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Videotrends: il futuro del giornalismo dai giornalisti del futuro

Diverse testate giornalistiche preferiscono ormai affidare alle clip un certo tipo di contenuti. Ma anche le aziende stanno ripensando il marketing in formato video, raccontando storie in cui il marchio diventa sempre più marginale ed è il racconto a fare da protagonista. Anche il Ducato ha sperimentato il format: cento secondi per spiegare un argomento, un fatto, una storia o un personaggio. partendo da una parola chiave che avesse a che fare con le tendenze web del momento: da Netflix a Snapchat, dalle social story alle influencer





La cultura viaggia ancora sui vecchi canali: la televisione piace più delle nuove app

Volantini, telegiornali e programmi tv sono le principali fonti d’informazione per gli appassionati al patrimonio culturale e, mentre le piattaforme digitali faticano ad affermarsi, un mezzo ‘antico’ come la radio riacquista popolarità. Ci si fida di più degli amici che degli esperti e il primo interesse è per cibo e turismo. Questi aspetti sono messi in luce dallo studio del Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata di Urbino.



Il premio Pulitzer Bob Marshall a Urbino: “Il giornalismo non morirà, ci saranno sempre lettori affamati”

Esperto in riscaldamento globale e cambiamenti climatici, il giornalista statunitense è stato a Urbino per un mese con gli allievi americani del corso che tiene dal 2009. Racconta l’inchiesta sull’uragano Katrina che ha portato il giornale dove lavorava, il Times-Picayune a vincere il prestigioso riconoscimento. Riguardo al “global warming” invece è tutt’altro che ottimista: “Porterà caos, instabilità politiche e guerre per le risorse idriche”