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Urbino, il comune ha deciso: caccia ai cani senza microchip

di e    -    Pubblicato il 22/01/2015                 
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Lettore microchip

Lettore microchip

URBINO- Più controlli a Urbino sui cani: ce ne sono ancora troppi vaganti e spesso senza microchip. Lo ha deciso il Comune, che ha previsto per quest’anno un’intensificazione del monitoraggio. Un vigile e un operatore sanitario, armati di un apposito rilevatore elettronico, verificheranno se gli animali abbiano o meno il microchip sotto pelle. Quando questo lettore a forma di lente di ingrandimento viene avvicinato al cane restituisce un codice univoco di 15 cifre che poi permette di risalire al nome e alla residenza dei proprietari. “Solo in questo mese abbiamo in programma 7 controlli specifici e intendiamo proseguire su questa linea” spiega il comandate della Polizia municipale Roberto Matassoni.

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Il microchip, in vigore dal 2008 è utilissimo in caso di smarrimento o abbandono. “Da anni è obbligatorio, eppure nel territorio di Urbino molti dei cani che vengono accalappiati ne sono privi e finiscono in canile, parliamo del 77% dei casi, più che cani abbandonati, si tratta di cani vaganti, che avrebbero un proprietario, ma non sono iscritti in anagrafe”, spiega il dottor Valerio Smilari, coordinatore del servizio veterinario di sanità animale dell’Area vasta 1.

Gli ultimi dati sui cani accalappiati nel territorio urbinate risalgono al 2013. Su 239 cani, 189 erano privi di microchip. “Evidentemente i controlli non sono stati sufficienti e se non avvengono ognuno si sente autorizzato a fare quello che vuole”, aggiunge il dottor Smilari.

L’attenzione non sarà soltanto sui cani trovati da soli: i vigili andranno anche casa per casa, soprattutto nelle aree periferiche di Urbino. Ma gli abbandoni più frequenti sul territorio riguardano i cani da caccia e quelli da tartufo che spesso non vengono registrati all’anagrafe canina. Prima se ne testano le capacità e se non servono vengono abbandonati a loro stessi. “Per assicurare che a tutti i cani venga messo subito il microchip i controlli sulle cucciolate e sugli allevamenti ora sono più severi e frequenti” spiega il capitano della Polizia municipale Bruno Felici. La sanzione prevista per i padroni il cui cane viene trovato senza microchip al controllo è di 77 euro, se invece il cane non è iscritto all’anagrafe canina si parte da un minimo di 86 euro di multa fino a 258 euro.

L’obbiettivo dei controlli sui microchip dei cani è combattere il randagismo. Ma il Comune intravede in quest’operazione anche la possibilità di abbattere le entrate di randagi nel canile di Cà Lucio e ridurne i costi.

canile Cà Lucio

canile Cà Lucio

Nel 2014 alla città di Urbino il canile Cà Lucio è costato 90.000 euro e dal 2015 a carico del comune ci saranno anche le prestazioni specialistiche come ecografie o visite al cuore che prima erano pagate dai fondi del canile: “E’ una spesa in più per i comuni, ma si traduce poi in un guadagno, perché i cani sani vengono adottati più facilmente” spiega Alessandro Bolognini, presidente di Legambiente circolo Le Cesane di Urbino e responsabile del canile Cà Lucio.

Dal 1 gennaio 2015 e’ stata anche aggiornata la tariffa regionale di mantenimento per i cani del canile, da 1,33 a 1,85 al giorno. Un aumento utile, ma che non basta secondo Bolognini: “E’ un aiuto in più, certo, ma la quota resta del tutto insufficiente, idealmente avremmo bisogno di oltre due euro al giorno, a cane.”

“Per combattere il randagismo – spiega Bolognini – il microchip è fondamentale e il monitoraggio deve diventare una routine: quando si ferma qualcuno in macchina, oltre a controllargli la patente, se ha a bordo un cane, si dovrebbe verificare se ha il microchip. Negli ultimi 10 anni, forse anche grazie all’introduzione di questo dispositivo sotto pelle, i cani accalappiati e portati nel nostro canile si sono ridotti del 50%, ma il fenomeno resta elevato”. In effetti, se nel 2003 entrarono 430 cani nel canile Cà Lucio, negli ultimi tre anni la media è scesa a 200 cani mentre 190 sono andati in adozione.

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