Una casa e un futuro per i disabili gravi. I genitori: “Aspettiamo i fondi della legge ‘Dopo di noi'”

Centro "Francesca" che accoglie i ragazzi disabili
di ELISABETTA BARBADORO

URBINO – “Sembrano eterni fanciulli, ragazzi senza età – dice la mamma di Benedetta, una ragazza di 32 anni – ma il tempo passa anche per loro”. Ogni giorno la accompagna alle nove di mattina alla sede della cooperativa sociale Francesca, nel pieno centro storico di Urbino. Alle quattro del pomeriggio passa a riprenderla. Benedetta è una dei 40 disabili gravi che frequentano la casa in via Santa Margherita, hanno tutti tra i 20 e i 50 anni. La cooperativa Francesca di Urbino, con un centro diurno e un centro sociale per le attività lavorative, fornisce loro supporto. organizza laboratori e corsi sportivi e ludici. La natura ha precluso loro una vita in autonomia e quando i genitori verranno a mancare, avranno bisogno di assistenza continua e strutture residenziali dove vivere. La legge “Dopo di noi” cerca di risolvere questo problema. È stata approvata a giugno 2016 ma dopo quasi un anno i fondi stanziati dallo Stato tardano ad arrivare e le famiglie vogliono risposte e certezze per garantire una vita felice e serena ai propri ragazzi.

Il decreto attuativo è stato approvato il 23 novembre. La norma prevede un fondo nazionale di 90 milioni di euro per il 2016 che lo Stato deve distribuire alle Regioni in proporzione al numero di abitanti. Alla regione Marche spetterà il 2,6%, pari a 2,34 milioni. Per ottenerli, ogni regione deve presentare un progetto ad una commissione nazionale. Quello proposto dalle Marche ha ricevuto il via libera, ma a maggio 2017 i fondi previsti per lo scorso anno non sono ancora arrivati ai territori. Questo perché l’ultimo step per la distribuzione dei soldi agli ambiti competenti in materia di politiche sociali è una delibera della giunta regionale, dove vanno specificati gli importi destinati a ogni ambito e le modalità di erogazione dei fondi dal territorio a chi li richieda (cooperative o associazioni attive nel campo dei servizi sociali). Secondo Laura Bernacchia, del dipartimento regionale Politiche sociali, verrà approvata dalla giunta entro i primi dieci giorni di giugno.

Una delle maggiori preoccupazioni dei genitori con figli disabili è quella di garantire ai figli una casa dove possano abitare con gli amici del centro, dotata di un’adeguata assistenza, sia sociale che medica. È quanto fanno sapere dal “Comitato di gestione”, costituito da Elisabetta Cappelletto, Alberta Rossi e Marcello Moretti, i cui figli sono tra i quaranta utenti del centro diurno della cooperativa Francesca.

Le soluzioni abitative adottate finora sono i Coser: centri residenziali con assistenza medica. Questi centri, però, secondo gli esperti in materia, difettano sul piano dell’inclusione sociale, per questo vanno superate per far spazio a strutture più innovative, “di tipo familiare”, così si legge nel testo della legge “dopo di noi”, dove l’aspetto sanitario sia coniugato con un maggiore impegno per l’integrazione nel territorio e lo sviluppo relazionale, attraverso l’istituzione di spazi per la quotidianità e il tempo libero. I nuovi alloggi, secondo quanto previsto dalla legge, dovranno essere collocati in zone residenziali e non potranno essere abitati da più di cinque persone.

A questo proposito, il professor Lucio Cottini, docente di Psicologia dell’educazione per l’handicap all’università di Urbino, ha stilato il progetto “Mettiamo su casa”, appoggiato dalla cooperativa Francesca e dall’Unione Montana “alta valle del Metauro”, l’ente che gestisce e finanzia alcune cooperative della zona, per trovare nuovi appartamenti che rispondano ai criteri specificati dalla legge.

In attesa della delibera di giunta, nel territorio di Urbino si lavora con grande sinergia tra l’ente Unione Montana, le cooperative, i genitori e le amministrazioni: durante un incontro, il sindaco Maurizio Gambini si è detto disponibile a valutare la concessione alla cooperativa di alcuni appartamenti di proprietà del Comune.

“Noi non discutiamo di soldi, ma della qualità della vita futura dei nostri figli – ha dichiarato Elisabetta Cappelletto – l’idea è quella di farli passare da ospiti del centro a residenti, attraverso un percorso di preparazione al distacco dalla famiglia”.

La questione economica dovrebbe essere quindi questione di poche settimane. Della legge e delle prospettive che apre si parlerà in un convegno, organizzato per la celebrazione dei 25 anni della cooperativa Francesca, dal titolo “Gli strumenti di protezione patrimoniale e la legge sul ‘Dopo di noi’”, in programma lunedì 22 maggio alle 17.30 al Collegio Raffaello.