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Ospedali trasparenti: le Marche ancora indietro

di    -    Pubblicato il 10/02/2014                 
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I punteggi di trasparenza per ogni regione d’Italia, secondo l’inchiesta di Libera e del Gruppo Abele

URBINO – I termini sono già scaduti e le Marche restano terzultime in Italia per quanto riguarda l’adempimento delle norme anticorruzione nelle aziende sanitarie pubbliche. Secondo la campagna “Riparte il futuro” di Libera e del Gruppo Abele – che tiene costantemente aggiornati i risultati dell’osservatorio, lanciato nel dicembre 2013 –  nella nostra regione il punteggio medio di trasparenza ospedaliera ha raggiunto solo il 60 per cento. La classifica viene calcolata sulla base delle informazioni presenti sui siti web delle strutture sanitarie: secondo la legge 190 del 2012, infatti, tutti gli enti pubblici dovevano dotarsi entro il 31 gennaio 2014 di strumenti per contrastare la corruzione e agevolare la trasparenza, pubblicando sul proprio sito web il piano anticorruzione e i dati relativi ai vertici dell’azienda.

In particolare l’Azienda sanitaria unica regionale, di cui fa parte l’Ospedale di Urbino, è al 50 per cento degli adempimenti. I peggiori della regione sono gli Ospedali riuniti Marche nord di Pesaro, con un punteggio del 23 per cento, mentre l’Azienda ospedaliera universitaria Ospedali riuniti di Ancona è al 68 per cento. L’unica struttura marchigiana che ha completato l’adeguamento alla legge 190/12 è l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Ancona.

“Stiamo facendo un gran lavoro – ha assicurato Alberto Lanari, nominato responsabile anti-corruzione dell’Asur Marche – e il portale per la trasparenza è in costante implementazione”. Le stesse parole svettano nella home page della sezione “Amministrazione trasparente”, il nuovo link apparso da qualche settimana sul sito web dell’Asur. Per districarsi in questo nuovo portale, l’indice a 64 voci non è molto chiaro, ma cliccando qua e là si riescono a trovare gli atti di nomina dei vertici dell’azienda, i compensi, il curriculum vitae di Lanari e i suoi contatti.

Nessuna traccia, però, del piano anticorruzione, dei curriculum vitae dei vertici dell’azienda e dei compensi del responsabile dell’anticorruzione. “Il piano è già stato scritto – ha spiegato Lanari – ma prima di pubblicarlo deve essere firmato dai direttori amministrativi, sanitari e generali dell’Asur”. Le tre figure sono in fase di rinnovamento e ad oggi mancherebbe solo la firma del direttore amministrativo, che verrà nominato nei prossimi giorni. “La legge non prevede un termine preciso per la messa online degli strumenti anticorruzione – ha precisato Lanari – quindi, da parte nostra, cercheremo di farlo il prima possibile. Farò in modo inoltre che ogni modifica necessaria venga effettuata al massimo entro una settimana”.

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