il Ducato » mercatello sul metauro http://ifg.uniurb.it testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino Mon, 01 Jun 2015 01:40:19 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.1.5 testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato no testata online dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino il Ducato » mercatello sul metauro http://ifg.uniurb.it/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://ifg.uniurb.it Sei visite guidate (gratuite) per riscoprire la provincia di Pesaro-Urbino http://ifg.uniurb.it/2014/02/12/ducato-notizie-informazione/sei-visite-guidate-gratuite-per-riscoprire-la-provincia-di-pesaro-urbino/57071/ http://ifg.uniurb.it/2014/02/12/ducato-notizie-informazione/sei-visite-guidate-gratuite-per-riscoprire-la-provincia-di-pesaro-urbino/57071/#comments Wed, 12 Feb 2014 10:04:36 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=57071 [continua a leggere]]]> URBINO – Spesso i luoghi in cui viviamo, le città che pensiamo di conoscere alla perfezione celano dei segreti.  Offuscati tra le strette viuzze di un paese, nascoste nelle carte polverose di una poetessa o mimetizzati nelle pennellate di un quadro, ci sono storie che meritano di essere raccontate. Racconti persi nella memoria della provincia di Pesaro-Urbino. In occasione della giornata internazionale della guida turistica, dal 15 al 23 febbraio, saranno organizzate 6 visite guidate nei luoghi meno noti del nostro territorio.

Venerdì 15 febbraio:  sulle orme di Santa Veronica Giuliani e il Beato Girolamo di Ranuzzi
ore 15.30 Mercatello sul Metauro (incontro:  in piazza San Francesco)
ore 17.oo Sant’angelo in Vado (incontro: davanti alla chiesa di Santa Maria extra Muros)

Prenotazioni: Erica Corsini info@guidaturisticaurbino.it 347 8962484

Coop. Il Cerchio coop.ilcerchio@libero.it 347 9782936 / 347 8607585

Mercoledì 19 febbraio: apertura straordinaria del Museo Diocesano e visita della sua collezione di arte sacra
ore 10.30 Fano (incontro: centro pastorale diocesano via Roma 118)

Prenotazioni: Manuela Palmucci info@traduzioneweb.com 346 6701612

Giovedì 20 febbraio: Passeggiata attraverso il borgo e la Rocca (visita riservata ai soci Auser)
ore 15.oo Gradara (incontro: Municipio )

Prenotazioni: ric@travelingfriends.it 339 6518097

Venerdì 21 febbraio: poesie e letture della nobildonna Vittoria Mosca Toschi poetessa emancipata di metà ‘800
ore 10.30 Pesaro (incontro: Piazza del Popolo – lato Palazzo Ducale)

Prenotazioni: elenabacchielli@gmail.com 333 2411068

Domenica 23 febbraio: Paolo e Francesca, la storia d’amore attraverso il Montefeltro
ore 10.00 Rimini (incontro: Arco d’Augusto)

Prenotazioni: lorifede2@libero.it 368 7334048

sabine@travelingfriends.it 339 4622045

Domenica 23 febbraio: vedute a Urbino, scorci e scorciatoie
ore 10.30/15.30 Urbino (incontro: Fortezza Albornoz)

Info e prenotazioni: 333 3127664

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C’è un jeans nel Montefeltro che resiste alle cadute (e alla crisi globale) http://ifg.uniurb.it/2013/05/22/ducato-online/ce-un-jeans-nel-montefeltro-che-resiste-alle-cadute-e-alla-crisi-globale/47758/ http://ifg.uniurb.it/2013/05/22/ducato-online/ce-un-jeans-nel-montefeltro-che-resiste-alle-cadute-e-alla-crisi-globale/47758/#comments Wed, 22 May 2013 09:19:10 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=47758 ARTIGIANI L'allarme del Cna in provincia FONDO ANTICRISI 300mila euro a chi ha perso il lavoro]]> URBINO. Aziende che chiudono, posti di lavoro che vanno in fumo. I dati della Cna dicono che la Valle del Metauro negli ultimi quattro anni ha pagato un prezzo alto alla crisi. Ma qualche segnale di speranza c’è. E arriva da due aziende che non solo hanno resistito, ma possono anche vantare bilanci in attivo. Una è nata dalle ceneri di un fallimento e ha usato l’esperienza nella produzione dei jeans per fare qualcosa di nuovo. E soprattutto competitivo. L’altra è cresciuta grazie alla scommessa di un gruppo di operai che si è messo in proprio.

Dal 2008 a oggi sono 76 le imprese che hanno chiuso i battenti, quasi una su dieci, lasciando a casa più di 600 persone impiegate fino a ieri nell’edilizia e soprattutto nel tessile. Quella che una volta era la “valle del jeans” assomiglia sempre più a una valle di lacrime svuotata dalla delocalizzazione che porta il lavoro dove costa meno, come in Marocco o in Cina.

Impossibile competere in un’economia globalizzata facendo le stesse cose di sempre. Ma se c’è una cosa su cui in Italia siamo imbattibili sono le idee, il design, la capacità di reinventarsi una vita nuova.  Lo dimostra la storia di Andrea Sassi, costretto a chiudere nel 2008 l’azienda tessile di famiglia a Sant’Angelo in Vado. Poco più che trentenne, non ha mollato e si è lanciato nella progettazione e distribuzione di abbigliamento per motociclisti. La sua esperienza nel settore del jeans non è andata persa, anzi, è diventata il punto di partenza per creare prodotti innovativi. La Pro Mo Jeans oggi usa la tela ruvida non per realizzare semplici pantaloni, ma per creare abiti da motociclisti capaci di attutire le cadute.

Dagli stabilimenti di Sant’Angelo in Vado escono pantaloni anti abrasione dotati di tasche in cui inserire le protezioni per le ginocchia, giacche jeans con imbottiture capaci di proteggere le spalle. “La moto è sempre stata una mia grande passione – racconta Sassi – ed è così che mi è venuta l’idea di creare una linea di abbigliamento pensata per chi ama le due ruote. Oggi abbiamo messo in piedi una rete di 120 negozi e possiamo esportare in svariati paese esteri, dove già provano a copiarci in tutti i modi, ma i nostri clienti riconoscono la qualità del made in Italy”.

La ProMo jeans è un piccolo argine all’emorragia di manodopera specializzata in questo territorio: ”Ci serviamo di una serie di fornitori del posto – aggiunge Sassi – Una volta l’azienda della mia famiglia dava lavoro a circa 35 persone e produceva direttamente: oggi abbiamo un indotto più ampio e possiamo dedicarci a progettare e migliorare la distribuzione in tutto il mondo”.

“Viviamo in una zona tra le più ricche di imprese in Italia – dice Massimo Galli, responsabile Cna dell’ambito territoriale di Urbino – Per quanto un collegamento stradale più affidabile tra l’Adriatico e il Tirreno potrebbe aiutare tutti a uscire da un parziale isolamento col resto del paese e un po’ dalla crisi”. Nell’attesa, ormai pluridecennale, che la Fano-Grosseto veda la luce, chi resiste, e ancor di più chi nasce ora, deve imparare dall’esperienza di chi negli ultimi vent’anni ha tenuto botta alle bordate della crisi.

È il caso degli otto ex dipendenti della Benelli armi che hanno dato vita alla Pcm nel 1987 e alla EuroProMec nel 1999 , producendo a Fermignano componentistica meccanica anche per l’azienda da cui si sono licenziati: “Poco più che trentenni dovevamo scegliere se ricollocarci i fabbrica con mansioni meno stimolanti e sicure o diventare padroni di noi stessi, e lo abbiamo fatto – racconta Paolo Baciardi – Oggi diamo lavoro a circa 45 collaboratori, tutti con la stessa età che avevamo noi quando siamo partiti e se lo Stato non fosse così vorace di risorse, ci piacerebbe accogliere tanti altri ragazzi che hanno anche bisogno di formarsi lavorando”.

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Fano-Grosseto, l’eterna incompiuta http://ifg.uniurb.it/2013/03/02/ducato-online/fano-grosseto-leterna-incompiuta/36813/ http://ifg.uniurb.it/2013/03/02/ducato-online/fano-grosseto-leterna-incompiuta/36813/#comments Sat, 02 Mar 2013 03:08:15 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=36813 L'INCHIESTA Utopia lunga Due Mari di A.Sofia LEGGI IL DUCATO IN EDICOLA]]>

La galleria abbandonata di Parnacciano (Pg)

Partiamo da Urbino in una mattina di febbraio tersa e gelida per scoprire i luoghi simbolo di una strada, la Fano-Grosseto, che da decenni aspetta di essere completata. Dalla costa adriatica a quella tirrenica, 270 chilometri di curve e dislivelli che tagliano l’Appennino attraverso Marche, Umbria e Toscana. La “due mari” è nuovamente sul tavolo delle tre amministrazioni regionali. Ma, gira e rigira, è sempre il vecchio tracciato, quello dell’eterna incompiuta.

MAPPA Il percorso della E78

Da Urbino a San Giustino ci vuole poco più di un’ora, ma con la neve e il ghiaccio quasi due, sempre che il passo di Bocca Trabaria sia aperto. Con una strada normale, questi 65 chilometri si farebbero in tre quarti d’ora.

L’INCHIESTA Un’utopia lunga Due Mari di Alberto Sofia

Dalla città Ducale si sale verso Montesoffio, frazione di poche anime a 500 metri sul livello del mare. La strada è stretta e ghiacciata e in certi punti manca il guard-rail. Non ci sono indicazioni, ma non ce n’è bisogno, la direzione possibile è una sola. Urbania sembra lontanissima, ma la strada migliora. In poco tempo si arriva a Mercatello sul Metauro mentre il fiume ci accompagna per buona parte del viaggio. Dal paese si arriva al monumento simbolo dell’incompiuta: la galleria della Guinza.

La troviamo sepolta dalla neve e dall’oblio. È difficile anche trovare lo svincolo che da Mercatello sul Metauro porta alle gallerie. Tutti gli abitanti del paesino conoscono il “mostro” di cemento e ci indicano la strada con un sorriso amaro. Sono passati ventitré anni da quando il primo novembre 1990 il ministro democristiano Gianni Prandini tagliava il nastro per inaugurare l’inizio dei lavori.

Percorriamo una stradina stretta. Una donna che passeggia col cane toglie ogni dubbio: alla fine di quel sentiero troveremo le montagne bucate dalle gallerie. La strada dimenticata ci sfugge alla vista perché è ricoperta da mezzo metro di neve. Avrebbe dovuto essere l’inizio di un tracciato di quasi 6 chilometri per collegare le Marche all’Umbria, invece, quel che rimane è un paesaggio fantasma, simbolo dei 300 milioni di euro sprecati negli anni.

Una rete isola il cantiere, ma non è difficile ritagliarsi un valico per passare. Anche se i tempi delle corse clandestine in moto e dei mercatini abusivi in galleria sono finiti, l’accesso è ancora possibile. Un lucchetto arrugginito chiude il grosso cancello arancione di una delle due gallerie. Attraverso la grata si vede la fine del tunnel. L’altra galleria è murata e forse non vedrà mai la luce. È pronta anche la strada che si tuffa nel traforo: ci sono i guard-rail, l’asfalto, ma anche la ruggine.

Dall’altra parte della montagna c’è l’Umbria. Oltrepassata la Guinza la strada sarebbe dovuta arrivare fino a un nuovo traforo, quello che sbuca a Parnacciano. Un cancello arancione ci ricorda che siamo davanti a un altro pezzo di E78. I resti degli striscioni di chissà quale protesta, sono il biglietto da visita di questo teatro abbandonato. Qui la strada non c’è, la terra si mescola con i resti del cantiere: bulloni, masserizie, cartelli, rifiuti. Ci sono persino dei cavi di rame che spuntano dal suolo. Un muro di cemento impregnato d’acqua incornicia l’entrata della galleria. Il terreno è fradicio e i nostri scarponi si riempiono di fango. Il fiume che scorre dall’altra parte della strada sembra penetrare ovunque. Lo scenario è più degradato di quello della Guinza.

Per arrivare a Parnacciano, oggi, bisogna superare il passo di Bocca Trabaria, a 1049 metri di altitudine. Qui il percorso si trasforma in un viaggio della speranza. Trovarsi davanti un tir può rallentare ulteriormente il tragitto, non ci sono piazzole di sosta e sorpassare è molto pericoloso. La neve si accumula a bordo strada, riducendo ancora di più la larghezza delle carreggiate. Incrociamo un camion che, costretto ad allargare la manovra, invade la nostra corsia. Le montagne si alternano a piccoli paesini, superiamo i borghi di Sompiano e Lamoli dove, poco dopo l’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo, una casetta diroccata degli attrezzi dell’Anas mostra lo stato di abbandono della zona.

Superato il valico si passa il “confine” umbro, ma vista la lunghezza del percorso, sembra di aver passato una frontiera. Inizia la discesa fino a San Giustino, una strada panoramica, ma impensabile per chi non ha tempo di gustarsi il paesaggio. In mezz’ora facciamo quindici chilometri e arriviamo al paese, dove si conclude il nostro viaggio.

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Inchieste, reportage e dossier: i lavori di fine corso del biennio ’10-’12 http://ifg.uniurb.it/2012/05/01/progetti/inchieste-reportage-e-dossier-i-lavori-di-fine-corso-del-biennio-10-12/31623/ http://ifg.uniurb.it/2012/05/01/progetti/inchieste-reportage-e-dossier-i-lavori-di-fine-corso-del-biennio-10-12/31623/#comments Tue, 01 May 2012 09:03:16 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=31623 video): ecco tutti i progetti finali degli allievi. Lavori che prestano un'attenzione particolare alla Provincia e alla Regione, senza però dimenticare altre realtà... Buona lettura! LEGGI L'ULTIMO DUCATO]]>

Il mutuo della discordia

In Sardegna duecento aziende agricole sono sul lastrico e a rischio di sfratto per colpa di una legge regionale revocata dalla Commissione europea. Le responsabilità rimbalzano da un’istituzione all’altra, ma finora niente si è mosso
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Piccoli Adulti Crescono

A dodici chilometri del Campidoglio c’è un altro sindaco e una banca che rilascia monete proprie. Non è un nuovo principato con strane pretese di indipendenza, ma la Città dei Ragazzi, una comunità che dal 1952 ospita i ragazzi fuori famiglia
di GLORIA BAGNARIOL / MULTIMEDIA


Grotte da (a)mare

Sono quasi cinquecento, hanno tutte forme diverse e un’unica caratteristica in comune: bucano la roccia della costa alta di Ancona per chilometri. Le chiamano tutti grotte, sono state scavate oltre un secolo fa e ognuna ha una storia diversa, fatta di uomini, di mare e di un tempo che non c’è più
di SILVIA BALDINI / MULTIMEDIA


Crescere un figlio nella città che non c’è

A tre anni dal terremoto che ha distrutto L’Aquila, sei madri raccontano come si vive oggi nel capoluogo abruzzese. La notte del 6 aprile 2009, il terrore e la fuga. E poi la vita in un luogo dimenticato. Abitazioni e scuole provvisorie, assenza di un centro storico e spazi di ritrovo. In attesa di una ricostruzione che non parte
di STEFANIA BERNARDINI / MULTIMEDIA


Bombe in mare: 60 anni di dubbi

Molte ombre circolano attorno le bombe chimiche gettate dai tedeschi al largo tra Pesaro e Cattolica. Nonostante le rassicurazioni del ministero della Difesa ci sono testimoni dell’epoca che contestano l’efficacia delle bonifiche. Intanto le associazioni di cittadini non ci stanno e chiedono ulteriori monitoraggi
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Il rock no-strano

La musica legata al territorio. Artisti che creano e vivono di musica autentica, raccontano il paese in cui sono cresciuti, valori e significati locali, tradizioni. Distanti dai Talent show, dalla musica usa e getta e dai musicisti dal successo facile, presto dimenticati
di NOEMI BICCHIARELLI / RADIO


Il fantasma della banda della Magliana

La malavita romana è tornata a sparare sui marciapiedi della Capitale. Nel 2011 sono stati commessi 33 omicidi, alcuni eseguiti in pieno giorno, da killer esperti e in quartieri centrali, come avveniva trent’anni fa. Sembrano essere tornati i tempi della banda della Magliana
di VALENTINA BICCHIARELLI / TV


Filettino, il regno che non c’è

Un piccolo paese del frusinate grida alla secessione, con un suo governo, un suo stemma e una sua moneta. Nasce un principato per non cancellare un comune sotto i mille abitanti e per proteggere la fonte dell’Aniene. Storie e racconti di una identità nata per salvarsi dalla crisi
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Senza un braccio divento pilota

La seconda vita di Matteo Baraldi: dopo un incidente in moto ha perso un arto contro un guardrail, ma grazie a una protesi è riuscito a realizzare il suo sogno: correre in moto. Ecco come le barriere di protezione lungo le strade posso diventare una ghigliottina
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Amaro petrolio lucano

Il più grande giacimento petrolifero d’Europa su terra ferma. Quasi 450 milioni di barili per un valore di 50 miliardi di dollari. È il tesoro nascosto della Basilicata. Per i suoi abitanti non restano che le briciole. Infrastrutture carenti, disoccupazione e poca crescita
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All’ombra del Titano

Tra estorsioni mafiose, milioni di euro e misteriose finanziarie sammarinesi, emerge la storia di Francesco Agostinelli, un imprenditore del nord che a differenza di tanti colleghi ha deciso di non essere vittima della mafia. Ma di diventarne complice
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Il sale della terra

C’è un piccolo paese in Sardegna dove il mare, il vento e il fiume creano il clima ideale per coltivare gli agrumi. È Muravera, il paese delle arance. Da diversi anni, però, la produzione degli agrumi è diminuita a causa del sale, che dal mare avanza sempre più velocemente
di MARIA SARA FARCI / STAMPA


Rose rosse ogni sera. Ma non è per amore

Fiori e quotidiani: chi arriva dal Bangladesh a Torino parte da lì. Una comunità invisibile, sconosciuta alle tradizionali strutture di accoglienza e alle cronache cittadine. Sono tutti uomini, quasi nessuno parla italiano e sono qui per una sola cosa: il lavoro
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Mutoid. Dai rifiuti all’arte

Londra, 1986. Un gruppo di artisti trasforma rifiuti e oggetti inutilizzati in sculture grandiose. Sono i Mutoid. Nel 1990 arrivano a Santarcangelo, ospiti del Festival dei Teatri. Una ex cava abbandonata diventa il loro campo base. Oggi, dopo più di vent’anni, sono ancora lì. E sono parte del paese stesso
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Un soffio di integrazione a Torino

Una delle maggiori comunità straniere di Torino, quella dagli occhi a mandorla, è entrata nel cuore dei cittadini torinesi. Cercano di avvicinarla tramite corsi e associazioni, inseguendo una vera e propria “integrazione al contrario”, che però stenta ad arrivare
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Il ‘ratto’ del parco delle Sabine

Un nuovo quartiere sorto nella zona nord-est di Roma, con un complesso residenziale che ruota intorno al più grande centro commerciale d’Europa. I costruttori si erano impegnati a preservare i siti archeologici che costituivano la storia dell’area. E invece sono tornati sottoterra
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L’ultimo Robinson

Un uomo vive solo nella sua isola, per otto mesi l’anno. Due cani sono la sua unica compagnia. Intorno il silenzio e l’odore del mare. Palmarola è un luogo puro e incontaminato, nell’arcipelago ponziano. Nei suoi colori brillano la presenza di mondi lontani e molte contraddizioni
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“Io, sequestrato dai pirati”

A bordo di piccoli barchini a motore attaccano le navi mercantili che passano dal Corno d’Africa. La Savina Caylyn è una delle tante navi sequestrate in Somalia. L’equipaggio di ventidue persone resta per undici mesi in ostaggio di una quarantina di pirati. Antonio Verrecchia è uno di loro
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Tuvixeddu, necropoli dimenticata

A Cagliari c’è la più grande area punica del Mediterraneo, con oltre duemila tombe del VI secolo a.C. e 60 sepolcri romani dei primi secoli d.C. Abbandonata per secoli e ridotta a discarica, da dodici anni è al centro di contenziosi politici. Oggi aspetta ancora di essere valorizzata
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Fare affari lontano dal Raìs

I rapporti commerciali dell’azienda edile Pascucci&Vannucci con la Libia si sono bloccati quando è scoppiata la guerra civile. Una sorte comune ad altre aziende italiane in un Paese che rappresenta uno sbocco, potenzialmente molto ricco, per la nostra economia
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La guerra delle vongolare

I pescatori di Civitanova Marche si contendono da vent’anni un pezzo di mare per la pesca delle vongole. Due fazioni, i “nordisti” e i “sudisti” che battagliano nonostante parentele e amicizie. Ora attendono che la regione Marche stabilisca i nuovi confini per le aree di pesca
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Le vie per uscire dalla crisi

C’è un modo per uscire dalla crisi del debito? La strada che si sta seguendo adesso in Europa è la migliore o si dovrebbero prendere misure diverse? Il Ducato ha sentito economisti, giornalisti, analisti finanziari e banchieri, per cercare di tracciare un quadro delle possibili soluzioni
di DOMENICO ALESSANDRO MASCIALINO / STAMPA


Barocco ambulante

Negli ultimi cinque anni, il numero dei senegalesi a Lecce è più che raddoppiato. Oggi sono la terza comunità, dietro ad albanesi e filippini: 451 “regolari”. La particolarità è che due su tre hanno ottenuto il permesso di soggiorno come lavoratori autonomi, in pratica o sono commercianti o fanno gli ambulanti
di GABRIELE MICELI / TV


L’evangelizzazione di strada

Ritornano nelle stesse strade dove prima seminavano ‘morte’, ma questa volta da ‘risorti’. Giovanna e Denis, dopo un passato di droga, fanno esperienza dell’Amore di Dio e portano il Vangelo ai giovani che incontrano per le vie e le piazze di Jesi e di altre città delle Marche
di MICOL SARA MISITI / MULTIMEDIA


Essere bambini a Napoli

Ci sono bambini che a 14 anni si divertono con pistole giocattolo e finti arnesi da lavoro. E ce ne sono altri che maneggiano quelli veri. A Napoli e provincia la dispersione scolastica ha la percentuale più alta in Italia. E sono tanti i ragazzini che prendono strade senza ritorno
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In ginocchio

Nel febbraio 2012 il nord delle Marche è rimasto sepolto per settimane da quattro metri di neve. Oggi il settore agricolo della zona è ridotto sul lastrico: capannoni distrutti, animali morti, produzione ferma da mesi. Per la provincia di Pesaro Urbino, la più colpita di tutte, si parla di 80 milioni di euro di danni. La conta per tutta la Regione è di 150 milioni
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Puglia Francoprovenzale

Come nel 1200 a Faeto e Celle di San Vito si parla ancora francoprovenzale: non un dialetto, ma una vera lingua riconosciuta come ‘minoritaria’. Da anni, nelle due enclave in provincia di Foggia, si cerca di difendere il patrimonio linguistico dallo spopolamento e dalla perdita dell’insegnamento in famiglia
di ANTONIO RICUCCI / STAMPA


Mani di fatica nel rione Sanità

Le storie dei lavoratori tra miseria, solidarietà e artigianato di qualità. Considerato da molti un ghetto, da altri un quartiere all’avanguardia, come il Bronx di New York, è la zona di Napoli in cui nasce l’abbigliamento made in Italy, esportato in tutto il mondo
di ANTONIO SIRAGUSA / MULTIMEDIA


Un’utopia lunga ‘Due Mari’

Doveva collegare Marche e Umbria, oggi è il simbolo della E78 incompiuta. Per realizzare la galleria della Guinza sono stati già spesi 300 milioni di euro, ma da 22 anni si attende il passaggio della prima auto. Le amministrazioni locali spingono per completare i lavori, i privati fiutano l’affare
di ALBERTO SOFIA / MULTIMEDIA


Il mondo dei giochi

La memoria del gioco artigianale, le virtù (e i vizi) di quello industriale. Alcuni paradossi del grande business del giocattolo, capace di bruciare 100 milioni di dollari per il taglio di capelli di una star
di STEFANO STRANO / STAMPA


“Volevo solo una carezza”

Kristal, Elona, Sonia e Maria erano quattro adolescenti molto diverse tra loro, con famiglie problematiche alle spalle. Per questo erano finite in un istituto di suore alla periferia di Roma. Oggi hanno 30 anni e si sono costruite vite dignitose contando solo sulle proprie forze. E sono serene
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Neve, si ribalta un’autocisterna di GPL a Mercatello sul Metauro http://ifg.uniurb.it/2012/02/07/ducato-notizie-informazione/neve-si-ribalta-unautocisterna-di-gpl-a-mercatello-sul-metauro-2/20642/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/07/ducato-notizie-informazione/neve-si-ribalta-unautocisterna-di-gpl-a-mercatello-sul-metauro-2/20642/#comments Tue, 07 Feb 2012 19:08:26 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=20642 [continua a leggere]]]> URBINO – Un camion che trasportava gas per il rifornimento delle abitazioni si è ribaltato questa sera sulla strada statale 73 bis (Bocca Trabaria) alle porte di Mercatello sul Metauro. L’incidente, dovuto al ghiaccio, non ha provocato vittime né spargimenti di carburante. Per ora l’autocisterna è adagiata su un fianco nella neve. I Vigili del Fuoco di Urbino sono intervenuti sul posto e, per sicurezza, pattuglieranno il veicolo tutta la notte. Domattina arriverà una squadra di Vigili del Fuoco da Mestre che effettuerà il travaso di gas dalla botte danneggiata a un’altra messa a disposizione dalla stessa ditta. Secondo il capo dei Vigili del fuoco di Urbino, Claudio Ovarelli, non c’è alcun pericolo.

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Neve, isolate per scelta 27 famiglie. Ricci: “I comuni non pagheranno l’esercito” http://ifg.uniurb.it/2012/02/07/ducato-online/vdf-venti-interventi-nella-notte-oggi-ancora-neve-e-vento/20090/ http://ifg.uniurb.it/2012/02/07/ducato-online/vdf-venti-interventi-nella-notte-oggi-ancora-neve-e-vento/20090/#comments Tue, 07 Feb 2012 14:32:24 +0000 http://ifg.uniurb.it/?p=20090 LEGGI Agricoltura, danni a oltre 50 aziende
GUARDA I militari soccorrono gli isolati DISAGI? SCRIVETE ALLA REDAZIONE]]>
di Massimiliano Cocchi e Maria Sara Farci

DISAGI? SCRIVETECI A REDAZIONEIFGURBINO@GMAIL.COM

URBINO – Sono ancora 27 le famiglie isolate a causa della neve, che da una settimana continua a scendere su tutto il territorio Montefeltro. Sono persone che hanno deciso di non lasciare la propria casa, anche se si trovano in aperta campagna. Il Com, Centro operativo misto, monitora continuamente le loro condizioni e, quando richiesto, portano generi di prima necessità e medicinali. Ma se da una parte tante famiglie scelgono di rimanere isolate, dall’altra l’Enel ha segnalato circa centocinquanta abitazioni ancora prive di corrente.

I MILITARI SOCCORRONO GLI ANZIANI

E dopo la polemica dei giorni scorsi sul costo dei militari, arrivati a Urbino per aiutare a spalare la neve, il presidente della Provincia Matteo Ricci, ha dichiarato che i comuni non spenderanno più un euro per pagare l’esercito:  “Abbiamo ricevuto la comunicazione dal Governo”, ha spiegato Ricci, che ha definito la decisione “sacrosanta”.

I DANNI – La neve accumulata sui tetti ha provocato grossi disagi anche all’ospedale di Urbino, dove, a causa delle gravi infiltrazioni, sono state chiuse tre sale operatorie. Grazie a una turbina, i vigili del fuoco hanno rimosso la neve. Nei prossimi giorni una ditta specializzata verificherà se ci sono stati danni all’impianto elettrico delle sale operatorie.

E due giorni dopo il cedimento del tetto in via Budassi, un altro crollo è stato registrato nel ristorante cinese “Nuovo Sole”, vicino alla rotonda di via Nazionale Bocca Trabaria. Ad accorgersene è stato il proprietario, Liu Likang, che dopo aver chiuso per una settimana il suo ristorante, era ritornato per spalare la neve. Il crollo è avvenut o nella parte della veranda vicina all’ingresso del ristorante, precipitando sopra a tavoli, mobili e un acquario.

Colpito dall’emergenza anche il settore agricolo. La Cia di Pesaro e Urbino fa sapere che oltre 50 aziende segnalano danni a capannoni e stalle, ma sopratutto alle coltivazioni. La neve, caduta ininterrottamente per una settimana, potrebbe far lievitare i prezzi di frutta e verdura, anche se per il momento non c’è stato alcun rincaro. Il Cna sottolinea anche il rischio per le coltivazioni di olivo, molto sensibile alle basse temperature.

LE SCUOLE – Questa mattina il sindaco di Urbino Franco Corbucci ha firmato l’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, inclusi gli asili nido, fino a sabato 11 febbraio incluso e avverte sui pericoli più grossi in questo momento: le ‘stalattiti’ di ghiaccio e i blocchi di neve che possono cadere dai tetti dei palazzi.

“COME LAME SULLE NOSTRE TESTE” / FOTO – VIDEO

“A tutte le persone che si muovono a piedi, soprattutto nel centro storico, si raccomanda di fare grandissima attenzione, di camminare al centro della carreggiata e di controllare la situazione prima di passare”, ha dichiarato il sindaco, che rinnova l’appello ai cittadini a muoversi di casa solo per reali necessità.

SUPERMERCATI – Sono ancora mezzi vuoti gli scaffali dei supermercati della città. Alcuni rifornimenti (salumi, latticini e ortofrutta) sono arrivati questa mattina, ma i prodotti stanno già finendo perché cittadini e studenti continuano a fare scorta di provviste. Mancano soprattutto carne surgelati, ma anche gli altri prodotti continuano a scarseggiare.

Dopo una settimana di neve i disagi iniziano a farsi sentire anche nei distributori, rimasti quasi a secco, ma sono previsti nuovi rifornimenti di benzina e gasolio,nella mattinata, per tutti i distributori del centro.

LA VIABILITA’ –

Intanto sono state riaperte le strade provinciali bloccate domenica, percorribili però solo se dotati di catene e pneumatici da neve. Continuano le difficoltà per le strade interne.Viabilità regolare anche se rallentata lungo la A14. Aperta la SS73bis direzione Fano, la SP243 e la SP4 direzione Urbania. Traffico rallentato sulla E78 Bocca Trabaria causa neve.

Le linee bus urbane ed extraurbane sono tornate alla normalità. L’autobus 21 dai Collegi si ferma a Borgo Mercatale perché il Comune ha chiuso il transito nel centro storico, mentre per la tratta del 18, dal Sogesta passerà per Fermignano e poi per Urbino e viceversa. “Abbiamo continue richieste per la linea Urbino-Roma che sta circolando regolarmente” afferma Giorgio Londei, presidente Adriabus.

Ancora diversi i disagi per chi volesse  viaggiare in treno, diversi treni a lunga percorrenza cancellati rimangono ancora cancellati.

 

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