Una Urbino 2 tutta nuova. Gambini: “Tre appartamenti su quattro andranno agli italiani”

Il quartiere popolare di Ponte Armellina
di MARTINA MILONE

URBINO – Nohaila ha 17 anni. Da quando è nata vive nel quartiere di Ponte Armellina, il ‘ghetto’ di Urbino. In un monolocale, al costo di circa 200 euro al mese, ci stanno in cinque. “Sono quasi certa che con la ristrutturazione le case saranno troppo belle per noi, e ci manderanno via”, racconta quando la incontriamo a Urbino 2 mentre sta andando a Gallo di Petriano a far la spesa con sua madre Touria. L’amministrazione comunale ha deciso di riqualificare l’area, e secondo le nuove regole la maggioranza delle case andranno agli italiani.

Sono le cinque di un pomeriggio di dicembre e per arrivare al supermercato Nohaila e Touria devono percorrere a piedi un tratto di strada, circa 500 metri, totalmente al buio.

Proprio l’illuminazione delle strade e i nuovi collegamenti con la vicina Gallo sono parte del progetto di riqualificazione promosso dalla Giunta della città ducale. La stessa illuminazione pubblica, la stessa pista ciclabile, la stessa strada, che gli abitanti della zona chiedono da anni. A finanziare il disegno di un quartiere popolare ideale, fatto di villette a schiera bianche, tre campi sportivi (tennis, calcio e basket), un parco giochi e un orto botanico sociale, saranno un fondo di 4,5 milioni di euro, fermo dal 2014 (il vecchio fondo Piperru), ora sbloccato, e ulteriori 3,5 milioni arrivati dal fondo per la riqualificazione delle periferie promosso da Palazzo Chigi.

I lavori in corso sui primi due blocchi di abitazioni a Ponte Armellina

I progetti sono già tutti nero su bianco. La ristrutturazione infatti è già partita a novembre: 46 appartamenti nuovi, non più monolocali ma abitazioni di circa 80 metri quadri. A rimanere incerto è però, ancora, il criterio con cui le nuove case verranno assegnate.

L’intenzione dell’amministrazione è chiara: “Non permetteremo più che le graduatorie degli assegnatari siano fatte solo da famiglie extracomunitarie. Grazie al nuovo regolamento il 75% delle case andrà ai cittadini italiani”, afferma il sindaco Maurizio Gambini. E, al quotidiano Il Resto del Carlino, specifica: “Quando si parla di case popolari la paura è che vengano assegnate a persone provenienti da altri Paesi: per evitare questo il regolamento prevederà delle graduatorie divise”.

La legge regionale in merito di assegnazione di abitazioni popolari prevede che alla graduatoria abbiano accesso cittadini italiani, cittadini comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno permanente o di durata biennale. Un Comune può introdurre una graduatoria ‘speciale’ per particolari categorie aventi bisogno (pari al 25% di tutte le abitazioni disponibili sul territorio), spiegano dalla Regione Marche. Ma non fare due liste in base al passaporto.

Secondo l’assessore all’urbanistica Roberto Cioppi, infatti, la politica di ‘non ghettizzazione’ si giocherà su una sola graduatoria e, a fare la differenza, saranno i punteggi dei singoli richiedenti. “Abbiamo calcolato che, stabilendo dei criteri (come la residenza sul territorio da più di dieci anni) che assegnano un punteggio maggiore, i cittadini italiani aventi diritto supereranno di molto il 70%”, spiega l’assessore.

Oggi nel quartiere vivono 100 famiglie, circa 400 persone. Sono marocchini, tunisini, subsahariani, macedoni, albanesi, tutti stranieri insomma. Una comunità consolidata da anni che il Comune, con il nuovo progetto per Urbino 2, dovrà ricollocare. “Qui ci conosciamo tutti –  spiega Nohaila – saremo anche contenti di andarcene, ma dove?”. Ancora una risposta non c’è: “Andranno sicuramente ricollocati, ci sono tanti posti a Urbino, vedremo” chiosa Gambini.

Un gruppo di ragazzi mentre gioca a calcetto nel campo improvvisato di Ponte Armellina

Nonostante il progetto avveniristico, però, la comunità sembra rimanere abbandonata a se stessa. Un gruppo di ragazzi gioca a calcetto sul piazzale di asfalto, non hanno porte, solo due pietre messe a delimitare una rete immaginaria. Poco più in là i bambini si rincorrono, come in qualsiasi altra periferia. Sembrerebbe un quartiere normale, ma, quando cala la luce, Urbino 2 si trasforma in una città fantasma. Negli androni delle palazzine manca la luce. I ragazzi smettono di giocare, i bambini rientrano a casa e, sulla fila di palazzine, frutto di una vecchia speculazione edilizia per costruire alloggi universitari, cala il silenzio. A romperlo, dopo poco, è solo un lamento, sembra il richiamo del muezzin alla preghiera serale.