il Ducato » tasse http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » tasse http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Il Comune di Urbino approva il bilancio 2014: stabilite le aliquote Iuc http://ifg.uniurb.it/2014/02/25/ducato-notizie-informazione/il-comune-di-urbino-approva-il-bilancio-2014-niente-tasi-a-chi-vive-vicino-a-ca-lucio/57813/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/25/ducato-notizie-informazione/il-comune-di-urbino-approva-il-bilancio-2014-niente-tasi-a-chi-vive-vicino-a-ca-lucio/57813/#comments Tue, 25 Feb 2014 20:42:42 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=57813 [continua a leggere]]]> URBINO –  Dopo 4 ore di discussione il consiglio comunale di Urbino ha approvato con 11 voti favorevoli e 4 contrari il bilancio di previsione del 2014 e il regolamento per la disciplina della Iuc, l’imposta unica comunale. L’aliquota è stata fissata all’1,90 per mille per la prima casa e al 10,3 per mille per la seconda casa.   “La nostra priorità è lasciare i conti in regola”, ha spiegato il sindaco Franco Corbucci. “La Iuc è una tassa voluta dal governo ma noi abbiamo cercato di non aumentare i costi. I cittadini che abitano a due chilometri di distanza dalla discarica di Ca’ Lucio non dovranno pagare la Tasi. Inoltre sono previsti sconti per chi fa il compostaggio”, ha continuato. La Iuc comprende l’imposta Imu sugli immobili, la tariffa Tari sui rifiuti e la Tasi che copre i servizi comunali.

Non è d’accordo l’opposizione: “Tra poco gli urbinati si accorgeranno che dovranno pagare una tassa ingiustamente alta. Il Comune poteva togliere la Tasi ma non l’ha fatto”,  ha affermato Lucia Ciampi, capogruppo Per Urbino. È stato contestato anche il costo troppo altro dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche: “È fissata all’0,8%, il massimo possibile: non diminuisce da tre anni”, ha continuato Ciampi.

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Mini-Imu? No grazie. A Urbino nessuno dovrà pagarla http://ifg.uniurb.it/2013/12/04/ducato-online/mini-imu-no-grazie-a-urbino-nessuno-dovra-pagarla/53216/ http://ifg.uniurb.it/2013/12/04/ducato-online/mini-imu-no-grazie-a-urbino-nessuno-dovra-pagarla/53216/#comments Wed, 04 Dec 2013 18:13:12 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=53216 URBINO – Ha fatto impazzire commercialisti, sindaci, politici e soprattutto cittadini, in un rincorrersi di “sì si paga”, “no non si paga”, “si paga ma non tutti”. Scongiurata la prima rata di settembre – per la quale si sono trovate a  fatica le coperture –  rimane la seconda. Il Governo assicura: “Troveremo i soldi necessari”. I cittadini si fidano. Se lo dicono – pensano – sarà così. E invece così non è. È di pochi giorni fa infatti l’ultima puntata della telenovela preferita dai contribuenti italiani: la seconda rata dell’Imu non si paga ma – quasi fosse il figlio illegittimo di Ridge Forrester – compare la “mini-Imu”. La tassa riguarda circa 2700 comuni italiani, quelli cioè che hanno alzato le aliquote oltre il minimo fissato al 4 per mille. Lo stato coprirà il 60% di questo “di più”, mentre ai cittadini toccherà il restante 40.  Il termine per il versamento è il 16 dicembre.

Possono però tirare un sospiro di sollievo gli urbinati. L’assessore al bilancio Maria Clara Muci l’ha detto e ridetto: “Qui nessuna mini-Imu”. Il comune di Urbino non si trova tra quei 2700 Comuni che chiederanno un sacrificio ai propri cittadini: aveva mantenuto e continuerà a mantenere l’aliquota sulla prima casa al minimo. Per le seconde case e gli altri immobili (tra i quali ci sono anche le attività commerciali e quelle produttive) l’amministrazione locale ha invece deciso per un aliquota al 9,5 per mille, di un punto cioè più bassa rispetto alla massima prevista per legge (10,5).

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Tares: a Urbino rifiuti più cari del 3%. Il 10 giugno la prima rata http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/tares-a-urbino-rifiuti-piu-cari-del-3-il-10-giugno-la-prima-rata/41785/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/tares-a-urbino-rifiuti-piu-cari-del-3-il-10-giugno-la-prima-rata/41785/#comments Wed, 05 Jun 2013 14:09:05 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=41785 LEGGI Fermignano: mancano i bidoni dell'umido]]> URBINO – “Perché questa volta mi è arrivata una bolletta più salata per i rifiuti?” chiede uno dei tanti cittadini che in questi giorni fanno la fila agli sportelli di Marche Multiservizi. “Si chiama Tares – risponde l’impiegato – ed è la nuova “tassa” sui rifiuti”. La Tares è arrivata: entro il 10 giugno bisogna pagare la prima rata. E ha colto tutti alla sprovvista, anche gli urbinati che, già passati nel 2007 dalla Tarsu alla Tia – la tariffa di igiene ambientale – devono sostenere degli aumenti più contenuti: solo il 3%. O almeno così pare. Tares sta per “tassa rifiuti e servizi” che ha sostituito sia la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), in vigore nell’80% dei comuni italiani, sia la Tia che riguarda invece solo il 20% degli enti locali. Devono pagare questo tributo tutti i possessori o utilizzatori di superfici “suscettibili di produrre rifiuti urbani”, a prescindere dal fatto che li producano o meno.

La cifra da pagare per le famiglie dipende dai metri quadrati dell’abitazione e dal numero dei componenti del nucleo familiare. È commisurata alle quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione all’uso o al tipo di attività svolta. È legata anche alla quantità di rifiuti e non alla sola superficie come avveniva per la Tarsu. Come per la Tia, l’intenzione del nuovo tributo è quella di far pagare ai cittadini, nel modo più preciso e possibile, in base a quanto usufruiscono del servizio di smaltimento rifiuti.

Per le “utenze non domestiche”, cioè per le attività commerciali e produttive, invece, la Tares prevede costi diversi per ogni singola attività. Farmacie, teatri, ristoranti, bar, stazioni di servizio, stabilimenti balneari, attività industriali non pagano cioè solo sulla base della loro metratura ma sulla stima dei rifiuti prodotti. La Tares ha due componenti:

  • Componente rifiuti: deve coprire integralmente i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Qui i cittadini di Urbino hanno visto aumentare le proprie bollette del 3%.
  • Componente servizi: consiste in una maggiorazione di 0,30 centesimi al metro quadrato che andrà allo Stato per finanziare i cosidetti “servizi indivisibili” come la manutenzione delle strade, l’illuminazione pubblica, la polizia municipale, il personale degli uffici amministrativi. Ogni comune potrà poi innalzare fino a 40 centesimi la “quota servizi” così da incassare 0,10 centesimi per metro quadrato. Decisione che non è ancora stata presa nella città ducale.

Il comune di Urbino e quello di Fermignano promettono che si fermeranno ai 30 centesimi “obbligatori” ma, precisano: “Non abbiamo ancora redatto il bilancio di previsione. Se non abbiamo quello non possiamo fare previsioni”.
Il nuovo tributo deve essere versato direttamente al Comune per quanto riguarda la componente rifiuti, invece per la componente servizi non è ancora chiaro se verrà riscossa dai Comuni e poi “girata” allo Stato o se questo provvederà direttamente. Al momento, l’unica cosa certa, oltre alle scadenze per i pagamenti (10 giugno, 10 luglio, 10 settembre e 10 dicembre), è che questa parte della tariffa verrà inserita, nelle bollette dei cittadini, solo a fine anno, con il conguaglio. “Non è ancora chiaro – spiega ancora l’impiegato di Marche Multiservizi – se cambieranno gli sgravi per chi ha i cassonetti più distanti di 500 metri; ora lo sconto è del 60% ma si vocifera che verrà ridotto al 40″.

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Debora e Gabriella, le due candidate al Consiglio nazionale degli studenti http://ifg.uniurb.it/2013/05/15/ducato-online/debora-e-gabriella-le-due-candidate-al-consiglio-nazionale-degli-studenti/47225/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/15/ducato-online/debora-e-gabriella-le-due-candidate-al-consiglio-nazionale-degli-studenti/47225/#comments Wed, 15 May 2013 07:44:08 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=47225 [continua a leggere]]]> URBINO – Contribuzione studentesca, diritto allo studio e didattica: intorno a questi temi Debora Caporale e Gabriella Flammini , le due studentesse della Carlo Bo candidate al Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) cercheranno di ottenere i 1500 voti necessari alla vittoria. Gli universitari saranno chiamati a scegliere tra le due martedì 21 e mercoledì 22 maggio, in occasione delle contemporanee elezioni dei rappresentanti delle strutture didattiche.

Debora Caporale, candidata al Cnsu

Debora Caporale, classe ’91, è nata a Casoli in provincia di Chieti. Si candida come membro dell’associazione studentesca Agorà, ma anche con il sostegno di Cuspide (Centro di unione studentesca per i diritti dell’educazione), nonostante i contrasti sorti tra i due gruppi in occasione delle elezioni universitarie di ottobre 2012. Realizza le sue iniziative tramite “amicizia e autofinanziamento”, come ci ha spiegato, ad esempio grazie al sostegno del sindacato studentesco Udu (Unione degli universitari), “dal quale abbiamo ricevuto magliette e spillette, per le quali stiamo mettendo ognuno un piccolo contributo economico invece di regalarle”.

Tutti la conoscono come Debby e non a caso ha inserito il soprannome nel suo slogan, che in origine era in lingua inglese come “Debby no doubt”, ma sul valore dell’internazionalità ha vinto l’immediatezza e la formula definitiva si è trasformata in “Indubbiamente Debby”.

Da quando è entrata nel Senato accademico Debby ha ottenuto l’istituzione di una nuova fascia di reddito per la differenziazione delle tasse universitarie. Le fasce sono così diventate sette e il denaro guadagnato dalla Carlo Bo grazie a questa operazione “è stato destinato a un fondo previsto per l’anno prossimo dedicato alle borse di studio per il merito e per l’estero”.

Debby si è poi occupata degli studenti che, terminata la triennale a Urbino, vogliono iscriversi alla magistrale. Spesso si rischia di perdere quasi un anno perché l’ateneo richiede che la laurea sia stata ottenuta entro la prima settimana di novembre, che è il termine ultimo per iscriversi alla magistrale. “Abbiamo fatto in modo che si possa fare  una preiscrizione a patto che la laurea triennale sia conseguita entro il 28 febbraio dell’anno successivo – afferma Debora – quindi abbiamo fatto aggiungere una sessione straordinaria di laurea l’ultima settimana di febbraio”.

L’ultimo tra i temi più sentiti da Debby è il progetto “vivere il territorio”, perché “spesso siamo chiusi nelle mura” di Urbino e la possibilità del fuorisede di familiarizzare con il territorio del Montefeltro è molto ridotta.

Gabriella Flammini, candidata al Cnsu

Gabriella Flammini, nata ad Ascoli Piceno nel 1987, si candida con l’appoggio del collettivo FuoriKorso e con lo slogan “Svolta a sinistra”. Ci descrive il programma che ha presentato per la sua candidatura al Consiglio nazionale che  “non è  rappresentativo di tutta l’Italia e di tutti gli atenei,  proprio per questo noi parliamo di una rappresentanza a progetto”. Questa l’idea: ogni eletto cercherà di mettere in pratica le proposte con cui si è candidato e, se non ci riuscirà, dovrebbe non ricandidarsi più alle elezioni successive.

Il programma di Gabriella verte poi sul diritto allo studio, la didattica e la contribuzione studentesca. Propone “un bando unico per le borse di studio, la loro copertura totale e una definizione puntuale dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni), che dovrebbe servire a quantificare l’importo delle varie borse di studio, anche in relazione al costo della vita nelle varie città”. I Lep rappresentano infatti quei diritti civili e sociali, come la salute, l’istruzione e l’assistenza, che lo Stato si impegna a garantire su base nazionale e locale, come sancito dall’articolo 117 della Costituzione.

Sul tema della contribuzione studentesca Gabriella sferza i colpi più duri contro la sua avversaria. Debora Caporale ha contribuito a far introdurre la settima fascia di reddito, ma secondo la sua avversaria “è stata aggiunta senza rimodulare quelle precedenti”, non rispettando il principio della proporzionalità. “Sono stata la prima ad entrare in commissione fasciazione – spiega Gabriella – e ad aumentare le fasce da tre a cinque. Allora però riuscimmo a mantenere la proporzionalità”. Gabriella aveva inoltre richiesto la divisione della prima tassa, che è “quasi la più alta d’Italia”, in due rate, “ma anche questo non è stato fatto quest’anno in commissione”.

Un confronto pubblico tra le due avversarie prima delle elezioni si fa sempre più difficile. I curatori della campagna elettorale di Gabriella, che venerdì 17 sarà all’università di Macerata per presentare il suo programma, dicono: “Da quasi 10 giorni stiamo chiedendo un incontro pubblico al gruppo Agorà e alla sua candidata Debora, ma non abbiamo mai ricevuto risposta”. La replica di Debby: “Siamo aperti al confronto e aspettavamo solo che ci proponessero una data”.

(Modificato il 15 maggio alle 12.50) 

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Imu, un’imposta a zero entrate http://ifg.uniurb.it/2013/02/09/ducato-online/imu-unimposta-a-zero-entrate/34038/ http://ifg.uniurb.it/2013/02/09/ducato-online/imu-unimposta-a-zero-entrate/34038/#comments Sat, 09 Feb 2013 02:32:24 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=34038 URBINO – Pensare che l’Imu sia una croce per i cittadini e una delizia per i Comuni può rivelarsi un’idea completamente sbagliata. Per quanto riguarda Urbino, a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, l’Imu non ha rappresentato un’entrata in più rispetto al bilancio degli anni scorsi. Anzi. “Sostanzialmente l’Imu andava di pari passo con il fondo sperimentale di equilibrio destinato dallo Stato ai Comuni – afferma l’assessore al bilancio Maria Clara Muci – ovvero un fondo triennale istituito al fine di realizzare una devoluzione in forma progressiva ed equilibrata della fiscalità immobiliare.”

Traducendo, l’Imu ha sostituito da una parte la vecchia Ici e dall’altra questo fondo sperimentale, mantenendo di fatto invariato il gettito totale del Comune.

L’assessore spiega che “per riavere gli stessi soldi degli anni scorsi quasi tutti i comuni hanno dovuto alzare le aliquote di base, quello di Urbino è uno dei pochi ad aver operato un aumento di scarsa consistenza, lasciando l’abitazione principale con l’aliquota minima del 4×1000.”

A oggi è difficile stabilire se l’Imu sia stata riscossa completamente poiché devono ancora arrivare alcuni versamenti previsti, ma stando alle stime del gettito Imu previste dallo Stato, al Comune di Urbino sembrerebbero mancare ancora 150.000 euro. Ma perché mancherebbero tutti questi soldi? “In realtà, la cifra è ancora provvisoria – prosegue l’assessore – poiché siamo in attesa dei dati definitivi. Il vero problema è che le stime fatte dallo Stato comprendono anche tutti quegli immobili considerati ‘fantasma’. Il ministero delle Finanze, in base a dati in suo possesso, ha fatto alcune previsioni secondo cui il Comune di Urbino risulterebbe proprietario di un certo numero di strutture, compresi capannoni e altri fabbricati che in realtà non sono stati considerati immobili dal catasto, e quindi non fanno parte del gettito del Comune”.

Il bilancio comunale relativo al 2012 è ormai chiuso, perciò questi 150.000 euro dovranno essere tenuti in conto per il bilancio dell’anno in corso. Da questi dati, emerge come l’imposta creata dal governo Monti non abbia portato alcun beneficio alla città di Urbino. Addirittura, a conti fatti, il Comune registrerebbe un passivo per il 2013.

Inoltre, per ogni immobile di proprietà che non abbia fini istituzionali, il Comune deve pagare il 50% allo Stato sull’aliquota di base. “In pratica è come pagare se stessi. Visto che lo Stato ha tagliato il fondo sperimentale di equilibrio – afferma Ornella Valentini, responsabile del servizio finanziario – il nostro Comune, rispetto al 2011 in cui c’era solo l’Ici sulla seconda casa, ha meno introiti e quindi si è visto costretto ad alzare l’aliquota di base sulla seconda casa da 7,6 a 9,5. Altri comuni, per intenderci, l’hanno aumentata al massimo, fino ad arrivare al 10,6”.

L’Imu non è stata di grande aiuto per le casse del Comune, e se è per questo non lo sarà nemmeno la Tares (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi), la nuova tassa sui rifiuti che prenderà il posto della vecchia Tia. In passato, a differenza della Tarsu che era gestita direttamente dai comuni, la Tia poteva essere riscossa da un gestore esterno, così il Comune di Urbino l’aveva completamente esternalizzata alla Marche Multiservizi, la multiutility operante nei servizi di pubblica utilità.

“Sostanzialmente per chi, come noi, aveva la Tia cambia poco con questa nuova tassa – afferma l’assessore Muci- perché anche la Tares terrà conto della cosiddetta superficie calpestabile e dei componenti del nucleo familiare. L’unica differenza è che sulla Tares ci sarà un’ulteriore quota a carico del cittadino sui cosiddetti servizi indivisibili, il che comporterà un ulteriore aumento per i contribuenti dello 0,30% in più per ogni metro quadro”. “Ma i soldi, anche in questo caso, andranno tutti allo Stato – assicura l’assessore – perché il Comune dovrà coprire integralmente il costo del servizio, senza quindi guadagnarci granché”.

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“Arriveremo a un milione e mezzo”, il conto salato della neve a Urbino http://ifg.uniurb.it/2012/02/28/ducato-online/arriveremo-a-un-milione-e-mezzo-il-conto-salato-della-neve-a-urbino/26902/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/28/ducato-online/arriveremo-a-un-milione-e-mezzo-il-conto-salato-della-neve-a-urbino/26902/#comments Tue, 28 Feb 2012 18:15:02 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=26902 LEGGI Il Comune alla ricerca dei fondi perduti ]]> URBINO- Seicentomila euro è il conto provvisorio. Una cifra che “tenderà a salire”, tra ruspe che liberano le strade e ulteriori lavori di rimmessa in sesto di manto stradale e segnaletica. Un milione e mezzo, con un po’ di approssimazione, sarà quello finale. E’ il prezzo dovrà pagare il Comune di Urbino per l’emergenza neve di Febbraio. Mentre ancora non è possibile fare una stima definitiva, il comune cerca le risorse: “Abbiamo chiesto un aiuto a Regione e Stato. Almeno un allentamento del patto di stabilità” spiega l’assessore al bilancio Maria Clara Muci.

QUALI RISORSE? “Cercheremo di riutilizzare fondi che non abbiamo ancora usato. Nel bilancio corrente, quest’anno volevamo dedicare più risorse alla manuntenzione ordinaria, e attingeremo da là. L’obiettivo è quello di non gravare assolutamente sulle tasse dei cittadini” spiega l’assessore.

GLI AIUTI - La Regione Marche si è impegnata a pagare vitto e alloggio delle unità che sono state impiegate durante il blizzard. “Non possiamo permetterci di non pagare tutte quelle persone che ci hanno aiutato e che hanno lavorato a nome del Comune nei giorni dell’emergenza- aggiunge Muci – Stiamo lavorando sul bilancio giorno per giorno. La speranza che arrivino risorse da Regione e Stato è davvero grossa, altrimenti ci troveremo in grande difficoltà, la stessa in cui si troveranno tutti i comuni colpiti dal maltempo”.

SMALTIMENTO NEVE – A due settimane dalla fine della bufera, a Urbino sono ancora tanti i problemi legati allo smaltimento della neve. Non ci sono più fondi per trasportarla con i camion fuori dal centro abitato. Così la strategia scelta dall’Amministrazione comunale è quella dell’attesa: “Non è possibile intervenire perché mancano i soldi – spiega Carlo Giovannelli, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune – quindi non ha senso spendere nei mezzi, siamo fortunati perché è bel tempo e la neve si sta sciogliendo da sola. Grossi cumuli causano disagi in particolare nei parcheggi delle zone residenziali. Le situazioni più critiche in piazza Rinascimento, in via Gramsci,  nella zona della piantata, e in quella di Piansevero lungo via Gagarin”.

AUDIO Carlo Giovannelli, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Urbino, spiega perchè non è possibile intervenire

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Tasse universitarie: Pavia deve rimborsare 1,7 milioni anche Urbino rischia http://ifg.uniurb.it/2011/11/21/ducato-online/tasse-luniversita-di-pavia-rimborsa-urbino-rischia/10032/ http://ifg.uniurb.it/2011/11/21/ducato-online/tasse-luniversita-di-pavia-rimborsa-urbino-rischia/10032/#comments Mon, 21 Nov 2011 18:01:19 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=10032

Foto di Donatello Trisolino

URBINO – Tasse universitarie  che “sforano” il tetto previsto dalla legge e Ateneo costretto a rimborsare gli studenti. È successo a Pavia, dove il Tar ha accolto un ricorso dell’Unione degli universitari (Udu) – una delle maggiori sigle sindacali degli studenti – condannando l’ente lombardo a risarcire i propri iscritti a restituire 1,7 milioni di euro.  Un rischio che potrebbero correre anche Urbino, assieme ad altri venti atenei italiani.

Questo perché, secondo la legge in vigore dal 1997, i contributi richiesti agli studenti non possono superare la soglia del 20 per cento del finanziamento pubblico assegnato dallo Stato, cioè del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), principale entrata delle università. Urbino, come Pavia, supera questa soglia, attestandosi nel 2009 al 38 per cento rispetto all’Ffo, di fronte ai 46 milioni ricevuti dallo Stato (1139 euro di media per ciascun iscritto).

Ma l’ateneo ducale prova a difendersi, ricordando come Urbino, che sta completando il percorso di statalizzazione, sia in realtà sottofinanziata: “Se ricevessimo la quota di finanziamento che ci spetta, rientreremmo nei parametri ministeriali”, ha dichiarato Luigi Botteghi, direttore amministrativo dell’università “Carlo Bo”. “Siamo però fiduciosi, dato che il finanziamento attuale è solo temporaneo – ha continuato – e gli ispettori ministeriali hanno già riconosciuto la necessità di un aumento delle risorse erogate”. Botteghi ha anche ricordato come l’università di Urbino non abbia negli ultimi anni aumentato le tasse, limitandosi ad adeguarle al tasso di inflazione previsto dalla legge. Ma se ci fosse un ricorso? “Non possiamo che attendere l’aumento dei fondi”, ha concluso il direttore allargando le braccia.

La questione delle tasse però è storia vecchia. Era già stata affrontata dai rappresentanti degli studenti, durante i mesi delle proteste contro la riforma Gelmini, nel mirino proprio il rapporto tra rette e finanziamento statale: “Lo scorso anno ci eravamo già lamentati in consiglio d’amministrazione per l’elevato costo delle tasse – spiega Mauro Vecchietti di Agorà, associazione che ha stretto un patto di lavoro con l’Udu – sottolineando come la situazione fosse fuori legge”. Ma, di fronte all’ipotesi di un ricorso, gli studenti avevano preferito la mediazione con i vertici dell’ateneo, negoziando una revisione delle fasce di contribuzione studentesca. Attraverso l’istituzione di una commissione ad hoc, alla quale hanno partecipato tre rappresentanti degli studenti, si è così deciso il passaggio da tre a cinque fasce (sei dal prossimo anno) cercando di agevolare i redditi più bassi, aumentando la contribuzione nelle fasce più alte, in senso progressivo.

Considerata la storica sentenza del Tar lombardo, tutto potrebbe però essere rimesso in discussione: “Comprendiamo le difficoltà dell’ateneo, ma non escludiamo in futuro l’ipotesi di un ricorso”, conclude Vecchietti.

Il tema dell’elevata tassazione dell’Università resta un problema, soprattutto al Nord. Secondo il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur), già nel 2009/2010 le rette sono cresciute in media dell’8 per cento a livello nazionale (68 euro in più per studente, ben oltre il tasso di inflazione): per Federconsumatori, i più cari sono gli atenei del settentrionali, dove le tasse, se si considera la prima fascia, sono del 13,1 per cento più alte rispetto alla media nazionale (31,9 per cento se si considera il massimo importo dovuto).

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Bilancio Urbino: tagli a costi della politica e investimenti http://ifg.uniurb.it/2010/03/03/ducato-notizie-informazione/bilancio-urbino-tagli-a-costi-della-politica-e-investimenti/1493/ http://ifg.uniurb.it/2010/03/03/ducato-notizie-informazione/bilancio-urbino-tagli-a-costi-della-politica-e-investimenti/1493/#comments Wed, 03 Mar 2010 17:54:27 +0000 http://ilducatonotizie.wordpress.com/?p=267 [continua a leggere]]]> Un taglio ai costi della politica di 3mila euro, una riduzione del 42% al fondo unico sociale (destinato alle emergenze) e il reintegro di parte dei fondi Ici. Questi i punti del bilancio di previsione per il 2010 , presentato oggi durante il consiglio comunale di Urbino, iniziato alle 16.00 nella sala Serpieri, all’interno dell’ex collegio Raffaello. Il bilancio verrà approvato nella seduta convocata la settimana prossima.

“Le nostre linee guida – ha sottolineato l’assessore al Bilancio Maria Clara Muci – sono state dettate dal rispetto del patto di stabilità, dal mantenimento di tutti i servizi, tra cui uno degli asili nido meglio valutati di tutta Italia e dall’esenzione di tariffe per i servizi alla persona per chi ha un reddito inferiore a 5.700 euro”. Il bilancio consisterà in 16 milioni per la parte corrente (i costi fissi per personale, rate, mutui…) e in più di 10 milioni per gli investimenti (tra cui l’ampliamento dell’asilo nido, pronto ad accogliere anche bambini non residenti e i fondi per la scuola di Canovaccio). “Continueremo a investire – ha concluso l’assessore – anche in tempo di crisi, nonostante Urbino non sia una città industriale”.

Sono state approvate anche le individuazioni di frazioni non metanizzate nel territorio comunale, che godranno di agevolazioni fiscali grazie all’inserimento nella fascia climatica e la convenzione tra il comune di Urbino e le associazioni di volontariato Auser e Anteas per progetti socialmente utili (i volontari non sostituiranno i lavoratori del Comune), la cessione per 360 euro di 18 mq di strada comunale di Scotaneto a Domenico Occhialini (che l’aveva abusivamente occupata nel 1965) e la convenzione tra la comunità montana Alto e Medio Metauro di Urbania e il Comune di Urbino per la gestione unitaria del canile Ca’ Lucio. (l.r.)

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