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Cig in deroga, nelle Marche 17mila senza stipendio da cinque mesi

di    -    Pubblicato il 11/12/2013                 
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operaioDiciassettemila persone nelle Marche non prendono lo stipendio da luglio. Sono l’esercito silenzioso dei cassa integrati in deroga: operai di piccole aziende, artigiani, agricoltori e impiegati che non rientrano nella cig ordinaria e che da cinque mesi non ricevono gli 800 euro mensili che gli spettano di diritto. La Regione non ha potuto pagare perché i soldi sono finiti. Così, mentre sempre più aziende fanno ricorso agli ammortizzatori sociali per non licenziare i loro dipendenti, questi ultimi si ritrovano a lavorare gratis.

“Alle Marche dovrebbero arrivare 10 milioni di euro ma temiamo che non siano sufficienti spiega Valter Recchia, responsabile lavoro di Cna, confederazione nazionale dell’artigianato – siamo molto preoccupati. Secondo i nostri calcoli, se non vengono stanziati altri fondi non arriveremo alla fine dell’anno. Il 28 novembre c’è stato un incontro tra la Regione Marche e tutte le parti sociali, ma non si è concluso nulla e i lavoratori continuano a restare senza stipendio”.

Ad aumentare sono invece le richieste di cig in deroga. I dati aggiornati ad ottobre dell’Inps, l’istituto nazionale di previdenza sociale, mostrano un quadro allarmante: nel primo trimestre 2012 sono state presentate dalle imprese 2.411 domande per 12.332 lavoratori. Nello stesso periodo del 2013, invece, le richieste sono stare 4.307 per 21.039 lavoratori. L’82,3% in più.

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Da gennaio a maggio 2013 le aziende che nelle Marche hanno chiesto questo tipo di ammortizzatore sociale sono state 4.402, mentre le ore di cassa integrazione hanno sfiorato i 4 milioni per un totale di 33 milioni di euro. “I fondi stanziati hanno coperto le ore di Cig fino a maggio – continua Recchia – solo a novembre i lavoratori hanno ric evuto lo stipendio del mese di giugno. L’Ebam, ente bilaterale artigiani Marche, si è offerto di pagare il 20% delle ore richieste dalle imprese proprio perché la Regione temeva di non riuscire a coprirle. Ma tutto è ancora fermo”, spiega Recchia. Tra le province marchigiane, quella di Pesaro-Urbino presenta i dati peggiori con 4.837 lavoratori in cig in deroga, 1.063.196 ore e 1.213 aziende coinvolte per un totale di 8.912.645 euro. Da gennaio a maggio 2013 si è registrato un aumento del 75% delle richieste.

Secondo Carla Balducci, sindacalista della Cgil: “La nostra provincia era il fiore all’occhiello della meccanica e del mobilificio ma da anni ormai molte aziende sopravvivono a fatica”. Il settore più colpito è quella dell’artigianato: le ore di cig per gli artigiani marchigiani sono state 9.193. 861.Segue il terziario con 3.524775 ore e l’industria con 1.810.099. “Purtroppo non siamo in grado di dire cosa succederà nel 2014 – continua Balducci – la realtà è che le risorse stanziate dal governo sono poche e l’instabilità politica del nostro Paese rende tutto più difficile. I lavoratori in cassa integrazione in deroga sono migliaia. La maggior parte di loro ha una famiglia con figli piccoli. Sopravvivono grazie alla pensione dei genitori ma è una situazione che non potrà continuare per sempre. Il rischio è che prima o poi vengano licenziati”.

Secondo i dati Istat elaborati dalla Cna e dalla Confartigianato da ottobre 2012 a ottobre 2013 nelle Marche 19.000 persone hanno perso il posto di lavoro.

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