stato deciso il prezzo d’acquisto per gli immobili dei privati interessati a vendere. Dal comune di Urbino fanno sapere che il prezzo di acquisto delle abitazioni oscillerà tra i 9.000 e i 10.000 euro, a seconda della metratura dell’immobile. “L’anno scorso era stata già firmata una lettera di intenti tra le parti. Ora verranno ricontattati – afferma Vitaletti – per iniziare le pratiche di compravendita degli immobili”. Il valore di mercato degli appartamenti è tra gli 8.000 e i 15.000 euro e molti privati non intendono scendere sotto questo prezzo. “Prima era stato prefissato un tetto di 15.000 euro, comprensivi di oneri notarili, ma adesso il prezzo sarà inferiore”.

L’assessore Cioppi, su questo punto, è convinto che i tempi della vendita degli immobili saranno brevissimi perché “il Comune è stato più volte sollecitato dai privati che hanno fretta di vendere”. L’Erap acquisterà i primi appartamenti nei prossimi mesi perché ha già a disposizione 400.000 euro di fondi stanziati.

I criteri per la partecipazione alla graduatoria. Stilare il bando per l’assegnazione degli appartamenti è uno dei prossimi obiettivi dell’amministrazione comunale di Urbino. I criteri per il bando, stabiliti con una norma regionale, lasciano ampia possibilità di movimento al Comune che inserirà tutti i filtri necessari per la partecipazione di famiglie italiane “così da assicurare l’integrazione ed evitare la ghettizzazione di Ponte Armellina. “Dobbiamo stare attenti – ammette Cioppi – ad attenerci ai criteri regionali. Non vogliamo introdurre delle linee di selezione possano sembrare discriminatorie”.

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Ponte Armellina, via libera del Ministero ai fondi per la riqualificazione http://ifg.uniurb.it/2015/03/24/ducato-online/ponte-armellina-via-libera-del-ministero-ai-fondi-per-la-riqualificazione/69046/ http://ifg.uniurb.it/2015/03/24/ducato-online/ponte-armellina-via-libera-del-ministero-ai-fondi-per-la-riqualificazione/69046/#comments Tue, 24 Mar 2015 21:08:50 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=69046 LEGGI - Ma i fondi sono dimezzati / SPECIALE MULTIMEDIALE Quelle cinquecento vite nascoste da Urbino]]> Il quartiere di Ponte Armellina, Urbino 2

Il quartiere di Ponte Armellina, Urbino 2

URBINO – Il ministero per le Infrastrutture e i Trasporti e la Regione hanno dato il via libera al progetto che prevede l’assegnazione di 4 milioni e mezzo di euro per la riqualificazione di Ponte Armellina. Ad annunciarlo, assieme al progetto, durante una conferenza stampa martedì 24 marzo, l’assessore all’Urbanistica Roberto Cioppi e Lucia Ciampi, assessore alle Politiche sociali. “Tempestivamente” partiranno i lavori per i servizi come fogne e marciapiedi. Poi la riqualificazione per nuovi 26 alloggi.

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Il progetto prevede la rimodulazione di un piano già presentato nel 2011, per un costo complessivo di 4.505.145,56 euro, come già anticipato dal Ducato. Mercoledì 25 ci sarà l’incontro tra il comune di Urbino e Erap, l’Ente regionale per l’abitazione pubblica che gestisce gli alloggi di edilizia sovvenzionata per decidere i criteri della graduatoria di assegnazione e il prezzo di acquisto degli immobili interessati. La regione Marche, adesso, potrà attivare le partnership con l’Erap, la Provincia di Pesaro-Urbino e i comuni di Urbino e Petriano.

Evidente la soddisfazione dell’assessore Cioppi per aver “portato a termine un progetto che veniva rimandato da anni”.

Tuttavia, non sono ancora chiare né le modalità né i tempi della riqualificazione. L’assessore Ciampi non ha dubbi che “i tempi saranno brevissimi”. E rimprovera il collega Cioppi che fa notare a lei e al sindaco di Petriano Davide Fabbrizioli che i tempi probabilmente si allungheranno a causa dell’Expo: “Non gli darò pace. Per queste cose non c’è Expo che tenga”.

Le abitazioni interessate alla ristrutturazione. Il complesso di Ponte Armellina è composto da cinque palazzine lunghe e strette. Quattro parallele e una perpendicolare in testa a tutte le altre.  Se nel progetto precedente si parlava di un intervento sulla prima e sulla quarta palazzina, l’assessore Cioppi ha spiegato che il progetto di riqualificazione riguarderà invece il blocco centrale perpendicolare, ovvero una sola struttura. Non si parla più, quindi, di una ristrutturazione a macchia di leopardo per corpi scala, come era stato spiegato solo dieci giorni fa.

La riqualificazione del quartiere avrà due obiettivi. Dopo le segnalazioni degli abitanti di Ponte Armellina, si interverrà ‘tempestivamente’ sulle criticità urbanistiche più urgenti: marciapiedi, fogne, illuminazione. Inoltre verrà creato un percorso pedonale che collega il quartiere con il centro di Petriano e del Gallo, strutture sportive e ricreative. La seconda riqualificazione, già annunciata, riguarderà invece le abitazioni: i proprietari di complessivi 56 alloggi avrebbero infatti dato la disponibilità a vendere. “Il nostro obiettivo – conferma Cioppi – è costituire 26 alloggi, abbastanza grandi da poter essere abitati da famiglie numerose”. L’assessore Ciampi si mostra ottimista:“Per noi è un grande successo. Sappiamo bene che non è un progetto risolutivo ma poco è meglio che niente.”

Luana Alessandrini, architetto responsabile del progetto, ha ridisegnato una “riqualificazione che tenga conto delle necessità degli abitanti di Ponte Armellina. Non vogliamo ulteriormente cementificare perciò abbiamo previsto nuove zone sportive e ricreative, dotate di diverse attrezzature”. Tutto questo dovrebbe incentivare i compratori degli appartamenti che si otterranno dall’accorpamento delle unità immobiliari esistenti. Gli immobili interessati sono quelle abitazioni sottoposte a procedura esecutiva o di proprietà di privati intenzionati a vendere.

Non è chiaro a quale prezzo il Comune, in accordo con l’Erap, comprerà questi immobili. Il valore di mercato degli immobili è tra gli 8.000 e i 15.000 euro e molti privati non intendono scendere sotto questo prezzo.

“Per Ponte Armellina, in venti anni, ci sono stati troppi progetti e pochi risultati – ha dichiarato il sindaco di Petriano Fabbrizioli – ma ammetto che adesso ci si sta muovendo velocemente. Abbiamo ancora alcune perplessità sull’iniziativa come ad esempio la possibilità di inserire famiglie italiane nel quartiere. L’importante è non ghettizzare nuovamente Urbino 2”.

Su questo punto, l’assessore Cioppi non ha dubbi: verranno elaborate nuove linee per il bando di partecipazione alla graduatoria. “Puntiamo all’integrazione delle famiglie italiane con quelle extracomunitarie. Abbiamo anche parlato con la Prefettura e la nostra riqualificazione vuole riportare il quartiere ad avere condizioni di vita accettabile. Non vogliamo solo realizzare nuove abitazioni ma vogliamo creare opportunità sociali, magari installando telecamere di sicurezza per scongiurare atti malavitosi e assicurare un clima di tranquillità agli abitanti”.

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Urbino 2, ok alla riqualificazione ma i fondi sono dimezzati http://ifg.uniurb.it/2015/03/12/ducato-online/urbino-2-ok-alla-riqualificazione-ma-i-fondi-sono-dimezzati/68111/ http://ifg.uniurb.it/2015/03/12/ducato-online/urbino-2-ok-alla-riqualificazione-ma-i-fondi-sono-dimezzati/68111/#comments Wed, 11 Mar 2015 22:50:15 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=68111 FOTO - Confermato lo stanziamento per la riqualificazione di Ponte Armellina, ma l'intervento riguarderà solo 26 appartamenti. Si attende l’accordo tra Comune e Regione per il via libera al progetto ma nel frattempo alcuni dei proprietari degli alloggi hanno cambiato idea e potrebbero non essere più disposti a vendere / LEGGI - Il quartiere dimenticato]]> URBINO – “I fondi ci sono, tra qualche tempo si potranno avviare i lavori previsti”. Dopo tante false partenze, stavolta tocca al vicepresidente della Regione con delega all’Edilizia pubblica Antonio Canzian annunciare il possibile inizio dei lavori di riqualificazione per il quartiere Ponte Armellina a Urbino. La questione è stata riproposta all’attenzione dell’attuale amministrazione della città con un’interrogazione del consigliere 5 stelle Emilia Forti, che in accordo con Sinistra Per Urbino, ha richiesto chiarimenti su tempi e modi d’intervento a Urbino 2, nonché sull’effettiva praticabilità di un intervento con le cifre attuali. Il progetto è infatti fermo da quasi tre anni. Il piano odierno, però, è una rimodulazione, al ribasso, di un piano del 2011, che prevedeva un intervento complessivo di otto milioni di euro. Adesso la cifra si è ridotta a quattro milioni e mezzo,  tra contributi nazionali e regionali, a causa del ritiro della cooperativa “Villaggio dell’Amicizia” che avrebbe dovuto cofinanziare con una quota pari a 2.376.000 euro. Con i fondi disponibili, una volta siglato l’accordo tra Regione e Comune di Urbino che darà il via libera al progetto, si dovrà procedere all’acquisto e alla ristrutturazione di 26 appartamenti contro i 46 previsti inizialmente, per poi riassegnarli nelle graduatorie comunali degli alloggi a canone sociale.

Una serie di passaggi che non sembrano preoccupare l’assessore comunale all’Urbanistica Roberto Cioppi: “Si tratta di un intervento articolato – spiega – ma le basi sono poste. Creeremo un passaggio pedonale per Petriano e faremo gli interventi di urbanistica urgenti: marciapiedi, fogne, illuminazione”. Allo stesso tempo, però, bisognerà convincere i privati a vendere. “La trattativa con i proprietari è stata messa in piedi un anno fa – continua Cioppi – abbiamo ricevuto adesioni sufficienti per procedere agli accorpamenti e ricavare i 26 nuovi alloggi previsti dal piano abitativo aggiornato”. Eppure la negoziazione potrebbe riservare più di un ostacolo.

Gli impegni di vendita non vincolanti sottoscritti con i proprietari di Ponte Armellina, infatti, sono scaduti e tra quelli che erano disponibili a cedere le loro proprietà al Comune, alcuni hanno cambiato idea. “Io sono sempre interessato a vendere – afferma Maurizio Guidi, che nel quartiere possiede più di un alloggio – ma altri proprietari, stufi di aspettare, hanno messo in vendita i loro appartamenti che, in alcuni casi, sono stati acquistati da famiglie di extracomunitari”. Difficile, dunque, che chi compra casa per abitarci, accetti di rivendere nell’arco di breve periodo. Tanto più che la valutazione degli immobili fatta da Comune ed Erap, l’Ente regionale per l’abitazione pubblica che gestisce gli alloggi di edilizia sovvenzionata, oscilla tra gli ottomila e i quindicimila euro per abitazioni di circa 35 metri quadri, una cifra che difficilmente permetterebbe di acquistare un altro appartamento altrove. “Diversi invece – ha aggiunto Guidi – stanno ancora aspettando di vedere la nuova offerta del Comune, ma non staranno fermi in eterno. Se arriverà qualcuno che vuole comprare a un prezzo simile al pubblico alla fine cederanno. Aspettiamo da troppo, li capisco”.

Il tempo, in effetti, è la variabile fondamentale di questa vicenda. Il finanziamento è fermo da due anni e i fondi da impiegare, nel frattempo, sono stati ridotti. Ora, infatti, non è più previsto un intervento complessivo su due delle cinque stecche di appartamenti, ma si parla di una ristrutturazione a macchia di leopardo per corpi scala, ciascuno dei quali comprende sei monolocali e due bilocali che dovranno passare per intero in mano all’Erap per poter essere rinnovati. Chi sta nel quartiere, però, è pronto a scommettere che non si troveranno abbastanza “blocchi” da acquisire per arrivare a 26 alloggi.

“Un intervento del genere non serve a nessuno”, si sfoga più stufo che arrabbiato El Hasane Jmouhi, proprietario e residente a Ponte Armellina. “Se anche riuscissero a ristrutturare le case che dicono – spiega – tutt’intorno la situazione del quartiere rimarrebbe uguale e gli appartamenti rifatti si deprezzerebbero nel giro di pochissimo tempo. Se trovassi qualcuno disposto a vendere alle quotazioni del Comune, preferirei comprare e rinnovare casa io stesso. L’unica soluzione è un intervento complessivo, che rivalorizzi il quartiere. Senza, si sprecano soldi per riverniciare la facciata”.

Dal Comune però la linea è un’altra, più “pragmatica” dicono. Per l’assessore ai servizi sociali Lucia Ciampi non si può sprecare l’occasione di questo finanziamento: “Si tratta di fare quel che si può con i soldi disponibili  oppure lasciar perdere tutto”. Opinione che trova una sponda anche nel consigliere comunale Maricla Muci del Pd, predecessore di Ciampi ai servizi sociali, convinta della bontà del percorso avviato durante il suo mandato.

L’idea che sta dietro il progetto è dunque di avviare un circolo virtuoso, stimolando con questo primo intervento l’interesse per la zona da parte di investitori privati. Eppure nessuno sembra venire a Urbino 2 per scelta. Gli scarichi fognari non vengono puliti e ogni volta che piove il contenuto finisce per strada. La sera manca l’illuminazione e i caseggiati non sono collegati al resto della città. Ma non basta: per scaldare le case molti bruciano il truciolato, il cui odore asprigno impregna l’aria. “Fa male, provoca tumori – spiega Abdul, che abita nel quartiere da 15 anni- ma il freddo ti uccide prima. Davvero qualcuno pensa che mettere qualche lampione, un marciapiede e rifare qualche appartamento invoglierà la gente a vivere qui. Ci sono mai stati a Urbino 2?”.

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Expo 2015, la Data si prepara a ospitare le eccellenze del Montefeltro http://ifg.uniurb.it/2015/03/04/ducato-online/expo-2015-la-data-si-prepara-a-ospitare-le-eccellenze-del-montefeltro/67063/ http://ifg.uniurb.it/2015/03/04/ducato-online/expo-2015-la-data-si-prepara-a-ospitare-le-eccellenze-del-montefeltro/67063/#comments Wed, 04 Mar 2015 17:40:04 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=67063 FOTOGALLERY - In questi giorni cominciano i lavori di ristrutturazione delle scuderie di Palazzo Ducale. Per l'esposizione di Milano, ospiterà le eccellenze enogastronomiche e manifatturiere della Provincia.
LEGGI - Data e Borgo Mercatale, dal Mibac 4,5 milioni di euro / VIDEO - Intervista all'assessore Cioppi]]>
URBINO – Con l’Expo di Milano alle porte, la Data, antica scuderia di Palazzo Ducale, si prepara a ospitare il patrimonio enogastronomico e manifatturiero del Montefeltro. La città è stata infatti scelta come presidio territoriale della provincia. Suo quindi l’onore di valorizzare il patrimonio storico-culturale del territorio in occasione dell’evento internazionale in programma dal 1 maggio al 31 ottobre.

“Per ora sono circa 25 le aziende che hanno confermato la loro partecipazione – spiega al Ducato l’assessore all’Urbanistica di Urbino, Roberto Cioppi – ma la Camera di Commercio, che collabora con la nostra amministrazione, sta ricevendo numerose richieste di adesione. Per questo non escludiamo che possa essere utilizzato anche il padiglione superiore della Data”. Si tratta di un’occasione per farsi conoscere a livello internazionale e mettersi in contatto con le delegazioni composte da operatori economici che visteranno la città in occasione dell’Expo. “Urbino deve diventare una ‘città intelligente’ – aggiunge Cioppi – capace di caratterizzarsi per fervore culturale, così come avviene in campo internazionale. La nostra città si propone come nuovo modello di sviluppo del territorio e di sviluppo sociale”.

L’esposizione avrà inizio a maggio, si conta di partire per metà mese, e si protrarrà per tutta la durata dell’Expo di Milano. I lavori di ristrutturazione, che cominceranno in questi giorni e richiederanno circa tre settimane, riguardano il piano inferiore della struttura per una superficie di circa 500 mq. L’amministrazione comunale si occuperà di realizzare una pavimentazione provvisoria che eliminerà i dislivelli attuali. Dell’allestimento si occuperà invece un gruppo di lavoro delll’Isia, composto da tre neolaureati e sei borsisti coordinati dal professor Marco Tortoioli. La scenografia prevede installazioni di audiovisivi,  di pannelli, di spazi per la pubblicità del patrimonio storico-culturale della zona e, soprattutto, la realizzazione di un “Bistrot”, un’area che ospiterà le eccellenze enogastronomiche delle Marche. Ma non solo. Ci sarà spazio anche per l’esposizione di mobili e altri prodotti manifatturieri che rappresentano parte del patrimonio artigianale della regione.

Ma il progetto di riqualificazione della Data non si ferma all’Expo. Come anticipato al Ducato, per il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, si tratta di un progetto ambizioso di rivalorizzazione che richiederà tra i 4 e i 5 milioni di euro e che riguarda anche la piazza di Mercatale e il Parco delle Vigne. Obiettivo dell’amministrazione: recuperare questa area cittadina, che ha perso d’importanza con l’apertura del centro commerciale di Santa Lucia. “Questo ha creato diversi problemi – ha detto Cioppi – specialmente alle attività commerciali di Mercatale e di Via Mazzini. La piazza inoltre rappresenta un punto di accoglienza per i turisti e, adibita a parcheggio, non rende giustizia alla bellezza della nostra città, che è patrimonio dell’Unesco”.

Nel progetto la Data rappresenterà un punto di ritrovo per favorire la socializzazione e l’integrazione tra cittadini e universitari. L’idea è di allestire al suo interno una mediateca, a disposizione di chi voglia guardare un film, ascoltare musica o semplicemente leggere un libro. Il “Bistrot” invece sarà la vetrina dei prodotti enogastronomici del territorio. Un mix, quindi, di cultura, cibo e produzione.

Per quanto riguarda Mercatale, il Comune lancerà un bando internazionale per la rivalorizzazione. “L’intenzione– dice Cioppi – è quella di riconvertirla in piazza, eliminando il parcheggio, e di ospitarci tutti gli eventi all’aperto”.

Per il progetto si aspettano ancora i finanziamenti. “Ma – conclude l’assessore all’Urbanistica – la nostra forza è che non aspettiamo di ricevere i fondi regionali per andare avanti con i lavori”.

Servizio di Rita Rapisardi e Antonella Scarcella

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Venerdì 27 febbraio giornata di lavori alla Data in vista dell’Expo http://ifg.uniurb.it/2015/02/23/ducato-notizie-informazione/venerdi-27-gennaio-giornata-di-lavori-alla-data-in-vista-dellexpo/66118/ http://ifg.uniurb.it/2015/02/23/ducato-notizie-informazione/venerdi-27-gennaio-giornata-di-lavori-alla-data-in-vista-dellexpo/66118/#comments Mon, 23 Feb 2015 17:45:45 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=66118 [continua a leggere]]]> URBINO, 23 FEB – Venerdì 27 febbraio il Comune presenterà il nuovo “palazzo delle esposizioni” della città ducale e raccoglierà proposte per eventi, laboratori e attività culturali da realizzarsi all’interno della Data tra il primo maggio e il 31 ottobre 2015 in occasione dell’Expo di Milano.

La giornata di lavori inizierà alle 10 e sarà aperta dal sindaco Maurizio Gambini che illustrerà il progetto del cantiere Data. Nel corso della mattinata interverranno anche Vittorio Sgarbi, assessore alla Rivoluzione, Maria Francesca Crespini e Roberto Cioppi, rispettivamente assessore al Turismo e all’Urbanistica del Comune, e il rettore dell’Università Vilberto Stocchi. Nel pomeriggio verranno presentati sia i progetti già approvati sia le proposte da approvare per arricchire il calendario della Data durante Expo.

La Regione Marche, oltre ad aver previsto la propria partecipazione all’esposizione universale di Milano, ha anche previsto cinque presidi, uno in ogni provincia marchigiana, che promuovano il territorio e orientino i turisti che arriveranno nel periodo dell’Expo. La Data di Urbino è stata scelta per promuovere la cultura e l’offerta turistica delle Marche nonché la tradizione manifatturiera e della produzione artigianale legata al mobile.

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Nuova vita per la Data e borgo Mercatale. Gambini: “Dal Mibact 4,5 milioni di euro” http://ifg.uniurb.it/2015/02/10/ducato-online/nuova-vita-per-la-data-e-borgo-mercatale-gambini-dal-mibact-45-milioni-di-euro/65085/ http://ifg.uniurb.it/2015/02/10/ducato-online/nuova-vita-per-la-data-e-borgo-mercatale-gambini-dal-mibact-45-milioni-di-euro/65085/#comments Mon, 09 Feb 2015 22:45:08 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=65085 La Data di Urbino

La Data di Urbino

URBINO – Quattro milioni e mezzo per riqualificare la Data, l’antica scuderia di Palazzo Ducale, la piazza del Mercatale e il Parco delle Vigne: un progetto di riqualificazione culturale e commerciale della città, annunciato dal sindaco di Urbino Maurizio Gambini durante un incontro con la redazione del Ducato, che sarà realizzato grazie ai fondi erogati dal ministero dei Beni Culturali.  “Il progetto funzionale – ha aggiunto il primo cittadino – è stato approvato, ma il finanziamento non è ancora stanziato”.

Che la pianificazione sia in una fase piuttosto avanzata lo confermano anche le parole dell’assessore alla Cultura della Marche Pietro Marcolini: “Il progetto di Urbino rientra nella proposta di accordo quadro con il Ministero, che la Regione Marche e l’amministrazione comunale stanno portando avanti”.

Nel pacchetto è prevista dunque anche la riconversione del Parco delle Vigne, pensato come un orto botanico all’aperto dal sapore rinascimentale, e di borgo Mercatale, dove il parcheggio scomparirà per fare posto a una piazza completamente ripensata. Per capire come, il Comune lancerà un bando internazionale.

Intanto già a maggio, in concomitanza con l’inizio di Expo 2015 a Milano, la Data ospiterà un’esposizione di venti eccellenze culturali del Montefeltro, con particolare attenzione alla produzione enogastronomica. Un allestimento momentaneo finanziato dal Comune, per un ammontare di 60-70mila euro, che rientra nel disegno di “Urbino città ideale”, un’iniziativa regionale pubblico- privata per valorizzare l’offerta turistica e culturale della città.

La scenografia, curata da un gruppo di lavoro dell’Isia composto da tre neolaureati e sei borsisti e coordinato dal professor Marco Tortoioli, prevede uno “store multifunzionale” per la degustazione e la vendita dei prodotti delle aziende di punta della zona. “Ci ispiriamo al modello di Eataly – ha spiegato il docente – con laboratori per la formazione culinaria e il coinvolgimento delle scuole del territorio”.

“La valorizzazione della cultura di un territorio come Urbino – ha affermato il sindaco – passa anche dall’integrazione tra agricoltura e cultura. Non si possono separare i due ambiti: non averlo capito ci ha fatto perdere la competizione con Matera per diventare Capitale Europea della Cultura 2019”.

Per le scuderie il progetto rappresenta una nuova operazione di maquillage: stipate di terra estratta dai lavori urbanistici, nell’Ottocento diventarono famose come “orto dell’abbondanza” per via delle numerose piante cresciute. All’inizio degli anni Settanta, fu ipotizzato di riconvertirle in mensa universitaria finché un decennio fa si pensò di trasformarle in un “osservatorio della città”.

In futuro la Data diverrà un “grande contenitore culturale e sociale – assicura l’assessore all’Urbanistica Roberto Cioppi -, un luogo innovativo e di aggregazione, ospiterà mostre e i maggiori eventi della città”.

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Santa Lucia, il parcheggio non va: 20 anni di giunte scaricano il progetto http://ifg.uniurb.it/2015/02/08/ducato-online/santa-lucia-il-parcheggio-non-va-ventanni-di-giunte-ora-scaricano-il-progetto/64361/ http://ifg.uniurb.it/2015/02/08/ducato-online/santa-lucia-il-parcheggio-non-va-ventanni-di-giunte-ora-scaricano-il-progetto/64361/#comments Sun, 08 Feb 2015 10:30:05 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=64361 SONDAGGIO Per gli urbinati non è un parcheggio GLI INVESTIMENTI Urbino settima in Italia come spesa per infrastrutture]]> Uno dei piani del parcheggio di Santa Lucia

Uno dei piani del parcheggio di Santa Lucia

URBINO – Oggi il complesso di Porta Santa Lucia è per tutti un flop, del quale però nessuno vuole essere considerato il padre. Una prima giunta l’ha voluto, una seconda l’ha realizzato e ora se ne rimpallano la responsabilità. E l’assessore all’urbanistica della prima, cioè colui che si occupò direttamente del piano attuativo che prevedeva la costruzione del parcheggio, è oggi il presidente del consiglio comunale, espresso dalla maggioranza di governo della città.

I perché del fallimento. Il centro commerciale è considerato dagli urbinati un inutile doppione del Consorzio, e il parcheggio, costato più di 11 milioni di euro, è quasi inutilizzato, non garantendo le entrate necessarie a coprirne i costi. Questo perché, come emerso in un sondaggio condotto da Il Ducato, i cittadini non percepiscono come separate le due strutture, utilizzando il parcheggio principalmente per andare nel centro commerciale, che tra l’altro snobbano in quanto inutile.

GLI INVESTIMENTI Urbino settima in Italia come spesa per infrastrutture

“L’hanno costruito gli altri ”. L’assessore all’urbanistica di Urbino Roberto Cioppi incolpa del fallimento la giunta Corbucci, che ha costruito nel posto e nel modo sbagliato un parcheggio troppo costoso. “Condivido le perplessità degli urbinati sul parcheggio di Santa Lucia- dice Cioppi – per quelle cifre non andava costruito, almeno non così. Sarebbe stato meglio  farlo all’aperto e in un altro punto, collegandolo al centro con delle navette”. Secondo lui, l’errore dell’amministrazione precedente è stato quello di “aver sovrastimato l’utilizzo del parcheggio da parte dei cittadini, che è inferiore a quello previsto nel piano di fattibilità. Con gli introiti attuali il progetto non è sostenibile. La nostra giunta farà il possibile per far si che prenda piede, ma sarà un percorso difficile”.

“Ma non l’abbiamo voluto noi”.  Chiamato in causa, l’ex assessore all’urbanistica Massimo Spallacci punta a sua volta il dito contro la giunta che ha preceduto la sua, che aveva dato l’ok per la realizzazione dell’opera.  “La costruzione del parcheggio fu decisa nel 1995 dalla giunta Galluzzi, il cui assessore all’urbanistica era l’attuale presidente del consiglio comunale  Massimo Guidi”. Un cane che si morde la coda quindi: l’attuale giunta attribuisce la fallimentare iniziativa ai diretti predecessori quando dovrebbe guardare, in senso lato, tra le proprie fila, dato che Guidi appartiene alla stessa lista civica del sindaco Maurizio Gambini.

“Noi nemmeno!” Mistero risolto? No, perché Guidi tira di nuovo in ballo la giunta Corbucci, a suo dire unica responsabile della costruzione della struttura . Pur difendendo il progetto originale da lui approvato, che prevedeva il solo parcheggio, Guidi sottolinea come già prima che iniziassero i lavori le cose erano cambiate, per cui le giunte successive non avrebbero dovuto realizzarlo. “Approvammo la costruzione del parcheggio interrato, che doveva essere realizzato coi contributi statali previsti dalla legge Tognoli per opere di quel genere- ha spiegato Guidi – solo dopo, a causa del lievitare dei costi, la giunta Corbucci decise di ampliare lo spazio dedicato all’area commerciale e direzionale e si fece il centro commerciale”.

A favore del nuovo progetto votò anche Gambini, all’epoca consigliere comunale (si dimise comunque prima della fine della legislatura per alcuni contrasti con la giunta, anche per la questione Santa Lucia). Per Guidi comunque già all’epoca il nuovo progetto appariva “insostenibile dal punto di vista finanziario, tanto che quando una decina d’anni fa proposero all’Ami, società che gestisce i trasporti in provincia, di occuparsi della sua realizzazione l’allora presidente Maurizio Mazzoli si rifiutò. Visto che la situazione economica era cambiata, nella campagna elettorale del 2009 con Gambini proponemmo di rivedere il progetto e di costruire il parcheggio all’aperto, sempre nella zona ma in modo tale che fosse funzionale sia per il centro che per l’ospedale. Poi vinse Corbucci e non se ne fece nulla”. Rispetto a Cioppi, Guidi appare però più speranzoso sulle possibilità di ripresa della struttura: “Aspettiamo qualche mese, con l’apertura del bar magari ci saranno più accessi”.

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