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Metà delle matricole di Urbino da fuori regione, un terzo dalla provincia

URBINO – La matricola tipo dell’Università “Carlo Bo” è una ragazza della provincia di Pesaro-Urbino, iscritta a Lingue e Letterature straniere spinta dal consiglio di parenti o amici, dopo aver consultato internet e frequentato gli incontri di orientamento organizzati dall’Università. E’ il profilo preponderante che emerge dalla ricerca sui 2.400 nuovi iscritti ai corsi triennali della “Carlo Bo” nel 2012/2013, illustrata nell’aula magna del Rettorato dal responsabile all’orientamento, il professor Glauco Ceccarelli.

La foto fatta ad inizio anno accademico è comunque destinata a cambiare. Dall’area provinciale, oltre che dal resto della regione Marche, le iscrizioni sono in calo, a favore di quelle da fuori regione. La Carlo Bo sembra perdere appeal per chi frequenta gli istituti superiori del territorio. Tra luglio e ottobre del 2012, su 939 neodiplomati che hanno risposto all‘indagine telefonica di orientamento dell’università il 15% ha da subito dichiarato di voler iscriversi a Urbino, mentre preoccupa i docenti universitari la scelta di metà dei neodiplomati di non proseguire gli studi (49%): “Frutto di una vera e propria campagna stampa sulla disoccupazione dei laureati – ha spiegato il prorettore Giancarlo Ferrero – quando si trascura spesso il dato che la maggioranza dei disoccupati ha proprio scarse competenze per collocarsi nel mondo del lavoro”.

Tra gli altri atenei che più attirano gli studenti della provincia c’è Ancona (36,5%), seguita da Bologna (29,6%), Milano (7,3%) e Rimini (4,7%). Scelte giustificate dalla presenza di corsi non presenti a Urbino come ingegneria (33,5% delle scelte), medicina (12,4%) ed economia (12%).

Portando lo sguardo oltre la valle del Metauro,  quasi la metà dei nuovi iscritti viene da fuori le Marche secondo la ricerca dell’ateneo di Urbino. Tra le 103 province di orgine, ci sono gruppi storicamente presenti come quelli abruzzesi e pugliesi non lasciano dubbi al rettore Stefano Pivato: “L’efficacia del passaparola in famiglia e con gli amici funziona in un certo senso più delle campagne istituzionali”. Internet, e i social network nello specifico, sono indubbiamente i principali canali usati dai neodiplomati per consolidare e approfondire la propria idea dell’ateneo di Urbino, che da un anno ha messo in campo anche un magazine online, “post.uniurb.it“, affiancato a una pagina Facebook e un account Twitter: “strumenti che aiutano a posizionare meglio il nostro brand – ha spiegato il responsabile della comunicazione, il professor Giovanni Boccia Artieri – stiamo lavorando per potenziare anche il sito uniurb.it e realizzare un canale dedicato alle matricole, ma abbiamo estremo bisogno di aumentare le risorse umane che si dedichino a questo: dovendo soddisfare anche gli obblighi di legge sulla trasparenza online e mille altre necessità rischiamo di non essere efficaci come sappiamo e vogliamo”.

Dalla Repubblica di San Marino provengono 48 matricole, 2 dalla Svizzera, 1 dal Montenegro (fonte Università di Urbino)

Anticipare i tempi di promozione e comunicazione delle attività universitarie nelle scuole è stata la richiesta emersa da più parti. Lunedì 21 maggio sarà intanto presentata la nuova campagna comunicativa, affidata: “per la prima volta in Italia – ha dichiarato il rettore Pivato – a un grande artista del mondo pubblicitario”.

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Un commento to “Metà delle matricole di Urbino da fuori regione, un terzo dalla provincia”

  1. Giovanni scrive:

    Esistono invece delle statistiche sulla percentuale di laureati a Urbino, suddivise per corso di studi, con quelli che lavorano a 3 anni dalla laurea? Tutte le volte che ho portato gli alunni di classi V delle superiori ho chiesto questo dato, sembra sia segreto. Addirittura in un corso (triennale), mi hanno dato un fascicolo dove c’era scritto “il 100% o si inserisce nel mondo del lavoro oppure continua il percorso di studi”. Ma che significa? Vorrei i numeri, prima di consigliare ancora questa università ai miei studenti!!!