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Calcagnini: “Urbino città campus? Basta slogan, facciamolo davvero”/ VIDEO

di    -    Pubblicato il 22/01/2014                 
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Giorgio Calcagnini

URBINO –  Trasformare Urbino in una vera “Città Campus”, richiamare i tanti cervelli che l’Università ha perso negli ultimi anni e organizzare corsi di formazione per il personale tecnico. Sono questi i tre grandi obiettivi del programma di Giorgio Calcagnini, il primo candidato ufficiale alla carica di rettore della “Carlo Bo”.

Le elezioni che decreteranno il successore di Stefano Pivato si svolgeranno tra il 15 maggio e il 30 giugno di quest’anno. Manca ancora la formalizzazione, ma gli avversari di Calcagnini, docente di Economia monetaria all’Università di Urbino, dovrebbero essere il prorettore e direttore della Scuola di Scienze Motorie Vilberto Stocchi,  e Massimo Baldacci, prorettore ai Processi Formativi.

“Se dovessero essere confermati i nomi di Stocchi e Baldacci andrò a confrontarmi con due colleghi validi ed esperti – commenta Calcagnini – ricoprono entrambi cariche interne all’Università. Vilberto Stocchi è prorettore da 16 anni e conosce bene i meccanismi dell’ateneo, ma forse il contributo di qualcuno che fino a questo momento è rimasto esterno al sistema di gestione, può portare idee nuove“.

Giorgio Calcagnini è un urbinate doc professore di Economia monetaria. Insegna alla “Carlo Bo” dal 1988. Laureato in Economia e Commercio ad Ancona nel 1980, ha lavorato per sette anni a Roma, prima per l’Istituto nazionale per lo studio della congiuntura confluito nell’Istat e poi per il Centro Studi di Confindustria.

Dopo l’esperienza nella capitale ha scelto di tornare a Urbino ed è proprio la campagna per il “rientro dei cervelli” uno dei punti principali del suo programma. “Mancano le forze alla nostra Università – spiega Calcagnini – veniamo da un periodo in cui se ne sono andate le persone più produttive. Coloro che vincevano i concorsi, i più giovani e i più bravi stanno fuggendo. Dal 2004 al 2013 abbiamo perso il 33% dei docenti e anche il personale è stato fortemente ridotto”.

Secondo il professor Calcagnini il problema principale deriva dal cattivo stato di salute economico dell’ateneo. Se venisse incentivata la ricerca, puntando ad esempio sulla qualità delle pubblicazioni, secondo Calcagnini aumenterebbero anche le opportunità di ricevere fondi dal Ministero. “Una quota importante di finanziamenti pubblici vengono assegnati in base al livello della ricerca – precisa Calcagnini – ma penso anche a risorse che potrebbero arrivare da settori privati o dalla partecipazione ai progetti europei”.

Se l’attenzione alla ricerca è al primo posto, non vanno trascurati anche altri traguardi da raggiungere,  dal processo di internazionalizzazione dell’Università alle nuove politiche di formazione del personale tecnico amministrativo.

“Dobbiamo aprirci alle Università straniere – spiega Calcagnini – prendendo spunto dai modelli di “città campus” americane. Troppe volte ho sentito questa definizione, ma il mio scopo è riempire di contenuti quello che fino ad ora è stato solo uno slogan”. Per Calcagnini è necessario coinvolgere gli studenti anche fuori dalle attività didattiche tradizionali: organizzare campionati di basket e pallavolo all’interno dell’ateneo oppure far venire registi di fama nazionale a parlare agli studenti dei loro lavori sono solo alcune delle idee. “Quando ero uno studente al liceo di Urbino ricordo che c’erano incontri con artisti come Dario Fo. Penso anche a qualche intervento di Ilvo Diamanti, che potrebbe rappresentare un’occasione per coinvolgere tutta la città, non solo i ragazzi”.

Secondo il professore negli ultimi anni l’Università di Urbino è rimasta un po’ indietro in quanto a internazionalizzazione. Gli studenti stranieri preferiscono scegliere altri atenei perché non esistono abbastanza corsi in lingua inglese. “Stanno chiudendo molti degli scambi Erasmus – lamenta Calcagnini – mi riferisco ad esempio alla Business school di Copenaghen, che dall’anno scorso non ha più rapporti con noi. Si tratta di una delle migliori d’Europa e il legame con Urbino fu creato dal professor Venturelli più di vent’anni fa. È un peccato perdere occasioni di valorizzazione come queste”.

Altro obiettivo di Calcagnini è infine quello di organizzare nuovi corsi di formazione per il personale tecnico amministrativo: “È necessario avere un organico preparato – conclude Calcagnini – le lingue sono fondamentali e bisogna rieducare tutti all’utilizzo dei nuovi processi informatici. La digitalizzazione sta procedendo molto bene e secondo me sarebbe importante continuare a investire sull’efficienza del personale”.

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