il Ducato » Giulia Agostinelli http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » Giulia Agostinelli http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Il giornalismo senza scrittura http://ifg.uniurb.it/2010/04/28/ducato-online/il-giornalismo-senza-scrittura/3197/ http://ifg.uniurb.it/2010/04/28/ducato-online/il-giornalismo-senza-scrittura/3197/#comments Wed, 28 Apr 2010 14:43:18 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=3197 Le immagini scorrono sullo schermo del computer. Parte una musica di sottofondo e qualche istante dopo si sente la voce di un uomo che inizia a raccontare la storia dei marines che attaccarono nel 2004 Falluja, Iraq. Non è un video. E’ visual journalism,l’ultima frontiera del giornalismo nell’era digitale. In Italia si contano ancora sulle dita di una mano i giornalisti che conoscono questa novità.
Secondo l’enciclopedia online Wikipedia il visual journalism “è la pratica di combinare strategicamente parole e immagini per trasmettere informazioni”. E’, appunto, “giornalismo visivo”: audio gallerie, mappe, fotografie interattive, infografiche, ma anche designer editoriale. Un ampio panorama che ha come denominatore comune il fare informazione attraverso immagini, siano esse foto – singole o montate in sequenza con un eventuale audio di sottofondo – disegno della struttura grafica di un giornale.

“L’immagine diventa notizia” spiega Andrea Galdi coordinatore del visual desk di Repubblica.it. “Il visual journalist, ossia il giornalista visuale – dice Galdi - lavora solo con le immagini, le fotografie e i video. La nostra attenzione è rivolta a come valorizzare questo contenuto
che arriva dalle agenzie stampa, da internet e dalle segnalazioni e dai prodotti dei lettori, che ormai sono sempre più frequenti”.

Nelle redazioni dei grandi giornali americani e britannici si parla di visual journalism già da una decina di anni, ossia da quando si cominciava a capire che internet sarebbe stato potenzialmente utile al giornalismo. Tanto che oggi negli States e in Inghilterra raccontare con immagini o infografiche un fatto o una storia è diventato un business che è uscito dalle redazioni e ha acquisito una vita autonoma.

Uno su tutti è il caso di Mediastorm.org, una società nata con l’ambizione di “utilizzare l’animazione, l’audio, il video e il potere della fotografia per realizzare una gamma di narrazioni che vadano al cuore della condizione umana”. La sua nascita risale al 2005 per mano di Brian Storm, un giornalista con alle spalle un’esperienza maturata nell’agenzia fotografica Corbis e nel network americano Msnbc e oggi esperto di visual journalism. Dalla loro fabbrica uscì la pluripremiata audio galleria “The Malboro Marine”, sulle difficoltà che un marine americano ha incontrato tornando alla vita di tutti i giorni dopo essere stato uno dei protagonisti dell’attacco a Falluja durante la guerra in Iraq, nel novemre del 2004.

Lungo è anche l’elenco delle facoltà e delle scuole di giornalismo americane dove si tengono corsi e seminari sul visual journalism: il Nieman Journalism Lab di Harvard, il Poynter Institute dell’università di St. Petersburg in Florida, il Knight Digital Media Center all’università californiana di Berkley, il Reynolds Journalism Institute dell’università del Missouri e la Columbia University di New York sono solo alcuni esempi. Come dire, all’estero si insegna, ci guadagnano e ci vincono premi, mentre il visual journalism in Italia “si fa, ma non si dice”.

Nel nostro paese il primo esempio pratico di una redazione che quotidianamente lavora su prodotti giornalistici intesi in senso multimediale è stata creata a Repubblica. Nato come costola, prima della redazione del giornale cartaceo e poi della redazione online, oggi il visual desk di Repubblica.it si occupa di tutti i servizi interattivi del gruppo editoriale L’Espresso e ha come costante punto di riferimento i lavori prodotti dal New York Times. “Abbiamo creato – racconta Andrea Galdi – una struttura che non lavora più sulla realizzazione di pezzi scritti, ma sulla realizzazione di immagini, di video e sull’interattività. In una gallery di Repubblica.it c’è una didascalia molto corta e poi lasciamo che parlino le immagini disposte in senso giornalistico. Una scelta che viene fatta in base alla rilevanza dell’immagine e seguendo un racconto cronologico del fatto come fosse un video”.
“I giornali italiani – continua Galdi – sono ancora in una fase sperimentale e arrivano dopo rispetto agli americani che hanno un po’ più di coraggio. Infatt,il gruppo L’Espresso ha fatto una scelta coraggiosa decidendo di provare a seguire la strada di tutti i grandi giornali del mondo. Ossia, di uscire da una visione di un giornalismo su internet che è solo una riproduzione dei contenuti che vanno in edicola. Questo sta mettendo un po’ in difficoltà il giornale, che deve cercare delle nuove strade. Il sito di Repubblica oggi copre una buona parte dei fatti che succedono nel corso della giornata e questo impone al giornale di ripensarsi come prodotto cartaceo, magari dedicandosi di più all’approfondimento”.

Guida alla rete

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/27/foto/foto_sfasciacarrozze-3662222/1/

http://ifg.uniurb.it/speciali/speciali-2008-2010/suoni-rumori-e-scatti-dai-quattro-angoli-di-urbino/

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Quei continui collaudi “di routine” alla bretella di Urbino http://ifg.uniurb.it/2010/04/16/ducato-notizie-informazione/quei-continui-collaudi-di-routine/2793/ http://ifg.uniurb.it/2010/04/16/ducato-notizie-informazione/quei-continui-collaudi-di-routine/2793/#comments Fri, 16 Apr 2010 09:05:34 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=2793 [continua a leggere]]]> Perché a un anno dall’inaugurazione della galleria di Ca’ Gulino e della statale che collega Urbino e Fermignano si continuano a fare rilievi della strada? Per l’Anas, che gestisce la via, si tratta di “collaudi definitivi”. 

Mercoledì mattina gli automobilisti diretti a Fermignano hanno dovuto deviare all’altezza della rotonda de Le Conce, per il vecchio percorso. In galleria, chiusa al transito per quattro ore, c’erano i tecnici che, secondo quanto riportato dall’ufficio stampa dell’ente nazionale che gestisce le strade, stavano facendo dei rilievi e dei carotaggi sull’asfalto, ossia dei prelievi dei materiali utilizzati per costruire la strada.


In blu il vecchio tratto della statale, in rosso la nuova “bretella”

Sono “lavori frequenti” che hanno “valore di collaudo” hanno fatto sapere dall’Anas. Ma i dubbi rimangono. Secondo i geologi dell’università di Urbino la zona, come il resto del territorio circostante, è stata interessata in passato da frane. Per questo, durante la progettazione e la realizzazione dell’opera, erano state prese molte precauzioni.

Il fatto che stiano facendo dei carotaggi, fa pensare che l’Anas voglia accertare che non siano state commesse delle irregolarità.  In attesa di notizie certe fioriscono le ipotesi sui motivi di queste verifiche: infiltrazioni d’acqua o magari contenziosi con la ditta appaltatrice dei lavori.

Secondo l’articolo 5 della  legge numero 741 del 10 dicembre 1981, però, il collaudo dei lavori pubblici deve essere concluso entro sei mesi dalla fine dei lavori. Al massimo, in casi particolari, può esserci un prolungamento per un periodo, comunque, non superiore ad un anno dalla fine dell’opera.

Quindi, perché proprio oggi, quando da un anno autobus, macchine e camion circolano quotidianamente su questa strada?  “Forse stanno cercando di capire quali materiali sono stati utilizzati, perché la prova strutturale viene fatta con i carichi” ha detto l’ingegnere Lorenzo Bolognese, a cui è stato chiesto un parere tecnico. “Si usano martinetti – ha continuato Bolognese – prove di carico con blocchi di cemento.

Se la strada è di notevole importanza, si fanno passare i carri armati oppure si simulano dei sismi. Tutto questo viene fatto in maniera preventiva, perché se c’è qualche errore sui materiali non si possono fare dopo che la strada è stata aperta al pubblico. Creerebbero una strage, perché i collaudi servono per vedere se tutto quello che era previsto da progetto è stato realizzato.

Molte volte la Corte dei Conti manda dei controlli per verificare e collaudare se il progetto, avallato e pagato dall’amministrazione, è stato realmente messo in opera. Ma questa è una verifica amministrativa e non statica”.

Stiamo a vedere se questi “controlli” continueranno.

Guida alla rete:

http://www.italgiure.giustizia.it/nir/1981/lexs_97937.html

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Fare il tg nelle tv musicali: poche notizie e tanta velocità http://ifg.uniurb.it/2010/03/10/ducato-online/fare-il-tg-nelle-tv-musicali-poche-notizie-e-tanta-velocita/1313/ http://ifg.uniurb.it/2010/03/10/ducato-online/fare-il-tg-nelle-tv-musicali-poche-notizie-e-tanta-velocita/1313/#comments Wed, 10 Mar 2010 16:56:08 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=1313 Concerti, nuovi album in uscita e l’attualità vista con gli occhi dei giovani. L’informazione entra nei palinsesti delle tv musicali italiane, si fa spazio tra i video clip e le classifiche dei brani più ascoltati, specializzandosi in telegiornali di nicchia o di approfondimento.

Le emittenti televisive musicali in Italia sono 16. La maggior parte di queste trasmettono sulla piattaforma satellitare di Sky e, da qualche mese, anche sulle frequenze del digitale terrestre. A partire dalla legge Mammì del 1990 le tv non satellitari hanno l’obbligo di fare almeno tre tg giornalieri. Mentre per le emittenti che trasmettono sul satellite non esiste nessun vincolo.

Mtv dal primo marzo di quest’anno è l’unica emittente musicale ad avere un format giornalistico generalista, Mtv news. Storie di giovani unite a poche notizie date con un ritmo veloce e messe in onda senza un conduttore in studio, con una predilezione per l’approfondimento di temi legati alle nuove generazioni rispetto che alle notizie di stretta attualità.

Con tre telegiornali settimanali di quattro minuti l’informazione è entrata anche nel palinsesto di Deejay Tv, inaugurata anche sulle frequenze digitali nel novembre 2009. Il ritmo incalzante è l’ingrediente principale di ogni edizione, generalmente focalizzata sul tema del giorno. Una conduttrice da studio commenta le notizie, che in contemporanea vengono coperte dalle immagini, usando un linguaggio fresco e giovane.

Rock tv, Match Music e Live! sono le tre emittenti televisive satellitari che hanno scelto di fare solo informazione musicale.

U-Nite, il notiziario di Match Music in onda tutti i giorni alle 14.00 e alle 19.00, offre la possibilità di tenersi informati su eventi, concerti, showcase, le nuove uscite discografiche e le recensioni degli artisti più forti del momento.
Simile nel formato, ma non nei contenuti, è il tg dedicato ai fan della rock music. 25 minuti di informazioni sulle date dei concerti e sui nuovi album in uscita. Le singole notizie sono annunciate da un conduttore, ma al posto di un normale servizio giornalistico, su Rock News vanno in onda i video clip delle band del momento.
Altro appuntamento con le news è su Live!, il canale dedicato alla musica dal vivo. A fare da sfondo alle singole notizie, sulle date dei concerti, i video clip degli artisti della scena italiana e internazionale.

Rtl ha scelto, invece, di portare in tv la radio. Si chiama “radiovisione” e in onda vanno in contemporanea gli stessi conduttori che sono sulle frequenze radio. Lo schermo si divide in due: da una parte si vede lo speaker che legge il giornale radio; dall’altra una scheda informa sulle previsioni meteo e sul segnale orario delle principali città del mondo. In basso scorre un sottopancia con le notizie più importanti del giorno, le foto e i nomi dei redattori che le hanno realizzate.

Servizi collegati:

Mtv news: meno notizie più storie di giovani

Deejay tv: solo spettacolo musica e gossip nel tg


Guida alla rete
:

Mtv news

Deejay tv

Match Music

Live!

Rtl 102.5

Rock tv


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Deejay tv: solo spettacolo musica e gossip nel tg http://ifg.uniurb.it/2010/03/10/ducato-online/deejay-tv-solo-spettacolo-musica-e-gossip-nel-tg/1263/ http://ifg.uniurb.it/2010/03/10/ducato-online/deejay-tv-solo-spettacolo-musica-e-gossip-nel-tg/1263/#comments Wed, 10 Mar 2010 16:52:10 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=1263 Clicca qui per vedere il video incorporato.

Prendi una nuova tv e condisci il suo palinsesto con un mix di intrattenimento e musica. Il risultato è Deejay Tv. Una televisione nata per un pubblico giovane dove tutto è svago e divertimento. Anche il tg.

Dodici secondi di sigla, con camioncini futuristi e cameraman robotizzati che ruotano intorno a un’antenna tv, e poi in video appare la giovane conduttrice di Deejay tg. Si chiama Melissa Marchetto, ma sullo schermo il suo cognome non compare, come a sottolineare che si è tra coetanei e non serve essere così formali. Una conduzione veloce, dove i lanci da studio si alternano alle immagini delle notizie sulle ultimissime dal mondo della musica, del gossip e dello spettacolo. Il tutto dura circa quattro minuti, poi Melissa dice “Ok basta così” e dà appuntamento alla edizione successiva.

Deejay tv è l’emanazione televisiva della più nota Radio Deejay. A novembre ha fatto il suo ingresso anche sulle frequenze del digitale terrestre, prendendo il posto di All Music, per portare lo stile radiofonico su più piattaforme: la radio, il web, il mobile e ora anche la tv.

“Come prevede la legge all’interno del palinsesto tv ci sono tre telegiornali mirati e declinati su un target giovanile”, spiega a Il Ducato On line Stefano Mignanego, responsabile delle Relazioni esterne del Gruppo Espresso, proprietario dell’emittente. A occuparsene è una redazione composta da tre giornalisti che, con l’aiuto di collaboratori e del supporto tecnico esterno, confezionano anche le notizie per il giornale radio e il sito di Radio Deejay.

“Il palinsesto – aggiunge Mignanego – è stato rilanciato cercando di portare avanti un’estensione del mezzo radiofonico con la presenza in tv di alcuni conduttori della radio. In questo contesto i tg al momento non hanno una valenza strategica di rilievo. Vanno a completare il palinsesto, ma non lo caratterizzano. Per il momento, la nostra strategia di sviluppo è orientata più verso una programmazione d’intrattenimento”.

Oltre che nei tg, l’informazione entra, così, anche nei programmi dedicati alla musica. E’ il caso di Deejay Stories, dove Albertino racconta la vita e le carriere dei deejay nazionali e internazionali, e Dee Giallo di Carlo Lucarelli improntate entrambi sullo stile del documentario. “Sono trasmissioni che in una qualche misura parlano anche dell’attualità, usando il linguaggio tipico della radio e facendo informazione in una chiave più originale”, conclude Stefano Mignanego.

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Fare il tg nelle tv musicali: poche notizie e tanta velocità

Mtv news:meno notizie più storie di giovani

Guida alla rete:

Deejay tv

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