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Ogni Stato fa da sé
Il sistema dei controlli alimentari in Europa è organizzato secondo una struttura nazionale. Questo significa che ogni stato applica la normativa europea con grandi divergenze rispetto agli altri. Tanto che il servizio ispettivo della Commissione, tramite l'ufficio alimentare veterinario (Fvo), fa regolarmente visita ai paesi membri per controllare la correttezza dei procedimenti di controllo.
La rete di monitoraggio e sorveglianza sulla sicurezza alimentare include agenzie e istituto che si occupano della sanità pubblica, della salute degli animali, del settore agricolo e della radioattività dell'ambiente. A cui si aggiungono i posti di ispezione frontaliera (Pif), di responsabilità delle autorità nazionali, che controllano esclusivamente i prodotti di origine animale.
Quando ai sistemi di allarme, che dovrebbero segnalare irregolarità a tutti i livelli del ciclo alimentare, anche qui c'è grande frammentazione: si va dal sistema di allearme rapido per gli alimenti destinati al consumatore ai sistemi di notifica delle malattie trasmissibili, al sistema per le emergenze radiologiche. Anche in questo settore il problema è la non integrazione dei dati e la mancanza di controllo in alcuni settori, come per esempio quello dei mangimi per animali.

In Italia, per esempio, il Dipartimento alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria del Ministero della sanità è suddiviso in uffici centrali e uffici periferici, posti di ispezione frontaliera (Pif) e uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (Uvac), a cui fa capo la responsabilità dei controlli sulle merci di provenienza comunitaria (animali e prodotti animali).

Obbligo di controllo per i produttori
Chi opera nel settore alimentare fa capo al sistema Haccp (hazard analysis critical control point) che svolge un'attività preventiva sulla sicurezza e l'igiene degli alimenti come prescritto dalle direttive europee 43/1993, 99/1993 e 3/1996. L'Haccp si sviluppa in cinque fasi: analisi dei potenziali rischi, individuazione dei punti critici nell'impianto o nel processo di produzione, adozione di misure preventive, applicazione di procedure di controllo e sorveglianza dei punti critici, infine riesame periodico dell'analisi dei rischi.

Le promesse del Libro bianco
Il Libro bianco sulla sicurezza alimentare promette di fissare criteri operativi comunitari e di migliorare la cooperazione amministrativa nello sviluppo e la gestione dei sistemi di controllo. E' ancora tutto da discutere se la Commissione avrà nuovi poteri di intervento in caso di gravi irregolarità.

cosa cambierà:
i progetti dell'Ue
food Agency
la legislazione

sistema di controllo

schede
David Byrne
Romano Prodi

link
direzione salute e tutela consumatori

sito sulla salute
(Commissione)

 

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di
Filomena Greco