il Ducato » trasporti http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » trasporti http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Ponte Armellina: i bambini senza pulmino per arrivare alla scuola del Gallo http://ifg.uniurb.it/2015/03/27/ducato-online/ponte-armellina-i-bambini-senza-pulmino-per-arrivare-alla-scuola-del-gallo/69160/ http://ifg.uniurb.it/2015/03/27/ducato-online/ponte-armellina-i-bambini-senza-pulmino-per-arrivare-alla-scuola-del-gallo/69160/#comments Fri, 27 Mar 2015 21:34:25 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=69160 REPORTAGE Cinquecento vite, una sola voce
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Bambini durante doposcuola a Trasanni

Bambini durante doposcuola a Trasanni

URBINO – La distanza che separa i bambini di Ponte Armellina dalla scuola elementare di Gallo di Petriano è breve, appena un chilometro. Da qualche anno, però, il Comune di Petriano ha deciso di non mettere più a loro disposizione lo scuolabus. Una scelta che ha avuto un effetto domino su altre due scuole del territorio e su molte famiglie.

Nei primi anni 2000, infatti, nel pieno del flusso migratorio, era stato stipulato un accordo tra il Comune di Urbino, quello di Petriano e la scuola di Gallo, rinnovato di anno in anno. La città ducale finanziava l’aiuto linguistico per i bambini stranieri, Petriano si occupava del trasporto – che per competenza sarebbe spettato a Urbino – e la scuola dell’accoglienza. Ma nel 2013 l’accordo non è più stato rinnovato, nonostante la richiesta dell’istituto.

REPORTAGECinquecento vite, una sole voce: “All you need is love”

Ormai da un paio d’anni, i bambini di “Urbino 2” – quasi tutti di origine straniera – sono iscritti alla scuola elementare di Trasanni che si trova a più di 6 chilometri da casa loro. Da Ponte Armellina, ogni mattina, passa lo scuolabus del Comune di Urbino che porta gli alunni a Trasanni, come previsto dal regolamento per il trasporto scolastico. Nonostante la distanza sia superiore, per le famiglie è questa la soluzione migliore. Molti non riuscirebbero, altrimenti, ad accompagnare i bambini a scuola, sia per motivi di lavoro che per mancanza di mezzi autonomi. Alcuni genitori di bambini italiani, però, non hanno accettato la novità e hanno deciso d’iscrivere i loro figli nelle scuole del centro. Per loro, a Trasanni, i bambini stranieri sono diventati troppi.

Un problema dei grandi. “Hanno paura che i loro figli non si integrino bene – dicono le maestre – ma il problema è solo degli adulti e delle istituzioni. Questa è una questione politica. I bambini fra di loro non fanno queste distinzioni. Una nostra alunna pochi giorni fa ha scritto ‘questa scuola mi piace perché anche se veniamo da Paesi diversi non siamo nemici'”. Un insegnamento importante anche per i più grandi.

I numeri. Sono 56 i bambini che frequentano la scuola della piccola frazione e il prossimo anno diventeranno 73. Quattro bambini, che oggi si trovano in quinta elementare, usciranno e 21 entreranno in prima. Di questi solo 6 sono italiani. Attualmente i bambini di origine straniera sono poco più del 50%, in particolare provenienti da Trasanni e Ponte Armellina. Piero Fraternale, responsabile dell’ufficio dei Servizi educativi del Comune, conferma quanto detto dalle maestre: “I bambini che vanno a Urbino sono i figli degli italiani – dichiara al Ducato – a parte chi si reca in centro per motivi di lavoro e iscrive lì i figli per comodità o per la diversa offerta formativa, gli altri non li iscrivono a Trasanni perché lì ci sono bambini stranieri”.

Verso una scuola unica. Nel suo mandato quinquennale il comune di Urbino ha deciso di occuparsi di questa situazione. “Ancora siamo in una fase embrionale, ma si sta valutando l’ipotesi di creare una scuola unica – dice Fraternale – come punto di aggregazione di tutte le frazioni, sia per i bambini delle elementari che per quelli delle medie, per evitare di creare scuole-ghetto”. L’assessore alle Politiche educative Lucia Ciampi dice al Ducato: “Ci sono moltissime scuole nel territorio di Urbino e tutte necessitano interventi di manutenzione e ristrutturazione consistenti, un polo unico potrebbe essere una soluzione” ma precisa che si tratta solo di un’intenzione: “Prima sarà discussa con i cittadini. Comunque senza un finanziamento non ci sono le risorse necessarie per un progetto simile” e sulla scuola di Trasanni dichiara: “È inutile negare che lì ci sia un problema di densità insostenibile di bambini extracomunitari che non hanno la possibilità d’integrarsi”.

Ma le maestre non sono d’accordo: “I bambini non hanno alcun problema d’integrazione né qui né quando arrivano alle scuole medie. Non sono le percentuali di bambini stranieri quelle che contano, ma i progetti e le risorse. Servono spazi più ampi e insegnanti. A Trasanni il prossimo anno ci sarà una prima classe numerosa come non mai e quello che preoccupa non è il numero di bambini stranieri, ma la mancanza di spazi necessari a garantire un adeguato percorso educativo. La soluzione non è la creazione di un istituto unico. A Trasanni servono interventi di allargamento e, inoltre, alcuni bambini potrebbero andare alla scuola del Gallo, opzione che oggi è loro preclusa. I Comuni di Urbino e Petriano devono aprire una riflessione su questo e confrontarsi di nuovo”.

“L’integrazione è un’altra cosa”. Antonio Cipollini, presidente dell’Associazione Alveare, che da anni lavora nella scuola della piccola frazione aggiunge: “L’integrazione non passa semplicemente da una diversa allocazione dei bambini nelle scuole. Ciò che conta veramente sono le metodologie didattiche, i programmi e l’organizzazione della scuola nel suo complesso e della società”. I bambini trascorrono solo una parte della giornata tra i banchi, ma i momenti di socializzazione e le occasioni di confronto – che, soprattutto a quell’età, sono fondamentali per la crescita del singolo quanto del gruppo – sono anche altri e si svolgono durante il resto della giornata: con lo sport, i giochi al parco e le attività nei centri di aggregazione. Anche qualora tutti gli alunni fossero accolti nella medesima scuola, ciascuno, al suono della campanella, tornerebbe a casa sua, ovunque questa si trovi. Quelli stranieri, allora, prenderebbero la strada per i quartieri dimenticati di Urbino”, come Trasanni e Ponte Armellina, dove queste opportunità mancano per la carenza di strutture e politiche adeguate e lo scambio e il confronto avvengono tra bambini di molte culture diverse, ma non con gli italiani, che là non ci sono. “Anche il progetto di riqualificazione del quartiere di Ponte Armellina non mi sembra lungimirante – dice Cipollini – non basta sistemare una casa o mettere dei tombini, lì manca tutto, per grandi e piccoli. Non un negozio, non un bar, nessun centro di aggregazione”.

Lo scuolabus: promesso, poi eliminato. Ma lo scuolabus di Petriano non è l’unico a creare problemi in questa vicenda. I bambini che da Trasanni vanno a scuola a Urbino prendono ogni mattina lo scuolabus, offerto come servizio aggiuntivo dal Comune. Secondo il regolamento di organizzazione del trasporto scolastico, però, l’area di Trasanni non rientra tra quelle di competenza delle scuole del centro città. Lo scuolabus è stato introdotto nel 2007 dalla precedente giunta comunale. Nel 2012, l’ex sindaco Corbucci ha deciso di limitare il servizio solo ai bambini iscritti a Urbino fino all’anno precedente. Per i nuovi iscritti il pulmino non era previsto. L’intenzione era quella di eliminare il servizio fuori competenza e, contemporaneamente, incrementare le iscrizioni alla scuola di Trasanni, all’epoca molto basse.

Quest’anno, però, dopo le insistenti richieste delle famiglie coinvolte, il sindaco Maurizio Gambini, come promesso in campagna elettorale, una volta eletto ha reintrodotto il servizio per tutti. Ma non per molto. “Si tratta di una misura eccezionale e temporanea – precisa Fraternale – e non riguarda solo Trasanni, ma anche i bambini che da Urbino vanno a Gadana e quelli che da Pallino vengono nel capoluogo”. Dall’anno prossimo infatti, il pulmino non passerà più. Anche se ancora non è stato emanato il nuovo regolamento per i trasporti scolastici, l’assessore Ciampi conferma: “I genitori sono già stati avvertiti. Non potranno fare affidamento su questo servizio per l’anno scolastico 2015-2016. I trasporti sono davvero caotici e bisogna mettere ordine rientrando nella competenza territoriale delle scuole anche per i trasporti comunali”.

 

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Il sindaco Gambini alla sede dell’Ifg di Urbino: “Santa Lucia? È ancora in rodaggio, si risolleverà” http://ifg.uniurb.it/2015/02/10/ducato-online/il-sindaco-gambini-alla-sede-dellifg-di-urbino-santa-lucia-e-ancora-in-rodaggio-si-risollevera/65081/ http://ifg.uniurb.it/2015/02/10/ducato-online/il-sindaco-gambini-alla-sede-dellifg-di-urbino-santa-lucia-e-ancora-in-rodaggio-si-risollevera/65081/#comments Mon, 09 Feb 2015 22:01:00 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=65081 gambini_scrivaniaURBINO – Faccia a faccia con il sindaco di Urbino. Maurizio Gambini, ospite alla sede dell’Ifg, è stato protagonista dell’intervista collettiva condotta dai giornalisti de il Ducato. Trasporti pubblici, infrastrutture, rischio idrogeologico, unioni civili e cultura sono stati i temi più importanti trattati nel corso del colloquio. Gambini ha risposto a tutte le domande, esprimendo i suoi punti di vista sulla vita della città e sui problemi ancora da risolvere.

Come abbiamo scritto su Il Ducato, il parcheggio di Santa Lucia non sta dando i risultati sperati. Cosa potrebbe succedere se Urbino Servizi non dovesse riuscire a pagare le rate dei due mutui che ha acceso?
“Sui debiti aperti dal Comune attraverso la Urbino Servizi per il parcheggio di Santa Lucia sono fiducioso. Vedo lontana la possibilità di un’insolvenza della società. Ci sono margini di miglioramento. Il debito trentennale prevede un ammortamento di 60 anni che inizierà nel 2017. Per quella data, che coincide con la conclusione del periodo di ‘rodaggio’ della struttura, Urbino Servizi sarà in grado di far fronte ai pagamenti delle rate del mutuo. Qualora le entrate della società non dovessero essere sufficienti ne risponderà l’amministrazione stessa, che avrà il compito di coprire la parte mancante attingendo al bilancio comunale. Per ora abbiamo intrapreso una serie di iniziative per contenere i costi dell’azienda e fare cassa: abbiamo eliminato la figura del dirigente che ci costava 125mila euro e trasferito gli uffici in una sede comunale, tagliandone altri 25mila. Un parcheggio serviva, anche se si potevano fare scelte meno onerose. Al Comune la Urbino Servizi costa molto più dei 300mila euro riportati negli articoli sulla stampa. Ogni anno i trasferimenti alla società dal bilancio comunale ammontano a 650mila euro: di questi 290 provengono dalla farmacia che ora gestisce la Urbino Servizi, mentre i restanti 360 sono quelli diretti che il Comune versa come indennizzo”.

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Avete deciso se vendere il rudere ex Megas o se sfruttarlo? In che modo? Ci sono già delle cifre da inserire nel bilancio di previsione?
“Stiamo ancora valutando se fare una gara pubblica per la cessione dell’immobile a una società privata o se fare l’investimento come amministrazione. Vendere ci permetterebbe una liquidità immediata ma dovremmo rinunciare all’immobile; fare l’investimento significa avere una sede in cui riunire tutti gli uffici: da Marche Multiservizi a MegasNet, all’ufficio tecnico comunale. È un valore importante. Tutta l’area va ristrutturata per fare un punto unico di servizi per i cittadini. Anche l’Agenzia delle entrate avrebbe una nuova sede, essendo stata sfrattata dall’attuale. Abbiamo avuto approcci con società di finanziamento per i beni pubblici che ci hanno concesso costi bassi, un tasso dell’1,5%, quindi riteniamo opportuno per la città l’investimento diretto. L’edificio è un tutt’uno con il magazzino comunale adiacente, inagibile dal nevone del 2012. Una volta ristrutturati e ricostruiti gli immobili, Marche Multiservizi prenderà in affitto circa 600 mq dei locali con un canone annuo di 140mila euro, per un minimo di 12 anni. Si parla di un investimento da 3 milioni di euro. Con questa operazione risparmieremmo 350mila euro di affitti, evitando così anche ai cittadini il problema di spostarsi in diverse zone della città per recarsi nei vari uffici. Inoltre MegasNet tornerà a Urbino, nella sede che era stata costruita appositamente per la società al momento della fusione con Aspes (ndr MegasNet si è impegnata a ricomprare un terzo dell’edificio ristrutturato per un milione e mezzo di euro). Nel bilancio non ci sarà mai l’operazione perché non la realizzeremmo direttamente noi, ma una delle nostre società di servizi. Il bene va trasferito direttamente alla società, che sarà la società di servizi della città”.

Dopo l’approvazione dell’ordinanza anti-alcol il giovedì sera ci sono molti meno giovani in piazza. Nel suo programma elettorale faceva riferimento a luoghi di aggregazione alternativi. Considerato che nel frattempo continuano le feste degli studenti al Tridente, dove non sono garantiti gli standard di sicurezza, a che punto siamo con l’apertura di questi spazi?
“Non è il sindaco che deve fare proposte, ma gli studenti attraverso i loro organi di rappresentanza: soltanto a quel punto verranno prese in considerazione al consiglio comunale. Stiamo vagliando l’ipotesi di creare una tensostruttura semi-permanente in piazza Mercatale, che funzionerà in diversi periodi dell’anno”.

Nel suo programma faceva riferimento a collegamenti diretti con gli aeroporti vicini (Ancona, Rimini, Bologna). Come vi state muovendo? Per quanto riguarda i collegamenti interni della città invece, sappiamo che molti studenti si lamentano della scarsa presenza di corse. C’è modo di collaborare con la società che si occupa dei trasporti pubblici per migliorare il servizio?
Con il ripristino della ferrovia Urbino potrebbe essere molto meno isolata e avrebbe la possibilità di collegarsi con le città raggiunte dall’alta velocità come Roma. Non solo: dopo la chiusura della ferrovia abbiamo perso migliaia di abitanti. Lo spopolamento di Urbino è da ricercare anche in questa mancanza. Proprio il 10 febbraio la Regione deciderà se approvare il ripristino della ferrovia Fano-Urbino. Per quanto riguarda i collegamenti diretti da Urbino agli aeroporti più vicini, tra cui Ancona e Rimini, la riduzione dei voli in queste due città non sta aiutando l’organizzazione del progetto. L’aeroporto di Bologna è quello che tra le tre città inserite nel programma funziona meglio, ma mancano le coincidenze con il treno che parte da Pesaro (raggiungibile da Urbino con un autobus). Lo stato nelle infrastrutture è assente. Tanti servizi vanno comunque garantiti anche se non danno un ritorno economico”.

Distribuzione Adsl. A Montesoffio continua a mancare la linea anche a causa del mancato accordo tra la curia e l’azienda EsaWay. Quale mediazione sta portando avanti il Comune? Ci sono margini per risolvere la questione?
Il problema non riguarda solo Montesoffio: ci sono anche altre zone della città non servite. A questo proposito arriveranno entro quest’anno 10 milioni di euro dalla Regione per coprire tutto il territorio marchigiano. Di questo caso specifico ci stiamo occupando proprio in questi giorni e abbiamo individuato un altro sito per installare il ripetitore. Speriamo che questo faccia ragionare la curia per venire incontro alla ditta.

Ci sono state molte polemiche sull’apertura del registro per le unioni civili a Roma e Milano. Anche un sindaco di Verona, Flavio Tosi, si è dichiarato favorevole. Lei cosa ne pensa? Crede che sia possibile fare altrettanto a Urbino?
“Sono favorevole all’istituzione del registro per le unioni civili, ma sarà compito dell’assessore ai servizi sociali Lucia Ciampi a occuparsi degli sviluppi della vicenda”.

Nel suo programma ha inserito l’allargamento del Comune per avere più peso a livello regionale. Oltre alla fusione tra polizia di Urbino e quella locale della comunità Montana “Alto e Medio Metauro”, state considerando anche altre attività?
“L’unione della polizia locale rientra all’interno di un progetto più ampio che vede i piccoli Comuni della zona seguire una linea comune in settori come il turismo, i servizi legali e l’urbanistica. Coordinando l’Unione dei Comuni (Borgo Pace, Mercatello sul Metauro, Sant’Angelo in Vado, Peglio, Urbania e Fermignano ndr) potremo valorizzare il nostro territorio e crearci opportunità di crescita e sviluppo. Sarà importante, soprattutto per Urbino che è il comune più grande, avere in sede decisionale un diritto di voto che rispecchi in proporzione il numero di abitanti”.

Urbino ha perso l’occasione di diventare Capitale europea della cultura 2019. A suo avviso, quali sono stati i problemi nella proposta culturale della città?
“Sono sempre stato molto critico verso l’idea presentata dall’architetto Ceccarelli, su cui si fondava la campagna per Urbino capitale europea della cultura. Il suo progetto sembrava far leva quasi esclusivamente sul patrimonio artistico e sul patrocinio dell’Unesco, senza andare a cogliere e a valorizzare le peculiarità di un territorio nel quale anche l’agricoltura fa parte della nostra cultura. Non c’è da vergognarsene. È da lì che veniamo e da lì saremmo dovuti ripartire. Inoltre la situazione dei trasporti nel Montefeltro è stata indicata espressamente come una delle cause per cui la candidatura non è andata in porto. Si pensi al fatto che non disponiamo più di una ferrovia, come è possibile ipotizzare di ospitare un evento così importante senza dei collegamenti adeguati? Anche Massimo Cacciari, in visita a Urbino, ammirando i torricini di Palazzo Ducale non ha potuto fare a meno di dire: “Siete tanto belli, ma qui non arriva nessuno”.

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A Urbino disagi per lo sciopero Adriabus, alta adesione http://ifg.uniurb.it/2014/03/19/ducato-online/a-urbino-disagi-per-lo-sciopero-adriabus-alta-adesione/59838/ http://ifg.uniurb.it/2014/03/19/ducato-online/a-urbino-disagi-per-lo-sciopero-adriabus-alta-adesione/59838/#comments Wed, 19 Mar 2014 13:48:54 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=59838 sciopero-busURBINO- Il terminal di Borgo Mercatale oggi è particolarmente affollato. Nell’ora di uscita dalle lezioni e dagli uffici decine di passeggeri sono in attesa dei pullman Adriabus che non passerà. Anche a Urbino è il giorno dello sciopero del trasporto pubblico.

A indire la giornata di mobilitazione di 24 ore sono state FILT-CGIL, UGL, FIT-CISL, FAISA_CISAL, UILTRASPORTI. Il servizio minimo anche a Urbino è garantito  dalle ore 5.30 alle 8.30 e dalle alle 17.30 e dalle 20.30. Scioperano le navette del servizio locale, ma anche i bus da Urbino a Pesaro e da Urbino a Fano.

“E’ dalle 11 che aspettiamo, sapevamo dello sciopero ma ci abbiamo provato”, dice Gianmarco, al terzo anno di psicologia. Lui e Federico, di Pesaro, per essere sicuri di non perdere la lezione questa mattina hanno preso il pullman alle 7 e 30: “Dello sciopero abbiamo letto sui giornali, lo hanno detto anche al Tg, ma per questi corsi abbiamo frequenza obbligatoria. Se non arriva chiameremo qualche amico”.

Un po’ più lungo il viaggio che aspetta due studentesse di Chimica e tecnologie farmaceutiche, ignare dello sciopero: “Sinceramente – spiega una di loro – non ne sapevamo nulla. Dobbiamo arrivare a Giulianova e il treno parte da Pesaro alle 14. Se tarderemo, speriamo di poter  cambiare il biglietto”.

Anche la rete comunale di Urbino è ferma, conferma Noemi, al primo anno di Scienze della Comunicazione. “Sono di Urbania: come tutti i giorni, ho lasciato la macchina vicino alla Benelli Armi, dove ho preso il numero 6.  Di solito se c’è sciopero ci sono i fogli appesi dietro il sedile dell’autista, ma oggi non ho visto nulla.Erano le 8. Aspetto ancora un po’, ma se non passa la navetta  scenderò a piedi”. Siamo noi ad avvertire due turiste inglesi dello sciopero. Nel pomeriggio sperano di partire per Venezia e la le loro espressioni si fanno di colpo preoccupate.

Incontriamo anche un autista. E’ a piedi, dice di non aver scioperato. “Ma l’affluenza tra i miei colleghi è stata altissima, ha sfiorato il 100%, almeno qui a Urbino”.

 

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“Mai più in autostop fino a Sogesta”, l’iniziativa #saltabordo per migliorare i trasporti http://ifg.uniurb.it/2014/03/18/ducato-online/mai-piu-in-autostop-fino-a-sogesta-liniziativa-saltabordo-per-migliorare-i-trasporti/59607/ http://ifg.uniurb.it/2014/03/18/ducato-online/mai-piu-in-autostop-fino-a-sogesta-liniziativa-saltabordo-per-migliorare-i-trasporti/59607/#comments Tue, 18 Mar 2014 12:00:37 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=59607 foto 2URBINO – ‘Saltare a bordo’ di un pulmino che colleghi facilmente l’isolato ‘Polo E.Mattei’ (Ex Sogesta) con il resto della città e che non costringa gli studenti a fare l’autostop. È questo il ‘sogno’ di molti universitari e l’obiettivo dell’associazione FuoriKorso Link Urbino che ieri ha dato il via a una doppia campagna di sensibilizzazione: ‘#saltabordo‘, dedicata al problema dei trasporti insufficienti, e ‘#salvadanaio #salvasaperi‘, per chiedere un nuovo sistema di tassazione universitaria progressivo, sensibile alla più piccola differenza di reddito dichiarata dagli studenti.

Da ieri la città si è riempita di manifesti colorati che sponsorizzano le campagne. Oltre agli hashtag che saranno lanciati domani anche sui social network, sui cartelloni campeggiano le scritte “Non vogliamo più” e “Vogliamo”, seguite dai relativi elenchi di ‘cose da cambiare’.

“Quello che chiediamo è un miglioramento generale del sistema dei trasporti – afferma Andrea Kleinpoppen, coordinatore dell’associazione FuoriKorso – gli autobus sono pochi, non coprono alcune fasce orarie come la notte e non collegano Urbino alle altre città. L’ultimo pullman da Pesaro è alle 20.15 di sera. Poi stop. La domenica le corse sono ridotte e zone come quella dell’Ex Sogesta rischiano di rimanere completamente isolate. Il giovedì sera gli studenti che abitano al Polo sono costretti a tornare all’una. Altrimenti si fa l’autostop“.

Se il sistema dei trasporti è ‘discutibile’, il prezzo dell’abbonamento annuale è più alto di quello di Roma: “A Urbino manca una convenzione agevolata per gli studenti – racconta Andrea – fino a tre anni fa esisteva. Ora neanche i borsisti ne possono usufruire e tutti sono costretti a pagare l’abbonamento annuale di 275 euro (nella capitale costa 250 euro, senza riduzioni), non rateizzabili. Invece in altre città come Pavia, ad esempio, agli studenti viene chiesto di pagare 8 euro in più nella rata di iscrizione ma quei soldi servono per viaggiare gratis tutto l’anno”.

Disagi non nuovi per chi abita nella città ducale ma ora le lamentele raccolte dall’associazione studentesca serviranno a ‘reagire’. “Vorremmo che i ragazzi ci segnalassero i loro problemi usando ogni mezzo, sia attraverso i social network sia attraverso il colloquio diretto”. E per venire a contatto con gli studenti, il gruppo di FuoriKorso ha già elaborato il suo piano.

“La campagna sarà a tappe – afferma Andrea – il 24,25 e 26 marzo saremo nelle facoltà a parlare con la gente e a raccogliere firme. Il nostro obiettivo è arrivare all’8 maggio con 2000 firme. Il 26 metteremo a disposizione degli studenti un pulmino, noleggiato e finanziato da noi. Ci informeremo su quali sono gli orari peggiori, su quando la tratta rimane più ‘scoperta’ e la copriremo noi, dalla mattina fino alla notte. E gratis”.

Un’iniziativa, quella del pulmino, che già l’anno scorso aveva riscosso molto successo. “Ogni studente che saliva si lamentava del sistema dei trasporti di Urbino – afferma Andrea – ma quest’anno vogliamo fare di più. Ad aprile, quando la riproporremo, realizzeremo anche delle videointerviste agli studenti che poi proietteremo in piazza a maggio”.

Dopo la raccolta firme e l’evento in piazza, il coro di lamentele servirà a smuovere qualcosa? Su questo punto Andrea è scettico. “Di solito l’obiettivo di questo tipo di proteste è chiedere un tavolo. Ma noi non ci crediamo molto perchè al 99,9% siamo sicuri di non ottenerlo. Quello che vogliamo, però, è alzare la voce sul tema. Per ora l’importante è aggregare”.

 

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Comunali 2014, Urbino che vorrei: il sondaggio tra i cittadini http://ifg.uniurb.it/2014/03/14/ducato-online/comunali-2014-urbino-che-vorrei-il-sondaggio-tra-i-cittadini/59167/ http://ifg.uniurb.it/2014/03/14/ducato-online/comunali-2014-urbino-che-vorrei-il-sondaggio-tra-i-cittadini/59167/#comments Fri, 14 Mar 2014 13:20:57 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=59167 Ducatoa 137 abitanti. I cittadini-elettori hanno detto la loro sulle questioni più importanti.Un 'vademecum' per il futuro primo cittadino Le interviste: Muci - Gambini - Crespini - Malerba - Sgarbi - De Santi - Demitri - Londei - Forti SFOGLIA E LEGGI Il nuovo numero de Il Ducato]]> città idealeURBINO – Piazza della Repubblica è affollata di giovani. Sono accorsi da tutta Europa, e oltre, per assistere alla Fiera internazionale dell’Arte contemporanea. L’evento è solo il primo di una lunga serie di iniziative promosse da Comune e università con la partecipazione attiva degli istituti d’arte urbinati. Ne parlano tutti e tutti vorrebbero essere qui, nella città ducale che per l’occasione ha implementato la rete di trasporti extraurbani. Per raggiungere piazza Raffaello,  trasformata in un grande museo all’aperto, si può lasciare l’automobile a porta Santa Lucia e da lì proseguire con le scale mobili o gli ascensori.

Questa è l’immagine utopica costruita interpretando i desideri di chi vive a Urbino, o almeno quelli di 67 donne e 70 uomini che hanno risposto alle domande del nostro questionario. I giovani.

Dalla “città ideale” alla città ducale, quella vera, dove i giovani sono più degli abitanti. Gli urbinati ne sono consapevoli tanto che il 92,7% di loro è convinto che senza gli universitari la città “morirebbe”. Paradossalmente quella che è la più grande risorsa di Urbino, diventa un problema quando gli stessi giovani, che pagano affitti e tasse universitarie, escono il giovedì sera per divertirsi. Gli abitanti del centro storico si lamentano per il chiasso e la sporcizia che il venerdì mattina trovano in piazza e nei vicoli. Come risolvere il problema? Per il 73% degli intervistati basterebbe creare nuovi luoghi di aggregazione, mentre il 26,5% pensa che la soluzione possa essere la chiusura dei locali a mezzanotte. «È un’assurdità – dice un settantenne – perché oggi i ragazzi non escono prima delle undici di sera. Mica come ai miei tempi quando i bar alle 21 erano già tutti pieni».

La città. Un borgo rinascimentale tanto bello quanto inaccessibile. Dentro le mura, salite che anche l’alpinista Reinhold Messner avrebbe qualche difficoltà a “scalare”. A complicare le cose si aggiunge la zona a traffico limitato (Ztl) che impedisce alle automobili di circolare nel centro storico, penalizzando, secondo il 66,4%, non solo i commercianti, ma anche cinema e teatro. Vero è che più della metà degli intervistati sostiene anche che la Ztl riesce a preservare la vivibilità della zona. Avere delle “buone gambe” a Urbino è fondamentale. Non solo perché non si può accedere al centro in automobile, ma anche perché non ci sono né scale mobili né ascensori gratuiti. Forse è per questo che l’86% desidererebbe avere questo tipo di facilitazioni.

Ma Urbino non è solo centro storico. Negli ultimi anni, i quartieri fuori le mura sono stati notevolmente ampliati. Come raggiungerli? Con i mezzi pubblici, che per il 50,4% degli intervistati sono efficienti e puntuali. Ma non per tutti: «Gli studenti – dichiara una giovane donna – sono costretti a vivere in centro, spendendo molto di più per l’affitto, perché i bus la sera non passano e non collegano tutte le zone della città». Situazione che non migliora quando si parla di collegamenti extraurbani: per il 68,6% è mal collegata con il resto d’Italia. Sarà anche per questo che i turisti non sono poi così tanti. Non è però tutta colpa dei trasporti. Il 76,6% del campione ritiene che le bellezze di Urbino siano poco pubblicizzate. La casa di Raffaello, le colline del Montefeltro, il Museo della città, i torricini di palazzo Ducale sono solo alcuni dei luoghi unici e magici della città. «Un castello così ce l’abbiamo solo noi e Walt Disney», dice Andrea, agente di commercio di giorno e dj di notte. È inoltre significativo che il 96,4% vorrebbe che Comune e università collaborassero di più per organizzare eventi culturali.

Una volta arrivato nella città ducale, il turista avrà delle difficoltà a trovare qualche souvenir: sono sempre di più i locali chiusi o sfitti. Problema che per il 54% degli intervistati non deriva dall’apertura dei due centri commerciali – che sono comunque troppi per il 64,2% – ma dagli affitti troppo alti. Il degrado. «La differenziata non funziona perché non ci sono abbastanza controlli. Bisognerebbe fare una raccolta porta a porta, così chi non divide i rifiuti correttamente verrebbe multato». L’opinione espressa da una barista del centro storico non è condivisa da tutti gli intervistati. Infatti, se il 46,7% non è soddisfatto del modo in cui viene gestita la raccolta differenziata, il 38,7% non si lamenta. «Per migliorare il servizio – dichiara un commerciante di via Raffaello – basterebbe aggiungere un turno di raccolta in più, soprattutto nelle vie del centro, in tarda serata per evitare che la spazzatura rimanga fuori ai portoni fino al mattino seguente». Una volta ritirati i rifiuti finiscono a Montesoffio, nella discarica di Ca’ Lucio, da sempre al centro di forti polemiche che dividono la popolazione. Posizioni contrastanti che si riflettono anche nei dati raccolti: il 48,2% vuole che la discarica sia chiusa, l’altra metà degli intervistati si divide tra contrari e indecisi. «E pensare che vicino a San Bernardino c’è una discarica a cielo aperto – racconta la proprietaria di una libreria in via Bramante – in una casa abbandonata c’è una montagna di vetro».

Altro tasto dolente è il degrado in cui versa Urbino2, zona periferica che per il 60,6% è paragonabile a un “ghetto”. C’è poi un 33,6% che addirittura non sa cosa sia e chi ci vive. In vista delle elezioni comunali, questo sondaggio potrebbe essere una sorta di vademecum per il nuovo sindaco. Certo, è un po’ difficile che Urbino possa diventare la città ideale sognata dagli urbinati, ma secondo gli intervistati sarebbe opportuno muovere i primi passi in questa direzione. Sognano il cambiamento, qualcosa di nuovo che permetta alla città ducale di non restare chiusa in se stessa ma di aprirsi al mondo. E al nuovo sindaco alcuni consigliano: «Non si occupi solo di quelli già tutelati ma di tutti i cittadini del Comune e soprattutto migliori le comunicazioni».

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Urbino che vorrei: i risultati del sondaggio http://ifg.uniurb.it/2014/03/14/ducato-online/urbino-che-vorrei-i-risultati-del-sondaggio/59080/ http://ifg.uniurb.it/2014/03/14/ducato-online/urbino-che-vorrei-i-risultati-del-sondaggio/59080/#comments Fri, 14 Mar 2014 09:35:43 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=59080 [continua a leggere]]]> URBINO – Ecco i risultati dell’indagine a cui hanno risposto 137 abitanti (67 donne e 70 uomini) tra i 18 e gli 80 anni. Le 17 domande, incentrate sulle principali problematiche della città, vogliono essere una sorta di vademecum per il futuro sindaco.

LEGGIUrbino che vorrei, il vademecum per il nuovo sindaco

ztl vivibilità

ztl commercianti

mezzi in città

Mezzi fuori

Scale mobili

differenziata

Ca' Lucio

Ospedale

Luoghi aggregazione

Chiusura H24

strutture sportive

Universitari

Eventi culturali

Due centri commerciali

Botteghe chiuse

Attrazioni turistiche

Urbino 2

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Irpinia più lontana: da aprile soppresso l’autobus ‘low cost’ da Urbino per Avellino http://ifg.uniurb.it/2014/02/24/ducato-online/irpinia-piu-lontana-da-aprile-soppresso-lautobus-low-cost-da-urbino-per-avellino/57602/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/24/ducato-online/irpinia-piu-lontana-da-aprile-soppresso-lautobus-low-cost-da-urbino-per-avellino/57602/#comments Mon, 24 Feb 2014 17:59:58 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=57602 995259_10201841878720137_1896813500_nURBINO – Destinazione Irpinia  sempre più lontana. Partire da Urbino per arrivare a Frosinone, a Caserta, ad Avellino e provincia non è mai stato così difficile. E lo sarà di più ad aprile, quando l’autobus dell’azienda Viaggi Di Maio, l’unico che collega in modo diretto la città ducale all’Irpinia, sarà soppresso.

“È molto probabile che non ci saranno più le due corse settimanali – spiegano dall’amministrazione dell’azienda – per diversi motivi, dalla scarsa presenza di passeggeri alla concorrenza. Inoltre non godiamo di alcun tipo di contributo e anche le agevolazioni che facciamo sono autofinanziate”. La notizia sarà comunque ufficializzata a metà marzo, ma per il momento sono centinaia  gli studenti che rischiano di dover girare tutta l’Italia per tornare a casa a un prezzo ragionevole.

“Sarebbe assurdo – spiega Mariano Marano, irpino e rappresentate degli studenti nel consiglio dell’Ersu – togliere un servizio di questa entità agli studenti. Siamo tantissimi dalla Campania, più di 300 solo dall’Irpinia, e sarebbe una perdita per l’università stessa. Gli studenti non sarebbero neanche invogliati a venire a studiare a Urbino con un viaggio del genere. Si potrebbe provare a far intervenire il rettore, chiedendogli di indirizzare una nota alla Viaggi Di Maio. Anche perchè – conclude – arrivare in Irpinia con altri mezzi è difficilissimo, sia economicamente che logisticamente”.

Provando a tracciare un quadro delle alternative di viaggio, la situazione è varia e con diversi livelli di prezzo.

Viaggi Di Maio: È la compagnia che ha deciso di sopprimere la tratta. La partenza da Urbino è prevista (ancora) due giorni a settimana, il venerdì e il lunedì alle 10.00. Le ore di viaggio fino ad Avellino sono otto (aumentano per i paesi dell’alta Irpinia, fino a Calitri) ma il prezzo per gli studenti è il più vantaggioso: 28 euro a tratta con l’esibizione della tessera studenti.

Viaggi Ruocco: L’autobus parte da Urbino tutti i giorni alle 11.30 ed ha come destinazioni campane Caserta, Napoli, Pompei, Salerno e altri paesi in provincia di Salerno. Arrivare in provincia di Avellino richiede cambi e coincidenze spesso inesistenti e ulteriore dispendio di energie e soldi. Le otto ore di viaggio fino a Salerno costano 43 euro, senza alcuno sconto per gli studenti.

Soluzione treno 1: Si parte da Urbino in direzione Pesaro (costo medio 3,30 euro, durata media un’ora), si prende il treno Freccia Bianca in direzione Lecce (costo tra i 9 euro, opportunità rara, e i 50 euro), dopo quattro ore si scende a Foggia, da Foggia si può prendere l’autobus che arriva ad Avellino o a Benevento o in altre città della Campania. Dopo un paio d’ore si arriva a casa, per un totale di circa otto ore di viaggio, considerando le attese ed escludendo gli eventuali ritardi di treni e autobus. Costo medio, 60 euro circa.

Soluzione Treno 2: Arrivati alla stazione di Pesaro, si può prendere il treno per Bologna (intorno ai 10 euro per le soluzioni più economiche) e da Bologna il Freccia Rossa per Napoli (tra i 50 e gli 80 euro prenotando un mese prima) che impiegherà circa 3 ore . A Napoli, l’autobus per Avellino (1 ora di viaggio e 4 euro di biglietto) per un totale di 70 euro nei casi migliori, 100 euro nei casi peggiori, e sempre almeno sette ore di viaggio.

Soluzione con cambi autobus/treni:  L’autobus della  linea Bucci per Roma parte ogni giorno, due volte al giorno (alle 6.00 e alle 15.00), da Borgo Mercatale. Si può quindi prenderlo per arrivare a Roma in quattro ore, a 38 euro, dove poi è possibile intercettare un’autolinea in direzione Avellino (ad esempio l’Air, 14 euro a tratta e tre ore di viaggio) oppure prendere un treno regionale per Napoli che costa circa 20 euro (due ore e mezza di viaggio). Da lì un autobus per Avellino. Anche qui il totale va da un minimo di 52 euro a un massimo di 60 euro. Le ore di viaggio? Possono arrivare anche a dieci.

 

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Tagli al trasporto pubblico, scuole a rischio: tavola rotonda a palazzo Ducale http://ifg.uniurb.it/2013/06/11/ducato-notizie-informazione/tagli-al-trasporto-pubblico-scuole-a-rischio-tavola-rotonda-a-palazzo-ducale/50525/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/11/ducato-notizie-informazione/tagli-al-trasporto-pubblico-scuole-a-rischio-tavola-rotonda-a-palazzo-ducale/50525/#comments Tue, 11 Jun 2013 11:16:50 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=50525 [continua a leggere]]]> URBINO – I tagli ai finanziamenti del trasporto pubblico potrebbero avere ricadute sul sistema scolastico e sugli studenti universitari. Istituzioni e operatori del settore si incontreranno per discutere dei possibili scenari sabato 15 giugno alle 10.30 nella sala del Giardino d’inverno di palazzo Ducale 

Alla tavola rotonda interverranno Giorgio Londei, presidente dell’azienda Adriabus, il sindaco di Urbino Franco Corbucci, il presidente della Provincia Matteo Ricci, Vilberto Stocchi, prorettore allo sviluppo e alle relazioni esterne dell’Università di Urbino, Enzo Giancarli, presidente della quarta commissione consiliare Regione Marche e il sottosegretario all’istruzione Gian Luca Galletti.

Tra gli invitati anche gli onorevoli Marco Marchetti e Alessia Morani e la senatrice Camilla Fabbri.

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Trasporto pubblico, sciopero generale venerdì 14 giugno http://ifg.uniurb.it/2013/06/11/ducato-notizie-informazione/trasporto-pubblico-sciopero-generale-venerdi-prossimo/50494/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/11/ducato-notizie-informazione/trasporto-pubblico-sciopero-generale-venerdi-prossimo/50494/#comments Tue, 11 Jun 2013 10:37:29 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=50494 [continua a leggere]]]> URBINO – Il sindacato Usb Lavoro Privato ha indetto per venerdì 14 giugno uno sciopero generale di 24 ore del trasporto pubblico.

Per il personale viaggiante lo stop sarà dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Non saranno interessati, invece, i servizi per portatori di handicap e gli scuolabus. L’azienda Adriabus precisa, però, che il servizio potrebbe subire variazioni.

Tra le motivazioni dello sciopero – che il sindacato esprime in un comunicato – strategie industriali sbagliate e la cattiva gestione del settore.  Per il sindacato bisogna ripartire “per lanciare una proposta sulla mobilità del paese”.

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Trasporti, per i tagli della Regione a rischio anche Urbino http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/trasporti-per-i-tagli-della-regione-a-rischio-anche-urbino/49969/ http://ifg.uniurb.it/2013/06/05/ducato-online/trasporti-per-i-tagli-della-regione-a-rischio-anche-urbino/49969/#comments Wed, 05 Jun 2013 13:20:22 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=49969 URBINO – Tagli regionali al trasporto pubblico, la protesta dei sindacati investe anche Urbino. Domani sera, alle 21, nella sede dell’Ami, le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl, i lavoratori e la stessa azienda discuteranno sulle riduzioni delle risorse destinate alla mobilità.

Dopo il -5% dell’anno scorso – con 511.150 chilometri di servizi tagliati nella provincia per i cittadini e la perdita di venti posti di lavoro – la Regione ha infatti deciso, per l’anno in corso, un taglio ulteriore del 4%. Una decurtazione che ha innescato lo stato di agitazione dei sindacati che, contro il provvedimento, hanno inviato ieri una lettera di denuncia a tutti i parlamentari eletti nel territorio.

“È assurdo: il protocollo che la Regione aveva firmato a maggio dell’anno scorso prevedeva una riorganizzazione, ma niente tagli fino alle nuove gare del 2013. I mezzi sono sempre più pieni, la gente non ha soldi e lascia l’automobile a casa: il costo non può essere più alto per gli utenti, i lavoratori, per gli studenti”. E secondo i loro calcoli, la situazione potrebbe anche peggiorare: “Potrebbe essere il preludio a tagli più pesanti. Abbiamo stimato un -15%. Se il 4% di oggi corrisponde a 400.000 chilometri, il conto è presto fatto e nella provincia rimarrebbero pochissime corse”.

Urbino, come le altre realtà dell’entroterra provinciale, rischia di essere penalizzata. “I servizi – spiegano ancora i sindacati – sono pochi e i tagli coincideranno anche con la riorganizzazione della sanità. Una follia”. Una preoccupazione che trova d’accordo il sindaco Franco Corbucci: “L’amministrazione è contraria – fa sapere – a qualsiasi tipo di taglio nel settore trasporti. La città non ha ferrovia e il trasporto è tutto su gomma. I tagli sarebbero troppo penalizzanti”.

Sul tema caldo il Comune ha quindi previsto un incontro, il prossimo 15 giugno, in cui saranno chiamati a rispondere gli enti interessati per fare il punto sulla situazione. E sulla possibilità di un aumento dei biglietti per gli utenti – paventata anche dagli stessi sindacati – Corbucci non si è sbilanciato. “Valuteremo – ha spiegato  – ciò che sarà proposto. Dobbiamo prima capire qual è l’entità del problema”.

Fino a pochi giorni fa, a non pronunciarsi sulla questione trasporti era stata la Provincia. “Siamo contenti di apprendere – dicono dai sindacati – che nei giorni scorsi l’assessore provinciale Papi abbia espresso la sua contrarietà a questo provvedimento che ‘metterebbe in ginocchio il servizio trasporti’”.

E, in vista di domani, tra le voci manca ancora quella dell’Ami. “Ogni anno – chiariscono i sindacati – chiediamo ad Adriabus i dati sulle persone impiegate nelle singole aziende, con mansioni, numero dei mezzi e chilometri percorsi. Li abbiamo avuti, non senza polemiche, nei due anni precedenti. Nell’incontro di giovedì scorso non ce li hanno voluti dare. Ci sembra un’assenza di trasparenza dei dati che dovrebbero essere pubblici. Tanto più che non abbiamo mai imputato all’Ami alcunché, è l’unico soggetto emerso dalla gara e l’unico che prova a diventare un soggetto unico. Ma quando si parla di tagli bisogna capire bene come muoversi”.

Tra le proposte da discutere, secondo i sindacati ci sono i termini delle gare per le clausole che riguardano la salvaguardia dei lavoratori, ancora con un contratto scaduto da anni; maggiori controlli sulle agevolazioni tariffarie concesse dai comuni (e sborsate dalla Regione) alle persone in difficoltà, che negli ultimi anni sono passate da 2 milioni a 4 milioni circa (a fronte del contemporaneo tagli dei servizi); più controlli a bordo contro chi non paga il biglietto, no alle corse a vuoto e alle corse ‘doppione’ sulle stesse tratte a distanza di pochi minuti.

“Una delle soluzioni per tamponare – concludono – potrebbe essere l’aumento minimo del biglietto da 1.05 a 1.10 euro, scongiurerebbe parte dei tagli. Ma la verità è i tagli non ci dovevano proprio essere. Alla Provincia avevamo addirittura suggerito di commissariare”.

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