Urbino, calano ancora gli abitanti: in sette anni 1.000 residenti in meno

Urbino
di OLGA BIBUS

URBINO – La città ducale si svuota sempre di più: in sette anni ha perso più di mille abitanti. Se nel 2010 Urbino contava 15.627 residenti oggi è scesa sotto la soglia dei 15.000: gli iscritti all’anagrafe sono 14.589. Di questi in 991 vivono nel centro storico, in 4.228 fuori le mura e in 9.370 nelle frazioni. La città perde in media 150 abitanti all’anno. Un trend negativo che si conferma anche nel 2017 che si è chiuso con il peggiore bilancio degli ultimi anni: 272 persone in meno rispetto al 2016. A diminuire sono stati soprattutto gli abitanti delle frazioni (180 persone in meno rispetto al 2016).

Il calo della popolazione è un effetto del saldo demografico che si è riconfermato negativo anche nello scorso anno. Su 191 urbinati morti sono stati solo 80 i nuovi nati. Mentre la differenza tra chi ha lasciato Urbino e chi si è iscritto all’anagrafe è di 134 unità in meno.

Ad andare via non sono soltanto gli italiani, ma anche gli immigrati. Sette anni fa quasi 1.800 residenti erano stranieri mentre oggi sono poco più di 1.400, il dieci per cento della popolazione totale.

Secondo il vicesindaco, Roberto Cioppi, la diminuzione degli stranieri è legata alla crisi economica che ha colpito l’Italia nel 2009. “Prima del 2010 gli extracomunitari erano arrivati in massa e avevano popolato Urbino 2, poi quando il lavoro è calato molti hanno preferito lasciare il territorio”, dice Cioppi. In sette anni quasi 400 residenti stranieri hanno lasciato la città ducale, il 40 per cento del totale.

Per l’amministrazione comunale è importante recuperare i 411 abitanti persi per tornare sopra la soglia dei 15.000 altrimenti tra qualche anno a Urbino si voterà per le elezioni comunali secondo le regole previste per i Comuni più piccoli, quelli cioè con meno di 15.000 abitanti. Si deciderà tutto al momento del prossimo censimento previsto per il 2021. Nessun pericolo quindi per le prossime amministrative del 2019: si andrà alle urne secondo il vecchio sistema anche se i residenti non dovessero aumentare.

Cioppi assicura che l’amministrazione è consapevole del problema del calo demografico nella città ducale. “È un fenomeno nazionale che si ripercuote sul nostro territorio, ma stiamo lavorando per contenere il problema. La nostra strategia è creare posti di lavoro per trattenere il più possibile i giovani in città, sia gli urbinati sia quelli che vengono qui per studiare”. Su questa scia si inserisce la riapertura dello spazio Data a Borgo Mercatale e l’amministrazione, conclude il vicesindaco, “sta lavorando a elaborare nuove strategie per agevolare le aziende nella gestione dell’impresa in modo da incentivare il settore imprenditoriale”.

Anche secondo Fabrizio Pappalardo, professore di Sociologia all’Università di Urbino ed esperto di mutamento sociale, la chiave giusta per fermare lo spopolamento è creare nuovi posti di lavoro. A Urbino le opportunità lavorative sono poche e sono quasi tutte pubbliche: c’è l’ospedale, l’Università e il Comune. I negozi in centro tendono a chiudere e la Benelli rimane ormai l’unica possibilità lavorativa nel settore privato. Questo spinge le persone in età lavorativa a emigrare. Se i giovani vanno via è difficile che il saldo demografico torni positivo. Oltre a nuovi posti di lavoro bisognerebbe riportare gli urbinati a vivere il centro della città ogni giorno e non solo in occasioni festive”, conclude il professore.