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Se la fonte è senza nome

di    -    Pubblicato il 24/05/2003                 

Per evitare nuovi casi Blair, il fondatore di Usa Today Al Neuharth ha una ricetta facile facile: non utilizzare fonti anonime. Primo, perché chi ha la certezza di non essere citato tende a dire più di quel che sa. Secondo, perché il giornalista che riporta le sue parole – sicuro di non essere smentito – tende a scrivere più di quel che ha sentito. Il ragionamento, in realtà, c’entra poco con lo scandalo delNew York Times: Blair non ha citato fonti anonime, ma piuttosto ha scritto di aver parlato con una persona (indicata con nome e cognome) che non aveva mai visto in vita sua. Il tema è però interessante: è vero che le fonti anonime creano problemi di credibilità, ma è altrettanto vero che senza di loro non ci sarebbe stato – per dire – il Watergate. (M.)

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