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Il Tribunale di Urbino unico assente all’appello della Carlo Bo: “Il progetto non è ancora pronto”

di    -    Pubblicato il 26/02/2015                 
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Il tribunale di Urbino

Il tribunale di Urbino

URBINO – L’Università propone, il Tribunale rifiuta. Il palazzo di giustizia di Urbino sarà l’unico tribunale marchigiano a chiudere le porte ai laureati in Giurisprudenza che vogliono fare un tirocinio formativo non retribuito.

Infatti, nonostante la Carlo Bo si sia fatta promotrice di un nuovo progetto per i laureati meritevoli, il tribunale di Urbino non parteciperà all’iniziativa. La Procura e gli uffici amministrativi avrebbero dovuto già da tempo creare il bando di concorso per le candidature ma gli arretrati accumulati negli uffici hanno rallentato la procedura.
“Due ragazzi si sono già proposti ma le loro domande rimarranno lettera morta fino a quando il progetto resterà in fase embrionale” ha detto Daniela Monti, direttore amministrativo del tribunale di Urbino.

I nominativi, selezionati in base al merito,  devono essere ulteriormente esaminati e approvati dal consiglio giudiziario. “Siamo oberati di lavoro – continua Monti –  e dobbiamo ancora accertarci che i sei giudici del Tribunale diano la loro disponibilità”. In verità di tutto il personale giudiziario del tribunale, solo uno sarebbe disponibile. In Procura, invece, dove è andato via da poco il procuratore generale Alessandro Cannevale, è praticamente impossibile affiancare un tirocinante a un giudice.

Il tribunale aveva già stipulato con la Scuola di specializzazione di Urbino una convenzione che permetteva agli studenti di partecipare ad uno stage in procura. Adesso, la procura ha soltanto uno stagista che affiancherà il giudice.
L’università Carlo Bo è capofila del progetto, ideato dal professore Paolo Pascucci, direttore del dipartimento di Giurisprudenza e dalla professoressa Anna Maria Giomaro, condiviso dai quattro atenei marchigiani (Ancona, Camerino, Urbino e Macerata).

Il programma di tirocini formativi presso gli Uffici giudiziari delle Marche, finanziato dalla Regione, promuove il miglioramento dell’organizzazione giudiziaria e si presenta come una possibilità concreta per i tribunali marchigiani di smaltire più velocemente il carico di lavoro, incrementando la qualità e la quantità dei provvedimenti.

L’iniziativa proposta dalla Carlo Bo si inserisce nel progetto di formazione teorico-pratica disciplinato dall’articolo 73 del decreto del Fare voluto dal governo Letta.

L’assessorato al Lavoro, Istruzione e Diritto allo Studio della Regione si è impegnato anche a sostenere i tirocinanti tramite l’emissione di borse di studio.

Se a Urbino il lavoro prosegue a rilento, tutti gli altri tribunali sembrano procedere più velocemente: la Corte d’Appello di Ancona si è posta come capofila del progetto, seguita da Pesaro e Ascoli Piceno dove gli stage sono attivi. Macerata ha selezionato i laureati in Giurisprudenza più meritevoli che incontreranno, a breve, i giudici aderenti all’iniziativa mentre il tribunale di Fermo ultimerà il progetto entro 15 giorni.

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