RisorgiMarche: il festival musicale per rinascere dopo il sisma

Il concerto di Francesco de Gregori, Gnu Quartet e Form a Macereto
di MARTINA MILONE

Ottantamila cuori hanno battuto insieme, all’unisono. Lo hanno fatto con 40 gradi, sotto il sole delle 16. Lo hanno fatto come se tutti insieme fossero una grande armonica. Lo hanno fatto per le Marche. In luoghi incontaminati, quasi bucolici, tra gli Appennini Marchigiani, vicino a quei paesini distrutti dal sisma che ha colpito il centro Italia, dalla mente geniale e combattiva di un marchigiano doc, Neri Marcoré, è nato il festival musicale RisorgiMarche.

Un tributo a un popolo che nel giro di pochi mesi ha perso molto, dalla casa, al vicino, all’amichetto per giocare a pallone. Tredici incontri-concerto, gratuiti e in luoghi simbolici della Regione, per ridare speranza a chi quelle notti, del 24 agosto e del 30 ottobre 2016, ha vissuto il terremoto.

Il progetto green

Senza palchi né apparecchiature. Questo è stato l’obiettivo dell’ideatore per la prima edizione del festival. Una riscoperta della natura, che non è solo la terra che trema, ma anche panorami mozzafiato e palcoscenici naturali. La musica acustica, aiutata solamente da accumulatori per la strumentazione, ha fatto da padrona.

Il “popolo di RisorgiMarche” al tramonto

Anche l’orario è stato scelto ad hoc per rendere l’evento quanto più “verde” possibile: inizio a metà pomeriggio e fine al tramonto, godendo a pieno dell’illuminazione naturale.

Ma non solo musica. La manifestazione ha offerto la possibilità di riscoprire i sapori del territorio, grazie alle “Isole del Gusto”: stand gastronomici ed espositori locali hanno fatto conoscere e assaggiare i loro prodotti. Proprio le aziende alimentari, infatti, sono state tra le più colpite dal sisma.

I concerti

Ad aprire le danze, il 25 giugno, è stato Nicolò Fabi, accompagnato dallo Gnu Quartet, proprio in una delle zone più colpite dal sisma, Sperlonga, nel comune di Arquata del Tronto. A chiuderle, il 4 agosto, con qualche giorno di ritardo sulla scaletta originaria, Samuele Bersani, che ha deliziato i suoi fan a Pian dell’Elmo, alle pendici del monte San Vicino, in località San Severino Marche. Ma le musiche e gli stili che si sono susseguiti sono stati molteplici.

Da Malika Ayane, che ha aperto il concerto con la canzone Ricomincio da qui, facendo poi estrarre a sorte il resto della scaletta, ai Daiana Lou, che hanno portato su prato la loro street music. Per entrambi due location d’eccezione, la Domus San Bonfilio, nel territorio di Cingoli, per la cantautrice milanese, e Propezzano, in provincia di Ascoli Piceno, per il duo fresco di X-Factor.

Ma ancora sui palcoscenici naturali sono saliti Ron, circondato dal bosco di Pintura di Bolognola, in provincia di Macerata, e poi, pochi giorni dopo, anche Enrico Ruggeri, nella località Campo Lungo, ad Amandola, in provincia di Fermo.

Il “popolo di RisorgiMarche” balla a un concerto del festival

Si è presentata come una cantante folk anni 70 Paola Turci, che, pantaloni a zampa, occhiali da sole e chitarra in mano, ha deliziato i fan a Pian di Ragnolo, tra Fiastra e Sarnano. E poi la poesia di Bungaro, a Pintura del Bagnolo, in provincia di Macerata.

Non è mancata neanche l’energia di Daniele Silvestri che si è esibito a Rubbiano, in provincia di Fermo. Qui il “popolo di RisorgiMarche”, dopo 60 minuti di strada e un dislivello di 900 metri, ha intonato, a ragione, la famosa Salirò.

20mila applausi sono volati nell’aria per la performance di Fiorella Mannoia e Luca Barbarossa, a Morro, in provincia di Macerata. Un evento epico che Marcorè ha voluto suggellare cantando Un marchigiano a Londra, una rivisitazione in chiave dialettale del brano Englishman in New York, di Sting.

E ancora Brunori Sas. Per raggiungere il suo palcoscenico, nel cratere del sisma, a Foce di Montemonaco, nell’ascolano, qualcuno ha percorso oltre 10 km. Lui stesso ha dichiarato: “Uno dei concerti più belli della mia vita”.

Max Gazzè durante il concerto all’altopiano di Montelago

Sotto casa, invece, l’hanno cantata in 5000, molti una casa neanche l’avevano più. Max Gazzè, in uno dei concerti conclusivi del festival, ha infuocato l’altopiano di Montelago, nel maceratese.

Un figlio d’arte ha salutato i fan del festival. Francesco de Gregori, accompagnato nuovamente dallo Gnu Quartet e dalla Form (Orchestra Filarmonica Marchigiana), ha riempito con oltre 30mila fan Macereto, in provincia di Macerata.

 Il passato e il futuro

La musica che dà speranza, la musica che unisce, la musica per beneficenza, non sono idee nuove nel panorama artistico italiano.
Impossibile dimenticare il suono delle 56 voci che nel 2009 si sono unite cantando il singolo Domani, a favore del terremoto che distrusse l’Aquila. Da Jovanotti, ai Negroamaro a J-ax, nel gruppo Artisti uniti per l’Abruzzo non mancava veramente nessuno.

A Campovolo, invece, nel 2012, l’iniziativa benefica, Italia Loves Emilia, si è espressa in un vero e proprio concerto. A pagamento sì, ma con ogni singolo centesimo guadagnato offerto in beneficenza alle zone terremotate dell’Emilia Romagna.

Il festival però non resterà un unicum. La kermesse ha già appuntamento nel 2018 con la seconda edizione, sempre curata da Neri Marcorè. Sperando che l’unica terra che tremerà, sarà quella mossa dai balli del “popolo di RisorgiMarche”.